Per rispondere a TUTTA LA LISTA, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o 'Rispondi alla lista'; con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. ------------------------------------------------------------------- Davide d'Atri ha scritto:
> mi pare interessante il fatto che proteggi gli interessi delle catene > di negozi piuttosto che dei musicisti. No, guarda, hai sbagliato decisamente persona. :-D Dico soltanto che ai musicisti piacerebbe molto farsi conoscere, anche senza ricevere compensi. E' soprattutto per questo che vengono utilizzate le licenze CC. > Principalmente a noi pare importanre far guadagnare l'artista quando > ne ha diritto. Il fatto che come dici te ad alcuni "artisti piacerebbe > molto essere filodiffusi in tutti i pubblici esercizi italiani, anche > gratuitamente" non è necessariamente positivo in quanto significa che > essi stessi hanno poco spazio dove farsi ascoltare! E' ben noto che gli sconosciuti hanno poco spazio per farsi ascoltare. Altrimenti myspace non avrebbe tanto successo. Bisogna proprio creare spazi: che siano i pubblici esercizi come le manifestazioni che, ad esempio, organizza Anomolo non importa. L'importante è aumentare i canali di libera diffusione della musica. Prima ti fai conoscere e poi, se hai talento, creerai il tuo futuro, anche economico, come meglio credi. Zucchero veniva a cantare a gratis sotto casa mia nei primi anni '80. :-) > (oltre che utopico... in quanto in caso sarebbero pochi esercizi e > certamente non tutti). Il livello di utopia dovremmo valutarlo una volta che tutti pubblici esercenti fossero consapevoli del fatto che esiste un modo per filodiffondere musica d'ambiente e non pagare niente e nessuno. > A mio parere questo non c'entra molto con la libera diffusione della > musica. La libera diffusione dovrebbe valere principalmente per il > consumer piuttosto che per il business. In effetti è proprio quello > che cerchiamo di fare in beatpick: servizi gratuiti il più possibile > al consumer/prosumer pagati dal business. A mio parere, invece, la libera diffusione è libera diffusione e il libero mercato è il libero mercato. Se nessuno ti conosce, se resti impacchettato in un cd che una net-label vende a Pinco, non hai futuro. Sei solo un prodotto ad uso e consumo di un abile intermediario che ti sfrutta per i propri interessi. Se invece riesci a farti conoscere e piaci, allora puoi avere una chance. Anche la chance di fare soldi. Questo chi utilizza le CC lo sa bene. Questa è la strada più intelligente ed è la strada che, in fondo, da sempre tutti seguono. La figura del giovane artista sconosciuto a cui non preme tanto farsi conoscere quanto ricevere compensi da qualche pubblico esercente è... patetica oltreché inverosimile. :-) > In ogni caso Nicola siamo veramente ben disposti a cercare opinioni > sulla differenziazione commerciale/non commerciale. é sicuramente > materia di grande interesse per noi. Su questo seguiamo molto le > indicazioni dei nostri artisti. Alla catena McDonald però non penso > che daremo musica gratuita... Non ti sto dicendo di cambiare politica commerciale (non lo dico né a te né alla McDonald), ti sto dicendo soltanto che sarebbe opportuno che sul vostro sito specificaste cosa intendete per non commerciale. bye nag _______________________________________________ Questa e' la lista Community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community
