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GRANELLO DI SABBIA (n�115) Bollettino elettronico settimanale di ATTAC Venerd� 09 gennaio 2004 ______________________________ Vi preghiamo di diffondere il Granello nella maniera pi� ampia possibile. Numero di abbonati attuali: 6 720 ATTENZIONE: tutti i Granelli di Sabbia sono a disposizione sul sito in versione .pdf e .rtf al seguente indirizzo: http://italia.attac.org/spip/rubrique.php3?id_rubrique=3 ____________________________________________________________ AVVISO Il Granello di Sabbia � il settimanale elettronico d'informazione e approfondimento di ATTAC: propone materiale originale prodotto da ATTAC Italia e dai suoi aderenti e traduce testi degli altri Granelli nel mondo e da diverse fonti indipendenti. E' realizzato grazie al lavoro volontario di molte persone. 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Questo, fino a pochi giorni fa, il biglietto da visita della Parmalat. 2 - Gli scienziati pazzi dell'agroalimentare di Fran�ois Dufour* Dalla "mucca pazza" al pollo alla diossina, passando per il bovino agli ormoni, la soia transgenica, le farine agli estratti di cadavere per gli animali da macello o i pesci d'allevamento, fino all'acqua minerale e alla Coca-Cola contaminate, la lista dei prodotti di consumo adulterati si allunga. Un filo rosso collega queste aberrazioni: la ricerca del massimo profitto da parte delle multinazionali dell'agroalimentare che stanno trasformando l'agricoltura in un'industria che non lascia pi� spazio al contadino. 3 - La responsabilit� dei gruppi industriali nelle sparizioni violente, torture e omicidi di ICAD* Le violazioni dei diritti umani sono legati inseparabilmente con il sistema economico capitalistico. Nel nostro lavoro abbiamo analizzato gli effetti negativi della globalizzazione sui diritti umani. (.) Traduzione a cura di Silvia Necco 4 - A 25 anni dalla riforma sanitaria di Maurizio Portaluri (Medicina Democratica) Ormai da tempo non mi stupiscono gli insegnamenti che, a me medico, provengono da lavoratori e cittadini seriamente impegnati a riflettere sulle condizioni dei loro ambienti di vita e di lavoro. 5 - La sacralit� indiana dell'acqua un augurio al Fsm di Paolo Rizzi (Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell'acqua) Il 4� Forum Sociale Mondiale che riterr� in India dal 16 al 21 gennaio 2004 sar� preceduto e seguito da alcune iniziative legate alla lotta per l'acqua. _____________________________ 1 - Parmacrac : una storia di ordinario neoliberismo? __________________________________________________________ di Umberto G.B. Bardella (Cn ATTAC Italia) Prima azienda italiana nel settore alimentare, ottavo gruppo industriale nazionale, 36.000 dipendenti in 30 paesi nel mondo, un marchio di fama internazionale, presenza nel Mib 30, il fior fiore dei titoli italiani quotati in borsa. Questo, fino a pochi giorni fa, il biglietto da visita della Parmalat. Oggi, il crollo totale, l'amministrazione controllata, le truffe, il carcere, il titolo che vale carta straccia. Governo, Confindustria, grandi poteri bancari e finanziari, mass-media ora gridano allo scandalo e fanno a gara nel chiedere, indignati, regole, controlli e garanzie. Vogliono in realt� nascondere ancora una volta la verit� : visti tutti i precedenti, il crack della Parmalat non sembra proprio un'anomalia, bens� una vicenda di ordinario neoliberismo. MARCONI in Gran Bretagna, KIRCH in Germania, VIVENDI in Francia, GLOBAL CROSSING, TYCO, K MART, WORLDCOM ed ENRON negli Stati Uniti, CIRIO e ora PARMALAT in Italia : questa � la sequenza dei fallimenti finanziari di colossi industriali dal 2001 ad oggi,con decine di migliaia di posti di lavoro persi, altrettanti fondi pensione andati in fumo, milioni di risparmiatori truffati. Una situazione che fa dire non a un estremista no-global, bens� al giornalista Edward Chancellor dell' ECONOMIST che " l'essenza del capitalismo � un succedersi ininterrotto di momenti speculativi - con l'arricchimento di pochi - e di crisi - con l'impoverimento di molti". Una dittatura della finanza sulla politica e sulla democrazia, fondata sul fatto concreto di un circuito finanziario internazionale nel quale circola quotidianamente e senza controlli un volume di denaro pari all'intero Prodotto Interno Lordo dell'Africa in un anno! Un furto di risorse e di diritti, uno scippo di democrazia. Credo che questi fatti debbano proporci con forza alcune riflessioni. IL TRICOLORE La prima � quasi epidermica, ma attuale. E' da qualche tempo che il Presidente della Repubblica Ciampi esalta l'Italia e la sua bandiera. E' vero, non siamo tutte/i una banda di delinquenti e incapaci, ma � chiaro che il caso Parmalat sta facendo fare all'Italia una pessima figura. Ha debiti con mezzo mondo - e non parliamo di banche o simili, ma di fornitori: un miliardo di euro con gli allevatori francesi, oltre sette milioni ai brasiliani, non si sa quanto ai venezuelani, e chi pi� ne ha pi� ne metta. Non c'� stabilimento Parmalat al mondo che in questi tempi abbia pagato i produttori. E nulla si sa dei dipendenti. Forse, signor Presidente, il tricolore � meglio lasciarlo da parte per un po'. TOBIN TAX SUBITO Una delle cose di chiara evidenza � che fra li elementi che hanno reso possibile l' "affaire Parmalat" � la mancanza di controllo dei movimenti di capitale. Non stiamo parlando qui della massmediatica disputa Tremonti-Fazio che qualche economista, commettendo un chiaro errore, paragona a un teatrino da strada (viste forse le dimensioni dei personaggi coinvolti). Decidere se la banca centrale debba essere un'entit� indipendente o sotto il controllo dell'esecutivo e/o del Parlamento non � un problema di poco conto. Ma � un altro problema. Noi qui vogliamo parlare della assoluta e totale libert� dei capitali di scorrazzare ad libitum qua e l� per il mondo. Chi pensa - e soprattutto coloro che l'hanno scritto nella bozza di Costituzione Europea - che "sono vietate le restrizioni ai movimenti di capitale" (art. III-45), di fronte a casi del genere ha il dovere di pensarci seriamente, senza lasciarsi obnubilare dalla martellante propaganda del non dimostrato dogma neoliberista. Qui c'� tutto il senso della proposta di Tassa Tobin: non la miracolosa guarigione di tutti i mali