Per rispondere a TUTTA LA LISTA, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o 'Rispondi alla lista'; con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. ------------------------------------------------------------------- Forse è preferibile curare la causa anziché l'effetto, giacché si tratta di divulgatrice esperta di diritto d'autore (!): axjab6 @ tiscalinet.it
Sono arrivato alla conclusione che il problema non sta tanto in quelli che vogliono capire (se veramente vogliono capire) quanto in quelli che spiegano senza avere capito o che spiegano male (e facciamo anche un po' di "autocritica" perché fino a poco tempo fa la stessa Creative Commons Italia affermava in prima pagina di avere creato un nuovo diritto d'autore). Si leggono articoli, tesi (che poi magari diventano libri), saggi... in cui l'equivoco appare in tutto il suo "splendore". Poi questo materiale circola in rete, viene assorbito come "sacra fonte sapienziale" e torniamo al punto di partenza. L'altro giorno, ad esempio, mi segnalavano che il "Lessig spagnolo", dopo avere tirato fuori un libro che riporta l'errore in oggetto, va facendo tanto di prospettini comparativi tra licenze (https://www.coloriuris.net/blog/2008/03/08/las-distintas-iniciativas-para-la-cultura-libre/) e li divulga in tutta l'america latina: bravo, complimenti, però non hai capito niente e sei una "mina vangante". Ora vedo che CC.org mette in prima pagina un logo (http://creativecommons.org/weblog/entry/8051) che certifica che alcune licenze CC rispettano la definizione di Free Cultural Works: cosa pensa l'utente? Forse pensa che esiste una definizione unanimemente riconosciuta di Free Cultural Works. Invece è una definizione che è uscita dalla testa di un ragazzo che si chiama Erik Moller e che ha aperto una wiki per poi editare la definizione praticamente da solo. Poi, siccome Mako Hill è suo amico e ha fatto 4 edit ecco che la definizione acquista inestimabile autorevolezza. E' serio? Non è serio, però dire che si è inventato un nuovo diritto d'autore (la dichiarazione originale credo proprio che sia americana), dire che le licenze rispettano la definizione di Free Cultural Works, mettere un bel logo in homepage... serve a fare promozione. Ma l'obiettivo qual'è? Quello di creare un popolo di utilizzatori inconsapevoli o quello di educare alla cultura libera? Se l'obiettivo è il secondo, un po' più di accortezza e sobrietà nell'esposizione non guasterebbe, imho. bye nag Simone Aliprandi ha scritto: >Per rispondere a TUTTA LA LISTA, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o >'Rispondi alla lista'; >con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. >------------------------------------------------------------------- >Navigando qua e là sono incappato in un articolo che mi ha fatto trasalire. >http://www.braniinediti.com/copyright.htm > >Non me ne voglia l'autrice (che non conosco), ma ci sono scritte cose >non solo imprecise, ma davvero infondate. >Basti leggere il titolo: "Licenza Creative Commons: una valida >alternativa alla SIAE" >Non sappiamo più come dirlo. >CREATIVE COMMONS NON E' UN'ALTERNATIVA ALLA SIAE; >e pensare che lo sia è abbastanza fuorviante e può essere anche pericoloso. >Poi se leggete l'articolo (la cui prima parte non è male; il dramma >inizia in effetti nella seconda), per come si sviluppa, sembra che >Lessig ha creato le CC proprio in risposta alla situazione di >"monopolio" della SIAE. >Poi in generale si parla di Creative Commons come ente che "registra >opere" e che obbliga a rilasciare licenze. Insomma, le più assurde >assurdità che possono essere dette in materia di CC (e in generale di >diritto d'autore). Tra l'altro già chiarite più volte in queste liste >(pubbliche e accessibili a tutti), sulle prime pagine del sito >ufficiale CC e di siti di altre iniziative parallele, su varie >pubblicazioni (disponibili anche online). >Davvero inizio a pensare che il lavoro di informazione e divulgazione >che molti di noi fanno sia in gran parte fatica sprecata. >Il problema non è tanto quello; d'altronde lo si mette in conto. Il >vero problema è che poi questi articoli rimangono in rete e gli utenti >ci fanno pure affidamento. Propongo di inviare al gestore del sito >richiesta di rettifica o - forse meglio ancora - di eliminazione >dell'articolo. >Scusate se sembro un po' paranoico e pignolo, ma leggere queste cose mi >allarma. >Un cordiale saluto, > > _______________________________________________ Questa e' la lista Community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community
