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13 dicembre 2003

Edizione del sabato

Questa settimana pubblichiamo un articolo di John Pilger, tradotto da Nuovi Mondi Media (http://www.nuovimondimedia.it)

Si capisce quando Bush sta mentendo, gli si muovono le labbra
di John Pilger

Blair e Straw osano suggerire che i milioni di persone che hanno con tanto fragore contestato la gang di Bush erano semplicemente "anti-americani perche' va di moda". E' solo un altro gesto disperato di uomini disperati.
Poco prima della disastrosa visita di Bush in Inghilterra, Tony Blair era al Cenotaph, nella domenica della Memoria. Una insolita visione per il capo di uno stato killer la cui rispettabilita' gia' sorpassata, se ne e' sparita del tutto.
Il suo svogliato accenno ai "morti gloriosi" veniva da una faccia lugubre di colpevole. Come William Howard Russel del Times scrisse di un altro primo ministro responsabile di un massacro in Crimea, "porta in giro se stesso come colui che ha sangue sulle mani".
Dopo aver mostrato il suo formale rispetto alla Regina, la cui prerogativa era stata permettergli di commettere i suoi crimini in Iraq, Blair si e' affrettato a correre via. "Sgattaiola via e prega di non conoscere mai", scrisse Siegfried Sasson nel 1917, "l'inferno dove non c'e' gioventu' ne' risa".
Blair deve sapere che il suo gioco e' finito. Il modo in cui e' stato ricevuto Bush in Inghilterra dimostra questo; e la CIA ha ora annunciato che la resistenza irachena e' "vasta, forte e sta diventando ancora piu' forte", e si compone, secondo le stime, di 50.000 persone,. L'obiettivo ora e' di "pianificare la fine dei giochi".
Le loro menzogne sono alla fine diventate satira.
Bush disse a David Frost che il mondo doveva cambiare atteggiamento nei confronti delle armi nucleari di Saddam Hussein perche' erano davvero "molto avanzate". La mia preferita, pero', e' la valutazione di Donald Rumsfeld. "Il messaggio", affermo', "e' che ci sono conoscenze risapute, ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose sconosciute. Che significa dire che ci sono cose che ora noi sappiamo che non sapevamo. Ma ce ne sono anche che sono non conoscenze sconosciute... cose che non sappiamo di non sapere. E ogni anno ne scopriamo qualcuna in piu' di queste non conoscenze sconosciute".
In una riunione senza precedenti dei principali ufficiali dell'intelligence americana, dei diplomatici e degli ex funzionari del Pentagono che si tenne a Washington l'altro giorno, si affermo', con le parole di Ray McGovern, un ex analista della CIA e amico del padre di Bush: "ora sappiamo che nessun altro Presidente degli Stati Uniti ha mai mentito cosi' male e cosi' spesso e in modo tanto palese... ora si deve presumere che menta tutte le volte che dice qualcosa".
E Blair e il suo ministro degli Esteri tentano di suggerire baldanzosi che i milioni di persone che hanno contestato la gang di Bush sono "anti-americani perche' va di moda".
Un istruttivo esempio della loro mendacia e' stato dato recentemente da Jack Straw. Su Radio 4 della BBC, difendendo Bush e la dottrina di Washington della "guerra preventiva", Straw ha detto agli intervistatori: "l'articolo 51 (della carta costitutiva delle Nazioni Unite), alla quale vi siete spesso riferiti in passato, perche' dite che permette solo azioni di autodifesa... Attualmente si puo' intendere in modo piu' vasto perche' prevede il diritto degli stati di compiere quelle che sono denominate come 'azioni preventive'".
Ogni parola di Straw e' falsa, un'invenzione. L'articolo 51 non fa riferimento al "diritto degli Stati di intraprendere azioni preventive" o a nulla di simile. Da nessuna parte in quella carta costitutiva vi e' un qualsiasi riferimento a cio'.
L'articolo 51 si riferisce soltanto "al diritto inerente gli individui o la collettivita all'auto-difesa se vi e' un attacco armato" e procede con ulteriori restrizioni a questo diritto. Inoltre, sulla carta costitutiva dell'ONU e' previsto che qualunque Stato che dichiari il diritto di dichiarare guerre preventive sia fuorilegge.
