PARLAMENTO. PILLOLA GIORNO DOPO, INTERROGAZIONE

(DIRE-notiziario) Roma, 22 set. - Un'interrogazione del Pd
(firmata da Bernardini, Beltrandi, Mecacci, Zamparutti, Livia
Turco E Farina Coscioni) al ministro del Welfare, chiede lumi
sull'inchiesta dei radicali romani riguardo la prescrizione della
pillola del giorno dopo negli ospedali della capitale.

Questo il testo.

Per sapere - premesso che:

   il 10 settembre 2008, su repubblica.it e' apparsa una
video-inchiesta con la quale l'associazione RadicaliRoma ha
monitorato per circa due mesi il comportamento delle strutture
sanitarie pubbliche con riferimento alla prescrizione della
cosiddetta "pillola del giorno dopo";

  la video-indagine e' stata condotta da alcune ragazze che, con
una telecamera nascosta, si sono presentate in venti ospedali
della capitale (scelti a campione) sostenendo di dover usufruire
immediatamente, perche' ancora in tempo, della contraccezione
d'emergenza, onde evitare i rischi di una eventuale gravidanza
indesiderata;    il passaggio delle ragazze non e' stato quasi
mai registrato all'ingresso del pronto soccorso e nella meta'
degli ospedali monitorati le richiedenti sono state allontanate
dal personale sanitario presente in quel momento all'accettazione
in quanto il medico di turno non rilasciava quel tipo di
prescrizione causa obiezione di coscienza, il tutto peraltro
avveniva senza che alcuno si assumesse la responsabilita' di
questa decisione mediante l'indicazione per iscritto del motivo
del rifiuto sul documento della prestazione e senza fornire (se
non in tre casi) informazioni aggiuntive utili per le
richiedenti;

   i medici obiettori di coscienza, tutti dipendenti o
convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, non hanno
nemmeno adempiuto all'obbligo di ricevere le pazienti cosi' da
indicare loro un secondo professionista, non obiettore, che
provvedesse alla ricetta o, in subordine, "a prestare la propria
opera in caso di urgenza, indipendentemente dal convincimento
personale", cosi' come previsto dal Codice deontologico della
classe medica;    da un punto di vista medico la contraccezione
d'emergenza rientra nella "classe 1" dell'OMS, cioe' senza
restrizioni d'uso, e l'efficacia si riduce significativamente con
la distanza di tempo trascorsa tra il rapporto a rischio e la
somministrazione della contraccezione, raddoppiando ogni dodici
ore il rischio di un concepimento indesiderato;

   in Italia sono in commercio due preparati, distribuiti con i
nomi di Levonelle e Norlevo, che contengono una dose costituita
da due compresse di Levonorgestrei (LNG), per acquistare i quali
e' necessaria una ricetta nominativa non ripetibile a differenza
di quanto avviene in pressoche' tutti gli altri Paesi europei ed
extraeuropei dove il principio farmacologico in questione e' un
normale prodotto da banco;    la contraccezione postcoitale
mediante un farmaco registrato con questa specifica indicazione
costituisce una forma di prevenzione dell'aborto e quindi un
obiettivo ampliamento delle possibilita' di scelta per chi voglia
o debba ricorrere a forme di contraccezione intercettiva; le
caratteristiche ed il meccanismo d'azione della pillola del
giorno dopo dovrebbero rendere impossibile per la classe medica
il ricorso all'obiezione di coscienza come definita dalla legge
n. 194 del 1978 o dalla legge n. 40 del 2004, non essendoci una
gravidanza in atto o una procedura di procreazione medicalmente
assistita;
   nel caso di specie pertanto il comportamento dei sanitari e'
parso illegittimo stante il mancato rispetto dei diritti del
cittadino il quale nella situazione data si e' venuto a trovare
nella materiale impossibilita' di reperire un medico disposto a
rilasciare la ricetta medica necessaria all'assunzione del
predetto farmaco, cio' che in ipotesi avrebbe potuto esporre le
richiedenti al rischio di affrontare il disagio di una gravidanza
indesiderata;
   come piu' volte denunciato anche da altre inchieste
giornalistiche, negli ospedali pubblici si verifica, in
particolare nel fine settimana, la difficolta' per le donne,
soprattutto giovani e giovanissime, di farsi rilasciare la
prescrizione medica necessaria all'acquisto del Norlevo. Una
difficolta' che con il trascorrere delle ore puo' tradursi
nell'impossibilita' di fatto di assumere la pillola ed evitare
cosi' una gravidanza non desiderata -:

   se non ritenga necessario garantire una corretta applicazione
della legge permettendo a tutti coloro che ne hanno bisogno di
ricorrere alla pillola del giorno dopo senza incorrere nei
numerosi problemi di prescrizione resi evidenti anche
dall'atteggiamento dei medici obiettori di coscienza; se non
ritenga necessario acquisire il video girato dall'associazione
Radicaliroma per valutare il comportamento del personale medico e
paramedico coinvolto e, se del caso, attivare ispezioni
ministeriali per garantire il funzionamento delle strutture
sanitarie in ottemperanza alle leggi e ai diritti degli
assistiti;
   se, ove le ispezioni facciano riscontrare illeciti
disciplinari, non ritenga opportuno segnalare tali fatti ai
competenti ordini professionali perche' prendano provvedimenti
disciplinari nei confronti di chi disattende la legge;
   se non ritenga necessario attivarsi affinche' le liste dei
medici obiettori di coscienza siano rese pubbliche e direttamente
accessibili ai cittadini, in modo da consentire a tutte le donne
una scelta consapevole e coerente con le prestazioni che
intendono richiedere;
   se non ritenga opportuno assumere iniziative volte ad abolire
l'obbligo di ricetta per la prescrizione della pillola del giorno
dopo. (4-01004)






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