Il marchio a stella: Uno stato contro un popolo
di TARIQ ALI L'antisemitismo � un'ideologia razzista volta contro gli ebrei. Ha radici antiche. Nel suo classico "La questione ebraica. Un'interpretazione marxista", pubblicato postumo in Francia nel 1946, il marxista belga Abram Leon (attivo nella resistenza durante la II guerra mondiale e giustiziato dalla Gestapo nel 1944) ha inventato la categoria di un �popolo classe� in riferimento alla vicenda degli ebrei, che sono riusciti a preservare le loro caratteristiche linguistiche, etniche e religiose nel corso di tanti secoli senza essere assimilati. Questo non � vero unicamente per ebrei; altrettanto si potrebbe affermare di molte minoranze etniche: i copti, gli armeni della diaspora, i mercanti cinesi in Asia sud-orientale, i musulmani in Cina, ecc. Prerogativa comune di questi gruppi � che divennero commercianti in un mondo pre-capitalistico, dove ricchi e poveri provavano lo stesso disagio. L'antisemitismo del XX secolo, solitamente fomentato dall'alto dai preti (Russia, Polonia), da politici o intellettuali (Germania, Francia e, dopo il 1938, Italia), da grossi affaristi (Usa, Gran Bretagna), ha fatto leva sulle paure e sul sentimento di insicurezza di una popolazione impoverita. Da qui la definizione di August Bebel dell'antisemitismo come �il socialismo degli sciocchi�. Come in altre forme di razzismo, le radici dell'antisemitismo sono sociali, politiche, ideologiche, economiche. Lo sterminio degli ebrei nella II guerra mondiale, attuato dal complesso politico-militare-industriale dell'imperialismo tedesco, � stato uno dei peggiori crimini del XX secolo, ma non l'unico. Prima della grande guerra, i massacri compiuti dal Belgio in Congo causarono tra i dieci e i dodici milioni di morti. L'unicit� dello sterminio degli ebrei sta nel fatto che esso si � consumato in Europa (il cuore della civilt� cristiana) e che � stato perpetrato sistematicamente - da tedeschi, polacchi, ucraini, lituani, francesi e italiani - come fosse la cosa pi� normale del mondo. Da qui la definizione di Hannah Arendt su �la banalit� del male�. Dopo la fine della II guerra mondiale, in Europa occidentale l'antisemitismo popolare del vecchio tipo � declinato restando limitato in larga misura a ci� che restava delle organizzazioni fasciste o a organizzazioni neofasciste. In Polonia, dove gli ebrei furono uccisi praticamente tutti, � rimasto forte, cos� come in Ungheria. Nel mondo arabo c'erano minoranze ebraiche bene integrate al Cairo, a Baghdad e a Damasco, che non soffrirono al tempo dello sterminio degli ebrei d'Europa. Storicamente, i musulmani e gli ebrei sono stati molto pi� vicini gli uni agli altri di quanto entrambi non siano stati vicini alla cristianit�. Anche dopo il 1948, quando tra le due comunit� sorsero tensioni in tutto l'oriente arabo, furono le provocazioni sioniste, come gli attentati dinamitardi dei caff� ebraici a Baghdad, a spingere gli ebrei arabi fuori dei loro paesi nativi, in Israele. Il sionismo non ebraico ha un pedigree antico e permea la cultura europea. Risale alla nascita delle sette fondamentaliste cristiane dei secoli XVI e XVII, che prendevano l'Antico Testamento alla lettera. Ne fecero parte Oliver Cromwell e John Milton. In seguito, per altri motivi, Rousseau, Locke e Pascal salirono sul carro del sionismo. Infine, per ragioni abiette, anche il Terzo Reich sostenne l'idea di una patria per gli ebrei. L'introduzione alle �Leggi di Norimberga� del 15 settembre 1935 recitava: �Se gli ebrei avessero un loro stato dove la maggior parte di essi si sentisse a casa, la questione ebraica potrebbe essere considerata risolta gi� oggi, anche per gli stessi ebrei. Tra tutti, i sionisti convinti sono quelli che meno hanno obiettato alle idee fondamentali delle Leggi di Norimberga, perch� sanno che queste leggi sono l'unica soluzione corretta per il popolo ebraico�. Molti anni dopo, Haim Cohen, un ex giudice della Corte Suprema di Israele, affermava: �L'amara ironia del fato ha decretato che le stesse argomentazioni biologiche e razziali sviluppate dai nazisti, che ispirarono le incendiarie leggi di Norimberga, facciano da base alla definizione ufficiale dell'ebraicit� in seno allo stato di Israele� (citato in Joseph Badi, Fundamental Laws of the State of Israel, 1960). I leader sionisti hanno spesso negoziato con gli antisemiti per conseguire i loro obiettivi. Theodor Herzl parl� apertamente con Von Plehve, principale promotore dei pogrom nella Russia zarista; Jabotinsky collabor� con Petlura, il boia ucraino degli ebrei; sionisti �revisionisti� trattarono in termini amichevoli con Mussolini e Pilsudski: gli accordi di Haavara tra le organizzazioni sioniste e il Terzo Reich stabilirono l'evacuazione dei beni degli ebrei tedeschi. Il sionismo moderno � l'ideologia del nazionalismo secolare ebraico. Esso ha poco a che fare con il giudaismo come religione e, a oggi, molti ebrei ortodossi sono rimasti ostili al sionismo. Tra questi, la setta chassidica che, nell'aprile 2002, ha partecipato a una manifestazione palestinese a Washington portando cartelli che dicevano: �abbasso il sionismo� e �Sharon: il sangue palestinese non � acqua�. Il sionismo nacque nel XIX secolo