Il giornalismo dei nostri tempi, ovvero...
Vieni avanti Ostellino!
Su questa rivista, come ben sanno i lettori, proponiamo una rubrica che
cerca di smascherare le posizioni di parte dei mass media. Considerati sopra
le parti, constatiamo come invece televisioni e quotidiani si rivelino, ad
una pi� accorta analisi, veri e propri spacciatori di notizie per conto del
potere. Pur con le loro contraddizioni e le loro eccezioni, fondamentalmente
svolgono un buon servizio all�ideologia dominante. Non avremmo mai
immaginato di avere un colloquio direttamente con un famoso rappresentante
della categoria dei giornalisti, Piero Ostellino, ex direttore del Corriere
della Sera e, tuttora, penna di punta del quotidiano milanese. Il confronto
si � verificato in seguito alla pubblicazione di un suo articolo che
commentava i risultati di un sondaggio della Commissione Europea, al quale
abbiamo risposto pubblicamente. Curiosamente Ostellino, tra l�indignato e
l�offeso, ha risposto alla nostra richiesta di chiarimento. Vi presentiamo
lo scambio epistolare, tenendoci, per una volta, l�ultima parola.
Un passo falso da correggere in fretta di Piero Ostellino / Corriere della
Sera, 3 novembre 2003
Ci risiamo. Gli ebrei. Sono loro, oggi, la minaccia alla pace, cos� come,
ieri, erano loro gli ispiratori della congiura demo-plutocratico-massonica
contro gli interessi dei popoli (?) del Terzo Reich e dell' Italia fascista.
Ed � sempre l' Europa a macchiarsi della stessa vergogna. Che ha una sola,
vile definizione: antisemitismo. Un sondaggio condotto dall' Eurobarometro,
per conto della Commissione europea, dice che il 59 per cento dei 7.500
cittadini interpellati mette al primo posto Israele fra i Paesi che pi� di
ogni altro, pi� della Corea del Nord, dell' Iran, dell' Iraq, dell'
Afghanistan, minacciano la pace. D' accordo, c' � da sperare che i cittadini
europei interpellati siano stati fuorviati dalla tendenziosit� del
questionario, che includeva, fra i dodici Paesi elencati come �pericolosi�,
anche Israele. C' � da sperare, cio�, che la maggioranza degli europei che
non sono stati interpellati non la pensi cos�. Ma resta il fatto, aberrante
e vergognoso, che a scrivere e proporre �quel� questionario e a diffonderne
i risultati � stato un organismo europeo, cio� una istituzione che pretende
di rappresentare tutti noi. Ebbene, lo dico senza esitazione: io da questa
Europa non solo non mi sento per niente rappresentato, ma non voglio nemmeno
averci a che fare. Perch� me ne vergogno come europeo, come italiano e come
cittadino del mondo. Che certe cose le dica un malesiano che di professione
fa l' antisemita non mi sta bene, mi scandalizza, mi ripugna, ma non mi
stupisce. Che queste stesse cose le dica una istituzione europea
attribuendole agli europei, quindi anche a me, beh, non solo non mi sta
bene, mi scandalizza e mi ripugna, ma mi fa dire forte che, come europeo,
come italiano, come cittadino del mondo, mi stringo fraternamente a tutti
gli ebrei ovunque si trovino; mi fa dire forte che sono pi� che mai vicino a
Israele, che lotta per la propria sopravvivenza contro il terrorismo che
uccide donne e bambini inermi; mi fa dire che condivido con loro tutto l'
orrore e il dolore che provoca questa incredibile notizia. Ora, della
questione � stato investito il presidente della Commissione, Romano Prodi,
sui sentimenti del quale nei confronti degli ebrei e di Israele non ci sono
fortunatamente dubbi. Bene. Che Prodi, allora, prenda immediatamente,
formalmente e fermamente le distanze da questo abominio, lo denunci per
quello che � - una orrenda manifestazione di antisemitismo - e ripari al
danno, che esso produce innanzitutto all' immagine dell' Europa, con una
dichiarazione di principio, una presa di posizione chiara e definitiva
contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo in nome dei valori di
tolleranza della nostra civilt� giudaico-cristiana. La stessa cosa faccia l'
Italia, che presiede in questo momento l' Unione Europea. E che Dio perdoni
coloro i quali non sanno quello che fanno.
