francesca
Tue, 30 May 2006 05:40:55 -0700
30 maggio assemblea pubblica all'Angelo Mai per discutere e preparare la manifestazione del 28 Giugno.
Parade Of Precari@
I precari hanno ripreso parola: i centomila della mayday di Milano, le
migliaia di Palermo, Napoli, Parigi e tante altre città europee,
riscrivono il calendario della politica mettendo al centro la necessità
di attivare forme di comunicazione tra la ricchezza delle diverse
esperienze di lotta che i precari e le precarie stanno portando avanti.
A fronte della frammentazione sociale prodotta dalle nuove forme di
organizzazione del lavoro, le reti dei precari che sperimentano la
miseria dello sfruttamento e la ricchezza della resistenza, provano a
innescare un piano di riconoscimento e di ricomposizione comune, a
partire dal territorio metropolitano, come spazio esteso della
produzione e del conflitto.
Cospirare per noi vuol dire
respirare insieme, vuol dire dare vita ad uno spazio comune, aperto e
orizzontale, che riesca a connettere e a valorizzare le lotte che si
sono date negli ultimi anni, così come a estenderle e a intensificarle
in quelle a venire.
Vuol dire costruire la forza sociale capace
imporre l'abrogazione della legge 30 e la cancellazione del pacchetto
Treu, di imporre l'istituzione di un reddito garantito svincolato dalla
prestazione lavorativa, vuol dire vincere le vertenze aperte sui posti
di lavoro e le battaglie sul diritto all'abitare, vuol dire praticare
la riappropriazione di spazi sociali dove sperimentare cooperazione e
produzione culturale dal basso, e affermare le libertà digitali e la
libera condivisione dei saperi.
Il sindaco Veltroni rivendica
con orgoglio per Roma la crescita del 4,1 % del pil cittadino, ma
dimentica il fatto che la Roma dello sviluppo edilizio selvaggio, degli
squali del mattone, delle grandi opere dei grandi architetti, la Roma
dei servizi alla persona e alle imprese, dell'industria dello
spettacolo e della vetrina culturale fatta di happening ed eventi,
cresce sulle spalle della precarietà diffusa che paga il prezzo per
l'aumento della ricchezza sociale della città.
Nell'ultimo anno
di campagna elettorale permanente si è parlato di noi precarie e
precari come un soggetto disgraziato, colpito da una rarissima forma
epidemica di sfiga che solo una costruzione di norme attenta e solidale
può riuscire a debellare: noi vi diciamo che è il vostro modello di
sviluppo e le vostre condizioni di produzione a costituire
strutturalmente le condizioni della nostra precarietà.
Per
questo, e per molto altro ancora, e' necessario un momento di presa di
parola pubblica che renda visibili le tensioni, i conflitti e i
desideri che attraversano la metropoli.
Le diverse esperienze delle lotte dei precari e delle May day ci hanno dato un indicazione molto
chiara: l'autorganizzazione dei precari si fonda su un processo
relazionale aperto e sempre orizzontale, e non sull'evento stesso. Un
processo che individua nelle forme del media sociale un dispositivo di
attivazione e connessione delle lotte una nuova forma di protagonismo
sociale e politico che non necessita di alcuna rappresentanza e
portavocismo.
Nessuno può parlare del nostro futuro, senza di noi.
Facciamo proposta alla città affinchè si cominci da subito un confronto
per la costruzione di una street parade per il 28 Giugno, una
manifestazione POP (PARADE OF PRECARI@) che inauguri, la nostra estate
romana, "l'Estate Precaria". Un momento di comunicazione metropolitana
e di iniziativa politica che rilanci, anche a fronte del nuovo governo
di centrosinistra, la posizione netta e chiara contro le forme di
precarietà e di ammortizzatori sociali di miseria.
*Appuntamento per tutte e tutti martedi' 30 alle ore 20 per la prima
assemblea cittadina, all'Angelo Mai, che proprio in questi giorni il
buonista Veltroni mette sotto sgombero, con la promessa - solo verbale
- di uno spazio fuori dal centro storico che sarà agibile, nel migliore
dei casi, tra un anno e mezzo. Come per la casa anche per la produzione
culturale indipendente il disegno è sempre lo stesso: senza diritti,
lontano dal centro della città, distante dalla vetrina dei poteri
forti. E' ora di dire basta.
Assemblea romana verso la street parade.
*reddito x tutti*