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strategie per la comunicazione indipendente
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Fotografiamo la situazione prima che tutto precipiti. Cerchiamo in modo
semplice di ricordare a noi stessi quel che é accaduto nel mondo nel
periodo di preparazione di un conflitto di cui nessuno può prevedere gli
sviluppi, delineamo scenari di possibile evoluzione, immaginiamo
possibilità di azione. Costruiamo una strategia che vada oltre la guerra.
Nei giorni successivi all'11 settembre si parlò molto della necessità di
fare emergere il terzo attore nella guerra tra nazi-liberismo e il fronte
degli integralismi identitari. Il 15 febbraio il terzo attore si é
manifestato, esso agisce ormai come forza di maggioranza a livello
internazionale. L'azione contro la guerra deve saldarsi con l'azione contro
la dittatura economica liberista. Pensare al dopoguerra significa pensare -
fin da subito - alla fuoruscita dal dominio capitalista sulla società.
IL PROLOGO
Dall'inizio degli anni Ottanta, da quando il mondo é governato da un gruppo
dirigente di ispirazione liberista, tutte le energie sociali sono state
investite nell'economia di profitto. Dall'America di Reagan alla Cina di
Deng Hsiao Ping la parola d'ordine "arricchitevi" é diventato l'imperativo
unico, e su questo criterio si é selezionata una classe dirigente senza
altra cultura se non quella del profitto, senza altra morale se non quella
della rapina, senza altra strategia se non quella del dominio e della
sottomissione. In nome degli interessi dell'economia di profitto si é
ritenuto legittimo distruggere ogni difesa sociale, ogni diritto, ogni
forma di vita e di cultura. Le tecnologie ricombinanti (informatica e
biotecnologia) sono state usate come strumento per il massimo profitto
economico. L'economia di profitto ha permeato profondamente le strutture
epistemiche e le applicazioni delle tecnologie ricombinanti. Queste
tecnologie contengono una capacità inaudita di modellazione e di mutazione
del corredo genetico umano (a livello fisico, psichico e cognitivo). Una
vera e propria mutazione ha cominciato a modificare le modalità
dell'embodiment collettivo, secondo un paradigma dominato dal criterio del
profitto economico.
Il processo di globalizzazione, che le tecnologie di rete hanno accelerato
freneticamente, é stato governato da alcune grandi istituzioni di governo
mondiale che nessuno ha mai eletto. Queste istituzioni (IMF, WTO, WB...)
hanno imposto in maniera brutale e ricattatoria gli interessi delle grandi
aziende globali sullo sviluppo economico, sociale, politico, tecnologico e
culturale di ogni paese del mondo. Questo ha prodotto una riduzione delle
difese sociali contro l'invadenza del profitto, una privatizzazione dei
servizi socialmente indispensabili, una riduzione della spesa pubblica per
la sanità e per l'educazione. Il risultato, già oggi largamente visibile, é
un aumento dell'ignoranza, una riduzione del tempo di vita medio, una
diffusione di epidemie, la devastazione dell'ambiente.
L'ALLEANZA TRA CAPITALE E LAVORO COGNITIVO
Nel corso degli anni Novanta lo sviluppo dell'economia é stato prodigioso,
non soltanto nei paesi occidentali. La globalizzazione ha fatto nascere
nuovi ceti produttivi nei paesi orientali e ha ampliato enormemente la
capacità di acquisto della minoranza occidentale integrata nell'economia di
profitto. Nuovi settori produttivi (in primo luogo quelli legati ala
digitalizzazione della produzione, e della comunicazione) hanno sostenuto
la domanda per tutto il decennio, e hanno determinato la formazione di un
capitalismo di massa al quale ha partecipato una parte cospicua della
popolazione occidentale, con una diffusione massiccia della funzione
sociale imprenditoriale e una progressiva identificazione di lavoro e
impresa, soprattutto nei settori produttivi ad alta tecnologia. Il lavoro
cognitivo é diventato il segmento trainante della produzione globale. Esso
ha subito l'effetto dell'ideologia economicista, e si é identificato con la
funzione d'impresa, partecipando in prima persona al capitalismo
finanziario di massa (dotcommania). Nel frattempo l'orario di lavoro che
era costantemente diminuito fino alla fine degli anni settanta, riprese a
crescere dopo la vittoria mondiale del liberismo. Il tempo libero che era
stato conquistato nel corso di un secolo di lotte operaie viene
progressivamente sottomesso alla regola del profitto e trasformato in tempo
di lavoro cellularizzato e diffuso. Le energie sociali sono
progressivamente sottoposte alla competizione economica. Chi non corre
viene travolto. La società si mette a correre freneticamente, molti crollano.
IL COLLASSO
La mobilitazione competitiva delle energie sociali porta rapidamente al
collasso l'organismo sociale. Si tratta di un collasso al tempo stesso
nervoso ed economico (ma l'economia é divenuta una sfera mentalizzata).
