On Sat, Nov 02, 2002 at 06:43:50PM +0100, Leonardo Canducci wrote: > 1. in debian si usa make-kpkg clean al posto di make mrproper? che > differenza c'� tra questi due e make clean?
Puoi fare tutto anche nel modo standard, se preferisci, ma make-kpkg e', a mio parere, uno dei tool piu' comodi di tutta Debian. Non solo si occupa di automatizzare la sequenza di comandi necessaria alla ricompilazione, ma e' in grado di applicare automaticamente eventuali patch e soprattutto ti costruisce un pacchetto comprensivo di moduli, pronto per essere installato. Il pacchetto cosi' ottenuto, una volta installato, provvede a tutte le operazioni necessarie al buon funzionamento del nuovo kernel: installa il giusto System.map, ti mette in /boot una copia del file di configurazione (importantissimo se vuoi riottenere la stessa configurazione su una versione nuova), ti mantiene quello vecchio e fa automaticamente in modo che tu possa partire con quello semplicemente indicando vmlinuz.old come immagine di boot (utilissimo se qualcosa va storto). Tutto cio', ad esempio, per me e' fondamentale per la gestione di numerose macchine: compilo il kernel su una sola (la mia) con le impostazioni giuste, trasferisco via ssh il file sulla macchina target, lo installo et voila', kernel aggiornato senza bisogno di installare compilatori e soci su tutte le macchine. Sembra poco, ma se la macchina deve essere sicura poter evitare di installarci un compilatore e' fondamentale. Lo fai anche con tutte le altre distro, eh, ma mai in maniera tanto semplice come con Debian. Senza contare che ho sempre da parte tutte le configurazioni: basta recuperarle dalla /boot di ogni macchina e conservarle sulla mia. Se devo cambiare qualcosa, ricompilo al volo cambiando solo la revision. > 2. make dep non � necessario? se ne occupa make-kpgp? Si occupa di tutto lui. > cosa ci guadagno allora a ricompilarlo? se ho capito bene posso Come ti hanno detto anche altri, se ti trovi bene col kernel standard, non e' fondamentale cambiare. Anche perche' il solo kernel ricompilato per la tua macchina ti fa guadagnare ben poco. Il solo vantaggio che ci vedo e' la possibilita' di eliminare il supporto per cose che sai sicuramente che non servono: se hai una macchina con soli dischi IDE, che te ne fai del supporto SCSI? OK, potresti aggiungerli dopo, ma ricompilare e' un attimo. Cio' detto, io lo ricompilo sempre dai sorgenti originali (non quelli Debian, che contengono gia' alcune patch e che devi riscaricare per intero se cambiano una virgola), perche' mi piace di piu' sapere che il kernel contiene solo quel che IO gli ho detto di impiegare. Ma, ripeto, dipende da quel che devi farci. > 'sfoltire' un po' il kernel e, viceversa, includere alcuni moduli > direttamente nel kernel... ma con quale criterio? non ho idea di cosa > eliminiare.per includre moduli magari posso basarmi su lsmod. ma > � poi sempre una buona idea rinunciare all'approccio modulare? Anche qui, dipende da quel che devi fare: ad esempio, sui firewall, uso da sempre kernel statici, senza supporto per i moduli e levo di mezzo le utility relative. Non che non ci siano altri metodi per introdurre in memoria un malign module, ma se il kernel non li supporta e' gia' una difficolta' in piu'. Se parliamo di usi piu' normali, non conviene di certo e anche sui server, a volte, i moduli sono comodi. Ad esempio, di utilizzare un CD mi capita ogni morte di Papa, ma puo' servire e per questo il supporto lo tengo come modulo. Come "rule of thumb", ti posso dire che io compilo statico tutto quel che so che mi serve _sempre_ (ha poco senso compilare un kernel per un server con il driver per la scheda di rete come modulo, IMHO), quel che puo' servirmi poco frequentemente lo tengo come modulo e sego tutto il resto. -- BlueRaven There are only 10 types of people in this world... those who understand binary, and those who don't.

