Comunicato stampa

IL 9 MARZO A ROMA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE IN SOLIDARIETA' CON IL 
POPOLO PALESTINESE

Tre treni, decine di pulman porteranno a Roma, sabato 9 marzo, migliaia 
di persone per la manifestazione nazionale "Pace, vita, terra e libert� 
per il popolo palestinese".
La manifestazione autoconvocata da una vasto arco di associazioni 
impegnate nella solidariet� con la Palestina, ha visto crescere giorno 
dopo giorno centinaia di adesioni da tutta Italia ed ha "smosso" da una 
inerzia durata troppi mesi, anche le forze politiche della sinistra e i 
sindacati.
Dopo gli attentati dell'11 settembre era prevedibile l'escalation e il 
rafforzamento dell'occupazione militare israeliana dei territori 
palestinesi occupati. Decine di morti e feriti ogni settimana, donne 
che muoiono a causa del micidiale dispositivo dei check point 
disseminati dalle forze armate israeliane in tutte le citt� 
palestinesi. Lo scenario si � aggravato ogni giorno di pi� rendendo 
necessaria la ripresa di una iniziativa aperta delle forze solidali con 
la causa del popolo palestinse e attente ai segnali che giungono 
dall'interno della societ� israeliana, di cui il rifiuto dei militari 
riservisti a prestare servizio nei territori occupati appare il segnale 
pi� clamoroso.

La manifestazione chiede in sostanza l'applicazione delle risoluzioni 
dell'ONU che giacciono ormai da anni disattese: ritiro delle forze 
armate e degli insediamenti coloniali israeliani dai territori occupati 
nel 1967, nascita e riconoscimento di uno Stato palestinese 
indipendente con Gerusalemme est capitale come passaggio concreto verso 
la definizione di "due popoli per due Stati" (annichilita oggi 
dall'assedio e dalla distruzione di tutte le strutture economiche e 
civili della Palestina), riconoscimento del diritto al ritorno per i 
profughi palestinesi ed infine l'invio di osservatori internazionali 
nell'area come pi� volte richiesto dalle autorit� palestinesi.

La manifestazione partir� alle ore 15.00 da piazza della Repubblica e 
si concluder� a Piazza Navona con gli interventi di un esponente 
palestinese, di un esponente del movimento israeliano contro la guerra 
e l'occupazione, di un esponente delle comunit� degli immigrati oggi 
sottoposti a persecuzioni e leggi razziste e di tutte le associazioni e 
forze politiche che hanno dato vita alla manifestazione. Al termine 
verranno proiettati alcuni recenti video sulla situazione palestinese.

Info: 06-4393512


Comunicato diffuso alla stampa sul boicottaggio


STOP ALL'OCCUPAZIONE MILITARE E COLONIALE
Boicottaggio delle relazioni economiche tra Italia e Israele 
fino a quando non cesser� l'occupazione dei territori palestinesi


A partire dalla grande manifestazione nazionale in solidariet� con il 
popolo palestinese del 9 marzo, comincer� nel paese e ben presto anche 
in altri paesi europei, una campagna di boicottaggio delle relazioni 
economiche con Israele.
Un appello in questo senso, � stato lanciato alcuni mesi da un gruppo 
di pacifisti israeliani, che si sono richiamati all'efficacia del 
boicottaggio economico come forma di pressione internazionale 
realizzatosi ai tempi del Sudafrica dell'apartheid.
In Italia, si punter� in modo particolare al disinvestimento dei grandi 
gruppi finanziari ed industrali italiani presenti in Israele. In modo 
particolare la Generali (presente in Israele con la compagnia Migdal e 
con la propriet� dell'8,5% della Bank Leumi-le), la Telecom  e 
l'Italgas.
In secondo luogo la campagna di pressione inviter� al non acquisto di 
prodotti di aziende israeliane presenti nel mercato italiano anche nei 
settori di punta come biotecnologie e alte tecnologie.
In terzo luogo verr� chiesto al governo italiano di interrompere gli 
accordi bilaterali in corso sul piano della collaborazione tecnologica 
ed economica con il governo e le aziende israeliane.

La campagna di boicottaggio cesser� nel momento stesso in cui cesser� 
l'occupazione militare e coloniale israeliana dei territori palestinesi 
occupati nel 1967, consentendo cos� la nascita e il riconoscimento 
dello Stato palestinese indipendente rendendo concreta e non astratta 
la soluzione dei " due popoli per due stati".

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