dell'economia, ma un primo passo verso il controllo democratico del movimento dei capitali, a partire da quelli pi� pericolosi, quelli di pura speculazione. Un mezzo di riaffermazione del primato della politica sull'economia. "PARADISI" FISCALI? E' almeno altrettanto chiaro che l'esistenza dei paradisi fiscali � un altro di quegli elementi che hanno favorito questi giochi. Riprendiamo il brano di una lettera ai giornali di Attac Lecco, impegnato da oltre un anno nella lotta ai paradisi fiscali: "Di fatto ci sono dai 40 agli 80 paradisi fiscali (alcuni dei quali nella civilissima Europa: Monaco, Andorra, Isole del Canale, Liechtenstein); 2/3 milioni di persone fisiche e 20/30mila societ� fanno affari tramite questi paesi; 1.800 miliardi di dollari il giro d'affari, di cui il 40% riguarda la criminalit� organizzata, il 15% la corruzione politica e il 45% le operazioni per evasione fiscale; il 50% delle societ� italiane quotate in borsa e 320 banche italiane fanno affari e hanno agenzie in questi paesi...". Ma a chi interessa tenerli in vita? Ci diceva tempo fa Roberto Burlando, docente di economia alle Universit� di Torino e di Exeter: "Intendiamoci subito: se gli stati occidentali lo volessero, i paradisi fiscali sparirebbero in mezza giornata". A questo punto, viene il sospetto che queste s�ntine di iniquit� continuino ad esistere perch� sono non solo utili ma funzionali al sistema capitalistico. Altri motivi, francamente, non riusciamo a trovarne. BANCHE E BANCHIERI Un merito, e non da poco, il Parmacrac rischia di averlo, suo malgrado. Per la prima volta, dei magistrati coraggiosi (le solite toghe rosse?) osano mettere mano in quell'enorme buco nero che � il sistema bancario - italiano, ma non solo. Quel complesso di banche, finanziarie, SIM, SGR, assolutamente impermeabile a ogni forma di trasparenza, dai bilanci illeggibili e dalle comunicazioni al pubblico assolutamente incomprensibili se non da un laureato di economia (e forse neanche). E allora le domande che vengono spontanee. Le banche sapevano della situazione Parmalat? Chiunque abbia frequentato anche poco, anche solo di striscio, gli ambienti finanziari sa che a un certo livello si sa tutto, e lo si dice in giro. Ma, appunto, a un certo livello: di l� in gi�, nulla filtra. Pi� che di riservatezza, sembra quasi trattarsi di omert�. Ma se sapevano, perch� hanno continuato a finanziare la Parmalat? Perch� tanto i bond emessi mica se li tenevano loro. Li rifilavano - ovviamente tessendone ampie lodi e, soprattutto, incassando laute commissioni - ai loro ignari clienti, abbacinati da interessi a due cifre ma assolutamente ignari di avere in mano poco pi� che carta straccia. Del resto, se le banche non fossero complici anche di operazioni di questo genere, perch� terrebbero 320 agenzie aperte nei paradisi fiscali? E si parla solo di banche italiane! Insomma, il Parmacrac ancora una volta grida ad alta voce che il sistema nel quale viviamo e che vogliono imporci come sempre pi� pervasivo in ogni ambito e attimo della nostra vita � tutt'altro che la fine della storia, il finalmente raggiunto paradiso in terra. Ma un altro mondo � possibile, qui e ora. Basta che siamo abbastanza a volerlo. _____________________________ 2 - Gli scienziati pazzi dell'agroalimentare __________________________________________________________ di Fran�ois Dufour* La fine del millennio vede crescere, inattesa, una "grande paura": quella dell'alimentazione quotidiana. Dalla "mucca pazza" al pollo alla diossina, passando per il bovino agli ormoni, la soia transgenica, le farine agli estratti di cadavere per gli animali da macello o i pesci d'allevamento, fino all'acqua minerale e alla Coca-Cola contaminate, la lista dei prodotti di consumo adulterati si allunga. Un filo rosso collega queste aberrazioni: la ricerca del massimo profitto da parte delle multinazionali dell'agroalimentare che stanno trasformando l'agricoltura in un'industria che non lascia pi� spazio al contadino. Il 25 giugno scorso, i ministri dell'ambiente dell'Unione europea, dopo accese discussioni, hanno deciso una moratoria parziale per i cibi transgenici. Il progetto di direttiva che dovr� essere approvato dal nuovo Parlamento europeo e dovrebbe entrare in vigore nel 2001 stabilisce che i nuovi Ogm (Orgamismi geneticamente modificati) non abbiano pi� autorizzazione illimitata, ma siano riesaminati con scadenza decennale. Decisa anche l'etichettatura dei cibi transgenici, con la ricostruzione dei "percorsi", dal prodotto agricolo fino a quello trasformato. Un piccolo passo nella giusta direzione, secondo alcuni. Un compromesso insufficiente, secondo chi ritiene che � l'intera logica di funzionamento del sistema agroalimentare che deve essere cambiata. La crisi nell'industria agroalimentare belga, aggravata dal problema del pollo alla diossina, rimette in discussione gli orientamenti di una politica agricola comune (Pac) la cui sola ambizione sembra essere quella di adeguarsi alla globalizzazione. Quando, negli anni '80, le lobby agroindustriali britanniche, decise ad abbassare in ogni modo i loro costi di produzione, liberalizzarono il settore della carne bovina, non si aspettavano conseguenze tanto disastrose sulla salute. Eppure i ricercatori microbiologi hanno da tempo dimostrato che, se si concentrano gli animali, l'industrializzazione dell'allevamento concentra anche elementi patogeni e rischi. Si sa che le salmonelle, facilmente presenti nella filiera avicola, sono all'origine dell'80 % delle infezioni tossiche collettive di origine alimentare censite in Francia. D'altra parte, le batterie diventano sempre pi� resistenti agli antibiotici usati in quantit� eccessiva, con i conseguenti, intuibili, inconvenienti nel trattamento delle malattie infettive. Il comitato direttivo scientifico dell'Unione europea (formato da 16 esperti indipendenti) ha, al riguardo, pubblicato un rapporto nel quale ne chiede la proibizione. Il comitato, fino ad oggi, non ha trovato udienza a Bruxelles, dove per� sar� organizzata, su questo argomento, una conferenza scientifica internazionale il prossimo 20 luglio. E' bene ricordare che questo settore del mercato farmaceutico mondiale rappresenta circa 250 miliardi di dollari Quanto all'uso oggi messo sotto accusa con grande clamore delle farine