Risposta a Piero Ostellino
Nel leggere il "Corriere della Sera" di oggi 3 novembre 2003 siamo rimasti
alquanto perplessi rispetto all�articolo di Piero Ostellino (intitolato "Un
passo falso da correggere in fretta") che commentava l�esito di un sondaggio
sui Paesi che pi� rappresentano un rischio per la democrazia, ricerca
eseguita per conto della Commissione Europea. Il risultato di questa
consultazione � che la maggioranza degli intervistati (il 59% di 7500)
ritiene che Israele rappresenti la maggior minaccia per la pace nel mondo.
Oltre ad Ostellino, a dire il vero, anche la gran parte delle forze
politiche ha commentato negativamente questo sondaggio e, prevedibilmente,
la stessa cosa hanno fatto i rappresentanti delle comunit� ebraiche del
nostro Paese, e non solo. Ostellino, per�, � un giornalista e, come tale,
dovrebbe essere, prima di tutto, rispettoso delle opinioni altrui ed
imparziale. Dovrebbe... Con retorica partigiana, invece, il nostro afferma
cose francamente ridicole e le avalla con altre palesemente false. Proviamo
ad elencarne alcune. Il sondaggio viene screditato dal prode Ostellino
cercando di minarne alla base la credibilit�. Come? Affermando, prima di
tutto, che lo stesso era tendenzioso (!?!) perch� inseriva il nome di
Israele nella lista dei paesi pericolosi. Quali gli argomenti a sostegno di
questa affermazione? Nessuno.
Inoltre, dando ulteriore prova d�invidiabile neutralit�, egli si affretta a
dichiararsi indignato che un organismo europeo abbia potuto diffondere i
risultati di questo sondaggio. Come se i risultati dei sondaggi non fossero
l�obiettivo del farli... Spiegazioni di questa affermazione? Nessuna.
Addirittura si spinge a sostenere che non si sente rappresentato da questa
Europa con cui non vuole avere a che fare...proprio per il risultato del
sondaggio! Ma non siamo qui per dimostrare la validit� e la correttezza di
un questionario, n� c�interessa farlo. Tant�� che lo stesso giornale su cui
scrive Ostellino ne pubblica molti sugli argomenti pi� svariati, con colonne
e colonne di commenti al seguito. Alla redazione smentire la pecorella
smarrita...
Insistiamo invece, sulla scorrettezza di Ostellino e sulla disinformazione
che egli spaccia in quanto giornalista, un giornalista che, invece di
informare, fa propaganda a favore di una parte e contro un�altra.
Innanzi tutto, con una prova di furbizia molto limitata, fa passare un
concetto assolutamente indimostrato per una cosa scontata.
Non parla di israeliani, cittadini dello stato di Israele, ma di ebrei, per
poi appoggiarsi a questo assunto e rinfacciare, a chi sostiene che Israele
sia un pericolo per l�umanit�, di essere antisemita. Trucchetto
(evidentemente preso in prestito dai rappresentanti delle comunit� ebraiche
della diaspora che ne fanno largo uso) che produce, in maniera voluta, molti
fraintendimenti e facili accuse moralistiche (e non comprovate).
Il problema che Ostellino evita accuratamente di sottolineare � che sono le
stesse comunit� ebraiche (oltre che gli stessi rappresentanti dello stato
sionista) a definire "antisemita" chi protesta o solleva dubbi sullo Stato
di Israele. Scambio di concetti ("antisionista" per "antisemita") che il
giornalista assume come suo, ma che non si degna di spiegare, n� di
giustificare con i lettori. E, aggiungiamo noi, che produce un solo
risultato del tutto favorevole allo stato sionista: Israele non pu� essere
criticato, pena l�accusa di antisemitismo. Quindi, per ovvia conseguenza
logica nella testa di chi lo afferma, Israele � infallibile. Alla faccia del
confronto democratico!
Altro aspetto assurdo dell�argomentazione ostelliniana, o meglio della sua
non-argomentazione, � quello di chi vuole assurgere a salvatore del
politically correct ("Prodi prenda subito le distanze da quest�orrenda
manifestazione di antisemitismo"), quando da salvare non c�� proprio niente.
