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Simone Aliprandi ha scritto: > >> 1. come può il licenziante della cretive commons riscuotere i compensi >> tramite la siae se, a quanto ho capito, gli iscritti alla siae non possono >> adottare le licenze? >> > > sì, in effetti sembra un po' metafisica come cosa. > Credo che il tutto dipenda dal fatto che le licenze sono state scritte > cercando di prevedere a priori qualsiasi tipo di possibilità che la > mente umana possa immaginare. E quindi contengono quelle parti > relative alla SIAE nella speranza che in un futuro (non troppo > lontano) si riesca in qualche modo a trovare una via d'uscita. > Purtroppo devo dire che non è questo il motivo. Non so se tu già stavi su queste liste, ma quando ci fu il "request for comments" nel 2007 (e anche prima) io (e altri a ruota: http://lists.ibiblio.org/pipermail/cc-it/2007-August/003869.html) posi il problema e parlai dell'equivoco pericoloso in cui l'iscritto siae può incorrere leggendo la licenza: "Ah, bene, la posso usare". La riposta che ricevetti fu però di questo tenore: ma dov'è scritto che l'iscritto siae che utilizza le licenze CC può essere sanzionato? Ma dov'è scritto che se l'iscritto siae utilizza le licenze CC, siae può recedere dal mandato? In altre parole: che problema c'è se l'iscritto siae rilascia le sue opere con licenza CC? Oggi viene da ridere, ma le risposte che ricevetti allora furono esattamente queste. Evidentemente le Partner Istitutions (così si chiamavano allora) si risposero che il problema non esisteva. E il testo è rimasto così com'è oggi. Certo, bastava leggere il regolamento generale siae (cui qualcuno pure linkò) per avere rapida risposta alle domande suddette (artt. 26 ss., se non ricordo male), ma è noto che non si può chiedere troppa grazia a Sant'Antonio. Penso che siano pochissime le licenze CC nel mondo ad indicare espressamente il nome di un organismo di intermediazione. Anche l'unported 3.0 non le menziona più e ha cambiato formula. Prima diceva: "Licensor reserves the exclusive right to collect, whether individually or via a performance rights society (e.g. ASCAP, BMI, SESAC), royalties for the public performance or public digital performance (e.g. webcast) of the Work if that performance is primarily intended for or directed toward commercial advantage or private monetary compensation". Ora dice: "In those jurisdictions in which the right to collect royalties through any statutory or compulsory licensing scheme cannot be waived, the Licensor reserves the exclusive right to collect such royalties for any exercise by You of the rights granted under this License". E vedrai che anche in Italia ci adegueremo alla nuova formula "anonima", ci puoi scommettere. Tanto ha sempre funzionato così: ti chiedono di partecipare e tu fai delle proposte, le proposte non vengono accolte perché non ci si vuole discostare dalla licenza originaria (e si avanzano scuse risibili), ma poi vengono adottate anni dopo perché _negli USA_ qualcuno si è posto lo stesso problema, è stato ascoltato e la licenza è stata cambiata. Ma tu te lo ricordi quando parlavo di trattare in licenza i diritti morali? Mi si rispose che era inutile farlo. Poi cosa è successo? :) Tutto quello che io ho proposto nel passato verrà introdotto nel futuro, stanne certo. Nemo propheta in patria. :D bye nag _______________________________________________ Questa e' la lista community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate https://creativecommons.it/cgi-bin/mailman/listinfo/community Le altre liste gestite dal gruppo di lavoro Creative Commons Italia sono elencate qui: http://creativecommons.it/Liste