animali incorporate come proteine nell'alimentazione del bestiame per equilibrare le razioni, non � cosa nuova. L'allevamento intensivo industriale ha costruito la sua potenza e la sua strategia di conquista dei mercati mondiali attingendo da una fonte inesauribile: i rifiuti riciclati dei mattatoi che diventano cibo per animali . La ricerca del minor costo per il maggior profitto ha portato i responsabili dei grandi gruppi di produttori di farine a rifiutare in modo sistematico le norme pubbliche di trasparenza (tracciabilit�) e d'informazione agli allevatori sulle caratteristiche e la composizione dei prodotti forniti. Nel luglio 1996, la Confederazione contadina ha presentato la prima querela contro ignoti per la questione dell'Esb, ma la giustizia � lenta. I poteri pubblici francesi ed europei, talvolta cos� pronti nell'adottare delle misure, anche legislative, lo sono molto meno nell'applicarle e nel farle rispettare. Lo scandalo della carne contaminata con la diossina, sostanza altamente cancerogena e presente a forti dosi in alcuni alimenti per il bestiame (come quello, ancora d'attualit�, dell'Esb), rivela una volta di pi�, malgrado i discorsi rassicuranti di cui i governi sono prodighi, il lassismo, se non la complicit�, degli organi dello stato nei confronti del potere finanziario. Il forte aumento delle "paure alimentari" porter� a pesanti ripercussioni sugli allevatori di pollame, suini, ma anche bovini: distruzione degli allevamenti interessati, diminuzione dei prezzi, revisione unilaterale dei contratti di produzione per gli allevatori legati a industrie produttrici di alimenti. Ma, dopo la diossina, altri pericoli incombono, come, ad esempio, - quelli legati all'accumulo di metalli pesanti nel suolo a causa dell'irrorazione con fanghi di depurazione, - n� si pu� dimenticare che sono ancora sconosciute, sia a livello dell'ambiente che della salute, le conseguenze delle manipolazioni genetiche su animali e vegetali. Finora le istanze comunitarie hanno resistito alla pressione delle industrie farmaceutiche che vogliono imporre gli ormoni da latte e da animali, anche se si sa bene che il Belgio � un crocevia per il traffico di questi ormoni in Europa. Ma gli Stati uniti, decisi ad esportare a qualunque costo la loro carne bovina agli ormoni nei paesi dei Quindici, hanno gi� segnato importanti punti a loro favore all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), la quale non si preoccupa minimamente della salute pubblica . Gli europei, come punizione del loro rifiuto, sono costretti a pagare 253 milioni di dollari, sotto forma di aumento dei diritti doganali su alcune loro esportazioni destinate agli Stati uniti (202 milioni) e al Canada (51 milioni). La Commissione europea non si oppone affatto al principio di queste sanzioni, si limita a cavillare sull'ammontare della cifra. Rifiuta d i invocare il Principio di Precauzionale per altro esplicitamente previsto dall'accordo sulle misure sanitarie e fitosanitarie concluso nel 1994 durante il ciclo dell'Uruguay dell'Accordo generale su tariffe doganali e commercio (Gatt) col pretesto che Washington potrebbe considerarlo una provocazione! Come si � visto nel febbraio 1999 a Cartagena (Colombia), un altro importante scontro commerciale si delinea tra i paesi che producono e commercializzano vegetali modificati geneticamente (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Stati uniti, Messico) e l'Europa, dove, dal 1994, soltanto nove variet� hanno ricevuto l'autorizzazione ad essere coltivate e importate. Ma � soltanto la pressione dei consumatori e dei movimenti dei cittadini europei che ha impedito, fino ad ora, alla Commissione e alla maggioranza dei governi la totale liberalizzazione del commercio degli organismi geneticamente modificati (Ogm), questi nuovi strumenti di appropriazione di semi e piante da parte di alcune multinazionali: Novartis, Monsanto, Pioneer-DuPont, Agrevo, ecc. Da quando esiste l'agricoltura, i contadini seminano i campi con i prodotti del proprio raccolto. Sono loro che, da millenni, selezionano e adattano le piante in funzione delle loro necessit� e delle caratteristiche dell'ambiente. Oggi, i grandi gruppi di produttori di sementi hanno selezionato semi ibridi, le cui caratteristiche li rendono particolarmente adatti all'agricoltura intensiva. Questi ibridi non si riseminano, mentre le piante autogame come grano, orzo e colza, sono riutilizzate nel 50 % dei casi. Evidentemente i produttori di semi non hanno interesse a che i contadini possano riseminare i campi a partire dai propri raccolti. Tentano di convincerli che le manipolazioni genetiche procureranno loro grossi margini di guadagno. Questa affermazione costituisce prima di tutto un inganno intellettuale, perch� postula che l'agricoltura intensiva, forte consumatrice di input, pesticidi e fungicidi di ogni tipo, sia il solo modello atto a soddisfare le necessit� dell'uomo. Al contrario, sono molti i contadini che sviluppano altri tipi di produzione (in particolare l'agricoltura biologica) altrettanto competitivi, ma rispettosi della natura e dei consumatori. Inoltre � un inganno economico, perch� lasciare i semi nelle mani di alcune multinazionali, per i contadini vuol dire accettare un'integrazione sempre maggiore nel complesso genetico- industriale. I rischi, per la salute e l'ambiente, della messa a coltura di piante manipolate geneticamente costituiscono l'oggetto di serrati dibattiti tra gli scienziati. E la tendenza � alla prudenza pi� estrema, in particolare dopo che molti studi hanno dimostrato gli effetti nocivi, sulle farfalle, del mais transgenico Bt (cio� portatore della tossina del Bacillus thuringiensis che rende la pianta resistente ad un insetto detto piralide n.d.t.), prodotto da Monsanto, Novartis e Pioneer, di cui i governi tedesco, spagnolo e francese, giocando agli apprendisti stregoni, hanno autorizzato la commercializzazione. L'agricoltura europea ostaggio USA: l'impasse farine animali/OGM Dopo la questione della diossina, la maggioranza dei ministri dell'agricoltura dei Quindici non ha dato seguito alla richiesta francese di proibizione delle farine animali, perch� si pone il problema delle soluzioni di ricambio con proteine vegetali. L'Europa, che ha fatto la triste scelta dello