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GRANELLO DI SABBIA (n�123) Bollettino elettronico settimanale di ATTAC Gioved� 26 febbraio 2004 ______________________________ Vi preghiamo di diffondere il Granello nella maniera pi� ampia possibile. Numero di abbonati attuali: 6 868 ATTENZIONE: tutti i Granelli di Sabbia sono a disposizione sul sito in versione .pdf e .rtf al seguente indirizzo: http://italia.attac.org/spip/rubrique.php3?id_rubrique=3 ____________________________________________________________ Indice degli argomenti Universit� di Pasqua di ATTAC - Mondo Migliore, Rocca di Papa (Roma) - 9-12 APRILE Programma e come iscriversi 1 - Chiapas 10 anni dopo (tante domande in sospeso) di Emilio Molinari Sono tornato in Chiapas dopo una assenza di tre anni dedicati a Porto Alegre e al Movimento. Sono tornato per il 1�Gennaio 2004, cio� per i 10 anni dall' insurrezione zapatista del 1994 che tutti consideriamo l'inizio del Movimento stesso. Sono tornato con il ricordo di quel lontano 1994 quando in quattro, primi ed unici parlamentari, (il sottoscritto, Giovanni Russo Spena, Nichi Vendola, Claudio Fava) sbarcammo a S. Cristobal de las Casas . 2 - Attac rifiuta il TLC (trattato di libero scambio) con gli Stati Uniti di ATTAC Cile Il 1� gennaio 2004 � entrato il vigore il TLC ovvero il Trattato di Libero Scambio tra il Cile e gli Stati Uniti. A partire da questo momento, la sovranit� cilena � rimasta intrappolata nella fitta rete d'interessi della potenza mondiale pi� aggressiva della storia recente. 3 - Brasile, i costi della politica liberista di Francesco Giappichini Un anno di Lula un bilancio che prova ad essere oggettivo. 4 - Nuovo diritto societario e Aziende Municipali di ATTAC Torino Il 1� gennaio 2004 � entrata in vigore la nuova legge sul diritto societario che modifica profondamente la disciplina delle societ� per azioni, a responsabilit� limitata e delle cooperative. Piccolo vademecum per aiutarvi a capire. 5 - Una costituzione antidemocratica per un'Europa militarizzata Hendrik Vaneeckhaute Generalmente la costituzione � un documento che definisce l'assetto fondamentale di uno stato o di un insieme di stati, le sue funzioni e i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Abbiamo mai sentito parlare di una costituzione che obbliga gli stati partecipanti ad aumentare la loro capacit� militare? _____________________________ Universit� di Pasqua di ATTAC Mondo Migliore, Rocca di Papa (Roma) 9-12 APRILE __________________________________________________________ Prenota in tempo! Dal 9 al 12 aprile avr� luogo l'Universit�' di Pasqua di Attac Italia. L'universit� si svolger� nei locali del centro "Mondo Migliore", a Rocca di Papa, vicino Roma, e si articoler� in due sezioni. La prima verr� dedicata all'approfondimento di alcuni temi legati alla "finanziarizzazione dell'economia", la seconda alla discussione di nodi relativi alla "storia dei movimenti di massa e alle forme della politicizzazione e della partecipazione". MODALITA' DI ISCRIZIONE Sono aperte le iscrizioni sino al 20 marzo. Il costo e' di 130?(pensione completa) per studenti, disoccupati e precari, e di 150? per tutti gli altri. I posti disponibili sono limitati. Per iscriversi e' necessario versare la quota di partecipazione attraverso bonifico bancario intestato a: ATTAC ITALIA, n. 111670, Abi: 05018, Cab: 01600, Cin: C, presso: Banca Popolare Etica, filiale di Milano, via S. Tecla 5, 20122 Milano e inviare una mail, con le coordinate del versamento, a: [EMAIL PROTECTED]; [EMAIL PROTECTED] PROGRAMMA Venerd� 9 aprile Arrivo nel primo pomeriggio, accoglienza, iscrizione Ore 16- 17:30: Movimenti di capitale e tassazioni; relatore: Bruno Bosco (Universit� di Milano "Bicocca") 17:30- 17:45: intervallo 17:45- 19:15: La politica economica pubblica italiana dal dopoguerra a oggi; relatore: Andrea Ricci (Universit� di Urbino) 19:15- 20:00: discussione sulle relazioni 20:30: cena Sabato 10 aprile Ore 9:30- 11: Riforma della previdenza e fondi pensione; relatore: Angelo Marano (Universit� della Tuscia) 11- 11: 15: intervallo 11:15-12:30: Lo sguardo di Marx sul movimento; relatore: Emiliano Brancaccio (Universit� del Sannio) 13: pranzo 16- 17:30: discussione sulle relazioni della mattina 17:30-18: intervallo 18-19: 45: gruppi di lavoro 19:45-20: brevi resoconti in plenaria dei gruppi di lavoro 20:30: cena Domenica 11 aprile 9: auguri di Pasqua con scorpacciata di uova di cioccolato 9:30- 11: Forme della politicizzazione e della partecipazione nei movimenti di massa in Italia; relatrice: Rossana Rossanda (intellettuale e giornalista) 11-11:15: intervallo 11:15- 12:30: problemi di teoria politica del movimento di massa; relatore : Marco Bascetta (Giornalista - Direttore Manifestolibri) 13:00: pranzo 16:00- 17:30: discussione sulle relazioni della mattina 17:30- 18: intervallo 18:00- 19:45: gruppi di lavoro 19:45-20: brevi resoconti gruppi di lavoro 20:30: cena Luned� 12 aprile 9:30- 11: questione di genere e movimenti femminili/femministi; relatrice: Lidia Cirillo (intellettuale) 11- 11:15: intervallo 11:15- 12:30: conflitto capitale-natura e movimenti ambientalisti; relatore: Luca Nencini (fisico e ricercatore Enea) 12:30- 13: 30: discussione 13:30: pranzo 15: saluti e baci con discussione collettiva delle schede di valutazione e raccolta di proposte per i temi della prossima Universit� (autunno 2004). COME SI RAGGIUNGE MONDO MIGLIORE: "Mondo Migliore" si trova a Rocca di Papa, provincia di Roma, al Km 10 della Via dei Laghi. E' raggiungibile in macchina o in pullmann (partenza dalla stazione della metro A "Anagnina" a Roma). _____________________________ 1 - Chiapas 10 anni dopo (tante domande in sospeso) __________________________________________________________ di Emilio Molinari Sono tornato in Chiapas dopo una assenza di tre anni dedicati a Porto Alegre e al Movimento. Sono tornato per il 1�Gennaio 2004, cio� per i 10 anni dall' insurrezione zapatista del 1994 che tutti consideriamo l'inizio del Movimento stesso. Sono tornato con il ricordo di quel lontano 1994 quando in quattro, primi ed unici parlamentari, (il sottoscritto, Giovanni Russo Spena, Nichi Vendola, Claudio Fava) sbarcammo a S. Cristobal de las Casas occupata dall'esercito messicano e con la memoria dei successivi viaggi da osservatore di un laboratorio di nuove idee: la violenza, la lotta armata, la critica al potere, l'uniformit� dei pensieri unici (capitalista o comunista), l' identit�, la fine del soggetto unico rivoluzionario, il territorio e i municipi autonomi, i progetti di cooperazione, un impianto politico vivo che mi ha permesso e con me a molti compagni, di ritrovare le ragioni di una nuova militanza, di cogliere con anticipo i mutamenti di fase che portarono a Seattle e a Porto Alegre. Un ritorno non celebrativo e nemmeno teso a ripercorrere o rinverdire la storia e le idee zapatiste. Queste le conosco bene, sono ormai nel pensiero politico del Movimento, nella storia, nei libri, nel mito collettivo. No! Sono tornato con Michele Nardelli, un altro inquieto viaggiatore di strade balcaniche, mossi entrambi dal bisogno di vedere oggi, nei