Per rispondere a tutta la lista, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o 'Rispondi alla lista'. Con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. ----------------------------------------------- http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/creative-commons/creative-commons/creative-commons.html
Riporto alcuni virgolettati. "A riguardo dei diritti morali - spiega De Martin - che noi abbiamo e gli americani no, abbiamo scelto di non fare nulla. In questa ultima versione abbiamo deciso di menzionarli e deciso di spiegare che non possiamo alienarli". Il fatto che si nominino i diritti morali mi fa piacere, vi consigliai di farlo molte volte ma mi dicevate sempre che non era importante perché operavano ex lege... mi ha fatto piacere constatare l'inversione di rotta. Il punto è un altro: i diritti morali li hanno anche gli americani, perché affermare il contrario? Boh. "Fino ad oggi le licenze vietavano di aggiungere un controllo tecnologico all'opera. Abbiamo deciso, dopo un lungo ragionamento, di mantenere il divieto. I ragazzi di Debian (una distribuzione di Linux) proponevano di lasciare all'autore la possibilità di inserire i drm a patto di distribuire parallelamente una versione senza protezioni. Ma ci è sembrato un procedimento macchinoso". Qui sembra che il licenziante (cioè l'autore) non possa inserire DRM-TPM, invece lo può fare, parola di Lessig e alla faccia dell'"antidrmmista" e commoner Cory Doctorow che non condivide. Quindi, mi sembra un po' fuorviante annunciare che le licenze CC continueranno ad essere incompatibili con qualsiasi forma di Digital Rights Management. Ma l'annuncio che larepubblica.it attribuisce a De Martin non è virgolettatto quindi può darsi che il giornalista abbia capito male. Saluti, n.a.g. _______________________________________________ Questa è la lista Community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community