sviluppo di cereali a basso prezzo destinati al mercato mondiale, � fortemente deficitaria di vegetali ricchi di proteine e amidi e soprattutto di piante oleose: nella campagna commerciale 1996-97, il suo tasso di autosufficienza per colza, girasole e soia raggiungeva solo il 22% . E ci� per evidenti ragioni: durante i negoziati del Gatt del 1993, ha ottemperato alle esigenze di Washington accentando di limitare a 5,482 milioni di ettari la superficie da coltivare a piante oleose, cos� da garantire all'agrobusiness americano uno sbocco illimitato per i suoi panelli di soia e per i prodotti di sostituzione dei cereali, che entrano nella Comunit� esenti da ogni diritto doganale. E' dunque agli Stati uniti e ai paesi latino-americani che per un'eventuale sostituzione delle farine animali i contadini europei dovranno rivolgersi per l'approvvigionamento. Cio� a paesi dove gli Ogm sono coltivati su milioni di ettari (secondo fonti specializzate, il 40 % della soia e il 20 % del mais americani sono transgenici) e dove le multinazionali si rifiutano di creare filiere di imballaggio e di commercializzazione separate tra Ogm e non Ogm. In altre parole, in mancanza di una chiara etichettatura per l'alimentazione sia degli uomini che degli animali, ai consumatori e ai contadini, presi in ostaggio, non rimane che scegliere tra la peste delle farine animali e il colera degli Ogm. Al di l� del sostegno dato dalla Francia, il 24 giugno, alla proposta greca di sospendere ogni nuova immissione di Ogm sul mercato a livello europeo, le associazioni (France Nature Environnement, Greenpeace, Attac, ecc.) chiedono una moratoria sulla coltivazione e la commercializzazione delle tecnologie genetiche e l'applicazione del Principio di Precauzione. Ma la gran parte dei produttori dipende dalle grandi industrie sul piano tecnologico, economico e finanziario, e ha, quindi, uno scarso margine di manovra. L'industria si � impadronita del contadino imponendogli le proprie regole per la produzione di materie prime a basso costo, facendo di lui una cavia che si getta alle ortiche quando non rende pi�. La fame nel mondo non � un problema che si risolver� grazie alle tecnologie genetiche. La sua soluzione passa unicamente attraverso la sovranit� alimentare, vale a dire attraverso il rafforzamento e l'autonomia politica dei paesi in via di sviluppo, attraverso il riconoscimento del loro diritto a proteggersi da importazioni sleali e dal dumping economico, sociale, ecologico dei paesi ricchi. E' bene dunque orientarsi verso -un'agricoltura che metta al centro delle sue preoccupazioni la dimensione sociale, territoriale ed ambientale -non verso un'agricoltura duale che fornirebbe ai poveri una grande abbondanza di pessimo cibo, prodotto da pochi contadini ricchi, e ai ricchi un'alimentazione di qualit� fornita da contadini poveri. Mettere la Pac, come fa la Commissione europea, al servizio della "vocazione esportatrice dell'agricoltura europea", � una decisione che nasce da una grave confusione tra due mercati di natura fondamentalmente opposta: - quello dei prodotti di base (polvere di latte, cereali, carni bianche e scarti di carni rosse) - quello dei prodotti elaborati e a forte valore aggiunto. Il mercato mondiale dei prodotti di base � alimentato dalle eccedenze agricole dei grandi (Unione europea, Canada, Stati uniti). I corsi di questo mercato sono estremamente bassi e lo resteranno a lungo, se si d� credito ad un recente rapporto della Banca mondiale: prezzo del latte compreso tra le 225 e le 300 lire al litro; un chilo di maiale tra le 450 e le 690 lire e di bovino giovane a 1.300 lire. Per produrre a costi cos� bassi, � necessario eliminare ogni vincolo nella produzione e annullare ogni limite: luoghi di produzione giganteschi, terre e aiuti pubblici accaparrati da pochi agromanager. Il mercato dei prodotti elaborati o a forte valore aggiunto obbedisce a regole del tutto diverse. I contadini, anche se ognuno di loro ricerca la produttivit�, non lo affrontano direttamente. Le produzioni sono in genere molto ben inquadrate e rispondono ad un mansionario che distribuisce con precisione i compiti: vengono realizzate in ben identificate zone geografiche e permettono di valorizzare le competenze; concorrono ad una vera economia locale che nasce dal valore aggiunto. Questa agricoltura � l'unica soluzione per un tipo di sviluppo basato sulla cieca mondializzazione degli scambi. Le catastrofi della "mucca pazza" e del pollo alla diossina rischiano di essere solo il preludio di altri disastri, se non si forma un ampio fronte, costituito da contadini, consumatori e movimenti di cittadini, uniti nel rifiutare questa forma di dittatura dei mercati rappresentata dalla onnipotenza delle transnazionali agroalimentari e chimiche. * Gi� vicepresidente di ATTAC France e della Conf�deration Paysanne Tratto dal sito www.kontrokultura.it _____________________________ 3 - La responsabilit� dei gruppi industriali nelle sparizioni violente, torture e omicidi __________________________________________________________ di ICAD* Le violazioni dei diritti umani sono legati inseparabilmente con il sistema economico capitalistico. Nel nostro lavoro abbiamo analizzato gli effetti negativi della globalizzazione sui diritti umani. Di seguito solo alcuni esempi: Durante il fascismo di Hitler le IG-Farben (*) furono coinvolte attivamente nello sterminio di ebrei e comunisti. Esse fornirono il Cyclon B, che rese possibile il massacro industralizzato. Hitler aveva emanato un decreto che ordinava l'eliminazione degli oppositori del fascismo (documento nel campo di concentramento di Neuengamme/Amburgo). Dopo la seconda guerra mondiale, la CIA perfeziono' dei metodi di tortura, sparizioni ed esecuzioni al di fuori della legalita' contro critici dell'ordine capitalista. Alla fine degli anni '90 la CIA ha pubblicato l'un percento dele sue informazioni sul golpe militare in Guatemala nel 1954. Da questo e' scaturito che sono stati gli Stati Uniti a dirigere la destituzione dell'allora presidente Jacobo Arbenez. Jacobo Arbenez voleva condurre delle riforme agrarie per i coltivatori e contro gli interessi della United Fruit Company (banane Chiquita). Dalle pubblicazioni risulta che la CIA formo' delle bande paramilitari per assassinare 