fatti, nella realt� dei villaggi indigeni cosa � diventata l'esperienza Zapatista, come si sono concretizzati i "loro" e "nostri" assunti, in che contesto materiale si collocano le nuove prospettive delle Caracoles, cosa possiamo fare per loro e cosa possiamo raccogliere da loro, noi, come Movimento. Ma, molto probabilmente, sono tornato per capire cose che da tempo non capisco, alle quali nessuno finora ha saputo darmi risposte convincenti: Perch� dopo aver dato l'input decisivo al Movimento, gli zapatisti (ma anche la sinistra messicana) sono sostanzialmente spariti dalla scena internazionale? Perch� si sono chiusi nella dimensione locale, estraniandosi dalla dinamica costitutiva dei Forum Sociali Mondiali che hanno catalizzato migliaia di giovani e messo in moto forze, intelligenze e passioni sorprendenti? Quanto questa estraneit� al Movimento ha favorito o ha invece limitato la crescita dello Zapatismo, e anche della sinistra messicana (pensiamo al Brasile e a Lula)? Quanto il volontario "silenzio della selva" ha favorito o abbia invece confinato la stessa la stessa questione locale? Perch� dopo tanto silenzio, mentre si sviluppavano movimenti e Forum Mondiali, Marcos riprende a parlare al mondo?.. ma della questione basca e del magistrato Garzon? Quale � il senso di questo, per me clamoroso ed inspiegabile, scollamento dalla sensibilit�, dalla realt� del mondo e dall' Europa in particolare? Perch� sui muri di S. Cristobal dominano le scritte dell'Eta e di Batasuna? Che senso ha tracciare paralleli tra la condizione indigena nel Chiapas e quella dei baschi in Europa? Come si pu� pensare alla questione basca come la grande ferita aperta dell'Europa, quando sono ancora accesi i fuochi e i dolori delle guerre balcaniche e la sponda sud del mediterraneo rischia di incendiare il mondo? Con quali occhi e quali orecchie la "selva zapatista" ha guardato e sentito in questi ultimi anni, ci� che succedeva nel mondo e in Europa?.... Chi sono stati gli interlocutori e gli informatori privilegiati degli zapatisti? Non c'� stato per caso, un monopolio esclusivo dell'interlocuzione e della rappresentanza nel mondo, da parte dell'area della cosiddetta Disobbedienza? E questa unica rappresentanza non � forse stata limitante sia per presentare lo zapatismo nel mondo, sia per ricevere dal mondo informazioni adeguate sulla realt� ed infine sono esistite, per movimenti diversi dalla Disobbedienza, le possibilit� e le modalit� di poter discutere con gli zapatisti... di confrontarsi, di dire, comunicare, e non solo ascoltare? Sono solo domande, certamente presuntuose.Che per�, io mi pongo da tanto tempo. E dopo 10 anni di rispettoso impegno per il Chiapas forse. Basta, mi fermo qui, perch� una cosa va detta subito. Dieci anni sono tanti, tantissimi se trascorsi in resistenza, nelle condizioni di miseria, di militarizzazione, di aggressioni paramilitari e di ricatto economico, di isolamento, in cui hanno vissuto e vivono tutt'ora i "poblitos" indigeni del Chiapas. Dieci anni sono tanti e siccome gli Zapatisti sono ancora li, vivi, attivi, attaccati ai loro territori, ai loro villaggi, capaci di progettare percorsi, mobilitare migliaia di persone e comunicare emozioni, dice padre Pablo Romo: "� gi� di per s�, una vittoria, un miracolo". � verissimo, eppure sento che non basta. Giro nei villaggi e nei municipi, ascolto i dirigenti delle giunte del buon governo, parlo con compagne e compagni che da anni impegnano parte della loro vita lavorando ad Oventic o alla Realidad ed emerge una realt� molto complessa e molto contraddittoria. Il governo autonomo delle Caracoles attrae. Nelle comunit� il modo zapatista di distribuire il poco che si produce, di fare scuola, sanit� o di amministrare "giustizia e onore", � un esempio di onest� ed equit� che d� risultati, sposta consenso, conquista anche i non zapatisti. E questo � un elemento forte, visibile. D'altro canto per�, dopo 10 anni, la situazione nei territori zapatisti � durissima. I tempi delle Caracoles sono lunghi, il formarsi di una economia alternativa � incerto, il costituirsi di un "personale" politico, civile ed amministrativo indigeno ed autonomo, richiede tempi altrettanto lunghi. Mentre la povert� incalza ed � sempre pi� pesante, portata con grande dignit�, ma pesante, cos� come insopportabilmente pesante e il ricatto dei finanziamenti governativi, accompagnato dalle minacce dei paramilitari, dei militanti dei partiti ufficiali e dall'ormai onnipresente esercito, stabilmente e organicamente insediato nel Chiapas, non solo in funzione antizapatista. Alla fine, l'unit� della comunit� si logora, si divide, molti accettano i soldi del governo e si staccano dallo zapatismo, si rendono neutrali, altri, spesso i giovani, si allontanano dai villaggi, vanno altrove a lavorare, alcuni cercano addirittura di emigrare negli USA. Cos�, mi risulta troppo facile per noi disquisire sul valore universale delle Caracoles, delle giunte del buon governo, del rifiuto dei finanziamenti governativi e mi sembra una operazione tutta intellettuale il teorizzare di territori liberati, di spazi autogovernati, di comunit� e municipi autonomi ( o in altri contesti di "nuovi municipi" ecc.), c'� il rischio che ci inventiamo semplicemente un linguaggio, delle rappresentazioni virtuali, senza mai misurarsi con le sfide reali. E quindi mi si accumulano ancor pi� stringenti domande: come si possono realizzare le ipotesi politiche di cui tanto parliamo e scriviamo, proprio dove le stanno sperimentando? Quale "economia autonoma" pu� sorreggere la vita della gente nei villaggi zapatisti? Pu� vivere una comunit� producendo solo il proprio fabbisogno? Opzioni autonome di questa natura implicano ripiegamenti nel locale o invece chiedono pi� forti proiezioni internazionali e collocazioni organiche dentro al Movimento Alternativo Mondiale? Far vivere una simile esperienza � una sfida rivolta anche al Movimento? I cambiamenti sono rapidi e consistenti, mancavo dal Messico da tre anni e l 'ho trovato profondamente cambiato, pi� americano, pi� uniforme, ho la sensazione che il Nafta abbia lavorato in profondit� nelle coscienze di molti giovani messicani, il cui sogno � andare negli USA e parlare inglese. La nostra tensione attorno al Chiapas � calata d'intensit� e oggi questa realt� mi sembra pi� lontana di prima. Il presidente Fox e il governatore Salazar non sono dei fascisti, non sono nemmeno dei Berlusconi, sono solo chiusi nella gabbia neoliberista, hanno perci� tradito ogni aspettativa, lasciando marcire le cose, cos�: i paramilitari non sono stati disarmati, l'esercito non � stato ritirato ma reso stabile, lo sfruttamento delle risorse della selva, come il legname, si � sviluppato senza ostacoli da parte delle autorit� ed incentivato dalla miseria, il danaro pubblico � stato profuso al solo scopo di rompere le solidariet� delle comunit�. E intanto sullo sfondo prende corpo la vera prospettiva che si riserva al Chiapas, agli indigeni e ai loro territori. La prospettiva del Plan Puebla Panama, ovvero quella di diventare una zona militarizzata e industrializzata senza vincoli fiscali, sindacali, ambientali, un