[preCat] URGENTE: proposta binotto, inchiesta, azione politica pro-ricerca/università
Luca Leuzzi
Fri, 19 May 2006 06:30:58 -0700
Ciao a tutt*,
vorrei riprendere la proposta fatta da Marco e rilanciarla.
[prologo...]
Ieri a Roma abbiamo tenuto una presentazione del numero di Inchiesta dei/sui ricercatori precari.
Benché non affollatissima è stata un'occasione molto preziosa per riprendere il filo delle cose fatte dalla rete
e per renderci bene conto che una base piuttosto solida ed elaborata di temi e proposte è stata effettivamente
sviluppata negli ultimi tre anni ed è una base tuttora valida.
Io poi, che non ho partecipato con alcun contributo, vorrei
complimentarmi con la curatrice e con tutti quelli che hanno scritto,
pensato e organizzato il numero. Mi rendo conto che sia stata una
fatica non indifferente ma alla fine è insieme una raccolta
interessante di analisi, testimonianze e proposte facilmente
comprensibile per chi non è addetto ai lavori
ed anche una ottima pezza d'appoggio per chi vuole sapere chi siamo che facciamo e dove miriamo.
Eppoi pure per noi è un modo di riconoscerci.
Un favoloso bigliettone da visita ;)
Alla presentazione avevamo invitato e sono intervenuti (fino a sera
inoltrata) molte delle realtà con cui abbiamo interagito (con le
modalità più svariate): cgil, usi-rdb, adi, precari degli enti di
ricerca (istat, iss, enea, inaf e via dicendo), precari
dell'università, comunisti italiani. Hanno introdotto una giornalista
del Sole24 che ci ha seguito nelle nostre mobilitazioni, Alessia
Tripodi, e Benedetto Vecchi del manifesto. E' intervenuto anche
Morcellini, autore di un contributo a Inchiesta e preside di Scienza
della Comunicazione (dove stavamo).
Venendo al sodo: il punto adesso è cosa fare - con molta urgenza - affinché le nostre istanze trovino spazio del Documento di
Programmazione Economica e Finanziaria. Dunque prima di adesso!
Di qui mi riallaccio alla proposta di Marco fatta ieri su questa lista.
Sono d'accordissimo sul cercare un'interlocuzione con Mussi.
Sarebbe favoloso potersi trovare nel pieno di un grande movimento di
precari e travolgere il ministero con le nostre richieste minacciando
magari di bloccare tutto altrimenti.
Così, però non è. Ne lo sarà a breve (forse mai...). Di certo non prima del DPEF.
Però ieri tutti gli intervenuti si sono detti preoccupati
dalla situazione e poco convinti che, senza una pressione "di
base", il governo
possa concretamente agire nei nostri interessi e nell'interesse
dell'università e della ricerca pubblica. Questa è l'opinione
fortemente condivisa, di non credersi in buone mani e lasciar fare ai
buoni governanti.
E allora l'idea: che noi della Rete organizziamo un incontro pubblico
con tutte (dico tutte) le forze del precariato della ricerca ed il neo
ministro (&sotto segretari) dove esponiamo le nostre proposte di
cambiamento/inversione di tendenza. Le soluzioni che proponiamo al
problema della precarietà sono a volte diverse, anche all'interno
della rete stessa: chi punta al posto a tempo indeterminato, chi
al reddito (e ai diritti) garantito, anche slegato dal posto di
lavoro, chi ad un precariato fisiologico ma ben
regolamentato che garantisca e programmi gli sbocchi a tempo
indeterminato.
Ma sono tutte proposte che mirano all'assorbimento del precariato e al
rilancio della ricerca (e dell'economia del paese più in generale).
Io punterei su questo collante per affrontare pubblicamente il
ministero ed esigere una risposta chiara e dettagliata dal
governo sulla loro politica.
Mettiamo insieme in una volta l'adi, l'interprecaria degli enti di
ricerca, i sindacati di base, la cgil-flc-nidil e chiediamo a Mussi e
Modica che cosa intendono fare immediatamente. Proprio MATERIALMENTE,
prima che si ripartiscano i soldi.
Imponiamo loro di dire tra le nostre richieste cosa intendono attuare ( e se e come ).
[Potremmo pure coinvolgere tutti i rettori con cui siamo in trattativa
locale e il neopresidente CRUI e magari pure il rettore dell'Aquila...]
Tentiamolo di farlo come una forza unica - seppur variegata - in
maniera trasparente (evitando o prevenendo lobbismi vari) e determinata.
Accidenti, la mia proposta è diventata un appello. Chiedo venia ma è che il tempo è poco e ora è il momento più cruciale.
Se non tentiamo niente adesso si rischia (..) di ritrovarci tutti a fare l'autunno caldo ma già bolliti.
Spero che molt* ancora rispondano all'appello di Marco: da Pisa, da Ferrara, da Bologna, da Firenze, da Milano,....
Luca
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