58 oppositori che comparivano in una lista nera. Dal dossier strategico di 22 pagine ne scaturisce come uccidere, torturare ed esercitare terrore senza conseguenze. La Shell sfrutta dal 1958 le risorse petrolifere della Nigeria, nel territorio della popolazione Ogoni. Un terzo dell'estrazione petrolifera della Nigeria viene praticata dalla Shell. Per questo il sistema militare viene rifornito dalla Shell con uniformi, ecc... Il risultato e' una delle piu' grandi distruzioni ambientali nel territorio del delta del fiume. Le infrastrutture dei contadini sono completamente distrutte dalla melma del petrolio. Lo scrittore e premio Nobel Den Saro-Wiwa e i suoi amici protestarono contro contro questa minacciosa distruzione ambientale operata dalla Shell. Vennero arrestati nel 1995 per 17 mesi e condannati all'impiccagione dal tribunale militare (Greenpeace 1996). Nel 1999 un canale televisivo inglese stabili' la connessione tra BP, paramilitari in Colombia e l'uccisione di sindacalisti. Casanare e' una delle piu' grandi risorse petrolifere dell'emisfero sud. BP conduce un consorzio internazionale per l'estrazione del petrolio e ha investito la' un miliardo di sterline inglesi in impianti di estrazione, i piu' grandi della Colombia. Per la sicurezza degli impianti sono stati impiegati 3000 soldati colombiani. BP ha inoltre ingaggiato una contro-guerriglia d'elite con un contratto di 7 milioni di sterline inglesi. La ditta privata DSL, Defence System Ltd., il cui capo ufficiale e' Alistar Morrison, detiene in tutto il mondo servizi militari speciali per governi e gruppi industrali utilizzati in 26 stati. Ogni protesta contro la BP viene subito ostacolata con minacce di morte, terrore e tortura. A El Moro i lavoratori della BP hanno protestato contro la distruzione delle infrastruttrure. BP inoltro' 6 foto di questi lavoratori alle unita' speciali . Essi vennero trovati uccisi. La Cola Cola chiude gli occhi davanti all'eliminazione di sindacalisti negli stati di produzione di Coca Cola in America Latina. Negli stabilimenti di imbottigliamento della ditta colombiana Panamco, formalmente indipendente, ma di fatto legata al colosso americano tramite partecipazioni di capitale, imperversa una vera e propria guerra contro i sindacati. Il sindacato alimentare SINALTRAINAL ha registrato piu' di 120 aggressioni dal 1990: uccisioni, rapimenti, minacce telefoniche e metodi terroristici inscenati. Nella regione Uraba della Colombia del Nord, controllata in modo particolarmente rigido dall'esercito e dai paramilitari, il sindacato e' stato eliminato del senso fisico del termine. Nel dicembre del 1996, degli "sconosciuti" assassinarono il segretario regionale della SINALTRAINAL Isidro Segundo Gil, e un altro funzionario sfuggi per poco ad un rapimento. La sede del sindacato nella citta' di Carepa venne incendiata, i lavoratori dell'impresa furono costretti da persone armate a "lasciare il sindacato entro le 4 del pomeriggio". E la situazione peggioro' ulteriormente. La pressione esercitata sui lavoratori della Coca Cola che erano ancora organizzati in sindacati e' diventata sempre piu' forte. Gli attivisti non possono piu' lasciare le loro abitazioni senza protezione e ricevono regolarmente minacce di morte. Le sezioni sindacali di Barrancabermeja e Bucaramanga sono in "esilio interno". I sindacalisti per ragioni di sicurezza trascorrono la maggior parte del loro tempo nella capitale Bogota. Questa politica aziendale inoltre sembra non essere solo limitata alla Colombia. Ci sono stati aggressioni analoghe contro i sindacalisti presso la Coca Cola anche in Guatemala e Peru'. Negli ultimi 10 anni in Columbia circa 4000 sindacalisti sono spariti e sono stati giustiziati al di fuori della legalita' dai paramilitari. Mercedes Benz, Argentina A partire della Mercedes Benz e' nato il gruppo Daimler-Chrysler. All'assemblea principale in primavera 2002, la dirigenza dell'impresa ha dovuto dopo anni di silenzio votare a favore della formazione di una commissione di inchiesta con il compito di chiarire la scomparsa di 14 attivisti del sindacato della sede della Mercedes Benz di Cat�n, in Argentina. Il capo della giunta Leopoldo Gualtieri, un precedente capo dell'esercito Christino Nicolaides, l'ex generale Carlos Suarez Mason e altri 40 militari di alto rango e agenti segreti sono stati arrestati l'11 luglio 2002 in Argentina. Nel frattempo e' in corso a Norimberga un processo contro due ex militari. La ditta Eurogold di Izmir, in Turchia, pratica l'estrazione dell'oro e ha distrutto l'agricoltura. Le infrastrutture di base dei contadini del luogo sono state distrutte. Le proteste della popolazione sono state soppresse brutalmente. Nella regione sono state fatte scomparire delle persone che si sono ribellate contro la distruzione delle infrastrutture. La produzione capitalista distrugge la natura e l'uomo. Vige la massimizzazione dei profitti ad ogni prezzo. Gli stati hanno promulgato leggi anti-terrorismo per abbattere l'opposizione sociale e politica. I diritti umani sono stati calpestati: sorveglianza totale, centri di detenzione, divieti di spostamento, metodi punitivi segreti, prigioni di isolamento, esecuzioni, guerre di aggressione. *ICAD INTERNATIONAL OFFICE (C/o Gr�n Alternative Liste/B�ndnis 90, Sachsentor 12 21029 Hamburg , Germany) (*) Interessen-Gemeinschaft der Deutschen Farbenindustrie AG (gruppo dell'industria del colore tedesca) Traduzione a cura di Silvia Necco _____________________________ 4 - A 25 anni dalla riforma sanitaria __________________________________________________________ di Maurizio Portaluri (Medicina Democratica) In questi giorni un autoferrotranviere della provincia di Bari mi ha inviato un documento in cui, rilevando che su 18 dipendenti della azienda di trasporti per la quale lavora 3 sono deceduti per un tumore, si chiede alle autorit� sanitarie ed alle organizzazioni dei consumatori misure preventive per migliorare la qualit� dell'aria nei veicoli e nell'ambiente urbano a vantaggio della salute dei lavoratori e dei cittadini. Ormai da tempo non mi stupiscono gli insegnamenti che, a me medico, provengono da lavoratori e cittadini seriamente impegnati a riflettere sulle condizioni dei loro ambienti di vita e di lavoro. A stupirmi � stata invece la coincidenza