CHI SONO I PALESTINESI?

La propaganda sionista ha, da sempre, cercato di negare l'esistenza dei
palestinesi, contestando addirittura che fosse mai esistita la Palestina.
Facendo cio', non soltanto cercava di demolire il senso d'identita' e di
appartenza di un intero popolo, ma cercava altresi' di rendere veritiero lo
slogan di partenza del sionismo: Una Terra senza popolo per un popolo senza
terra. Dopo essersi accorti, invece, che non soltanto la Palestina esisteva
come entita', ma che essa non era una terra vuota, e dopo essersi riavuti
dal trauma davanti al quale poteva infrangersi il loro sogno, I sionisti
hanno dedicato le loro energie ad estirpare il sentimento nazionale dei
palestinesi e le tracce della loro storia e della loro millenaria presenza
in Palestina, cui faceva da contraltare una millenaria assenza dei sionisti
dallo stesso territorio. Arrivati in Palestina a ridosso degli anni 40, gli
ebrei erano eterogenei rispetto alla popolazione indigena in tutto e per
tutto. Globalmente appartenevano al mondo europeo. Consapevoli essi stessi
di essere alieni al territorio ed alla popolazione, si diedero da fare per
mutare la storia a loro favore. Desiderando creare una sorta di legame
ideale col territorio, che giustificasse in un certo senso la loro presenza
in Palestina agli occhi degli occidentali, si fecero interpreti di una
ricostruzione del passato che non aveva attinenze con la realta',
ingigantendo a dismisura il periodo storico (peraltro molto limitato) in cui
effettivamente tribu' ebraiche abitarono la Palestina e facendo della
diaspora un evento centrale nella loro storia.

Naturalmente i palestinesi erano esclusi dalla loro ricostruzione storica,
essendo considerati, dalla propaganda sionista, discendenti degli arabi che
conquistarono il paese nel VII secolo e quindi di molti secoli posteriori
agli ebrei. "L' ignoranza - talvolta aiutata da una propaganda in malafede",
scrive lo storico francese Maxime Rodinson, "ha diffuso a questo proposito
molte concezioni errate". Infatti, in realta', I palestinesi sono I
discendenti originari delle popolazioni semitiche autoctone della Palestina:
Edumei, Cananei, Amorrei, Filistei (che, tra l'altro, hanno dato il nome al
territorio), stanziatesi in Palestina nel 3000 a.C., quindi 1500 anni prima
che le tribu' ebraiche provenienti dalla Mesopotamia si stabilissero li',
ovviamente condividendo il territorio con gli altri popoli. Inoltre, a
differenza delle popolazioni autoctone palestinesi che erano stanziali e
sedentarie, le tribu' ebraiche erano nomadi, per cui si dispersero in varie
zone del vicino oriente prima, in tutto il mondo poi, non lasciando dietro
di se' alcun monumento, alcuna prova che dimostrasse la loro presenza
stabile per un tempo accettabile in Palestina. Per 2000 anni sono vissuti in
Europa, in Russia, in America, in Africa, diventando europei, russi,
americani, africani, poiche' era implicito che essere ebrei significava
condividere un credo religioso, non un'appartenenza etnica. Prova ne sia che
i pochi ebrei rimasti in Palestina dopo la diaspora, erano ebrei
palestinesi.

Deve essere chiaro, dunque, che gli arabi che conquistarono la Palestina nel
VII secolo erano un ridotto contingente ed essi, a causa delle affinita'
etniche con la popolazione palestinese, riuscirono ad arabizzare rapidamente
la regione. La quale regione, ovviamente, all'arrivo dell'esercito arabo,
non era vuota.

I palestinesi dunque sono "arabizzati" nella lingua e nella religione, e
senza dubbio condividono lo stesso ceppo etnico degli arabi che
conquistarono la Palestina, ma dire che essi hanno popolato il territorio a
partire dal VII secolo equivale ad affermare una falsita' che non ha
fondamento storico, dal momento che la Palestina non e' mai stata "vuota",
in nessun momento della sua storia.

I sionisti si sono serviti di molte menzogne e di molte falsita' nella
costruzione della loro storia: essi possono ingannare l'occidente, ma gli
arabi sanno, ed anch'essi sanno, che la Palestina appartiene ai palestinesi.


A QUESTO PROPOSITO, ECCO COSA SCRIVE, NEL 1896, THEODOR HERZL, FONDATORE DEL
SIONISMO, IN "LO STATO EBRAICO":

"E' da preferire la Palestina o l'Argentina? La Societa' prendera' cio' che
le verra' dato, tenendo conto della pubblica opinione del popolo ebraico. La
Societa' verifichera' entrambe le cose.