A partire dalla primavera del 2000 il ciclo espansivo dell'economia si é
spezzata. per effetto di varie tendenze:
a) la domanda nelle nuove tecnologie si é progressivamente ridotta, la
caduta del saggio di profitto nei settori innovativi si é accelerata
precipitosamente.
b) la prospettiva di un esaurimento delle fonti di energia non rinnovabile
ha scatenato una concorrenza feroce.
c) una crisi di sovraproduzione si diffonde nei settori innovativi. Enormi
quantità di semio-merce rimangono invendute. Questo produce un crollo degli
indici di borsa. Segue una crisi di fiducia nelle sorti del capitalismo di
massa.
d) l'investimento delle energie psichiche nella corsa competitiva provoca
un effetto di saturazione dell'attenzione fino a creare le condizioni per
un collasso generalizzato.
e) alcune corporation globali entrano in crisi. Si scopre che i gruppi
dirigenti del nuovo capitalismo hanno violato ogni regola di correttezza
economica, hanno rapinato le risorse collettive, e hanno governato la
produzione senza competenze strategiche, con un'attenzione rivolta
interamente al perseguimento del massimo profitto immediato. Crolla la
fiducia nei gruppi dirigenti dell'economia mondiale. Inizia il crollo del
capitalismo di massa. Riprende a crescere la disoccupazione, soprattutto
nella generazione che si affaccia ora sul mercato del lavoro, cresciuta
nella convinzione di un'eterna continuità dello sviluppo economico.
LA LUNPEN-BORGHESIA PREPARA LA GUERRA
In questo frangente sale al governo in diversi paesi occidentali una nuova
classe politica che si é arricchita con la rapina e ha ricavato il suo
consenso dal dominio del sistema mediatico e dalla crescita dell'ignoranza.
Il cervello collettivo é stato intasato per un ventennio dal martellamento
del messaggio consumista e dalla violenza competitiva e aggressiva. Una
sorta di lunpenbourgeoisie si é formata con i soldi delle mafie, con la
rapina del danaro pubblico, con il rastrellamento dei soldi provenienti
dall'azionariato di massa e dai fondi pensione. Questa lunpenborghesia non
rispetta più nessun principio di legalità e non possiede le virtù
strategiche del capitalismo protestante del passato. E' un ceto barocco e
cinico, pronto a usare ogni mezzo per impadronirsi del potere. In Italia il
nuovo ceto di governo nasce dai soldi della mafia, attraverso la conquista
illegale di un potere sterminato sulla comunicazione sociale, attraverso la
corruzione dei giudici. Negli Stati Uniti, per la prima volta in duecento
anni é accaduto un fenomeno comparabile ad un colpo di stato. Fin dal primo
momento il nuovo presidente americano ha presentato una politica
aggressivamente egemonica. La prima azione della presidenza Bush é
stracciare gli accordi di Kyoto in cui i paesi industrializzati avevano
stabilito di ridurre progressivamente le emissioni tossiche nell'atmosfera
per ridurre l'inquinamento e gli effetti di devastazione ambientale. Il
nuovo presidente rappresenta gli interessi dei grandi produttori di
petrolio e di armi, che hanno sostenuto economicamente la sua candidatura.
E rappresenta gli interessi del gruppo dirigente di aziende che, come la
ENRON, hanno fatto fallimento dopo aver rapinato i fondi pensione investiti
da masse di azionisti. Tutto il gruppo che sostiene Bush é implicato nel
fallimento di massa del capitalismo americano. Inoltre alla base della
presa del potere da parte di Bush c'é anche l'appoggio del più grande
monopolio dell'industria high tech. In cambio il presidente ha garantito a
Bill Gates l'impunità per le politiche monopolistiche della corporation
Microsoft che hanno danneggiato il capitalismo di massa, indebolito e
rapinato centinaia di aziende minori, colpito la fiducia nella libera
impresa e nel libero mercato. Il potere di Bush si fonda su un'alleanza tra
old economy del petrolio e del militare, ceto lunpenborghese rapinatore e
fallimentare, e monopoli privato dell'informatica e della comunicazione.
Quando il collasso economico comincia a precipitare, miracolosamente
arrivano tre aerei nei cieli di Washington e New York. Miracolosamente il
capitalismo prossimo alla bancarotta può investire le energie dell'intera
società (che danno segni di esaurimento) in direzione della guerra. La
mobiitazione generale delle energie inizia con un appello alla guerra santa
dell'occidente contro i malvagi del mondo. Comincia la grande campagna
Manichea del Bene contro il Male. Il Bene é rappresentato da un gruppo di
magnati del petrolio che hanno notoriamente rapinato fondi pubblici e
portato al collasso aziende gigantesche.
Dopo una fase di guerra contro la popolazione afghana, che non produce
assolutamente il risultato promesso, cioé l'arresto dei vertici
dell'organizzazione di Al Qaida, accusata della responsabilità per gli
attentati dell'11 settembre, la guerra deve essere rilanciata. Si individua
quindi un nuovo bersaglio.
LE MENZOGNE DEI GUERRAFONDAI
Le motivazioni della guerra contro l'Iraq sono ridicole.
"Saddam é nemico dell'umanità." Certo, lo era anche quando agiva per conto
dell'amministrazione americana aggredendo l'Iran, e lo sono anche molti
alleati degli americani come Sharon o la dinastia saudita.