tra il ricevimento di questo modello di "partecipazione sanitaria" ed un anniversario. Infatti, il 23 dicembre scorso � stato celebrato, per la verit� un po' in sordina, il venticinquesimo anniversario della promulgazione della legge di riforma sanitaria, nota come legge 833 del 1978. Un provvedimento che pu� essere ben ritenuto il risultato di lotte e rivendicazioni da parte di lavoratrici e lavoratori che non ritenevano pi� tutelata la propria salute da un groviglio di enti mutualistici pi� intento ad erogare prestazioni che a porre al centro del proprio interesse le condizioni sanitarie della popolazione. Per questo la legge di riforma, unificando in un unico servizio sanitario nazionale la struttura responsabile della salute individuale e collettiva, introduceva il principio del diritto all'accesso in maniera gratuita di tutti i cittadini a tutte le prestazioni necessarie. Inoltre veniva introdotto il principio per il quale il servizio sanitario deve occuparsi non solo della cura delle malattie ma anche della loro prevenzione e della riabilitazione dei soggetti ammalati. La gestione di tale servizio veniva affidata alle unit� sanitarie locali, luoghi istituzionali che, nell'intento dei promotori della legge, dovevano essere spazi di partecipazione dei cittadini e di decisione collettiva ma che finirono spesso per rappresentare pi� le esigenze elettorali dei partiti che quelle di salute della popolazione. In particolare il Sud non riusc� a sfruttare la unificazione del servizio a livello nazionale per recuperare l'arretratezza determinata da decenni di gestione delle strutture sanitarie affidata quasi esclusivamente agli enti locali e naturalmente influenzata dalla carente disponibilit� di risorse finanziarie rispetto alle altre realt� del Paese. Le varie "lobbies" sanitarie iniziarono a soffiare sul fuoco del malcontento e a rimpiangere i tempi andati, quelli delle mutue, dimenticando o nascondendo i costi pi� volte sopportati dalla collettivit� in quei decenni per ripianare gli sprechi inarrestabili di un sistema di assistenza particolaristico, riservato solo ad una parte della popolazione, foraggiatore di privilegi corporativi. Accanto a questa azione denigratoria condotta dall'interno del sistema, un'altra forza di segno contrario alla riforma democratica della gestione della sanit� emerse tra la fine degli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta, caratterizzata dalla idea ossessiva della limitatezza delle risorse da destinare ai servizi pubblici e dalla presunta necessit� di introdurre le leggi del mercato e della competizione anche nel campo della salute. Sotto queste spinte giunse la prima controriforma del 1992, legata al nome ministro De Lorenzo - destinato a diventare presto tristemente famoso per la gestione delle autorizzazioni dei farmaci - i cui principi fondamentali furono la trasformazione delle unit� sanitarie locali in aziende e l'introduzione di elementi privatistici nel sistema, sia nel campo dell'erogazione dei servizi che in quello dei rapporti di lavoro. Le ultime riforme in ordine temporale, quella Bindi e quella Veronesi, hanno rafforzato la tendenza all'aziendalizzazione ed alla gestione monocratica della sanit� anche se recuperano tra le righe qualche spazio per la partecipazione dei cittadini. Grazie al sistema universalistico le condizioni di salute degli italiani sono notevolmente migliorate nei decenni successivi alla introduzione della riforma ma questo effetto � oggi il risultato a lungo termine di quel cambiamento mentre dovremo attendere diverso tempo per valutare gli effetti sanitari delle politiche liberiste in atto dagli anni 90 in Italia. La "mucca pazza" � solo un esempio dell' effetto delle politiche liberiste dell'Inghilterra negli anni ottanta e delle conseguenti riduzioni di sorveglianza e di obblighi nel settore del trattamento dei mangimi per allevamento. L'idea neoliberista della necessit� di ridurre le risorse per la sanit� pubblica cozza con l'introduzione, da essa stessa propugnata, del privato nell'erogazione delle prestazioni. Infatti il privato realizza un incremento dei costi rispetto ad un sistema sanitario pubblico per il semplice fatto che deve produrre anche il profitto per l'imprenditore. Inoltre l'idea aziendalistica della gestione della sanit� non permette di percepire il ruolo che la prevenzione, quella vera naturalmente, pu� esercitare sulla riduzione delle malattie e quindi, a lungo termine e in maniera duratura, sui costi della cura delle stesse. Studi di comparazione internazionale, pubblicati su riviste scientifiche, mostrano che la riforma sanitaria in Italia ha prodotto i migliori risultati di salute a bassi costi e che sistemi sanitari pubblici garantiscono migliori condizioni di salute per tutti. D'altra parte si comprende che, se la salute diventa una merce, per gli ospedali, o aziende che dir si vogliano, soprattutto privati, sar� pi� "conveniente" che ci siano molti ammalati, clienti o utenti come significativamente si preferisce chiamarli. L'interesse di un sistema sanitario aziendalistico finisce per diventare opposto a quello della popolazione. Al contrario, ad un sistema pubblico partecipato conviene ridurre il numero di malati ed investire in prevenzione. Solo l'espansione del sistema pubblico e gratuitamente accessibile a tutti e lo sviluppo delle attivit� di vera prevenzione possono migliorare il livello di salute collettivo. Nel campo dei tumori alcuni studiosi ritengono che un'azione efficace in tema di prevenzione contro i cancerogeni negli ambienti di vita e di lavoro pu� portare in dieci anni ad una riduzione del 30% dei nuovi casi di cancro con conseguenti risparmi sulle cure. Non vi � dubbio che la salute rimane una questione politica, nell'accezione pi� elevata del temine, e non una questione asetticamente tecnica come si tende a far credere. Cos� come l' AIDS e la mortalit� infantile sono maggiormente diffuse nelle parti pi� povere del mondo, cos� anche le malattie del mondo occidentale, quelle cronico degenerative, sono diffuse soprattutto nelle categorie sociali meno protette e la vita media non � uguale per tutti le classi sociali. Basterebbe questo dato per comprendere come sia urgente e necessario riavviare processi partecipativi che, con l'ausilio di tecnici, analizzino i rischi per la salute ed indichino le priorit� di intervento sanitario, sociale ed economico. _____________________________ 5 - La sacralit� indiana dell'acqua un augurio al Fsm __________________________________________________________ di Paolo Rizzi (Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell'acqua) Il 4� Forum Sociale Mondiale che riterr� in India dal 16 al 21 gennaio 2004 sar� preceduto e seguito da alcune iniziative legate alla lotta per l'acqua. Si terr� infatti un Forum per l'acqua a Dehly dal 12 al 14 gennaio che affronter� i temi dell'acqua legati alla privatizzazione, alle dighe, ai prelievi per imbottigliamenti, all'ambiente, alla pace, ai diritti, agli indigeni, si possono avere informazioni sul sito www.pwwf.org, a cui seguiranno due iniziative di solidariet� per rafforzare le campagne di lotta gi� in atto. La prima sar� il 22 gennaio, contro la Coca Cola, a Plachimada nel distretto del Kerala dove Vandana Shiva aveva gi� radunato 5.000 persone il 21 settembre 2003 per protestare contro l'estrazione gratuita, da parte di Coca Cola di 1,5 milioni di litri d'acqua al giorno, prosciugando di fatto 260 pozzi da cui attingevano le popolazioni locali di 800 villaggi vicini e inaridendo le terre . La seconda sar� il 24 gennaio quando � prevista una dimostrazione presso la diga di Tehri nella zona Himalayana a nord di Dehly, una diga alta 260 mt, che raccoglie 3,22 milioni di metri cubi di acqua in un bacino che si estende per 45 km nella valle del fiume Bhagirathi e per 25 in quella del Bhilangana. minacciando la vita di 5.500 famiglie per circa 12.000 abitanti. Questa diga costruita negli anni 70 continua a crescere nonostante l'area sia geologicamente a rischio terremoti. Dell'acqua raccolta, 635 milioni di litri a costo zero sono prelevati dalla Suez Ondeo (Dagremont) per rifornire Dehly. La sacralit� dell'acqua e dei fiumi in India aggiunge un "Valore" culturale, sociale, religioso a questo bene comune dell'umanit� e vorrei socializzare questo importante elemento aprendo una finestra sulla sacralit� dell'acqua in India a partire appunto dalla diga di Theri situata in un luogo di pellegrinaggi. Il tempio di Bradinath La diga di Theri nel Skandha Puran, � nata alla confluenza dei fiumi Bhagirathi e Bhilangana, una luogo sacro noto come "Ganesh Prayag", meta di pellegrinaggi. Vi sorge il tempio di Badrinath un complesso ricco di strutture che ospitano le statue delle divinit� quali Satteshvar Shivling, Bhairay Panchmukhi Hanuman, Raj Rajeshwari, Ganga Dakshin Kali e molte altre, ma ovviamente molti luoghi di culto sono stati sommersi tra cui Astavakra Rishi Shilas, Raktavarna Ganesh Shila, Shish Mahal e Simaslu. Il luogo � descritto nel Skanda Purana come una tappa dove si ferm� Shiva, e la bellezza delle montagne, del paesaggio e dei fiumi ce ne da una ragione anche oggi. L'acqua � l'elemento pi� sacro, in India come altrove, e l'immagine pi� evidente della vita � il fiume, che scorre e si rinnova senza sosta dalla sorgente fino al momento in cui, liberato dai vincoli della terra, sparir� nell'infinito Oceano, dove le sue acque non si distingueranno pi� dalle altre. La sua esistenza � dunque, come quella dell'uomo, transitoria. Immagine perfetta della teoria indiana della trasmigrazione perpetua delle anime, della ruota infinita delle nascite e delle rinascite, secondo la quale non vi � mai vera nascita n� vera morte ma soltanto Vita, che non � altro che un'incessante trasformazione. Visnu e il serpente Ananta. Visnu dorme, solitario, sulla sostanza immortale dell'oceano: figura gigantesca in parte sommersa in parte a fior d'acqua, egli assapora il sonno. Non c'� nessuno che lo contempli, nessuno che lo comprenda; non v� � alcuna conoscenza di lui, fuorch� in lui. Questo gigante, "Signore della maya", e l'oceano cosmico sul quale giace sono la duplice manifestazione di una sola essenza: infatti sia l'oceano sia la forma umana sono Visnu. Inoltre, poich� nella mitologia ind� il simbolo dell'acqua � il serpente (naga), generalmente Visnu � rappresentato mentre riposa tra le spire di un serpente prodigioso, il suo animale simbolico preferito: Ananta, "infinito". I naga sono geni superiori all'uomo. Abitano paradisi subacquei situati sul fondo dei fiumi, laghi e mari, in palazzi tempestati di gemme e di perle. Sono custodi delll'energia vitale accumulata nelle acque della terra, nelle fonti, nei pozzi e negli stagni. Naga e Nagini personificano e governano le acque terrestri dei laghi e degli stagni, dei fiumi e degli oceani; le dee dei tre fiumi sacri, Ganga (il Gange), Yamuna (la Jumna) e Sarasvat� (la Sarasvati); driadi o dee degli alberi (vrksa-devata), patrone del mondo vegetale; elefanti sacri (naga, lo stesso termine usato per "serpenti") che originariamente avevano le ali e frequentavano le nuvole, e che ancor oggi sulla terra serbano il potere di attrarre le loro compagne di un tempo, portatrici di pioggia: tutti costoro concedono ai figli del mondo i doni della felicit� terrena - abbondanza di messi e bestiame, prosperit�, discendenza, salute, longevit�. ( monastero-universit� buddista di Nalanda India Nordorientale: Visnu protetto dallo"scudo" del naga) La Luna In India il terribile calore divorante del sole � considerato un potere letale. La luna, d'altro canto, che dona rugiada rinfrescante , � sede e fonte di vita. La Luna controlla le acque, e queste, circolando per l' universo e sostentando tutte le creature viventi sono il corrispettivo sulla terra del liquore celeste, l'amrta (affine al greco ambrosia), la bevanda degli dei. Rugiada e pioggia divengono linfa vegetale, la linfa diviene latte di vacca, e il latte si converte poi in sangue:amrta, acqua, linfa, latte e sangue rappresentano soltanto stati differenti di questo elisir. Il recipiente di questo liquido immortale � la luna. Buddismo e Induismo L'arte buddista e quella ind� -come anche la dottrina buddista e quella ind� - erano in India fondamentalmente una cosa sola (A.K.Coomaraswamy) Naga,vrksadevata, yaksa e yaksini gremiscono letteralmente i numerosi monumenti dedicati al credo buddista. In India tra il Budda e il Naga non c'� l'antagonismo che siamo abituati a vedere nel simbolismo occidentale in cui il salvatore � opposto al serpente. Alcuni