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[Zeusnews] n. 552 - Adsl senza telefono

Zeusnews
Wed, 22 Dec 2004 01:32:06 -0800

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[ZEUS News] - Notizie dall'Olimpo informatico
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ZEUS News: www.zeusnews.it
Olimpo Informatico: www.olimpoinformatico.com
Quelli di Zeus: www.zeusnews.splinder.com

Anno VI - numero 552 - 22 Dicembre 2004

[PRIMA PAGINA]
http://zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=999

** SARA' POSSIBILE L'ADSL SENZA LINEA TELEFONICA **
Telecom Italia ritorna indietro sulla propria decisione di non
vendere più ai gestori alternativi connessioni Adsl senza linea
telefonica.
 >> di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3632

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[VETRINA HI-TECH] - Le novita' e gli oggetti del desiderio
http://zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=903

** GIOCHI EROTICI COL TELEFONINO **
Nuovi accessori hardware e software consentono di espandere le
funzioni del cellulare verso un campo finora... inesplorato.
 >> di Emilio Roda
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3629

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[SECURITY UPDATE] - Aggiornamenti sulla sicurezza
http://zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=901

** SCOPERTA UNA FALLA IN GOOGLE DESKTOP **
I Pc con installata la toolbar di Google per la ricerca sul
desktop risulterebbero passibili di un attacco. Immediatamente
rilasciata la patch che risolve il problema.
 >> di Emilio Roda
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3630

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[NEWS] - Altri articoli
http://zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=907

** BANKSIEL CEDUTA DA TRONCHETTI A GERONZI **
In cambio del sostegno di Capitalia alla ricapitalizzazione di
Telecom Italia Tronchetti cederà alla banca la software house
Banksiel.
 >> di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3631

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[L'OCCHIO DI ZEUS] - Uno sguardo attento sul mondo dell'I.T.
http://zeusnews.it/index.php3?ar=sezioni&numero=905

** LETTERA DALLA GENERAZIONE INVISIBILE **
Un romanzo epistolare che è un'email scritta alla sorella
scomparsa da uno dei più creativi e letti blogger italiani.
 >> di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3633

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[Il meglio dal blog "QUELLI DI ZEUS"]
http://zeusnews.splinder.com

** TRENITALIA E L'ON. COSTA NELL'ERA DELLA COMUNICAZIONE **
Anche questa sera ho avuto la mia piccola disavventura
ferroviaria. Mentre si costruisce il futuro delle Ferrovie
italiane, nell'era di Internet, il presente è fatto da un'assenza
totale di informazioni e di comunicazioni.
 > di Tolli
http://zeusnews.splinder.com/post/3649308

** L'OBOLO DELLA VEDOVA **
Il Vangelo parla dell'obolo della vedova, la vedova povera e
sola, in una Palestina che non conosceva pensioni di
reversibilità e Welfare State.
 > di Tolli
http://zeusnews.splinder.com/post/3662810

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ZEUS News non ha una periodicita' fissa, in quanto si basa sul
contributo volontario dei redattori e dei collaboratori.
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----> STORIE DELLA NEW ECONOMY

Gli estratti di alcuni articoli pubblicati su Zeus News nel 2000.
Cinque anni fa era tutto diverso... o forse no?

** USA: I LOG DEI CHAT E GLI EMAIL COSTITUISCONO PROVA **
da Zeus News n. 14 del 18 gennaio 2000
Fate attenzione, o voi frequentatori delle chat line di Internet.
Tremate, incauti messaggiatori della rete. Tutto quel che direte
potra' essere usato contro di voi. Nello stato di Washington,
cosi' come in altri 11 stati degli USA, le conversazioni
telefoniche registrate senza il consenso di tutti gli
interlocutori non sono ammesse come prova in tribunale; eppure,
secondo la singolare interpretazione di un giudice di quello
stato, costituisce prova la registrazione (il cosiddetto "log")
delle conversazioni intercorse via Internet, come pure la stampa
degli email.

** QUANDO 56 BIT NON BASTANO **
da Zeus News n. 14 del 19 gennaio 2000
Una ditta francese, la Fontenay-aux-Roses, aveva lanciato la
sfida, e Distributed.net e' riuscita un'altra volta
nell'impresa: in soli due mesi migliaia di partecipanti, sparsi
nei cinque continenti, sono riusciti a craccare la chiave di
crittografia a 56 bit sviluppata dalla ditta francese e dalla CS
Communications & Sistems. Gli oltre 38mila partecipando,
distribuendosi il lavoro e andando per tentativi, hanno provato
il 98% delle possibili combinazioni, sino a centrare quella
esatta, aggiudicandosi i 10.000 Euro posti in palio dalla CSC.