area di libero profitto, in grado di fermare in Messico la migrazione del sud america verso gli USA: una maquilladora. Fermare la gente con le armi e con l'offerta di un lavoro in luogo, sottopagato, senza tutele e diritti sindacali ed umani, una zona nella quale si pu� disporre di ingenti risorse di acqua, di petrolio, legname, di strade e manodopera locale per le industrie tessili e di assemblaggio. Una zona dove gi� si sostiene dovr� vincere la concorrenza delle maquilladoras cinesi. Dove le abili mani delle tessitrici indie potranno trovare finalmente un moderno impiego, dove con il lavoro si realizzer� l' integrazione e l'emancipazione, liberando finalmente i territori per lo sfruttamento delle ricchezze naturali, nell'interesse superiore dello sviluppo. Una soluzione "definitiva" per i Maya del Chiapas e del Guatemala Basta guardare. E vedrete che questa prospettiva, terribile nella conclusione, � gi� in atto e si prefigura come una vera e propria seconda colonizzazione, con la rapina dei territori indiani e l'immissione di questi ultimi in forme di lavoro schiavizzato. E guardate che questa non � una soluzione perseguita dalla sola destra messicana o dagli USA, � perseguita anche da settori di una certa sinistra, da una certa idea di sviluppo e di progresso, � soprattutto praticata dall'Unione Europea in virt� dei trattati commerciali con il Messico e dagli accordi intrapresi dai governi dei maggiori paesi europei. Tutto ci� riguarda anche noi. Ecco, in questo mie considerazioni sul Chiapas ho continuato a porre pi� che altro delle domande, sopratutto al movimento e agli zapatisti, ma anche a quanti hanno operato in questi anni in Chiapas senza visibilit�, domande alle quali non posso e non voglio dare risposte se non appunto a questa ultima. S�, cosa succeder� al Chiapas, alle Caracoles, ai municipi Autonomi e allo zapatismo � cosa che riguarda anche noi, riguarda tutto il movimento in tutte le sue espressioni. Se questo esperimento concreto, non teorico, di autogoverno dei territori dovesse fallire sotto il peso di mille difficolt�, sarebbe una sconfitta per tutto il Movimento dei Movimenti. Da molto tempo sono convinto che questo nostro Movimento � in crisi, soffre di viscerale autoreferenzialit� in alcune sue componenti, di protagonismo, soffre di incapacit� nel formulare obbiettivi ed articolarsi sul territorio, ha un estremo bisogno di aprire delle vertenze globali e locali, concrete, ha bisogno di ottenere dei risultati positivi visibili, ha bisogno di sperimentare da qualche parte del mondo la fattibilit� delle cose che dice, sostiene e teorizza. Ha bisogno di provare a far convergere tutte le forze di cui dispone, le diverse esperienze e componenti associative, cooperative, politiche, istituzionali. Moltiplicare le sinergie, metterle alla prova su di una esperienza vera, per esaltarne gli sviluppi e le potenzialit�, per imparare, per insegnare, per affermare un modello di partecipazione. come una Caracoles collettiva. Ecco, voglio fare degli esempi: la gestione dell'acqua e dei servizi idrici locali, ha questa valenza e ha questo grado di maturazione. Ma anche il Chiapas se si pensa, per la dimensione dell'esperienza, per la dimensione degli investimenti, � alla portata dell'insieme delle forze del Movimento, se solo quest'ultimo decidesse di far convergere gli sforzi e le esperienze di tutti. Perch�? Perch� "L�" � in atto un esperimento nostro, "L�" si pu� vincere, "L�" possiamo farcela assieme: associazioni pacifiste e di solidariet�, municipi gemellati. cooperazione decentrata, associazioni del commercio equo solidale, microcredito, banche etiche, ambientalismo ecc. "L�" � un nostro banco di prova nel quale non solo possiamo contribuire a mutare quella realt�, ma mutiamo noi stessi e la nostra realt� delle nostre comunit�. Non so cosa pensano gli zapatisti di tutto ci�, anche perch� in 10 anni non ho ancora capito come ci si pu� confrontare con loro. E non so nemmeno quali volont� sinergiche � in grado di mettere in campo questo nostro Movimento, so che il Chiapas ci coinvolge tutti e che pu� ancora, come 10 anni fa, darci nuovi stimoli ed impulso per superare difficolt� che stiamo attraversando. _____________________________ 2 - Attac rifiuta il TLC (trattato di libero scambio) con gli Stati Uniti __________________________________________________________ di ATTAC Cile Il 1� gennaio 2004 � entrato il vigore il TLC ovvero il Trattato di Libero Scambio tra il Cile e gli Stati Uniti. A partire da questo momento, la sovranit� cilena � rimasta intrappolata nella fitta rete d'interessi della potenza mondiale pi� aggressiva della storia recente, a tal punto che in questa lunga e angusta striscia di terra si consolider� un modello economico che favorir� unicamente le grandi multinazionali, che in questo modo potranno attuare speculazioni sfrenate, calpestare la legislazione nazionale e i diritti della stragrande maggioranza dei lavoratori. Ci troviamo di fronte a un modello d'integrazione economica assoggettata alla volont� del gigante statunitense che serve solo i suoi interessi. Il TLC � molto pi� che un semplice accordo commerciale: ma � lontano dal meritare gli applausi e i fuochi d'artificio del Nuovo Anno che i governanti e gli imprenditori vogliono riservargli. I governanti cileni si sono impegnati ad attuare la strategia degli Stati Uniti che tenta di spezzare la volont� di vari paesi sudamericani affinch� i negoziati dell'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) vengano gestiti da un unico blocco regionale sudamericano. Con l'approvazione di questo TLC il Cile ha voltato le spalle a paesi vicini. Proprio dieci anni fa, in questa stessa data, i contadini messicani del Chapas si sono sollevati contro un trattato di libero scambio simile a questo. E la conseguente crisi che si � abbattuta sul Messico nel Dicembre di quello stesso anno, 1994, � stata la conferma di quei timori. Gli Stati Uniti hanno dovuto intraprendere un'azione di salvataggio del valore di 53 milioni di dollari per salvare il suo primo "partner commerciale sudamericano" dallo stato d'insolvenza in cui versava, ad un anno dall'apertura brutale dei rapporti commerciali con l'impero statunitense. Sono passati dieci anni dall'entrata in vigore del trattato di libero scambio del Nord America (NAFTA). Questo ha favorito unicamente le multinazionali statunitensi e ha significato la rovina dei piccoli imprenditori messicani, specialmente gli imprenditori delle campagne, aumentando la precariet� lavorativa e la povert�. Con un'economia 150 volte pi� grande di quella del Cile, gli Stati Uniti risultano l'unico beneficiario del TLC. I sostenitori del TLC con gli stati Uniti promettono pi� lavoro. Ora chiedete ai lavoratori quanti posti di lavoro si creeranno, ad un anno di distanza. Fate il calcolo dei posti che verranno creati e di quelli che parallelamente scompariranno. Il libero scambio risulta vantaggioso per i soliti imprenditori di sempre: i grandi esportatori, i proprietari di miniere che non pagano le tasse, i banchieri, le multinazionali e i grandi possidenti. Il TLC render� il lavoro pi� precario, impoverir� una cospicua frangia di lavoratori cileni, aumenter� il lavoro nero, le piccole e medie imprese scompariranno perch� incapaci di competere con i prodotti importati e cresceranno i flussi migratori dalla campagna alla citt�. Il TLC con gli Stati Uniti � un futuro di maggiore degrado ambientale e di abuso del diritto del lavoro. Da qui, l'urgenza da parte delle istituzioni di adottare leggi sulla flessibilit� del lavoro. Una crescita economica equa continuer� ad essere una promessa inattuata. ATTAC continuer� a denunciare la vendita del Cile per soddisfare gli interessi degli Stati Uniti e lotter� con ogni mezzo per impedire l'instaurazione dell'ALCA. ATTAC chiama tutte le organizzazioni sociali e popolari a incontrarsi in un Forum Sociale Cileno per aumentare i livelli di resistenza contro questo progetto neoliberista e fare passi avanti nella creazione di un altro Cile possibile. Da www.rebelion.org Traduzione a cura di Ilaria Maccaroni _____________________________ 3 - Brasile, i costi della politica liberista __________________________________________________________ di Francesco Giappichini I ministri del governo Lula cominciano a fare percepire segnali di insofferenza: non solo hanno trascorso l'anno con scarsissime risorse, ma non vi sono neppure i presupposti perch� il 2004 possa rappresentare un grande cambiamento. E' probabile infatti che possa crescere l'economia, tuttavia a questa crescita non dovrebbe affiancarsi un corrispondente aumento della spesa pubblica. Il 2003 ha senza dubbio rappresentato una svolta nella storia dell'economia brasiliana: � infatti la prima volta dopo molti anni che il governo � riuscito effettivamente a ridurre la spesa. Il risultato appare sorprendente se si pensa che sia il Pt sia gli altri partiti della coalizione di maggioranza sostennero in passato proprio il contrario, cio� un aumento dell'intervento economico pubblico. L'anno appena trascorso, in pratica, ha fatto registrare una riduzione del 13 per cento della spesa primaria rispetto al 2002, da parte del governo centrale (dato ricavato tenendo in conto l'inflazione media annuale). In realt� i ministri pi� fedeli al presidente giustificano questi dati parlando di una situazione di emergenza, della necessit� di impiegare 12 mesi per riparare alla �cattiva eredit� lasciata in sorte dai governi precedenti. Aggiungono speranzosi che nel 2004, grazie alla crescita economica e ad una legge di bilancio interamente figlia di questo esecutivo, comincerebbe il �vero governo Lula�. Ma i numeri del progetto di bilancio per il 2004, attualmente in Congresso, non lascerebbero intravedere grosse novit�. Si prenda il caso della riforma agraria: vi si destiner� solo un miliardo di reais, dopo che lo stesso Lula aveva promesso, di fronte a una rappresentanza di "Sem terra", la somma di 3,5 miliardi di reais all'anno. Il governo avrebbe voluto, entro il prossimo triennio, consentire l' insediamento di 400mila famiglie e concedere credito ad altre 130mila gi� insediate. Niente di tutto questo sar� possibile e di qui sorgeranno, con grandi probabilit�, nuovi grandi malumori. Lo stesso progetto di bilancio 2004 non prevede finanziamenti per il lancio del "Bolsa-familia", il programma volto a riunire tutte le confuse ed irrazionali iniziative per l'assistenza e la redistribuzione del reddito. E' probabile che alla fine le proposte si troveranno, ma solo tagliando in extremis altri capitoli di spesa. Non che tutto ci� non capiti anche ad altre amministrazioni; succede a ogni latitudine che la domanda per i consumi possa superare, e anche di molto, l'offerta di risorse e finanziamenti. Il problema si crea quando, come in questo caso, si alimentano aspettative esagerate. Per il 2004 solo 60 miliardi di reais potranno essere riservati alle spese discrezionali del potere esecutivo federale, senza considerare che la met� di questa somma, per disposizione costituzionale, deve essere indirizzata al ministero della Salute. Tutto ci� render� difficile a Lula la realizzazione di due sue importanti promesse: raddoppiare il valore reale del salario minimo nel corso del mandato e rivedere al rialzo gli stipendi dei dipendenti pubblici. Evidentemente dette promesse sarebbero facilmente realizzabili se si attingesse ai 42,3 miliardi di reais del superavit primario, destinati al pagamento degli interessi sul debito. Ma certo oggi la congiuntura internazionale non � propensa a favorire chi non tiene sotto stretto controllo i conti pubblici. E poi le conseguenze potremmo facilmente immaginarle: nuovo aumento del debito pubblico, perdita della credibilit� sinora conquistata, ritorno della crisi di fiducia. Continua il matrimonio col Fondo monetario internazionale, che porta "Benefici-Zero" Secondo molti osservatori l'accordo tra Brasile e Fmi del 5 novembre scorso si inscrive perfettamente nel nuovo "imperialismo economico", tanto ben descritto da Robert Cooper, consulente del premier britannico Tony Blair per gli affari internazionali. Cooper auspica infatti un �imperialismo volontario dell'economia globale, gestito da un consorzio internazionale di istituzioni finanziarie, come il Fmi e fondato sull'accettazione da parte degli Stati, che si aprono e accettano pacificamente l'interferenza delle organizzazioni internazionali�. Ecco le domande che detti osservatori si sono fatti: cosa conduce un paese indipendente ad accettare questo tipo di umiliazione? Perch� un'autorit� di un governo sovrano accetta di partecipare a tali sceneggiati, e per di pi� in diretta televisiva? I difensori dell'accordo forniscono, invariabilmente, tre risposte. La prima � che si tratter� dell'ultimo accordo, di un accordo quindi incapace di umiliare alcuno; lo stesso ministro delle Finanze Ant�nio Palocci lo ha affermato il giorno stesso della firma: �Facciamo l'accordo solo per un anno. Poi ci separeremo�. In realt� si tratta di un argomento vecchio e sempre disatteso; si va ripetendo dal '98, allorquando il Fondo monetario formul� la strategia economica destinata al secondo governo Cardoso/Malan. Si fa quindi rilevare che il governo sarebbe incapace di affrontare un mutamento dello scenario economico internazionale senza contare sul nuovo aiuto del Fmi. Tale idea, che si fonda sulla vulnerabilit� esterna dell' economia brasiliana, � in parte contraddetta dallo stesso Ministro Palocci. Quest'ultimo infatti ha cos� definito i 14 miliardi di dollari prestati dall 'istituzione: �Sar� come un'assicurazione, un assegno speciale. La cosa buona � averlo, ma non utilizzarlo�. Cio� si sarebbe chiesto del denaro con lo scopo di non ricorrervi, ma solo, in pratica, per garantirsi la fiducia degli investitori stranieri. Infine i sostenitori dell'accordo col Fondo monetario sostengono che senza l 'avallo e le garanzie di quest`ultimo non vi sar� mai una entrata massiccia di investimenti stranieri nel Paese. Ma l'argomento, spesso ripetuto come fosse una verit� indiscutibile, non tiene conto che nell'ultimo lustro l' entrata di nuovi capitali � progressivamente calata, nonostante la "protezione" delle istituzioni economiche internazionali. Inoltre