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Solo ora noto una di quelle cose che mi fanno venire i brividi e l'orticaria. Quindi in questo post mi vedrete infervorato. Sul sito della Gazzetta Ufficiale si trova il seguente disclaimer: - - - - - - - Si evidenzia che ogni iniziativa volta alla diffusione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in formato digitale, potrà essere effettuata unicamente previa espressa autorizzazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Gli operatori interessati potranno prendere contatto con l'Istituto al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] - - - - - - - Ma dico... stiamo scherzando?! La Gazzetta Ufficiale deve assolutamente ricadere nel campo di applicazione dell'art. 5 della legge 633/41*. Certo, lo so che l'articolo parla di "TESTI degli atti ufficiali" e non degli atti ufficiali intesi in senso più ampio (comprensivi cioè di impaginazione, grafica e ammennicoli vari). Però dovremmo seriamente smetterla di spingere per una interpretazione restrittiva di questa norma fondamentale. Un discaimer come quello è a mio avviso inopportuno: non ci devono essere avvertenze che possano indurre nel timore i cittadini; anzi, al contrario dovrebbe esserci un chiaro disclaimer di "pubblico dominio", qualcosa in stile CC0 o ancor più semplicemente che dica espressamente che la Gazzetta Ufficiale (sia essa stampata su carta, diffusa in formato digitale, registrata su vinile, messa in scena a teatro...) è di libera diffusione poiché rientra sotto il cappello dell'art. 5. E stop! Senza altri fronzoli e giri di parole strani. L'innovazione e la digitalizzazione del paese (leggi Agenda digitale e belle iniziative simili) parte anche dalla trasparenza sulle "regole del gioco" (leggi, regolamenti, bandi... appunto pubblicati in Gazzetta Ufficiale). Altrimenti possiamo anche smetterla di parlare di open data e open government. E sinceramente non mi interessa se il signor "Istituto poligrafico e Zecca dello stato" vuole fare business vendendo la raccolta della Gazzetta Ufficiale su pen-drive (sic!); non credo proprio che fare business in quel modo sia la sua funzione instituzionale e nemmeno la sua principale fonte di sostentamento. Se siete d'accordo fate un +1. [trovate questo post anche qui: http://aliprandi.blogspot.it/2012/10/gazzetta-ufficiale-pubblico-dominio.html] Un caro saluto, -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org _______________________________________________ Questa e' la lista community ([email protected]) Per informazioni su questa lista visitate https://creativecommons.it/cgi-bin/mailman/listinfo/community Le altre liste gestite dal gruppo di lavoro Creative Commons Italia sono elencate qui: http://creativecommons.it/Liste