"Ha usato armi proibite." Lo ha fatto nel 1988 quando era sostenuto
finanziariamente e politicamente dagli USA.
"Può sviluppare l'atomica." E' improbabile, ma le violazioni al Trattato di
non proliferazione sono ormai molteplici, a cominciare con quella israeliana.
"bisogna portare la democrazia nel medio oriente". Niente di più ipocrita.
La democrazia nel Medio Oriente passa attraverso il ritoro di Israele dai
territori, attraverso il riconoscimento dei diritti politici del popolo
kurdo, e attraverso un ridimensionamento del ruolo delle grandi corporation
del petrolio che da cinquant'anni rapinano le risorse di quei paesi e
influenzano la vita politica in maniera diretta e autoritaria da quando
impiccarono Mossadeq che voleva nazionalizzar eil petrolio iraniano.
"bisogna proteggere la sicurezza dei cittadini occidentali" Si sta
sollevando un'ondata di panico. La gente muore nelle discoteche di New York
e di Chicago perché al primo rumore sospetto si accalca e si calpesta. Se
la guerra scoppia, il terrorismo é destinato a dilagare. L'ideologia della
sicurezza é produzione di paranoia a mezzo media per la creazione di un
sistema economico di securizzazione globale destinato ad alimentare sempre
nuova paranoia.
"bisogna proteggere il nostro livello di vita." Questa é l'unica frase che
corrisponda a verità in tutta la propaganda bellicista. Il 20 per cento
dell'umanità non vuole rinunciare a consumare l'80 % delle risorse,per non
dover rinunciare ad andare dal tabaccaio in macchina, ma il massacro
generalizzato é un prezzo troppo alto per uno scopo troppo stupido.
POSSIBILI SCENARI DI SVILUPPO E L'EMERGERE DEL TERZO ATTORE
Quali scenari possiamo prevedere se la guerra esplode? Uno scenario é
quello di una rapida vittoria degli aggressori, la cattura del criminale di
Baghdad, l'imposizione di un protettorato relativamente pacificato, la
democratizzazione americana del Medio oriente, la progressiva bonifica
delle zone di conflitto, l'imposizione di una dittatura militare planetaria
a scopi benefici. Ma c'é qualcuno che ci creda, a uno scenario di questo
genere? Lo scenario più realistico prevede possibilità di crollo del regime
pakistano con la conquista di duecento testate nucleari da parte delle
componenti islamico integraliste che hanno avuto il 20% alle ultime
elezioni. Prevede una guerra tra turchi e curdi per il possesso di Kirkuk.
Prevede il crollo del regime saudita e l'espansione a macchia d'olio di Al
Qaeda, l'esplosione di un'ndata di suicidio micidiale che terrificherà le
città occidentali. La conseguenza più probabile dell'aggressione all'Iraq
sarà l'esplodere dell'Impero, e l'inaugurazione dell'Impero del Caos.
Nel frattempo é successa una cosa che cambia la visuale complessiva: nel
quadro di una contrapposizione paranoica tra fanatismo integralista e
nazionalista, e fanatismo nazi-capitalista é finalmente emerso il TERZO
ATTORE, quello che tutti attendiamo dall'11 settembre, alla cui costruzione
ha lavorato con cocciutaggine il movimento globale anticorporation. Il
terzo attore é entrato in azione il 15 febbraio. E' il movimento della vita
quotidiana globale che si ribella contro la demenza guerrafondaia. Quello
che abbiamo visto emergere il 15 febbraio é un movimento destinato ad
espandersi e radicalizzarsi, se la guerra esplode. Ma a quel punto si
tratterà di lavorare perché il processo di fuoriuscita dalla guerra sia
tutt'uno con il processo di dissolvimento del dominio liberista sul
capitalismo globale, per riaprire la dinamica del conflitto anticapitalista
nella società.
Il capitalismo porta la guerra come la nube porta la tempesta, ma nel corso
della guerra si creano le condizioni per la ridislocazione del capitalismo.
Non ci sarà nessuna riedizione di un processo rivoluzionario di tipo
novecentesco, ma il problema di rovesciare le forze che hanno prodotto la
guerra si porrà. Allora non basterà togliere di mezzo il ceto criminale che
ha prodotto la guerra. Occorrerà chiarire che la guerra é soltanto la
continuazione della devastazione liberista con altri mezzi, e dunque
occorre tagliare le radici del processo che ha portato alla catastrofe.
FINALINO
Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi occorre trasformare la potenza
che proviene dalla ribellione contro la guerra, in disobbedienza
generalizzata. Quelli che si stanno facendo trascinare nella demenza della
guerra non hanno più alcuna legittimità per governarci. Nessuna loro
decisione deve essere rispettata. Al tempo stesso occorrerà creare le
condizioni per l'autorganizzazione alternativa dei saperi e della produzione.
Il 15 febbraio é stato il segnale di una secessione maggioritaria dalla
società della guerra.
Presto si porrà il problema di organizzare la secessione dalla società del
capitale.
Cominciamo a pensare al dopoguerra.
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