il disimpegno dell'economia brasiliana, durante questo periodo di tutela, � stato piuttosto modesto: il tasso medio annuale di crescita � sceso all'1,7 per cento, il tasso di disoccupazione � arrivato a sfiorare il 13 per cento, il reddito pro capite � calato finendo con il danneggiare essenzialmente i lavoratori, del 17 per cento. Senza considerare il forte incremento del debito pubblico e il calo delle riserve del Paese da 31,5 a 14,2 miliardi di dollari. Un altro dato preoccupante: se all'inizio del 2003 le autorit� economiche brasiliane prevedevano una crescita del 2,8 per cento, i numeri sono poi risultati pi� avari. (Al momento il tasso di crescita effettivo non � stato ancora calcolato, ma si stima una oscillazione tra un misero 0,8% ed un ancor pi� misero 0,4%). Va infine aggiunto che gli investitori stranieri non stanno affatto privilegiando i paesi che seguono le ricette del Fmi, rispetto a quelli che, al contrario, le rifiutano; esempio chiaro � quello cinese. La Repubblica popolare cinese, pur non accettando accordi con il Fmi � da tempo il paese che riceve pi� investimenti stranieri dopo gli Stati Uniti. Le autorit� monetarie ostentano ottimismo. Meirelles: �Nel 2004 e nel 2005 la crescita non sar� inferiore al 3,5 per cento� Il presidente del Banco Central, Henrique Meirelles, durante un dibattito promosso dalla Federazione nazionale delle associazioni bancarie, � stato chiaro: nessun cedimento alle pressioni per accelerare la riduzione del costo del denaro. L'affermazione � densa di significati politici, giacch� erano stati in molti a sostenere di recente la necessit� di un tasso di interesse �di equilibrio�, capace di assicurare la crescita economica. Del resto non � una novit� che per tutto il 2003 molti economisti, l'intero settore imprenditoriale, qualche esponente dell'esecutivo come il ministro Jos� Dirceu ed il vice-presidente Jos� Alencar, abbiano continuato a sostenere l'opportunit� di un forte taglio al costo del denaro. In ogni caso la massima autorit� monetaria brasiliana ha inteso sgomberare il campo da qualsiasi polemica politica, affermando che il costo del denaro � solo una delle componenti della politica monetaria: �E' importante sottolineare che il Banco Centrale lavora solo per un obiettivo, ossia il contenimento dell'inflazione secondo i parametri definiti dal Consiglio Monetario Nazionale�, ha affermato Meirelles, �quindi neppure volendolo potremmo lavorare per la riduzione dei tassi di interesse, nominali o reali che siano�. Il numero uno del Banco Central quindi non pare dare troppo peso alla richiesta della forte Federazione degli industriali paulisti, che vorrebbero un costo del denaro oscillante tra il 4 e il 6 per cento annui: �I presupposti per tassi di interesse pi� bassi, in futuro, si consolideranno in maniera naturale�, ha tagliato corto. Sempre Meirelles, in una intervista rilasciata al Financial Times, ha fatto una coraggiosa e ottimistica analisi sulla futura crescita dell'economia nazionale: �Il dubbio non � se il Brasile possa crescere sino al 3,5 �er cento nel 2004 e nel 2005, perch� sicuramente ci� avverr�. La questione � se possa crescere a ritmi pi� elevati negli anni a venire�. A suo parere il Paese starebbe iniziando un ciclo di crescita economica durevole e mesi di disciplina monetaria e fiscale avrebbero creato le condizioni per una crescita sostenibile dell'economia. E ha quindi cercato di accreditare la propria opinione rammentando come le condizioni attuali siano migliori di quelle del 2000, anno in cui il Pil (prodotto interno lordo) brasiliano seppe aumentare del 4,5 per cento. Da parte del ministero dell'Economia viene lanciato un messaggio del tutto in sintonia con quello di Meirelles: l 'economia torner� a crescere. E il governo romper� con due decenni di stagnazione grazie a due grandi conquiste ottenute dal primo anno di Governo Lula: il rafforzamento della credibilit� della propria politica monetaria e l'equilibrio fiscale. A vincere � per� il pessimismo: in pochi credono alla ripresa. Sfiducia a sinistra ove si fatica a comprendere le ragioni della politica "liberale" L'opinione pubblica pi� accorta pare per� interpretare negativamente queste affermazioni positive e perentorie sul futuro dell'economia nazionale. Vengono lette spesso come un modo per evitare il dibattito politico, per sottrarvisi. Quasi si voglia dipingere un futuro radioso affinch� la luce che emana da questo nirvana possa accecare il cittadino, impedendogli di vedere la realt� che lo circonda, fatta di diminuzione del reddito e disoccupazione. Questa volta per� la pubblica opinione non dimostra di avere la memoria corta; al contrario pare ben cosciente che tutte le precedenti previsioni di Meirelles sono andate clamorosamente a vuoto. Come si pu� oggi credere alle previsioni di crescita per il 2004, 2005 e oltre, se analoghe previsioni positive accompagnarono i mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre, rivelandosi del tutto infondate? Questa mancanza di fiducia aggrava dunque il malcontento di larghi strati dell'elettorato di sinistra, quello del resto pi� deluso dalle logiche della politica economica del Pt. Il Governo, infatti, dinnanzi all'arduo compito di risanare l'economia, ha optato per la pi� classica delle ricette liberali. In base a questa teoria quanto pi� � rigorosa la politica fiscale, tanto pi�, in futuro, sar� morbida la politica creditizia e dei tassi. Quando Meirelles si dice convinto di una forte crescita per gli anni a venire, prefigura una situazione in cui continuer� ad esser forte la pressione fiscale e molto contenuta la spesa pubblica. Sar� dunque la logica del mercato, secondo il suo pensiero, a consentire una riduzione del costo del denaro, una diminuzione della percezione del rischio, un allungamento dei termini per il pagamento delle rate. A questo punto viene da chiedersi: perch� per sanare un sistema economico - va detto - pieno di squilibri, il governo ha fatto ricorso a questa ricetta? Pur non potendo tacere dell'esigenza stringente di tranquillizzare i mercati borsistici (aspetto tanto approfondito in campagna elettorale quanto adesso taciuto), la risposta � probabilmente insita in una espressione ambigua, che non appartiene propriamente al campo dell'economia, ma se mai a quello dell' etica o della psicologia: la "credibilit� internazionale del Paese". Lo stesso concetto di "credibilit�" sta alla base anche della scelta di accordarsi col Fondo monetario, pur mancando, come si � visto, tanto i presupposti di necessit� che quelli di convenienza. A chi spetta credere, dunque? E in che cosa? E a chi, invece, compete l' onere di essere creduto? Si tratta di domande che non vengono mai formulate, e a cui mai, ovviamente, si danno risposte. Risposte che tuttavia non paiono di scarsa importanza, se non altro perch� il concetto di "credibilit�" non � certo fisso e immutabile, come gran parte dei media lascerebbe intendere. Da http://musibrasil.net _____________________________ 4 - Nuovo diritto societario e Aziende Municipali __________________________________________________________ di ATTAC Torino Il 1� gennaio 2004 � entrata in vigore la nuova legge sul diritto societario(Decreto Legislativo n. 6 del 17.1.2003 di attuazione della Legge Delega 3.12.2001 n.366) che modifica profondamente la disciplina delle societ� per azioni, a responsabilit� limitata e delle cooperative (che potranno trasformarsi anche in societ� lucrative). La materia, estremamente complessa e specialistica, sembra essere stata in parte semplificata ma anche ampiamente liberalizzata. Per quanto riguarda le ex Municipalizzate trasformate in SPA ne risulta una separazione sempre pi� netta dal Comune che ne � proprietario, considerato ormai solo pi� come "azionista", sia pure al 100% o di maggioranza. Entro il 30 settembre 2004 dovranno essere adeguati gli Statuti aziendali che potranno attribuire alle assemblee dei soci e ai Consigli d' Amministrazioni poteri molto pi� ampi del passato, "tagliando fuori" organismi e poteri che finora avevano ancora qualche funzione di indirizzo e controllo. Sindaco e Giunta hanno voce in capitolo solo nella designazione dei membri del Consiglio d'Amministrazione e nell'assemblea dei soci . Il Consiglio Comunale (provinciale, regionale) � del tutto estromesso, salvo per l'emanazione di indirizzi politici ma non pi� tecnico/amministrativi, nella gestione dell'Azienda. Da notare che ai proprietari reali dell'Azienda, e cio� i cittadini, resta la possibilit�, difficoltosa e contrastata, di accedere agli atti di governo delle loro Aziende di Servizi Pubblici trasformate in SPA(Il diritto di accesso ai documenti amministrativi � garantito dall'Art. 23 della legge 7.8.1990 n. 241: "23. Il diritto di accesso . si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e DEI GESTORI DI PUBBLICI SERVIZI (Ndr) .. Vedasi anche la sentenza di conferma del Consiglio di Stato, Sezione VI del 7 agosto 2002 contro le Poste Italiane spa) e/o di avvalersi dei diritti di partecipazione attraverso Petizioni, Proposte di Deliberazione, Referendum consultivi a livello comunale (Statuto della Citt� di Torino, Artt. 15, 16, 17). Anche l' Agenzia per i Servizi Pubblici Locali della Citt� di Torino ha un ruolo in questo campo, ma finora non l'ha esercitato. Tuttavia un capitolo nuovo potrebbe essere aperto dal Sistema dualistico di governo delle Aziende e in particolare dalla composizione del Consiglio di Sorveglianza, su cui ci ripromettiamo di ritornare al pi� presto (v. Art.2409. 8-18) Attac Torino ha individuato alcuni aspetti, ma ve ne sono sicuramente altri, che pi� possono influire sulle Aziende Municipali e che saranno oggetto di modifiche agli Statuti delle stesse: Patti parasociali - art. 2341 Sono i patti stipulati tra due o pi� soci, all'interno della compagine sociale considerata "terza". Devono essere pubblici, la durata massima � di cinque anni, rinnovabili. Emissione delle azioni - Art. 2346 Particolare attenzione va dedicata a queste operazioni che possono pregiudicare la maggioranza pubblica nel capitale societario se e in quanto le emissioni di strumenti finanziari attribuiscono poteri patrimoniali e amministrativi a non-soci. Diritto di voto - Art. 2351 Lo Statuto pu� prevedere la creazione di azioni senza diritto di voto, oppure con diritto di voto limitato o subordinato. Quando la Finanziaria Comune di Torino Srl (vedi pi� sotto) vendesse azioni - tramite aumento di capitale - pu� limitare il diritto di voto alle nuove azioni? La questione � da approfondire. Acquisto azioni proprie - Artt. 2357 e 2357bis Nei limiti di 1/10 max del capitale sociale e solo per azioni "interamente liberate" N.B. - AEM SpA � tuttora la sola Azienda Municipale di Torino con soci privati di minoranza. Attenzione : Se mai riuscissimo a convincere il Comune a riacquistare i pacchetti azionari in mano alle banche o all'Atel AG (conservando magari il solo azionariato diffuso) l'acquisto dovrebbe essere fatto da parte del Comune e non di AEM Assemblea straordinaria - Art. 2365 Articolo fondamentale perch� gli adeguamenti degli statuti delle SPA Municipali alle norme del nuovo diritto societario saranno deliberati dalle assemblee dei soci e non dai Consigli Comunali. Occorre esercitare un'attenta vigilanza per non trovarsi davanti a fatti compiuti o comunicati troppo tardi per consentire qualsiasi intervento efficace. Forse varrebbe la pena cominciare a presentare una Mozione che impegni il Sindaco - in quanto rappresentante del Comune/socio di maggioranza della SPA - ad informare con congruo anticipo il Consiglio Comunale (provinciale, regionale) dell'inizio del processo di revisione degli statuti, e a confrontarsi col Consiglio stesso (o una Commissione ad hoc) sulle modifiche che s'intendono apportare, in modo da restituire/salvaguardare il pi� possibile le attribuzioni del Consiglio Comunale in questo campo (cfr. Finanziaria Citt� di Torino, qui sotto). Societ� per Azioni con Azionista Unico - Art. 2380bis Societ� a Responsabilit� Limitata con azionista unico - Art. 2462 E' una novit� introdotta dalla legge. Il Comune di Torino � azionista unico (per ora) della Societ� a Responsabilit� Limitata "Finanziaria Citt� di Torino" alla quale ha conferito il 18% delle azioni AEM Alla Societ� sono stati attribuiti compiti molto vasti in campo industriale, commerciale, immobiliare e finanziario, fino alla "consulenza commerciale e pubblicitaria". Il Consiglio Comunale non ha ritenuto di tutelare le proprie prerogative in caso di successive modifiche dello Statuto (di competenza dell'assemblea straordinaria della Societ�). Le ha invece rivendicate con un emendamento sui poteri dell'assemblea ordinaria : costituzione di nuove societ�, acquisto/vendita di partecipazioni di ogni genere, aumenti di capitale, ecc. (atti svincolati dall'approvazione del Consiglio Comunale in quanto il patrimonio mobiliare non � pi� posseduto direttamente dal Comune /Azionista ma da una societ�) . "Ai relativi atti - dice l'emendamento - dovr� essere necessariamente allegata copia della deliberazione, dispositiva in tal senso, degli organi deliberativi del Comune di Torino competenti ordinariamente" (Statuto della "Finanziaria Citt� di Torino srl", Art, 9, ultima frase). E' certamente meglio di niente. Non sfugge tuttavia che l'assemblea dei soci potrebbe assumere decisioni difformi dalla deliberazione del Consiglio Comunale, le quali manterrebbero intatta la loro validit�. Il coinvolgimento del Consiglio Comunale � un atto di cortesia democratica verso l'assemblea elettiva ma non ha alcun valore/carattere vincolante (cfr. sopra Art. 2351 - Diritto di voto) Direttori Generali - Art. 2396 Il Direttore Generale (che ha un contratto di lavoro con l'Azienda) � subordinato ai poteri gestionali dell'Organismo Amministrativo (nella SPA non per garantire l'interesse collettivo ma solo quello dei soci.) Dubbi riguardano la doppia funzione di Amministratore Delegato e Direttore Generale e cio� di rappresentante dei soci e di "stipendiato" dalla loro azienda. Sistema di gestione aziendale (governance) - dall'Art. 2409,8 all' Art.2409,18 Sono previsti due sistemi - sistema dualistico: Consiglio di Gestione nominato dal Consiglio di sorveglianza a sua volta eletto dall'Assemblea