-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE----- Hash: SHA1 Classico intervento in ritardo, ma torna buono anche per altre volte. Invito chi puo' a inoltrare il comunicato stampa alle testate locali senza trascurare radio e tv. Fra tanti tentativi magari si riesce a trovare la persona sensibile.
Flavio Il 17:31, mercoledì 9 febbraio 2005, Davide Dozza ha scritto: > *** A rischio l'Europa del software *** > > L'estensione all'Europa della legge statunitense sui brevetti, > fortemente voluta dalle aziende multinazionali, può fermare > l'innovazione e mette a rischio il mondo del software, e in particolare > le piccole e medie aziende > > Milano, 8 febbraio 2005 – “Il software sviluppato in Europa rischia di > sparire”, afferma Davide Dozza, coordinatore del PLIO (Progetto > Linguistico Italiano OpenOffice.org). “Fino a oggi, la legislazione > europea in materia di brevettabilità del software ha difeso le piccole e > medie aziende che operano nel settore, proteggendo il loro lavoro e > garantendo a milioni di sviluppatori la possibilità di 'fare' > innovazione. Contro questa situazione, si sono levate le multinazionali > del software, che hanno intrapreso un'azione di lobby nei confronti > della Commissione Europea, per far si che – contro l'opinione espressa > dallo stesso Parlamento Europeo – venga emendato il testo originale e > approvata una delibera che estende a tutta l'Unione Europea la legge > statunitense sui brevetti. A rigor di logica, un vantaggio per il > settore, mentre nella realtà diminuiranno sensibilmente le attività di > ricerca e sviluppo, e non ci sarà più spazio per le software house > locali, sia che si occupino di software libero che di software > proprietario”. > “Purtroppo, la legge USA sui brevetti riesce a ottenere questi effetti > perversi a causa del modo, perlomeno singolare, con cui vengono > attribuiti i brevetti stessi: contrariamente a quello che vorrebbe la > logica, infatti, non viene protetto il software ma la sequenza degli > algoritmi. E' come se in campo musicale non si proteggesse la melodia ma > la sequenza degli accordi. In questo modo, per sviluppare un nuovo > software senza correre il rischio di incappare nel pagamento di royalty > o – peggio ancora – subire cause per la violazione dei brevetti, è > necessario un enorme dispendio di tempo e risorse, che è alla portata > solo delle aziende multinazionali. Alla fine, quindi, rimangono solo le > aziende che detengono i brevetti, che se li scambiano tra loro > costituendo, di fatto, dei cartelli. Se continua così, questa sarà la > situazione in Europa a partire dalla metà di febbraio”. > Secondo Roberto Galoppini, Presidente del CIRS, il primo consorzio > italiano di aziende attive nel settore del software libero e open > source: “Il Parlamento Europeo aveva fatto un ottimo lavoro, giungendo a > un compromesso che tutela le aziende europee, che nella maggioranza dei > casi sono di piccole dimensioni (il 98% in Italia, secondo i dati ISTAT > 2002). Poi è arrivata la Presidenza Irlandese, Paese da cui proviene più > della metà del software proprietario venduto in Europa, che a maggio ha > presentato il nuovo testo in discussione, che rappresenta un pericoloso > dietro-front rispetto alla situazione attuale e alla proposta del > Parlamento. A questo punto, è indispensabile che tutti i Paesi – tra cui > l'Italia – che sono contro la brevettabilità tout-court, si schierino > decisamente a favore della proposta del Parlamento Europeo”. > Una ricerca commissionata dal Governo Francese nel 2002 sostiene che > l'estensione all'Europa della legge sui brevetti avrebbe come > conseguenza la creazione di una forte barriera all'ingresso nel mercato > del software, e danneggerebbe gli integratori e i piccoli editori > software locali, oltre al mondo del software libero e open source. > “L'innovazione nel mondo del software dovrebbe essere garantita da un > uso 'costruttivo' del copyright, che invece viene usato come deterrente > contro la pirateria. In questo modo, ci sarebbe spazio per l'innovazione > e il miglioramento delle applicazioni, a vantaggio degli utenti”, > conclude Riccardo Losselli, coordinatore del PLIO insieme a Davide Dozza. > > --------------------------------------------------------------------- > To unsubscribe, e-mail: [EMAIL PROTECTED] > For additional commands, e-mail: [EMAIL PROTECTED] - -- Flavio Filini Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale! Chiave pubblica: keyserver.linux.it/ -----BEGIN PGP SIGNATURE----- Version: GnuPG v1.2.3 (GNU/Linux) iD8DBQFCDJEs0zkMdb/6te8RAvpKAJ9LofF2aLswqZKsx7DMjKDllQttkgCfRJen 2+qRwX5BE5xEpxlEzB4XX3g= =MfuZ -----END PGP SIGNATURE----- --------------------------------------------------------------------- To unsubscribe, e-mail: [EMAIL PROTECTED] For additional commands, e-mail: [EMAIL PROTECTED]