come risposta diretta al feroce antisemitismo che permeava l'Austria. I primi immigrati ebrei in Palestina arrivarono nel 1882, e molti di loro erano interessati solo a mantenere una presenza culturale. Non esiste un �diritto storico� degli ebrei nei confronti della Palestina. Questo mito grottesco ignora la storia reale (gi� nel XVII secolo, Baruch Spinoza defin� l'Antico Testamento �una raccolta di favole�, censur� i profeti e per questo fu scomunicato dalla sinagoga di Amsterdam). Molto prima della conquista romana della Giudea nel 70 d.C., la maggioranza della popolazione ebraica viveva al di fuori della Palestina. Gli ebrei nativi furono gradualmente assimilati nei gruppi confinanti come i fenici, i filistei, ecc. I palestinesi sono, nella maggior parte dei casi, i discendenti delle antiche trib� ebraiche e la scienza genetica recentemente ha confermato questo dato sgradito ai sionisti. Lo stato di Israele fu creato nel 1948 dall'Impero britannico e sostenuto poi dal suo successore americano. Era uno stato di coloni europei. I suoi primi leader proclamarono il mito di una �terra senza popolo per un popolo senza terra�, negando cos� la presenza dei palestinesi. Alcune settimane fa lo storico sionista Benny Morris in una agghiacciante intervista a Haaretz ha ammesso l'intera verit�. Nel 1948, l'esercito sionista cacci� 700.000 palestinesi dai loro villaggi. Si verificarono numerosi episodi di stupri. Egli parla di �pulizia etnica�, distinguendola accuratamente dal genocidio, e prosegue difendendo la pulizia etnica se perpetrata da una civilt� superiore, paragonandola allo sterminio dei nativi americani da parte dei coloni europei in Nord America. Anche questo, per Morris, fu giustificato. Gli antisemiti e i sionisti avevano un aspetto in comune: l'idea che gli ebrei fossero una razza speciale, che questa non potesse integrarsi nelle societ� europee e che necessitasse di un suo grande ghetto o patria. La falsit� di questa idea � dimostrata dalle realt� di oggi. La maggioranza degli ebrei del mondo non vivono in Israele, ma in Europa occidentale e in Nord America. L'antisionismo fu una battaglia che prese le mosse dal progetto di colonizzazione sionista. Alcuni intellettuali di origine ebraica hanno svolto un ruolo importante in questa campagna e lo fanno ancora oggi, anche in Israele. Tutte le mie conoscenze su sionismo e antisionismo derivano dagli scritti e dai discorsi di ebrei antisionisti: Akiva Orr, Moshe Machover, Haim Hanegbi, Isaac Deutscher, Ygael Gluckstein (Tony Cliff), Ernest Mandel, Maxime Rodinson, Nathan Weinstock, solo per citarne alcuni. Essi hanno obiettato che il sionismo e le strutture dello stato ebraico non hanno offerto un vero futuro al popolo ebraico insediatosi in Israele. Non hanno offerto altro che una guerra infinita. Dopo il 1967 c'� stato un revival del movimento nazionale palestinese che ha visto sorgere molti gruppi differenti, la maggior parte dei quali distinguevano attentamente tra antisionismo e antisemitismo. Nondimeno, il ruolo svolto da Israele indubitabilmente ha alimentato un antisemitismo popolare nel mondo arabo. Comunque questo non ha radici antiche e uno stato sovrano palestinese vi porrebbe fine rapidamente. Storicamente, si sono verificati pochissimi scontri tra ebrei e musulmani negli imperi arabi. La campagna contro il presunto, nuovo �antisemitismo� odierno in Europa � fondamentalmente un cinico espediente da parte del governo israeliano per sottrarre lo stato sionista a qualunque critica alla sua costante e sistematica brutalit� contro i palestinesi. Gli attacchi quotidiani sferrati dall'esercito israeliano hanno devastato le citt� e i villaggi palestinesi, ucciso migliaia di civili (specialmente bambini) e i cittadini europei sono consapevoli di questo. La critica a Israele non pu� e non deve essere equiparata all'antisemitismo. Il fatto � che Israele non � uno stato debole e indifeso. � il pi� forte stato della regione. Possiede armi di distruzione di massa vere, non immaginarie. Possiede pi� carri armati, aerei da guerra e piloti che il resto del mondo arabo messo insieme. Affermare che questo stato � minacciato da un qualunque stato arabo � pura demagogia. � Israele a creare le condizioni che portano agli attentatori suicidi, come persino i sionisti pi� convinti stanno cominciano a capire. Fintantoch� la Palestina rester� oppressa, non ci sar� pace nella regione. La sofferenza quotidiana dei palestinesi non appassiona la coscienza liberale dell'Europa, oppressa dal senso di colpa (e a ragione) per non aver saputo difendere in passato gli ebrei dell'Europa centrale dal rischio di estinzione. Ma il loro sterminio non dovrebbe essere usato come copertura per commettere crimini contro il popolo palestinese. Su questa questione le voci dell'Europa dovrebbero levarsi forti e chiare, e non farsi intimidire dal ricatto sionista. (Traduzione di Marina Impallomeni) (da Il Manifesto) ---------- (http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=143 6) _______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED] In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [EMAIL PROTECTED] https://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumbergamo

