L'Accordo di Ginevra: Guerra alla memoria e la negazione della realt�

L'analisi del PENGON/Anti-Apartheid Wall Campaign, December 19th, 2003

I firmatari e sostenitori del Accordo di Ginevra stanno diffondendo l'idea
che questo accordo potrebbe portare ad una riconciliazione storica, definita
come il riconoscimento reciproco del diritto dell'altra parte ad uno stato.
Mentre i Palestinesi dovrebbero riconoscere - per l'ennesima volta - Israele
come stato ebraico, gli israeliani dovrebbero riconoscere lo stato
palestinese, nelle forme che gli saranno concesse, in un secondo momento.
Particolarmente notevole � il fatto che il riconciliamento, di cui parla l'
Accordo, porter� ad una soluzione finale del conflitto che vieta ai
palestinesi di "presentare alcuna rivendicazione legata ad eventi avvenuti
prima dell'accordo". La questione centrale non sta per� nel riconoscere uno
stato palestinese ma nella sua composizione perch� la ragione di fondo per
cui la stragrande maggioranza di palestinesi rifiuta l'Accordo sta nel il
tipo di stato di cui parla l'Accordo. E' evidente come l'Accordo � quasi del
tutto staccato dalla realt� dell'Occupazione che, come il Muro, continua
senza ostacoli.

L'Accordo di Ginevra � costruito a partire dalla struttura degli Accordi di
Oslo che hanno gi� dimostrato con il loro fallimento che non � possibile
firmare "accordi" mentre l'occupazione � ancora in atto. A Oslo, entrambe le
parti hanno firmato un accordo e si � iniziato un percorso di cosiddetti
negoziati, che � durato pi� di sette anni e non ha mai tenuto in conto l'
intensificarsi delle confische delle terre palestinesi da parte israeliana,
l'espansione delle colonie esistenti e la costruzione di nuove colonie
oppure la costruzione di una rete stradale ad uso esclusivo dei coloni in
tutta la Cisgiordania e la Striscia di Gaza - tutto ci� allo scopo di
distruggere la continuit� del territorio e di limitare la crescita delle
comunit� palestinesi. L'escalazione di queste realt� e di tante altre
restrizioni sulla vita dei palestinesi ha portato al deterioramento della
vita economica, sociale e politica dei palestinesi, che Israele aveva
cercato di creare, e ha prodotto come risultato la volont� di resistenza che
sta alla base della seconda Intifada.

Che tipo di stato palestinese?

Frontiere e Stato
L'Accordo parla di frontiere fra due stati. Queste frontiere si basano sulla
data del 4 Giugno 1967 ma non sono queste le frontiere. Nella definizione
delle frontiere, l'articolo in questione nel Accordo parla di "modifiche
reciproche" indicando con questo lo scambio di Gerusalemme e della parte
occidentale di Betlemme con un pezzo di deserto. Ma non si ferma qui. Gli
israeliani potranno mantenere anche una "presenza minore" nella Valle del
Giordano, senza che sia specificato cosa si intende con "minore". Una tale
"presenza" � soltanto uno degli elementi in questo documento che ricordano
che il Muro - in questo caso nella Cisgiordania orientale - dal punto di
vista del linguaggio israeliano � conforme con le parole del Accordo.

Le modifiche di cui parla l'Accordo includono anche delle "Stazioni di
allerta preventiva (EWS)" - basi militari con sistemi radar per controllare
in un area che raggiunge l'Iraq il traffico aereo e i movimenti terrestri di
ogni tipo di strumentazione ingenieristica. Queste "stazioni", gi� esistenti
in vari punti della Cisgiordania, continueranno ad espandere l'occupazione
nelle zone settentrionali e centrali della Cisgiordania sotto la veste della
"quantit� minima necessaria" di terre da tenere sotto controllo israeliano
mentre l'area circostante sar� sotto controllo internazionale. I strati di
aree controllate da Israele o da sostenitori d'Israele, sparsi in tutta la
Cisgiordania, fanno s� che di fatto la sovranit� Palestinese sui territori
del 4 Giugno 1967 � una mera illusione. Sono parte del gioco di
contraddizioni, modifiche ed eccezioni che caratterizzano gli accordi con
Israele. L'Accordo di Ginevra assomiglia quindi molto di pi� alla realt�
quotidiana dell'oggi che ad una riconciliazione di domani.



Sicurezza e Terrorismo
L'argomento della sicurezza occupa larga parte del Accordo e prevede che
entrambe le parti lavoreranno per combattere " terrorismo e violenza". " Un
comitato misto di sicurezza sar� istituito per risolvere tensioni locali",
nasceranno sottocomitati e un ufficio permanente che terr� regolarmente
delle riunioni per coordinare gli sforzi tesi a fermare "terrorismo e
violenza" contro persone, propriet�, organizzazioni e territori in entrambe
le parti. Il senso di tutto ci� pu� essere riassunto nel fatto che lo stato
Palestinese demilitarizzato sar� la parte che cooper� con i militari e il
governo israeliano quando questo si trova di fronte ad attacchi
"terroristici". Per poter adempiere al suo compito di proteggere la
sicurezza israeliana, lo stato Palestinese disporr� di "Forza di Sicurezza
Palestinesi (PSF)", i cui compiti principali andranno dal pattugliamento
delle frontiere al mantenimento dell'ordine pubblico - una struttura che si
� gi� vista in modo simile creata dopo la firma degli Accordi di Oslo che
davano al occupato la responsabilit� per la sicurezza e la realizzazione
delle politiche dell'occupante.

Perch� la cooperazione sulla sicurezza possa funzionare nel modo migliore ci
sar� uno scambio di informazioni riguardo la sicurezza che dipender� dalla
definizione israeliana di "terrorismo". L'esperienza attuale ci insegna che
questo si tradurr� nella formula che l'intero popolo palestinese viene visto
come una minaccia alla sicurezza israeliana. Secondo l'Accordo, lo stato
palestinese dovr� cooperare con un comitato trilaterale che fisser� delle
politiche comprensive contro "violenza e terrorismo" che, secondo l'Accordo,
saranno definiti dalla terza parte in questo comitato - gli USA. "Violenza e
terrorismo" sar� quindi la definizione per la resistenza nazionale
palestinese.

Ci� che caratterizza l'Accordo � la quantit� di termini utilizzati dai
promotori il cui significato � incomprensibile o ambiguo. Per esempio, l'
Accordo parla dell'istituzione di leggi contro il razzismo, il terrorismo e
la violenza. Non si sa per� a cosa si riferisce esattamente quando si parla
di terrorismo e perch� si assume che ognuno da lo stesso significato ai
termini che sottintendono loro? La parola pi� contraddittoria � il termine
"razzismo". Loro potranno pensare che avere un curriculum scolastico che
ricorda i bambini palestinesi che c'era una Nakba (catastrofe del '48) deve
essere considerato "razzista"; secondo questo Accordo invece, non sarebbe
razzista dichiarare che Israele � uno stato ebraico e fissare i limiti per
la percentuale di abitanti non-ebrei al suo interno.

La cooperazione sulla sicurezza fra le due parti includer� anche uno sforzo
unito teso a creare un Medioriente libero da armi di distruzione di massa.
Senza elaborare un'altra volta tutte le contraddizioni, questi Accordi
rappresentano e giocano la partita israeliana trascurando l'esistenza i
reattori nucleari israeliani e l'industria globale delle armi visto che
questa non viene considerata una minaccia per la sicurezza internazionale ma
esiste per "lottare contro il terrorismo" costituito dalle case palestinesi
nei campi profughi o da qualsiasi altro posto in cui Israele attacca. L'
Accordo sottintende che la "vera" minaccia alla sicurezza nel Medioriente
siano stati come la Siria, l'Iran e il Sud del Libano per il semplice fatto
che non accettano la definizione di "terrorismo" imposta a livello
internazionale. Lo stato palestinese non potr� quindi "cooperare o creare
alleanze con un'organizzazione o alleanza di tipo militare o di sicurezza
che ha fra i suoi obiettivi e attivit� quella di lanciare attacchi o altri
atti ostili contro" Israele. Fino a quando gli unici aggressori contro i
Palestinesi saranno gli israeliani, lo stato palestinese dovr� combattere i
propri cittadini e gli stati e le organizzazioni che sostengono la causa
palestinese per garantire la "sicurezza" israeliana.

Sovranit� e i Ghetti circondati dal Muro
La sovranit� palestinese sar� su una terra divisa in ghetti e lacerata da
colonie israeliane e una rete stradale per I coloni; le frontiere saranno
controllate da comitati internazionali e si prevede una presenza israeliana
sul territorio palestinese e comitati misti di sicurezza all'interno di uno
stato palestinese demilitarizzato. Questi sono elementi nuovi di "sovranit�"
presenti ne dizionario dei firmatari.

Non � un caso che l'Accordo non menziona il Muro; le sezioni sul territorio,
il ritiro, le frontiere e soprattutto quella sulla sicurezza sono conforme
con il tracciato del Muro. L'Accordo dice che ci sar� una presenza
israeliana in vari posti della Cisgiordania - questa presenza israeliana,
sotto qualsiasi pretesto, segue la realt� che Israele sta costruendo sul
terreno. L'Accordo afferma che "Israele mantiene una piccola presenza
militare nella Valle del Giordano" per un periodo estendibile - una misura
che pu� essere vista come il Muro sotto costruzione nella parte orientale
della Cisgiordania che isola l'intera area della Valle del Giordano. L'
Accordo continua che "Israele manterr� due "EWS" nel nord e nel centro della
Cisgiordania" che saranno sotto diretto controllo israeliano mentre le aree
circostanti saranno sotto controllo internazionale. La posizione esatta
delle "EWS" non viene specificata dal Accordo. Pertanto esiste gi� una EWS
in un area che sar� isolata dal Muro nella Valle del Giordano e in alter
aree isolate dietro il Muro of the EWS is not specified in the Accord,
however, one EWS already exists in an area to be isolated by the Wall in the
Jordan Valley. Altre aree gi� isolate dal Muro nel Nord o da isolare nel
centro della Cisgiordania saranno I candidati probabili per le posizioni per
ulteriori EWS. Nel caso di Gerusalemme, Israele sta delineando le frontiere
con il Muro che saranno legittimate dal fatto che i palestinesi avranno il
controllo su alcuni quartieri palestinesi sparsi a Gerusalemme Est. Il Muro
meridionale attorno ai distretti di Betlemme e Hebron d� anche una chiara
indicazione del Muro ed � in linea con l'Accordo visto che una delle zone
che sar� scambiata/annessa ad Israele sar� tutta la zona occidentale di
Betlemme che sar� isolata a ovest del Muro.

La presenza israeliana continua sotto varie forme - ma sempre sotto la forma
dell'Occupazione - garantisce lo strangolamento della Cisgiordania mentre il
Muro ha come compito di migliorare il controllo israeliano sulle zone
palestinesi che sono ritenute fuori dal Muro. Tutto ci� attraverso
restrizioni sulla libert� di movimento e di espansione dei Palestinesi e un
sistema di permessi che legittima il controllo israeliano; garantendo quindi
che la sopravvivenza per i palestinesi sulla loro terra sar� del tutto
impossibile. Il Muro funziona da frontiera ma potrebbe anche "svilupparsi"
in un modo che si potrebbe vederlo come circondando delle aree controllate
da Israele sotto il pretesto delle loro necessit� di sicurezza (simile a ci�
che sta succedendo ora con gli insediamenti e "zone sterili" che li
circondano) e le componenti di un cosiddetto stato palestinese - i ghetti -
saranno delineate da delle enclave circondate dai Muri.

Infine, il Muro continua ad essere costruito giorno dopo giorno e circa � �
gi� completato mentre ci sono ancora pochi segni che il Muro sar�
distrutto.La lezione di Oslo � chiara: la divergenza fra la retorica della
"pace" e la continua espansione degli insediamenti e i lavori che accelerano
la costruzione del Muro in varie zone della Cisgiordania aiuta soltanto l'
espansione del controllo israeliano.

I Profughi e il Diritto al Ritorno
Per quanto riguarda la parte del Accordo relativa ai profughi non c'� altra
possibilit� che comprenderlo come la negazione dell'intera causa
palestinese. L'Accordo parla di "libert� di scelta" dei profughi di scelgere
il loro "posto di residenza permanente"(PRP) mentre la priorit� sar� data ai
profughi in Libano e la "libert�" di scelta di cui parla l'Accordo significa
soltanto che Israele decide la percentuale dei palestinesi che possono
tornare alle loro case e sulla loro terra da cui erano stati costretti di
scappare. C'� poi una domanda a cui i firmatari del Accordo non possono
rispondere: cosa succede se la libert� di scelta dei profughi
significherebbe che tutti loro - quelli in Sira, in Giordania, in Libano e
nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza - vogliono tornare nelle loro
case e nei loro paesi occupati nel 1948 dove Israele ha costruito il suo
stato alle loro spese? La libert� di scelta non dovrebbe essere discussa
fino a quando l'autodeterminazione dei Palestinesi non � affatto parte di
questa "scelta".
La cosa pi� significativa in questo Accordo � la sua insistenza sul fatto
che non ci saranno delle rivendicazioni futuri da parte dei profughi
palestinesi. L'Accordo � quindi in armonia con le politiche razziste
israeliane che dicono che i profughi non ritorneranno mai visto che non li
hanno espulsi soltanto per riaverli dopo. Il Muro che Israele sta costruendo
in Cisgiordania mira all'espulsione di la popolazione dai loro paesi e dalle
citt� ed � una continuazione a ci� che l'Accordo definisce come passato che
dovrebbe essere dimenticato. La scelta libera dei profughi non esclude
soltanto un ritorno nelle terre del '48 ma anche quelle delle Cisgiordania e
della Striscia di Gaza. Non a caso il Muro circonda comunit� residenziali
nelle citt� e nei villaggi isolandoli dalle loro terre e quindi dal loro
unico potenziale di espansione e assicurandosi del fatto che non ci saranno
possibilit� per i profughi di ritornare i queste zone. La politica razzista
israeliana non pu� accettare il ritorno dei profughi alle loro case da cui
erano stati espulsi mentre anche un loro ritorno nella Cisgiordania �
inaccettabile per "motivi demografici". Nonostante ci�, i profughi avranno,
secondo l'Accordo, la "libert� di scelta" per il loro "posto di residenza
permanente"!

Chi firma l'Accordo e perch�?
La "sinistra" sionista e la "comunit� internazionale": Opposizione al Muro
come legittimazione di Ginevra
Se questo � il contenuto del Accordo, perch� l'Occidente lo sta celebrando e
perch� sono I firmatari veramente contenti? Per quanto riguarda la sinistra
sionista, � evidente come Ginevra � un'espressione perfetta dei suoi bisogni
attuali: riavere il potere e assicurarsi che rimarr� al potere il pi� a
lungo possibile. Un nuovo partito � gi� nato come parte dell'iniziativa di
Ginevra e l'Accordo viene visto come uno dei segni pi� promettenti del
momento della fine del governo Sharon. L'Accordo � quindi in prima linea
parte di una lotta interna e razzista per il potere fra gli ebrei. I pochi
ma molto visibili gruppi "pacifisti" israeliani esistenti sono parte di
questi partiti sionisti di sinistra e sostengono Ginevra. Il Muro �
diventato un modo in cui questi gruppi si sono distinti come alternativa
attraverso la loro opposizione al Muro e al suo tracciato chiedendo di
spostarlo sulla o vicino alla Linea Verde. Questi appelli hanno soltanto
rafforzato il sostegno internazionale per l'Accordo di Ginevra. Alla fine,
gli obiettivi sono ben chiari visto che gli Israeliani fino ad ora non sono
stati in grado di dividere la causa palestinese in una cornice di accordi
separati come saranno in grado di farlo con questo accordo.

Non � quindi un caso che a livello internazionale vari politici europei e
statunitensi hanno chiamato alla fine del Muro come parte del loro sostegno
per Ginevra. In linea con il loro sostegno ad un'alternativa al attuale
governo israeliano che permetter� a Israele un controllo continuato ma in
una maniera pi� diplomatica, li europei sostengono un cambio di governo che
permetter� una fine alla questione palestinese e potr� coprire la loro
politica e la loro posizione in Medioriente sotto la veste della
riconciliazione. Da parte delle Nazioni Unite, che dovrebbero prendere una
posizione forte contro l'Accordo visto che nega diritti palestinesi sanciti
da innumerevoli risoluzione dell'ONU, Kofi Annan ha invece incontrato i
firmatari di Ginevra esprimendo il suo sostegno. Mentre la legalit�
internazionale continua a fallire di fronte ai palestinesi, azioni di questo
tipo accelerano la fine della causa palestinese. Infine, la pressione USA e
i loro interessi spingono questo evento per sostenere il loro alleato
naturale - la sinistra sionista - nella sua accesa al potere per poter
tranquillizzare e togliere vento dalle vele della resistenza contro gli
stati uniti che sta crescendo nella regione per poter completare i loro
piani.


L'�lite Palestinese
Per quanto riguarda i palestinesi che hanno partecipato alla firma del
Accordo, sono parte dell'�lite che prospetta uno stato che soddisfa i propri
interessi. Ginevra dar� uno stato Palestinese ma al contrario dello stato
israeliano che � lo stato per tutti i cittadini ebraici, quello sar� lo
stato dell'�lite che vede degli interessi strategici in comune con interessi
israelo-americani. per questa �lite, la causa palestinese come lotta e
destino ha perso la capacit� di dare rendite politiche o materiali in un
momento in cui l'america domina come superpotenza e quindi proclama che non
c'� altra soluzione se non quella di accomodarsi e di lavorare con quello
che chiamano "realt�". L'opzione per questa gente � facile: tutto ci� che
devono fare e firmare un accordo e non perderanno. Per quanto riguarda il
resto del popolo palestinese, non sar� facile perch� il pezzo di torta non �
abbastanza grande da dividere fra alleati Israeliani e Palestinesi e il
popolo palestinese. La parte che toccher� al popolo palestinese in questo
caso potr� essere rappresentato da un permesso di lavoro nelle aree
israeliane o da un lavoro in una delle forze di sicurezza palestinesi che
lavoreranno per mantenere la sicurezza della stato d'Israele dal
 "terrorismo" palestinese.
L'Accordo � stato elaborato e firmato da individui che credono di avere il
diritto di parlare in nome di 4 milioni di profughi, di migliaia di vittime
di Israele e del popolo palestinese in generale. In realt�, non hanno il
mandato di farlo. L'Accordo non � basato sulla giustizia della causa
palestinese e non garantisce gli interessi del popolo palestinese in cui
nome � stato firmato.
Una Guerra contro la Memoria e la Realt�
L'Accordo nel suo complesso pone un fine alla causa palestinese. La
riconciliazione storica di cui parla l'Accordo non potr� essere raggiunta se
non azzerando la memoria palestinese. L'insistenza nel Accordo su programmi
di "scambio culturale" mira alla riscrittura della storia facendo s� che non
ci sar� nessuna Nakba, nessuna espulsione, nessun esproprio, nessun
villaggio distrutto, nessun massacro, nessun martire, nessuna casa
distrutta, nessuna terra confiscata. L'Accordo chiede la ristrutturazione
dei curricula scolastici e dei programmi culturali cos� che le due parti
possono scambiarsi ci� che loro chiamano "narrativa storica" visto che all'
improvviso la causa palestinese diventa una semplice "narrativa" che ha il
suo parallelo nella narrativa da parte israeliana. Questo �, per essere
onesti, non possibile visto che c'� soltanto una realt�.

Ma i firmatari non sono soddisfatti con le concessioni che l'�lite
palestinese ha fatto e chiedono anche di azzerare la storia e la memoria
ottenendo un totale perdono per tutti i crimini commessi da Israele contro i
palestinesi senza che Israele lo abbia nemmeno chiesto e portando avanti un
processo di normalizzazione che punisce tutti quanti che osano ancora
ricordare. L'Accordo � guerra alla memoria.

In questo modo, l'Accordo di Ginevra come ogni altra intesa con Israele
assicura per lo stato ebraico che la realt� attuale � il punto di partenza
per l'oppressione e il crimine mentre la resistenza palestinese a queste
politiche non ha n� contesto n� storia dissolvendo nel nulla la realt�
fondamentale dell'occupazione. Alla fine, perch� un palestinese possa
perdere la sua memoria dovr� portare degli occhiali che non gli permettono
di vedere nient'altro che Yasser Abed Rabo e Yossi Beilin che si stringono
le mani e sorridono. Questo � l'unico modo in cui riesce a vedere una "pace"
dietro questo Accordo. In realt� invece, pace avrebbe un'altro significato:
la confisca di terre, il Muro dell'Apartheid, demolizioni di case e
distruzioni di terre, la confisca delle fonti di sopravvivenza, l'espansione
delle colonie e la costruzione di nuove colonie, bombardamenti, assassini,
arresti e espulsione formeranno la realt� che parla chiara ai palestinesi:
se vuoi pace devi lasciare questa terra.

L'Accordo di Ginevra, se applicato, sar� un grande passo avanti per il
sionismo nel suo tentativo di negare e azzerare la storia, di negare al
popolo palestinese i suoi diritti inalienabili e di determinare il futuro
dei Palestinesi all'interno di una prospettiva di ghettoizzazione e di
servit� a favore dello stato ebraico. In sintesi, un tale accordo non avr�
mai possibilit� di successo.


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