sostengono che quando il Budda cominci� a insegnare la sua dottrina si accorse presto che gli uomini non erano disposti ad accettarla nella sua interezza, per questo affid� l'interpretazione pi� profonda della realt� ad un uditorio di Naga ..solo sette secoli pi� tardi il grande saggio Nagarjiuna fu iniziato dai re serpenti alla verit� che tutto � vuoto (sunya). E fu cos� lui a dare agli uomini gli insegnamenti buddisti nella loro interezza, quelli del Mahayana. Indra e l'elefante Airavata Nelle colline della costa occidentale dell'India, a Bhaja vicino a Bombai, c'� la grotta-monastero buddista che risale al II secolo a.C. A destra dell' ingresso c'� un magnifico bassorilievo che rappresenta Indra, re degli dei. E' assiso sul suo gigantesco elefante, Airavata, l'antenato celeste di tutti gli elefanti della terra, archetipo della forma animale della nube monsonica portatrice di pioggia. Nell'antica religione dell'epoca vedica, Indra � dio dell'atmosfera e della pioggia, signore del cattivo tempo e guerriero celeste. Tra gli dei vedici il pi� celebrato (oltre 250 inni dei Veda sono a lui dedicati), Indra rappresenta l'avversario pi� temibile di diverse forze demoniache che impediscono alla pioggia e alla rugiada di fare fruttificare la terra. Dal Matangalila (Trattato scherzoso sugli elefanti) apprendiamo che quando Garuda (l'uccello veicolo di Visnu) usc� dall'uovo, Brahma, il creatore-demiurgo, prese in mano le due met� del guscio e cant� sopra di esse le sette melodie sacre. In virt� di questi incantesimi venne alla luce Airavata, il divino elefante. Il nome Airavata sembra deirivi da un essere femminile chiamato Iravati. Sappiamo che Irrawaddy � il nome del fiume principale della Birmania e che Ira significa acqua, da cui Iravati sta per colei che possiede il liquido ira: questa colei sarebbe il fiume stesso, poich� fiumi e acque sono divinit� femminili, materne, nutrici, e l'acqua � un elemento femminile. Airavata � un nome usato anche per designare l'arcobaleno -che � considerato l'arco, l'arma di Indra- sia un tipo particolare di folgore: le due pi� notevoli manifestazioni luminose del temporale e della pioggia. Ai cosidetti "elefanti bianchi", albini maculati di bianco e di rosa, si attribuisce un valore speciale, perch� richiamano alla mente l'origine del loro antenato Latte universale. Possiedono in maniera eminente la magica virt� di produrre nuvole. Abhramu, il nome della consorte di Airavata, indica questo speciale potere: m�- significa foggiare, fabbricare; abhra significa "nuvola". Abharamu vuol dire produttrice di nuvole., nel caso specifico le nuvole benevole del monsone. Le nuvole hanno il potere divino di assumere qualunque forma desiderino. I fiumi sacri La Ganga ( il Gange) � conosciuta come la madre che concede la prosperit� (sukkada) e garantisce la salvezza (moksa-d�); rappresenta la gioia in questa vita e la speranza nella vita futura. Lava i peccati di colui il cui cadavere o le ceneri siano affidate alle sue acque e gli assicura una rinascita tra gli dei in un regno di celestiale beatitudine. Il Gange � il fiume prototipo di tutti i fiumi dell'India. Il suo magico potere salvifico � condiviso, solo in grado minore, da tutte le masse d'acqua del paese. Molto prima che i Veda fossero rivelati agli uomini, in un'era che si chiama Treta-yuga e che secondo il computo brahminico sarebbe durata 1.296.000 anni, un re virtuoso, Bali, era riuscito a vincere Indra, il re degli dei, e a estendere il suo impero sui tre mondi dell'uovo cosmico, i cieli, l' atmosfera e la terra. Allarmati gli dei si rivolsero a uno di loro, Vishnu, la cui funzione era quella di preservare la vita, e gli chiesero di ristabilire l'ordine nell'universo e Vishnu lo fece con "tre passi" scavalcando i cieli e la terra e mand� Bali nelle regioni infernali del Patala. Fu allora che Vishnu con l'unghia del suo alluce sinistro scav� nel guscio dell'uovo cosmico, permettendo alle acque primordiali di riversarsi sulla terra per rinfrescarla e proteggerla dagli ardori del Patala. Le acque celesti si sparsero sul monte Meru, l'asse del mondo, che si trova a Nord dell'Himalaya, e si divisero per formare i sette fiumi (septasindhu) che irrigano la terra. Il Gange sarebbe uno di questi fiumi. Questa � la leggenda pi� antica raccontata nei Purana, testi antichi, ma la diversit� � la costante dell'India ed altre leggende presero corpo. Un'altra leggenda racconta di Shiva che ricevette le acque sul suo capo per imprigionarle nei riccioli della sua capigliatura e frenarne l'impeto, ma nonostante ci� il fiume inond� l'eremitaggio di Jahnu, il quale incollerito lo inghiott�. Fu necessario l'intervento degli dei affinch� egli acconsentisse a rendere la libert� al Ganga, che pot� fuggire attraverso il suo orecchio. Queste leggende sono per� relativamente tarde, poich� gli indoeuropei che invasero il Nord-Est dell'India ignoravano l'esistenza di questo fiume. Per loro, il solo fiume celeste era il Sarasvati, sulle cui rive i primi indiani usavano celebrare cerimonie e fare sacrifici. Il fiume divinizzato fu allora associato al Vach, la divinit� della parola e del suono primordiale creatore, come pure ai Veda.Per� un giorno questo misterioso Sarasvati disparve, probabilmente inghiottito dalle sabbie del Rajasthan, e attualmente non se ne conosce pi� il corso. Invece lo Yamuna � ll grande affluente di destra del Gange, che discende anch'esso dall'Himalaya, e lo accompagna per circa 1.370 km prima di raggiungerlo presso la citt� di Allahabad, formando con esso (e col mitico Sarasvati) la sacra confluenza di Prayag, uno dei pi� importanti luoghi di culto in India. (La "discesa del Gange" � un bellissimo bassorilievo che si trova in un complesso di templi hind� a Mahabalipuram, piccola localit� a sud di Madras sulla costa meridionale del golfo del Bengala.Un'immensa parete rocciosa che misura 27 metri di lunghezza e 9 di altezza). --- Il Granello di Sabbia � realizzato da un gruppo di traduttori e traduttrici volontari/e e dalla redazione di ATTAC Italia [EMAIL PROTECTED] Riproduzione autorizzata previa citazione e segnalazione del "Granello di Sabbia - ATTAC - http://attac.org/" _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... 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