Ci argomenti, invece, come mai non si pu� definire lo stato d�Israele un
pericolo per la pace nel mondo. Non � forse vero che Israele:
1) E� il paese che ha violato il maggior numero di risoluzioni dell�ONU. Le
politiche di Israele e le sue iniziative nei territori occupati
costituiscono una continua violazione delle norme di legalit�
internazionale. Tali norme sono: la Carta delle Nazioni Unite, la
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione di Ginevra per la
protezione dei civili in stato di guerra e la Convenzione di Ginevra per la
protezione dei prigionieri di guerra datata 12 agosto 1949...
D�altro canto, le condanne internazionali di Israele si susseguono, come gi�
nel 1977, nel 1985 la Commissione dell�ONU per i Diritti Umani vota una
risoluzione (1985/1A) di condanna di Israele che "si rifiuta di permettere
al Comitato Speciale di avere accesso ai territori occupati... la
commissione conferma la sua dichiarazione secondo cui le violazioni
israeliane della Quarta Convenzione di Ginevra sono crimini di guerra e un
insulto all�umanit�".
2) Occupa da decenni un territorio riconosciuto a livello internazionale
(l�ONU non ci risulta essere una frangia estrema del movimento
palestinese...) come indipendente.
3) Ci sono milioni di profughi palestinesi che vivono al confino in altri
stati, perch� Israele (anche qui in spregio al diritto internazionale) li ha
cacciati e non � disponibile a trattare sul loro ritorno.
4) Impedisce (manu militari) agli stessi palestinesi di vivere (lavorare,
andare a scuola, avere una casa e chi pi� ne ha ne metta). Inoltre, lo stato
di Israele non solo pratica la tortura, ma, unica fra le cosiddette
"democrazie" mondiali, � arrivata perfino a legalizzarla. Lo sostiene
Amnesty Internetional: "lo Stato di Israele ha, a tutti gli effetti,
legalizzato la tortura (...) in tre modi: primo, l�uso da parte dei servizi
segreti di `quantitativi moderati� di pressioni fisiche (sui detenuti);
secondo, dall�ottobre 1994 il Comitato Ministeriale di controllo del
servizio segreto (...) ha rinnovato il diritto di praticare (sui detenuti)
un uso ancora maggiore della forza fisica (...); e terzo, nel 1996 la
Suprema Corte di Israele ha emesso una sentenza che permette ad Israele di
continuare nell�uso della forza fisica contro specifici detenuti".
5) Israele, al contrario di quello che sostiene Ostellino, non � uno stato
democratico in quanto non solo non tutti i cittadini che vi risiedono e
lavorano possono votare (in altre parole esistono cittadini di serie A e di
serie B), ma soprattutto non ha una costituzione scritta. E ci� non a caso.
Come sottolinea un ebreo israeliano, "la massiccia espropriazione e la
pulizia etnica subita dai palestinesi in seguito all�insediamento di
Israele, come l�annessione di terre e propriet� di coloro che rimasero ma
furono dichiarati assenti, come anche la confisca di vaste aree di villaggi
palestinesi non distrutti, e tutte le leggi necessarie per legalizzare
questi atti, tutto ci� sarebbe stato incostituzionale, e dunque dichiarato
nullo da una Corte Suprema, essendo chiaramente discriminatorio contro una
parte dei cittadini dello Stato. Le costituzioni democratiche, infatti,
impongono di trattare i propri cittadini con equit�"!
6) Il premier che governa Israele si � macchiato di crimini contro
l�umanit�. Do you remember le parole pronunciate non da un� "estremista" o
da una fonte di parte, bens� da Sandro Pertini nel suo messaggio
presidenziale agli italiani del 21 dicembre 1983: "Ho visto i cimiteri di
Sabra e Chatila. E� una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono
sepolte le vittime di quell�orrendo massacro. Il responsabile � ancora al
governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E� un
responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla societ�".
Se per il solo fatto di essere schierati col popolo palestinese ed a favore
della sua autodeterminazione, il nostro pennivendolo ci considera
"antisemiti" (per inciso l�accusa � tanto pi� ridicola per il fatto che gli
stessi palestinesi sono semiti...) faccia pure: da parte nostra ci limitiamo
a ricordare che accettare l�equiparazione tra antisionismo e antisemitismo
propagandata dal governo israeliano (oltretutto falsa storicamente) tradisce
la (difficile) lotta sia del popolo palestinese sia degli ebrei progressisti
in Israele e nel mondo. Categoria, quest�ultima, in cui, evidentemente, il
nostro gazzettiere non rientra...
Alla fine, rimane il fatto che il signor Ostellino si rivela un giornalista
fazioso.
Collettivo Politico Universitario - Scienze Politiche di Milano
"Replica" di Ostellino al Cpu
Ho sempre pensato che i collettivi fossero la negazione della ragionevolezza
individuale, quindi una iattura. Voi me ne date conferma e vi ringrazio.
L'esito del sondaggio mi inquieta. Ma � il modo col quale � stato formulato
che mi indigna: nessun cenno alla controparte di Israele; il terrorismo non
� pericoloso per la pace? Che ne direste di un sondaggio che vi ponesse la
seguente domanda: "Quante volte avete picchiato vostra moglie?", dando per
scontato che voi la picchiate? Israele era la terra promessa degli ebrei cui
tornare,
il sionismo era l'ebraismo politico che perseguiva il ritorno, Israele sono
gli ebrei tornati, Sharon � il governo eletto democraticamente dalla
maggioranza degli israeliani (gli ebrei tornati, pi� gli arabi israeliani
che votano) e rappresenta tutti, anche quelli che non lo hanno votato, se
democrazia vuole ancora dire qualcosa. Distinguere fra ebrei e israeliani,
fra Israele e il suo popolo e fra quest'ultimo e il suo governo � un sofisma
farisaico e, che piaccia o no, ma mi pare che a voi piaccia, fare
dell'anti-israelismo e dell'antisemitismo.
Del resto, voi stessi mi accusate di fare il gioco del sionismo inteso come
il male. Studiate ragazzi,studiate e soprattutto ragionate ciascuno con la
propria testa, sono sicuro che ne uscirebbe qualcosa di buono, in ogni caso
qualcosa di meglio di quello che ha prodotto il collettivo.
Coraggio. Ostellino
Considerazioni finali
Innanzi tutto vorremmo fare una nuova valutazione sul questionario che ha
scatenato la polemica. Abbiamo scoperto, il giorno successivo all�uscita
dell�articolo di Ostellino, che la domanda incriminata elencava quindici
Paesi, protagonisti dei conflitti dell�ultimo decennio, compresi Stati Uniti
(giunti secondi a pari merito con Iran e Corea del Nord...) e la stessa
Unione Europea.
Lo rileviamo perch� noterete che il prode giornalista non si � nemmeno
sognato di specificarlo (lui il quesito l�aveva sicuramente visto prima di
scrivere l�articolo, mentre noi abbiamo dovuto aspettare che uscisse sui
giornali...), dato che questo fatto avrebbe inficiato tutto il suo
ragionamento sulle presunta tendenziosit� della domanda. Chiunque conosce i
sondaggi, pu� concordare che non si possono elencare tutti i paesi del mondo
nella risposta.
E, replicando ad Ostellino sulla curiosa battuta della moglie che ci offre
nella sua risposta, se un sondaggio ci chiedesse quante volte picchiamo la
nostra consorte, potremmo sempre rispondere "nessuna", e se la soluzione non
fosse contemplata, potremmo rifiutarci di rispondere.
Dissipati, una volta per sempre, i dubbi sulla legittimit� della domanda e
sulle possibilit� di risposta, analizziamo la tesi di Ostellino.
Sostanzialmente, nell�articolo cos� come nella replica al Collettivo,
assistiamo ad una serie d�affermazioni, anzi di dogmi, che per il
giornalista non possono essere messe in discussione. Il pi� evidente �
quello che Israele si difende dagli attacchi terroristici di cui � oggetto.
Non crediamo che Ostellino ignori la storia d�Israele e per questo siamo
ancora pi� consapevoli del fatto che queste affermazioni vogliono
effettivamente creare ad arte un clima di disinformazione che spinga
l�opinione pubblica dalla parte degli israeliani e contro il popolo
palestinese.
Per darne una piccola, ma significativa, prova ricorderemo un sondaggio sul
conflitto israelo/palestinese svolto qualche mese fa in Italia che Ostellino
si � guardato bene dal commentare o dallo stigmatizzare. Ne risultava che il
75% degli italiani pensava che i Territori fossero denominati "Occupati",
perch�, ad occuparli, erano stati i palestinesi e che Israele, di
conseguenza, stia cercando di riappropriarsene "manu militari". Inoltre,
nello stesso sondaggio, emergeva che chi aveva risposto, leggeva
regolarmente un quotidiano o guardava almeno un telegiornale. Come stupirsi,
allora, se sosteniamo che i mass media creano disinformazione? In presenza
di tale schieramento di forze, militari ed ideologiche, come si pu�
sostenere che Israele � la "vittima" e i palestinesi sono i "carnefici"?