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----> SELEZIONE DALL'ARCHIVIO

Tutti gli arretrati sono disponibili online
http://zeusnews.it/index.php3?ar=arretrati

** TELECOM ITALIA E WIND: DUE  PESI E DUE MISURE? **
Esiste la possibilità che Wind sia venduta a France Telecom
mentre per Telecom Italia la fusione con Deutsche Telekom era
stata bloccata dalla politica.
[Pubblicato su www.zeusnews.it il 13-11-2004]
 >> di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3513

Sempre più forti stanno diventando i rumors che vorrebbero l'Enel
vendere Wind a France Telecom, il gestore delle Tlc francesi, che
recentemente ha incorporato la telefonia mobile, e che,
nonostante il Governo voglia collocare sul mercato una quota
importante delle azioni, è saldamente sotto il controllo del
Governo francese, suo azionista di maggioranza.

In questo modo l'attuale amministratore delegato dell'Enel
Scaroni realizzerebbe il consolidamento dei debiti di Wind in
Enel, aumentando il dividendo per gli azionisti, fra cui lo
Stato italiano, eternamente e disperatamente alla ricerca di
fondi per il suo deficit; Scaroni sarebbe coerente con il
programma, più volte dichiarato, di focalizzare l'Enel solo sul
business core dell'energia, dismettendo Wind.

France Telecom, grazie all'aiuto dello Stato francese, che per
questo è stato multato dall'allora commissario europeo Mario
Monti, solo da poco è uscita da una grave crisi finanziaria;
France Telecom pagherebbe la Wind in parte con le proprie azioni
e risponderebbe per le rime all'iniziativa di Telecom Italia che
con la sua consociata è diventata la principale concorrente di
France Telecom in Francia, portando così la concorrenza in casa
propria.

Wind sarebbe un'azienda molto simile alla stessa France Telecom,
perché come questa incorpora mobile e fisso, e sarebbe per i
francesi un ritorno in casa di un'azienda che già conoscono per
esserne stati i fondatori, insieme a Enel e a Deutsche Telekom,
poi usciti, neanche due anni fa, dal capitale di Wind. Erano
rimasti soli con l'Enel dopo che l'amministratore delegato di
allora, Franco Tatò, aveva buttato fuori i tedeschi, colpevoli
di progettare una fusione con Telecom Italia, allora diretta da
Franco Bernabè.

Il governo di centrosinistra, presieduto da D'Alema e con
Giuliano Amato ministro del Tesoro, aveva bocciato l'ipotesi di
fusione Telecom Italia-Deutsche Telecom, accarezzata da Bernabè
e da Ron Sommer, amministratore delegato dei tedeschi.

La fuzione era pubblicizzata perfino da Schumacher come modello
perfetto di sintesi italo-tedesca (benedetta quindi da Luca di
Montezemolo, allora solo amministratore delegato di Ferrari,
datore di lavoro di Schumacher. Ma D'Alema e Bersani tifavano
palesemente per Roberto Colaninno, che aveva lanciato l'Opa del
secolo a Telecom Italia, un'Opa che pesa ancora con i suoi
debiti sui bilanci di Telecom e sulle bollette degli italiani.

D'Alema aveva salutato con entusiasmo gli "imprenditori padani"
che si servivano dei soldi di Unipol e Monte dei Paschi di
Siena, casseforti della sinistra da sempre. Lo aveva fatto
autorizzando il passaggio della licenza del Gsm dalla Omnitel,
controllata da Colaninno, alla Vodafone, attuale proprietaria, e
utilizzando la "golden share", il diritto di veto riservato dalla
privatizzazione Telecom Italia al Governo.

Il Governo, che poteva mettere il veto a operazioni
internazionali, motivò il suo no alla fusione con i tedeschi con
il fatto che Deutsche Telekom, a differenza di Telecom Italia,
era ancora sotto il controllo del Governo e quindi Telecom
Italia sarebbe caduta sotto il controllo tedesco.

Questa decisione del governo, a difesa degli interessi
nazionali, ebbe l'incondizionato appoggio di Fini ma anche di
Berlusconi nella triplice veste di capo dell'opposizione di
allora, socio di Colaninno nell'Opa attraverso la sua Finivest,
socio di Albacom (e allora anche di Blu) con gli inglesi di
British Telecom e quindi concorrente di Telecom Italia.

Oggi per ragioni di cassa il governo Berlusconi, che è il
proprietario di Wind, la venderebbe allo Stato francese, che è
il proprietario di France Telecom, ribaltando la decisione di
allora.

E' un rischio che lo stesso Pompei, amministratore delegato
attuale di Wind, ha indicato come un pericolo reale: il
passaggio di un altra grande azienda italiana in mani straniere.

Sono, evidentemene, lontani i tempi in cui De Benedetti tentava
l'assalto alla Sgb in Belgio e  Pirelli voleva acquistare la
Continental tedesca. Oggi anche Alitalia, dopo il salvatagio,
potrebbe cadere sotto il controllo di Air France, mentre Fazio
blocca l'assalto degli spagnoli, già forti in Italia, al
controllo del nostro sistema bancario.

Le cose cambiano velocemente: l'orgoglio nazionale sfoggiato
all'unanimità nel 2000 per Telecom Italia verrebbe dismesso in
quattro e quattr'otto per Wind.

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** MAGGIORANZA ALLO SBANDO ANCHE SULLA LEGGE URBANI **
Nonostante le promesse di Urbani e Stanca, e nonostante la
convergenza dell'opposizione, non si riuscirà neanche stavolta a
riformare la legge Urbani contro il file sharing.
[Pubblicato su www.zeusnews.it il 19-11-2004]
 >> di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3529

Il Ministro Urbani lo aveva promesso solennemente in fase di
approvazione del suo provvedimento:  "Mi impegno a modificare la
legge abolendo le sanzioni penali per il file-sharing per uso
personale."

Il Ministro Stanca, responsabile per l'Innovazione Tecnologica,
qualche settimana fa aveva dato per certa la modifica della
Urbani. D'altra parte anche il Ministro Gasparri si era
dichiarato critico. Non parliamo dell'On. Gabriella Carlucci di
Forza Italia, che aveva scritto al Ministro Urbani chiedendo il
rispetto di quel suo impegno assunto davanti alle Camere.

Il senaatore Fiorello Cortiana, anche a nome delle opposizioni,
aveva dichiarato piena disponibilità a vie brevi e allo stralcio
 per la modifica delle norme più negative, che prevedono il
carcere per il P2P. Nonostante questo fronte ampio, forte e
convinto di opposizione e di governo, che ha il sostegno e il
consenso dell'opinione pubblica tutta, tranne le lobbies
cinematografiche e discografiche, non si riesce, lamenta lo
stesso Sen. Cortiana, a riformare la legge Urbani.

Eppure la stessa On. Carlucci ha presentato un emendamento alla
Finanziaria che prevede che chi ha trafugato un reperto
archeologico pagando il 5% del suo valore lo possa tenere; e lo
stesso Presidente del Consiglio si è spinto a dichiarare,
rivolto agli ufficiali della Guardia di Finanza, all'interno di
una caserma degli stessi finanzieri, che evadere le tasse è
giustificato dal peso delle tasse stesse.

Evidentemente, il carcere deve rimanere solo per chi scarica
musica per il proprio lettore Mp3 e per chi si vede un film con
la moglie e gli amici, condiviso in Rete.

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** "DUE IN UNO" E NON CHIAMI IL 119 **
L'opzione proposta da TIM si rivela sempre più limitata nelle
prestazioni. Fino a non permettere chiamate al customer-care.
[Pubblicato su www.zeusnews.it il 22-11-2004]
 >> di Valerio Di Stefano
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3532

L'opzione "2 in 1" di TIM continua a fare acqua da tutte le
parti. Come è noto l'offerta del maggior gestore italiano per
numero di utenti, consente di accorpare due numeri nella stessa
scheda TIM e di ricevere ed effettuare chiamate dal numero
principale (che, per comodità, viene chiamato "numero A") e da
quello secondario ("numero B"), con la possibilità di tenerli
accesi entrambi o lasciare uno dei due numeri spento in
ricezione.

Ci siamo già soffermati una volta su queste pagine a segnalare
le limitazioni a cui è soggetto il numero B (principalmente
impossibilità di inviare e ricevere MMS e inviare SMS a numeri
di telefonia mobile di gestori stranieri), ma le restizioni
continuano.

Dal numero B, infatti, non è possibile effettuare chiamate verso
i numeri verdi che accettano chiamate da telefonia mobile (questo
tipo di servizio è invece compatibile con la numerazione
principale); inoltre, cosa che suscita più di una perplessità,
non è possibile inviare chiamate alle numerazioni che iniziano
per 1: premettendo il 421 (il prefisso necessario per far sì che
la chiamata o l'SMS in partenza risulti proveniente dal  numero
B) al 119 (il numero del costumer care di TIM) la chiamata
risulta inviata a un numero sconosciuto.

Come dire che TIM non accetta chiamate in entrata al proprio
costumer care da un numero che, pure, fa parte del proprio parco
clienti.

Le assurdità continuano se si tiene presente che a tutt'oggi,
per questo tipo di opzione non è possibile invertire il ruolo
dei due numeri (cioè far diventare "A" quello che risulta numero
"B" e viceversa), né trasferire il numero B su una scheda
separata, disgiungendolo dal numero A, in modo da poter
usufruire dei servizi mancanti. Ciliegina sulla torta (non
poteva mancare!) non azzardatevi a voler effettuare la number
portability del numero "B" verso un altro operatore! Vi
risponderanno che il numero B è un'opzione e che non corrisponde
a una numerazione realmente rintracciabile.

Insomma, l'opzione "2 in 1" una volta accettata va tenuta così
com'è. Oppure si rinuncia a usare il numero B. La nostra privacy
è salva, ma il prezzo, come sempre, è molto alto e non sempre
viene indicato per intero nelle condizioni di contratto.
L'utente è servito.

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