In altre parole, il Ministro degli Esteri ha fabbricato una clausola della carta costitutiva dell'ONU che non esiste, poi l'ha trasmessa a tutti come fosse un fatto. Quando Straw dice la verita', causa il panico. L'altro giorno, ha ammesso che Bush lo aveva escluso dalle importanti discussioni, a Washington, con Paul Bremer, il vicere' statunitense in Iraq. Straw ha detto che non "avrebbe partecipato ai colloqui, non avrebbe partecipato alla visita di ritorno di Bremer". Nella trascrizione del Ministero degli Esteri e' stato pero' omesso che Straw si era lamentato che "l'Inghilterra e gli USA sono letteralmente le potenze occupanti, e noi dobbiamo conoscere le responsabilita' che abbiamo". La mancanza di riguardo degli USA nei confronti del suo principale vassallo non e' mai stata chiarita.
Entrambi sono ormai disperati. Il panico del regime di Bush si riflette nel suo aver adottato le tattiche di vendetta di Israele, usando aerei F-16 per tirare bombe da 500 libbre sulle aree residenziali irachene, chiamate "zone sospette". Stanno anche bruciando i campi coltivati: un'altra tattica israeliana. I paralleli sono ora con la Palestina e il Vietnam; sono morti piu' americani in Iraq di quanti morirono nei primi tre anni di guerra del Vietnam.
Per Bush e Blair, nessun ricorso al "coraggio" delle "nostre meravigliose truppe" fara' la magia populista, ora. "Mio marito e' morto invano", si legge in prima pagina sull'Independent di domenica. Lianne Seymour, vedova del membro del commando Ian Seymour, ha detto: "Hanno ingannato i ragazzi che sono andati la'. Non puoi semplicemente fare qualcosa di sbagliato e sperare che troverai poi una buona giustificazione". La logica morale delle sue parole e' condivisa dalla maggioranza del popolo inglese, anche se non dalla sempre piu' ridotta corte di Blair. Il bellicista Observer, il rivale dell'Independent, quanto appare decrepito ora, con le sue pagine di solletichii e strette di mano, avendo svenduto una orgogliosa tradizione liberale.
"Fuori di qui", i morti iracheni, i sofferenti, sono ancora non persone, i loro ultimi morti non meritano nemmeno la prima pagina. Nemmeno l'inchiesta di Amnesty per la quale i prigionieri di guerra iracheni hanno accusato le truppe americane e britanniche di averli torturati durante la custodia, blindandoli e calciandoli e picchiandoli con le armi, per lungo tempo. Gli investigatori di Amnesty hanno ricavato i dati per l'inchiesta da 20 ex prigionieri. "In un caso ci hanno parlato di shock elettrici usati contro un uomo... se si picchia qualcuno per un intera notte e qualcun'altro sta sanguinando e ti sono stati rotti tutti i denti, e' piu' che picchiare", dice un ricercatore di Amnesty, "penso che sia tortura". Gli americani detengono piu' di 4000 prigionieri, un numero piu' alto di quello degi incarcerati in qualunque periodo del regime di Saddam Hussein.
Con Bush a Londra, Baroness Symons, membro del ministero degli Esteri, ha rimandato un incontro pianificato da lungo tempo con le famiglie dei cittadini inglesi a proposito del campo di concentramento americano a Guantanamo Bay, a Cuba.
Lei ne ha fatto un'abitudine. Le famiglie e i legali vogliono poter fare domande circa le accuse di uso sistematico della tortura, sul deterioramento della salute mentale dei prigionieri e sulla criminalizzazione della comunita' islamica in Inghilterra. Detenuti per due anni, senza nessun processo, questi cittadini inglesi hanno visto negati i loro diritti per la convenienza dei signori della guerra americani.
I problemi di Blair sono solo all'inizio. Ci sono chiari segni che la tempesta sciita stia travolgendo il sud dell'Iraq, un'area della quale gli inglesi sono direttamente responsabili. Un esercito sciita segreto si dice si stia formando, chetamente e pazientemente, come fece sotto lo Scia' in Iran. Se e quando si solleveranno, saranno un'ulteriore responsabilita' di sangue inglese sulle mani del Primo Ministro.
Per l'11 novembre, il Giorno della Memoria, Hywel Williams scrisse con commozione, sul Guardian, sugli eventi del "passato utilizzabile - qualcosa che puo' essere impacchettato dalla propaganda... da coloro che hanno una carriera da costruire e cause personali da perorare... Noi siamo ora un paese impantanato nell'erba alta della guerra... il ricordo ci rafforza ora, non e' piu' una questione passeggera. E' un continuo festival di morte nel quale le anime degli individui sono sotto condizionamento per trovare giustificazione a tutte le guerre anglo-americane. A questo dolore pare non esservi fine".
Si', ma soltanto se permettiamo che cosi' sia.
Con tanti ringraziamenti a Jim Brann.

Tradotto da Nuovi Mondi Media
Fonte: www.newstatesman.co.uk

Simone Canova, Jacopo Fo, Gabriella Canova, Maria Cristina Dalbosco

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