dei soci alla quale toglie molti poteri - sistema monistico: attuale Consiglio d'Amministrazione che nomina il Comitato per il controllo della gestione (ex Revisori dei Conti i quali erano per� nominati dall'Assemblea dei soci). Su questo sistema sono stati formulati da pi� parti dubbi di incostituzionalit� in quanto il controllato nomina il suo controllore. Particolare attenzione richiede altres� la normativa, relativa ai "finanziamenti dei soci" che possono tradursi in un'arma per impadronirsi della Societ�. Come si vede i cambiamenti rispetto al passato sono rilevanti e gi� solo quelli che abbiamo individuato richiedono modifiche dello Statuto e dei Patti Parasociali delle Aziende, che dovranno essere approvati entro il 30 settembre 2004. L'occasione � ghiotta per i fautori delle privatizzazioni e per sottrarre ancor di pi� la gestione delle Aziende Municipali ai poteri (residui/residuali) del Consiglio Comunale (provinciale, regionale) tanto pi� che le successive modifiche ai nuovi Statuti potranno essere delegate addirittura anche al Consiglio d'Amministrazione. Sar� dunque sulle modifiche degli Statuti che dovremo vigilare e la nostra azione dovr� consistere anche in un'opera di informazione puntuale e accurata verso i consiglieri comunali (provinciali e regionali), in continuit� e anche come forma di pressione per affermare i contenuti della petizione popolare al Consiglio Comunale di Torino sul futuro delle Aziende Municipali. Un altro aspetto che riteniamo necessario approfondire riguarda il Debito Pubblico Locale, nel quale vanno comprese anche le passivit� che non figurano nel Bilancio del Comune perch� sono state scaricate sulle Aziende Municipali. Per queste, a loro volta e in quanto societ� per azioni, � relativamente pi� facile operare esternalizzazioni e/o vendite del patrimonio aziendale/comunale. Non rischiamo di avere presto brutte sorprese? Per informazioni: [EMAIL PROTECTED] _____________________________ 5 - Una costituzione antidemocratica per un'Europa militarizzata __________________________________________________________ di Hendrik Vaneeckhaute Generalmente la costituzione � un documento che definisce l'assetto fondamentale di uno stato o di un insieme di stati, le sue funzioni e i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Abbiamo mai sentito parlare di una costituzione che obbliga gli stati partecipanti ad aumentare la loro capacit� militare? In una costituzione che si definisce democratica, abbiamo mai pensato che un parlamento debba essere solo informato o consultato dagli organi decisionali ma che non conti niente nel processo decisionale e di approvazione delle politiche? Se pensiamo che tutto questo sia possibile, questo articolo � da leggere (o, se si preferisce, � da leggere l'intero "Progetto di trattato che istituisce una Costituzione Europea" - 265 pagine -, al sito http://europa.eu.int/futurum/constitution/index_it.html ), dal momento che nell'arco di poco tempo, ci ritroveremo a vivere in un Europa militarista, disposta alla guerra preventiva e non potremo nemmeno lamentarci. Se questa costituzione verr� approvata, una manciata di persone prenderanno decisioni a livello europeo senza che su di esse venga esercitato alcun controllo parlamentare. Le decisioni adottate dal Consiglio dei Ministri non saranno soggette n� alla votazione del parlamento europeo n� a quella dei parlamenti nazionali (ad esempio potranno prendere la decisione di invadere qualsiasi stato del pianeta senza ricorrere al dibattito n� all'avallo del parlamento). In tal modo si sta plasmando un potere a livello europeo che sfugge a qualsiasi forma di controllo minimo fosse anche formale. Inoltre tutto ci�, verr� legittimato da una Costituzione "Sacra", colma di eufemismi quali Libert�, Democrazia, Dignit� Umana ecc. Coloro che oseranno mettere in discussione questa Bibbia saranno etichettati come maledetti terroristi. Quali sono i valori utili alla vendita di una costituzione europea? L' articolo 2 fa riferimento ai valori dell'Unione. "L'unione si fonda sui valori della dignit� umana, della libert�, dell'uguaglianza, dello Stato di Diritto e del rispetto dei diritti umani. Questi valori sono comuni a tutti gli Stati membri in una societ� fondata sul pluralismo, sulla tolleranza, sulla giustizia, sulla solidariet� e sulla non discriminazione." (articolo 1.2) Per�, come gi� sappiamo, migliaia di iracheni sono morti in nome di questi valori e perci� non dobbiamo riporre troppa fiducia nelle belle parole. Se leggiamo attentamente questa bozza costituzionale e la paragoniamo ad altri documenti gi� approvati, ci rendiamo conto che la realt� � ben diversa. L'articolo 3 definisce gli obbiettivi dell'Unione Europea: tra questi vi �: "Nelle sue relazioni col resto del mondo, l'Unione afferma e promuove i suoi valori e i suoi interessi." "Tali obiettivi verranno perseguiti con i mezzi appropriati, in ragione delle competenze attribuite all'Unione dalla Costituzione". Una delle "competenze fondamentali" della "Nuova Europa" (al fine di promuovere i suoi valori e interessi) � la Politica Estera di Sicurezza Comune (PESC) incluso la politica di difesa comune. "L'Unione ha competenza per la definizione e l'attuazione di una politica estera e di sicurezza comune, compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune" (Articolo I.11 par. 4) " La politica di sicurezza e di difesa comune comprende la graduale definizione di una politica di difesa comune dell'Unione." (Articolo I-40 par.2) Quale sar� l'assetto futuro della politica europea di sicurezza e di difesa comune? Il Consiglio Europea (integrato dai capi di stato e di governo oltre al ministro degli Esteri Javier Solana) "definir� gli orientamenti generali della politica estera e di difesa comune, incluso questioni che avranno ripercussioni nell'ambito della difesa." Il Consiglio dei Ministri (in questo caso quelli degli Esteri presieduto dal ministro europeo degli Esteri Javier Solana) "adotter� le misure necessarie a livello europeo per definire ed attuare la politica estera e di sicurezza comune." Inoltre gli Stati Membri avranno l'obbligo di apportare i mezzi militari necessari. "Gli Stati Membri mettono a disposizione dell'Unione, per l'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, capacit� civili e militari per contribuire al conseguimento obbiettivi definiti dal Consiglio dei Ministri" (articolo i.40 par3) E il parlamento, presunto fondamento della democrazia? Questo avr� solo il ruolo di spettatore che ogni tanto potr� dare la sua opinione ma che non avr� alcun potere decisionale. "Il Parlamento Europeo � consultato regolarmente sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali della politica di sicurezza e di difesa comune ed � tenuto al corrente della sua evoluzione" (Articolo I.40 par.8) E nel caso in cui uno stato avesse delle obiezioni in merito? Nessun parlamento nazionale e ancor meno nessun cittadino, secondo questa costituzione, potr� opporsi alle decisioni in ambito di politica estera e sicurezza comune. "Gli Stati Membri sostengono attivamente e senza riserve la politica estera e di difesa