Ad Ostellino, che ironicamente ci invita a studiare, facciamo notare che,
come maestro, lui ha poca stoffa. Dei sei quesiti che gli abbiamo posto per
contestare i suoi ragionamenti, non ha risposto nemmeno ad uno. Non ha detto
che sono menzogne (e non potrebbe comunque sostenerlo essendo dati storici e
verificabili), non ha controbattuto in nessuna maniera. Ha solo rimpallato i
suoi quattro dogmi, non mancando (non ce ne meravigliamo affatto) di
definirci "antisemiti" con un giochino linguistico che fa sempre effetto...
Lo lasciamo (e vi lasciamo) col "capolavoro" che meglio chiarisce il suo
ruolo di giornalista allineato e di parte.
Imparando male i dettami della stessa democrazia che dice di voler difendere
(compito che gli lasciamo molto volentieri, poich� impresa disperata),
sostiene che Sharon � stato eletto dalla maggioranza degli israeliani e che
quindi � legittimato a governare. Tesi sostenuta anche per Berlusconi, per
Bush o per D�Alema (che motiv� l�attacco alla Jugoslavia asserendo che
Milosevic era un dittatore, quando invece era stato eletto in consultazioni
riconosciute valide a livello internazionale, al contrario dell�allora
Presidente del Consiglio). Il fatto � che, nella stessa democrazia borghese,
sono previsti controlli sulla legittimit� e sulla moralit� di chi viene
eletto, cosa che ovviamente i servitori con penna e calamaio scordano
sistematicamente. Addirittura un presidente americano fu costretto a
dimettersi . Ma erano altri tempi... Crimini come quelli di cui si � reso
responsabile Sharon, massacratore di civili palestinesi quando era generale
dell�esercito di occupazione
israeliano in territorio occupato, invece, sono considerati evidentemente
"fastidiosi ricordi" da insabbiare in barba a qualunque etica.
A dar retta al nostro pennivendolo, Hitler e Mussolini, essendo giunti al
potere tramite elezioni democratiche e grazie al consenso della maggioranza
degli elettori, con buona pace degli ebrei dell�Olocausto, erano legittimati
a governare, e dunque potevano decidere a buon diritto di procedere agli
stermini di cui si resero responsabili!
Paradossi a cui conducono inevitabilmente l�ignoranza, la faziosit� e
l�arroganza...
E con questa considerazione ci congediamo definitivamente dal nostro
pennivendolo, non senza convenire con Karl Kraus che "non avere pensiero e
saperlo esprimere: � questo che fa di uno un giornalista".
Forse � anche per questo che Ostellino fa rima con c......!
Post scriptum: da quando � uscita la notizia col risultato del questionario,
il Corriere della Sera produce una pagina di commenti ogni giorno e tutti
gli sforzi ruotano intorno alla domanda: gli italiani sono o no antisemiti?
Un modo elegante per fare propaganda e vendere bene.
Due brevi considerazioni: partire dal sondaggio su Israele per arrivare
all�antisemitismo prova che l�opinione a senso unico di Ostellino � stata
accettata senza alcun contraddittorio. Inoltre, dagli stessi sondaggi, si
intuisce che il 10% degli intervistati sostiene che gli ebrei non ispirano
fiducia, ma a questi vengono aggiunti quelli che parlano male della politica
di Israele e del governo Sharon per avere una maggioranza che viene definita
"antisemita". Capito l�antifona?
Ultimissima: il 40% degli intervistati, senza spiegarne la ragione,
considera Israele "simpatica" per partito preso, ma si trova il modo di
svalutare il dato dicendo che negli altri paesi europei questa simpatia a
priori � almeno del 60%... Come mai, in questo caso, non parlano di
prevenzione e d�intolleranza verso i palestinesi?
Le conclusioni le sappiamo gi� noi e ve le presentiamo senza attendere il
Corriere: diranno che gli ebrei sono malvisti perch� l�antisemitismo �
ancora presente e che bisogna sostenere Israele. Togliete i passaggi
intermedi e vedrete che il risultato � sempre lo stesso...
C.P.U. Collettivo Politico Universitario di Milano
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