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vero
27.04.2002 Edizione del sabato
SEI UN PADRE TREMENDO
Nonostante io sostenga che nessuno e' perfetto ero pero' convinto di essere
un buon padre.
Ero orgoglioso dei miei esperimenti e mi trovai a parlarne con Loris Malaguzzi (il grande creatore degli asili di Reggio Emilia). Ebbi la fortuna di conoscerlo durante un seminario di pedagogia. Malaguzzi mi lascio' parlare per qualche minuto poi mi interruppe: "Sei un padre tremendo!". Ci restai di sasso visto che lui e' per me un mito. Sentirmi stroncare cosi' mi fece stare male. Disse qualche cosa a proposito dell'espressivita' dei bambini e poi fummo interrotti. Ascoltando la sua successiva conferenza e soprattutto visitando gli asili capii pero', ugualmente, perche' mi aveva stroncato. Il mio sforzo educativo era infatti incentrato sul dare ai bambini il maggior numero di conoscenze e di mezzi per affrontare la vita. La mia preoccupazione fondamentale era di non fornire, col mio modo di agire o con quel che dicevo, informazioni sbagliate. Ma questo non basta. La rivoluzione pedagogica di Malaguzzi si basa sul provocare le capacita' creative dei piccoli. Avevo letto i suoi libri ma non avevo capito fino in fondo il concetto. La mia logica scolastica, produttivistica e un po' militarista me l'aveva impedito. Il metodo di Malaguzzi si basa essenzialmente sull'ascolto. L'idea e' che lasciando che il bambino cerchi da solo le risposte gli si insegna a ragionare e si ottiene uno sviluppo enorme delle sue capacita' creative. Io, al contrario, cercavo di dare piu' risposte di quante i bambini richiedessero. Negli asili di Reggio Emilia invece si stimolano le domande senza dare risposte. Il bambino, gratificato dall'incoraggiamento e dall'attenzione degli adulti, cerca le sue risposte, le trova, le osserva e le migliora. E' un processo lungo e complesso ma estremamente formativo. A bambini di 3-4 anni si fa osservare la loro ombra: "Cos'e'?", "Perche' c'e' l'ombra?". I bambini, senza essere indirizzati, si mettono a giocare intorno a quest'ombra. Provano a coprirla con sassolini, poi con la carta, ma non si riesce a nasconderla. Poi provano a chiuderla fuori dalla porta, ma lei ricompare sulla porta. Provano a bloccarla con un pietrone, ma lei li segue. L'educatore propone di provare a disegnare l'ombra provocata dalla luce del sole. E allora ci si rende conto che si sposta (non prima di aver litigato con gli altri bambini accusandoli di aver spostato i fogli....) Solo dopo qualche giorno si arriva a capire che l'ombra viene determinata dalla luce (e' il sole che si sposta). Iniziano allora altri esperimenti. Nel buio di una stanza con figurine d'argilla e una lampadina tascabile. Poi con due lampadine... cosi' si ottengono tre ombre, perche', la' dove le due ombre si sovrappongono si forma un'ombra piu' scura... (vedi: "Tutto ha un'ombra meno le formiche" Libro edito dal Comune di Reggio Emilia). Seguendo questa didattica di ascolto che riduce al minimo l'intervento dell'educatore, sono stati sperimentati diversi tipi di programmi di ricerca e sperimentazione diretta. Ad esempio, una classe dell'asilo si e' impegnata per un anno a scoprire cos'e' l'acqua attraverso situazioni stimolanti, passeggiate e giochi vari. Cosi' il bimbo osserva la pioggia, le nuvole, il fiume, lo stagno, la pozzanghera che si asciuga, l'acqua che bolle, i tetti e le grondaie. Piano piano, procedendo per errori e fantasiose ipotesi riesce a farsi un'idea da se' del fatto che c'e' un rapporto tra l'acqua che evapora, le nuvole e la pioggia. Nel frattempo gran parte dell'attivita' e' dedicata a rappresentare con disegni, collages e sculture di argilla (poi cotte nel forno dell'asilo) le emozioni, i fatti, gli animali che hanno piu' colpito i bambini. C'e' poi una ricerca sui suoni dell'acqua, con concertini fatti con strumenti improvvisati e voci, storie raccontate con i burattini (negli asili c'e' anche un burattinaio) e ricerche di biologia con girini e pesciolini. La cosa che mi colpi' di piu' fu proprio la liberta' espressiva di disegni e sculture. Forme incredibili e assurde formavano su un grande tavolo una foresta surreale. In effetti se non si richiede ai bambini di fare un bel disegno dopo un po' tireranno fuori opere veramente eccezionali. Io stesso ho fatto la prova in un asilo. I bambini abituati a non sporcare i fogli, a non sprecare l'argilla, all'inizio facevano cosette banali, chiedevano come dovessero modellare, dicevano che non erano capaci. Dopo un'oretta, a furia di incoraggiare qualunque risultato, si scatenarono. Il tema da loro scelto era: "i dinosauri". Vennero fuori tubi con brufoli, amebe ruotiformi, ragni assurdi, tutti gambe, ammassi informi col buco, rotoli striati, grumi di ogni sorta. Era come se fosse stata stappata una bottiglia sotto pressione. Per cancellarti da questa newsletter manda una e-mail vuota
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