comune dell'Unione in uno spirito di lealt� e di solidariet� reciproca e rispettano gli atti adottati dell'Unione in questo ettore. Si astengono da qualsiasi azione contraria agli interessi dell'Unione o tale da nuocere alla sua efficacia" (Articolo I.15 par2). Quale sar� l'assetto di tale politica di sicurezza e di difesa comune? "Gli Stati membri si impegnano a migliorare progressivamente le loro capacit� militari" (Articolo I.40 par.3) Inoltre verr� creata un'agenzia di armamenti (formata da militari e delegati provenienti dalle principali multinazionali produttrici di armi?) che far� da consulente per la valutazione del miglioramento delle capacit� militari. Il Parlamento al riguardo non � stato menzionato. "E' istituita un'Agenzia Europea per gli armamenti, la ricerca e le capacit� militari incaricata...di partecipare alla definizione di una politica europea delle capacit� e degli armamenti, e di assistere il Consiglio dei Ministri nella valutazione del miglioramento delle capacit� militari" (Articolo I.40 par.3) In secondo luogo, gli Stati Membri "Neutrali" che non fanno parte della NATO (Finlandia, Svezia, Austria e Irlanda) diventeranno "membri impliciti" quando verr� stabilito in anticipo che la politica di sicurezza e di difesa comune sar� compatibile con quella della NATO. "La politica dell'Unione, a norma del presente articolo, non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa propria di alcuni Stati Membri, rispetta gli obblighi derivannti dal Trattato dell' Atlantico del Nord per alcuni Stati Membri che ritengono che la loroa difesa comunesi realizzi tramite l'Organizzazione del Trattato del Nordatlantico, ed � compatibile con la politica di sicurezza e di difesa comune adottata in tale contesto. (Articolo I.40 par2).Le truppe militari europee verranno create per la difesa dell'Europa? No, le truppe potranno operare in tutto il mondo. "L'Unione pu� avvalersi di tali mezzi in missioni al suo esterno". (Articolo I.40 par1) Inoltre le forze armate dell'Unione dovranno rendersi disponibili per le missioni in cui � previsto l'intervento di forze per la gestione della crisi, incluse le missione per il ripristino della pace "Tutte queste missioni possono contribuire alla lotta contro il terrorismo, anche tramite il sostegno a Stati terzi per combattere il terrorismo sul loro territorio." (Articolo III,210 par1) Chi decide un intervento militare? Ovviamente nessun parlamento nazionale. "Quando una situazione internazionale richiede un intervento operativo dell' Unione, il Consiglio dei Ministri adotta le decisioni europee necessarie. Tali decisioni stabiliscono gli obiettivi, la portata, i mezzi di cui l' Unione deve disporre e le condizioni di attuazione dell'azione e, se necessario, la durata." (Articolo III.198 par.1) A questo punto, come al solito, nessuno Stato Membro potr� obiettare. "Tali decisioni europee vincolano gli Stati Membri nelle prese di posizione e nello svolgimento dell'azione" (Articolo III.198 par 1) Si sa qualcosa riguardo gli obiettivi del Consiglio dei Ministri in seno alla politica di sicurezza e difesa comune? Esiste gi� un documento STATEGIA EUROPEA DI SICUREZZA" approvato al vertice europeo di Salonicco, redatto da Javier Solana e intitolato " Un'Europa Unita assicura un mondo migliore". I tre obiettivi strategici per l'Unione sono definiti come segue: Primo, possiamo dare il nostro speciale contributo alla stabilit� e alla buona governance dei paesi vicini ai nostri confini. Secondo, dobbiamo costruire, a livello generale, un ordine internazionale che si fondi su un multilateralismo effettivo. Infine, dobbiamo fronteggiare le minacce vecchie e nuove. "Ma qual � la fonte di tanto pericolo per l'Unione? "Le minacce della nuova era provengono da lontano. Nell'epoca della globalizzazione, le minacce lontane possono essere inquietanti alla stregua di quelle vicine. Le attivit� nucleari della Corea del Nord, i pericoli nucleari del Sud Est Asiatico e la proliferazione di armi del Medio Oriente sono motivo di preoccupazione per l'Europa". Quali saranno gli alleati? Che domande, gli Stati Uniti ovviamente, uniti nella lotta per il BENE del Mondo. "Insieme, gli Stati Uniti e l'Unione Europea possono rappresentare una forza straordinaria per il BENE del mondo" E quando si dovr� intervenire? "Sempre "caso mai" o, in altre parole, la GUERRA PREVENTIVA "Il nostro concetto tradizionale di autodifesa fino alla fine della guerra fredda, si basava sul pericolo dell'invasione nemica. Ma con l'avvento delle nuove minacce, la prima linea di difesa si trover� spesso e volentieri al di fuori dei nostri confini. Le minacce della nuova era sono minacce dinamiche. Se non si fronteggiano, diventeranno ancora pi� pericolose.ci� vuol dire che dobbiamo prepararci ad agire prima che scoppi una crisi." Quali saranno i costi di tutto questo? "Una Unione di 25 Stati Membri la cui spesa complessiva per la difesa ammonta a 160 miliardi di euro dovrebbe avere la capacit� di realizzare, se necessario, diverse operazioni simultaneamente. Dobbiamo mettere a punto una strategia che favorisca un intervento, rapido, tempestivo e se necessario, incisivo." Per fare un paragone, nel 2000, i paesi in via di sviluppo hanno ricevuto dall'insieme di tutti i paesi ricchi una somma pari a soli 31.625 milioni di dollari (secondo il rapporto PNUD 2002) mentre con meno di un terzo di questi 160 miliardi secondo lo stesso PNUD, si potrebbe raggiungere l' accesso universale all'alimentazione, alla sanit� pubblica, ad un ambiente sano per le nascite, all'accesso universale alle risorse idriche e agli impianti di risanamento, all'accesso universale all'insegnamento di primo livello per tutti i paesi del mondo. La risoluzione ai problemi fondamentali dei paesi del terzo mondo afflitti da secoli di conquiste, razzie, colonialismo e interventi militari in nome dei soliti principi di libert� e civilt�, risulterebbe un contributo molto pi� efficace per la difesa e la sicurezza dell'Unione. Per� questo non garantisce la ssicurezza della prepotenza, della forza militare e soprattutto dei benefici millenari ottenuti grazie allo sfruttamento della miseria. In fin dei conti, � la sicurezza di questi benefici la cosa che conta di pi�. Anche la costituzione contribuisce a promuovere il concetto capitalista di Libero Mercato a rango di dovere costituzionale. "Il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri cercheranno di soddisfare l'obbiettivo della libera circolazione di capitali tra Stati Membri e paesi terzi al pi� alto grado possibile e senza pregiudicare le altre disposizioni previste dalla Costituzione." (Articolo III.46 par) Ma questa � un'altra storia. O no? Fonte: www.rebelion.org Traduzione di Ilaria Maccaroni --- Il Granello di Sabbia � realizzato da un gruppo di traduttori e traduttrici volontari/e e dalla redazione di ATTAC Italia [EMAIL PROTECTED] Riproduzione autorizzata previa citazione e segnalazione del "Granello di Sabbia - ATTAC - http://attac.org/" _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [EMAIL PROTECTED] https://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumbergamo

