Alle 23:41, lunedì 27 giugno 2005, Francesco Pedrini ha scritto: ---snip--- > Sul contratto non c'è scritto da nessuna parte che Aruba possa > concedere il diritto di dare accesso a delle macchine non sue alla > postale, senza avvertire il cliente. ---snip---
Qui puoi leggere il comunicato di Aruba http://assistenza.aruba.it/news.php?%20newsid=27 Alcuni passaggi sono demenziali, altri incutono viva preoccupazione. Sintetizzando: due magistrati per controllare *una* utenza di A/I mettono in condizione la PolPost di controllare *tutte* le utenze di A/I. I tecnici di Aruba leggono l'ordinanza e accettano; accolgono pure l'"invito" a tacere ("Invito"? qui, qualunque avvocato ci andrebbe a nozze) e quindi a non mettere al corrente A/I dell'intrusione. I fatti sono questi. Se la polizia entrasse in un condominio di mia proprietà per controllare il mio vicino di pianerottolo e poi mettesse microspie in *tutti* gli appartamenti, io avrei due opzioni: 1) faccio come Aruba e taccio 2) mi rivolgo a un avvocato (o a un magistrato terzo) e gli faccio presente che questa è una cosa aberrante, che non sta né in cielo né in terra, degna di un regime. Il comportamento di Aruba è da considerarsi una fattispecie? In realtà, non lo so, e poco mi importa, in realtà; di certo, so che si tratta di un comportamento proprio di chi la Privacy la ritiene tanto importante e necessaria quanto un frigorifero al Polo Nord. E per finire, visto che anche in questo luogo si è tanto discusso sulla fiducia che dovremmo nutrire sempre e comunque nei riguardi delle Forze dell'Ordine, ecco un breve elenco di casi, nei quali, forse sarebbe stato opportuno rivolgere qualche domanda in più ai nostri solerti tutori della legge. 1) Uno Bianca: durante le loro scorribande durate alcuni anni, una banda di poliziotti della questura di Bologna uccide 24 persone e ne ferisce 102 in varie località dell'Emilia Romagna. 2) Inchiesta sui ROS, 2003: almeno 20 militari, tra ufficiali e sottufficiali, compreso il comandante, generale Gianpaolo Ganzer, hanno sistematicamente violato le norme e le prassi che disciplinano le operazioni antidroga sotto copertura, trasformandosi in trafficanti e raffinatori di stupefacenti in proprio. 3) Caserma di Bolzaneto, 2001: a) TORTURATO n° 1 (italiano) Percosso in cella con un forte pugno allo stomaco, percosso al passaggio in corridoio con pugni, schiaffi e calci. Ingiuriato col ritornello “Uno, due, tre viva Pinochet” e irriso facendo suonare la suoneria del cellulare con il motivo “Faccetta nera”. Costretto, con violenza e minacce, a dire “Che Guevara, figlio di puttana”. Insultato con epiteti quali: “Zecca, figlio di puttana, stronzo, comunista di merda, bombarolo di merda, devi morire lurido comunista”. I poliziotti gli sbattevano la testa contro il muro prendendolo per i capelli lunghi e lo colpivano con calci alle gambe e schiaffi. b) seguono altre 81 testimonianze simili: i medici (civili) di stanza a Bolzaneto hanno assistito allo scempio senza profferire parola; un medico donna di 44 anni ha accettato, dietro suggerimento di alcuni poliziotti, di estrarre con le pinze il piercing agli organi genitali di almeno tre delle ragazze arrestate. 4) Torino, Maggio 2005: tre senegalesi muoiono in pochi giorni durante alcune operazioni della Polizia Municipale e di quella di Stato. Per la Polizia si tratta, naturalmente, di incidenti. Potrei continuare per ore, ma preferisco fermarmi qui: ho bisogno di un antiemetico. saluti -- Marco Valli - http://www.filiarmonici.org - per un mondo senza galere DISCLAIMER: Dal 15 Giugno 2004 questo indirizzo mail e altri 6000 ospitati dal server Autistici/Inventati sono sistematicamente intercettati dalla Polizia Postale, attivamente coadiuvata dallo staff tecnico di Aruba, senza alcuna giustificazione che non passi attraverso le smanie repressive di un paio di Magistrati della Repubblica Italiana. -- To UNSUBSCRIBE, email to [EMAIL PROTECTED] with a subject of "unsubscribe". Trouble? Contact [EMAIL PROTECTED]

