Per rispondere a tutta la lista, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o 'Rispondi alla lista'. Con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. ----------------------------------------------- Giacomo Cosenza ha scritto:
>Non dimenticate che è uno sforzo di sintesi che parte da posizioni molto >distanti tra loro e che le ha dovute inevitabilmente conciliare, ma >senza mai scendere a compromessi che ne riducessero la portata e >l'importanza > > Infatti non si capisce cosa ci stanno a fare le licenze creative commons lì in mezzo. Se io voglio permettere ad altri di copiare e distribuire liberamente un contenuto, che senso ha metterci un DRM (quand'anche si tratti di un iDRM)? O la licenza perde di senso o perde di senso il DRM. Se questo è l'apporto tuo e di Travostino, è un apporto che ha poco senso, dal mio punto di vista. Non che sia un apporto deleterio, ma non ha molto senso. Tra l'altro nel programma c'è scritto che le CC non si basano né sul copyright né sul pubblico dominio. Non si capisce allora su cosa si basano. Ma lasciamo perdere. Più interessante, invece, è il discorso di Chiariglione strettamente legato all'interoperabilità nuda e cruda. Ieri ho avuto un lungo scambio con lui (perché mi ha inviato la proposta) e direi che ci siamo presi abbastanza (ha ritenuto ottime le mie osservazioni e mi ha invitato a presentare le mie idee in vista della riunione di novembre); abbiamo parlato del problema della copia privata e mi ha detto che è un problema che verrà affrontato nella seconda fase dei lavori (mi ha anche fatto qualche esempio tecnico). Comunque lui è favorevole ad introdurre l'obbligo della copia privata digitale (sia sui contenuti "liquidi" che su quelli "solidi"): sui contenuti "liquidi" dice che si può fare anche con una licenza che dia la possibilità di scaricare nuovamente il file danneggiato (poi bisognerebbe ragionare sui dettagli). I contenuti "solidi" non vengono presi in consederaizone nel programma, ma gli ho fatto capire che non si può andare a modificare la norma parlando solo di quelli (io quando vado a Roma per rivedere il decreto attuativo dell'EUCD non posso parlare soltanto di contenuti "liquidi"!). Quindi si è detto disposto a parlare di una situazione che preveda una convivenza di DRM e iDRM per i contenuti "liquidi" (che è l'attuale proposta di idrm.it) e una condizione integralista, invece, sui contenuti "solidi". In pratica l'unico DRM legale per i CD, DVD... dovrebbe essere l'iDRM (questo perché a livello di distribuzione "fisica" si creerebbero ovviamente delle macchie di leopardo): e siamo anche d'accordo sull'ente di controllo, che potrebbe essere, almeno ad interim, l'AGCM (la Francia ha già recepito quella norma non cogente dell'EUCD che "consiglia" l'interoperabilità... per il resto la Francia è un disastro, ma lasciamo perdere). Introdurre il mio discorso sui contenuti "solidi" - dice Chiariglione - sarebbe un interessante complemento all'attuale proposta per un "nuovo sistema di delivery". Nel caso in cui idrm.it prendesse la piega da me auspicata e diventasse una proposta più completa, più chiara su certi aspetti e certamente compatibile con la mia, non avrei nessun problema ad appoggiarla anche nelle sedi istituzionali. Ma c'è ancora un bel pezzo di strada da fare. Saluti, n.a.g. _______________________________________________ Questa è la lista Community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community
