Per rispondere a TUTTA LA LISTA, utilizzate il comando 'Rispondi a tutti' o 'Rispondi alla lista'; con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore del messaggio. ------------------------------------------------------------------- Hai ragione, dobbiamo metterci d'accordo sul termine "intermediario". E' importante perché c'è effettivamente il rischio che sorga del fud (del resto, come la pubblicità ci insegna, i parassiti si annidano negli angoli più nascosti, insomma, tendono a mimetizzarsi). Intermediario è chi gestisce i diritti altrui sulla base di contratto, non è chi fornisce gratuitamente i mezzi tecnologici per distribuire, a vario titolo, la musica. Quindi, una piattaforma in cui domanda e offerta si incontrano non è un intermediario, è uno strumento tecnologico che ha proprio l'intento di eliminare gli intermediari. E chi gestisce la piattaforma non è un intermediario, in quanto non svolge alcuna attività di intermediazione come specificata due righe sopra.
Quand'anche il gestore della piattaforma vi inserisse pubblicità per avere un certo ricavo economico o facesse pagare una quota di iscrizione (quindi non è detto che il gestore debba essere un'opera pia), non svolgerebbe anche in quel caso alcuna attività di intermediazione. Ma attenzione, intermediari sono anche i soggetti che si occupano di rappresentare gli interessi altrui. Quando CC dice "diventa creativo, è semplice quando salti gli intermediari" (http://it.youtube.com/watch?v=mIjlOCJr9IU), fa riferimento proprio al fatto che, come dicevo, se l'autore dispone di certi strumenti giuridici, non serve - ti cito testualmente - "l'intermediazione di una label specializzata in music licensing, una sociètà specializzata in diffusione in esercizi pubblici e privati ed un avvocato esperto e propositivo". Le CC sono nate proprio per eliminare questi intermediari. ;-) bye nag Davide d'Atri ha scritto: > mi sembra che stiamo giungendo ad un punto d'incontro comune. Nel > senso che anche tu riconosci che che all'artista indipendente servano > iniziative di intermediazione: "Innovative sarebbero quelle > piattaforme in cui domanda e offerta si incontrano". > > Ora mi pare che ci sia un problema con la parola "intermediazione". > Facciamo l'ipotesi che qualsiasi piattaforma che metta in > comunicazione domanda ed offerta possa essere considerata un'attività > di intermediazione. A questo punto myspace può essere considerato un > intermediario. Così come potrebbe essere considerato un'attività di > intermediazione un programma file sharing (attraverso la sua > intermediazione tecnologica users sono connessi e possono condividere) > > A questo punto è solo un problema di individuare quali intermediari > sono più o meno efficienti, più o meno equi, più o meno sostenibili > nel lungo tempo. A questo punto diventa solo un porblema di essere > realistici e con foglio excel alla mano calcolare eventuali surplus > (se proprio vogliamo fare i conti in tasca a i business). > > In sostanza quello che voglio dire è che le attività di > intermediazione sono costose e più tecnologiche sono (o lavoro > intensivo) e più costose diventano. é forse quindi troppo > semplicistico dire che quell'intermediazione o quell'altra > intermediazione siano più o meno parassitarie. Bisognerebbe analizzare > a fondo i differenti business model. > > Myspace genera pubblicità per l'artista indipendente ma non guadagni > (almeno non direttamente). Altri intermediari generano guadagni e meno > pubblicità. > > L'importante è che ci sia scelta per l'artista in modo da rispettare > le loro esigenze. Certo è che tecnologie e lavoro umano a disposizione > dell'artista vanno in qualche modo remunerate. > > IN passato i "parassiti" erano presenti in quanto c'era oligopolio o > addirittura monopolio. Per fortuna grazie a gli "intermediari del web" > le cose stanno cambiando. > Davide > > 2008/7/14 Nicola A. Grossi <[EMAIL PROTECTED] <mailto:[EMAIL PROTECTED]>>: > > Per rispondere a TUTTA LA LISTA, utilizzate il comando 'Rispondi a > tutti' o 'Rispondi alla lista'; > con il comando 'Rispondi', invece, risponderete solo all'autore > del messaggio. > ------------------------------------------------------------------- > Francamente io il nuovo non lo vedo. Non voglio essere polemico a > tutti i > costi ma davvero non lo vedo. > Vedo semmai il rinnovamento del vecchio sistema "parassitario", in > cui una > catena di intermediari si frappone tra l'autore e gli utilizzatori. > > Che senso ha oggi, per l'autore, con gli strumenti che ha a > disposizione > (possiede infatti i mezzi di produzione, di diffusione e anche, > grazie alle > licenze modulari, di gestione), > farsi sfruttare da una net-label del tipo descritto da liberius? > Chissà come > si chiamerebbe marxianamente il surplus di cui beneficiano questi > intemediari... ultrasurplus? :-) > > Innovativo sarebbe semmai, come nello spirito (originario? spero > di no) di > CC, che l'autore gestisse direttamente i rapporti con gli > utilizzatori, > senza intermediari di sorta. > Innovative sarebbero quelle piattaforme in cui domanda e offerta si > incontrano e l'autore riesce a gestire i propri interessi senza > intermediari. > Mancano forse i mezzi tecnologici? > > Quello sarebbe il vero 2.0 in questo campo. > Però non possiamo aspettarci questa rivoluzione dai commercianti. > Loro si > occupano dei propri sacrosanti interessi. > > Dopodiché bisogna anche tenere presente un dato di fatto: le > scelte degli > artisti c.d. emergenti. > Non possiamo pensare che gli autori siano acefali. Possiamo anzi > dire che > scelgono nel proprio interesse. > > Quanti giovani artisti italiani si rivolgono alle net-label? > Pochissimi. > Perché? > Ci sarà pure un motivo, no? > > E invece tutti hanno un myspace. > > Allora l'interesse primario è evidentemente quello di farsi > conoscere, non > quello di fare "affari" con una net-label. > > Quindi stiamo attenti a confondere l'innovazione con il > rinnovamento del > vecchio paradigma economico. :-) > > Innovativo è qualcosa che rivoluziona un sistema, non qualcosa che > trova il > modo di salvarlo. > > Innovativo è, ad esempio, il copyright 2.0 di cui parla Ricolfi. > > Poi si può discutere sull'opportunità di quel copyright 2.0, ma > non c'è > dubbio che si tratta di innovazione. > > Infine, resta da chiederci, chi cura gli interessi dell'autore > fuori dal > giro di affari delle net-label? > > Ecco che ritorna la SIAE, e le net-label tutte intorno. > No, per carità, voglio scendere. :-) > > bye > nag > _______________________________________________ > Questa e' la lista Community ([email protected] > <mailto:[email protected]>) > Per informazioni su questa lista visitate > http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community > > _______________________________________________ Questa e' la lista Community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate http://creativecommons.it/mailman/listinfo/community
