Il giorno 15 luglio 2009 13.12, Gianluca Mazzei<[email protected]> ha scritto:
>> MPLS E TARGETED SESSIONS
>>
>> Qualcuno di voi ha mai usato sessioni targeted per risolvere una specifica 
>> problematica ?
>> Guardando alle possibilità ed opzioni di configurazione che l' MPLS offre , 
>> trovo che
>> questo escamotage sia molto simpatico ma a dirla tutta non ho ancora capito 
>> bene quale
>> sia l' ambito di utilizzo e la reale utilità .
>>
>> L' opzione somiglia per alcuni versi  al virtual link dell' OSPF , ma il 
>> virtual link nasce
>> da un esigenza reale , ovvero a fronte di un comportamento del protocollo 
>> stesso
>> che impone il transito delle informazioni inter-aree attraverso l' area zero 
>> ,
>> e che di conseguenza obbliga tutte le aree ad avere almeno un link diretto 
>> con il core ,
>> laddove questo collegamento diretto fisico sia impossibile da realizzare ,
>> lo si sostituisce con uno logico , appunto il virtual link .
>>
>> Ma nell' MPLS quale può essere l' esigenza che giustifichi la presenza
>> di una sessione targeted se non condizionare il traffico cosa che peraltro
>> si riesce a fare settando altri parametri e ragionando con più granularità
>> per specifiche classi , sottoreti o FEC , invece che per hops ?
>>
>>
>>Gianluca
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ciao, credo tu ti riferisca alle LDP targeted session…

Innanzitutto tieni conto che LDP e’ un protocollo di segnalazione e
non di routing. Nell’impiego comune annuncia l’associazione label-FEC
ai neighbor. Questi le raccolgono nella LIB (Label Information Base),
dove per ogni FEC (Forwarding Equivalence,  banalizzando per i meno
esperti: sottorete) puo' esistere piu' di una label.

E’ poi  compito del protocollo di routing, attraverso il suo algoritmo
best-path, la scelta delle label da usare per rappresentare la FEC
nella FIB e nella  LFIB, che finalmente controllano l’effettivo
inoltro del traffico ip o mpls.
Aggiungo inoltre che il Control-Plane e’ solitamente realizzato con
protocolli link-state (OSPF o IS-IS) che eliminano il “ragionamento
per hop” e mantengono una visione del routing uniforme per l’intera
area o livello.
Spero di averti meglio chiarito l’utilizzo di LDP e del perche’ non e’
possibile utilizzarlo direttamente per modificare l’inoltro del traffico.
Quest’esigenza e’ solitamente affidata alle funzionalità TE
(traffic-engineering) in grado di allocare label e popolare la LIB
(in questo caso con signaling RSVP ) per poi collaborare attivamente
con il protocollo di routing al mantenimento di FIB ed LFIB.

Per ripondere alla tua domanda…in alcuni casi LDP e’ utilizzato per il
signaling end-to-end, e quindi richiede una sessione tra router
solitamente non adiacenti. Un esempio su tutti e’ rappresentato dai
pseudowire Martini, dove la segnalazione e’ appunto basata su LDP.
Viene utilizzata una LDP Targeted Session per lo scambio della label
associate ai psudowire, ma l’attivazione e’ effettuata in modo
implicito, senza quindi richiederne una specifica configurazione. Se
sei curioso prova a fare uno “show mpls ldp neighbor | i Targeted” su
un router dove sono attivi dei pseudowire e dovresti trovarne di
attive.

Esistono tuttavia alcuni rari casi dove e’ richiesta una esplicita
configurazione, solitamente in presenza esclusiva di Traffic
Engineering, dove il popolamento della LIB e’ affidato al solo RSVP e
quindi potrebbe non contenere tutte le informazioni necessarie al
completamento della LFIB ( come in presenza di  TE Tunnel parziali o che
terminano in router P). In questo caso una LDP Targeted Session  può
colmare le lacune della LIB, e successivamente della LFIB, che
potrebbero pregiudicare il corretto inoltro di tutto il traffico mpls
in transito.

L’argomento diventa un po’ complesso, e richiede una discreta conoscenza
dei meccanismi su cui si basa mpls, ma spero di esserti stato di aiuto
nel chiarirti
le idee, e di aver risposto alla tua domanda.
Se vuoi approfondire ulteriormente non ci sono problemi.

ciao
nicola

--
Nicola Modena - CCIE #19119, JNCIS-M/T, CCSE
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