L'Argentina e' uno dei paesi piu' ricchi di risorse naturali della terra,
dotata di enormi distese, scarsa popolazione e clima temperato. La
Repubblica argentina sarebbe molto interessata a cederci una parte del suo
territorio. L'attuale infiltrazione ebraica ha prodotto solo irritazione;
bisognerebbe informare l'Argentina sulla sostanziale differenza della nuova
immigrazione ebraica.

Se invece sua Maesta' il Sultano ci concedesse la Palestina, ci potremmo
impegnare, per sdebitarci, a risistemare le finanze della Turchia. In favore
dell'Europa costruiremmo la' una parte del vallo per difenderci dall'Asia,
costituendo cosi' un avamposto della cultura contro la barbarieS"

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(http://www.arabcomint.com/chi_sono_i_palestinesi.htm)

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IL SIONISMO E LA CITTA� PALESTINESE

di Eli Aminov




Nel periodo in cui inizi� l�insediamento Sionista, il popolo Palestinese
venne interrotto nel bel mezzo di un intenso processo di attuazione delle
caratteristiche che conformano una moderna nazione all�interno della propria
patria.




Il processo di colonizzazione in Palestina � includendo la sostituzione
della sua popolazione originaria con immigrati Ebrei, la trasformazione
delle terre Palestinesi in terre del popolo Ebraico e il trasferimento degli
abitanti con la trasformazione della maggior parte di loro in rifugiati � �
divenuto, negli anni recenti, materia di partenza per una seria ricerca e di
un interesse accademico assai diffuso. Tuttavia, nella ricerca relativa
alla storia della Palestina ed al processo di espropriazione del popolo
Palestinese, � stato trascurato o ignorato un aspetto centrale: un esame
della relazione tra il movimento Sionista e la citt� Palestinese.
Nella coscienza collettiva Israeliana, I Palestinesi erano visti come
fellahin (contadini) da tempo immemorabile, o tutt�al pi� come Beduini,
banditi e pastori. Non � questo il caso: si dovrebbe ricordare che fu solo
nel 1948 che la societ� Palestinese (all�interno dei confini del nuovo stato
d�Israele) divenne una societ� rurale in modo cos� schiacciante, con la
scomparsa o l�espulsione della popolazione urbana Palestinese, come vedremo
sotto.
Nel periodo in cui inizi� l�insediamento Sionista, il popolo Palestinese
venne interrotto nel bel mezzo di un intenso processo di attuazione delle
caratteristiche che conformano una moderna nazione all�interno della propria
patria. La societ� Palestinese era certamente per la maggior parte una
societ� agricola, ma la stratificazione sociale che si produsse a seguito
della penetrazione del capitale Europeo si estrinsec� nella formazione di
nuove classi sociali sulla base dei rapporti capitalistici. Gi� all�inizio
del Mandato Britannico, sotto il cui patrocinio l�insediamento Sionista
crebbe e si svilupp� sul territorio, un quarto della popolazione locale
Palestinese risiedeva nelle citt�. Alla fine del Mandato la stessa
popolazione era salita al 34%. Il grado di urbanizzazione dei Palestinesi
era particolarmente elevato per un paese del Medio Oriente. La Palestina,
inoltre, era uno dei paesi pi� sviluppati, nel campo tecnologico,
dell�intero Medio Oriente. Ad esempio, il livello di mobilit� � il numero di
automobili per mille abitanti, tra gli Arabi Palestinesi era pi� alto che in
ogni altro paese della regione, fatta esclusione per il Libano, ed era pi�
elevato che in Bulgaria ed in Polonia in quello stesso tempo. La media di
famiglie con apparecchi radio ( per quanto oggetti recenti e costosi ) era
quattro o cinque volte superiore a quella dell�Egitto e Siria. Le citt�
servivano da connessione, collegando la societ� locale alle trasformazioni,
alle innovazioni, alle invenzioni e alle nuove idee del mondo intero,
divenendo al tempo stesso laboratorio per lo sviluppo delle idee
nazionalistiche.
Nel 1946, in Palestina, c�erano 11 citt� con pi� di 10.000 abitanti; di esse
tre avevano una popolazione Araba di circa 70.000 ciascuna : Jaffa , Haifa
e Gerusalemme. Nelle grandi citt� non erano sviluppati solo il commercio, le
banche, l�industria leggera ed i trasporti, ma anche la vita culturale di
una societ� ricca e variegata: c�erano cinema, caff�, clubs sociali,
organizzazioni giovanili e femminili, giornali, settimanali, clubs sportivi,
teatri, istituti per lo studio di lingue straniere e perfino un club
aeronautico (a Gerusalemme). Tali fenomeni non erano presenti solo nelle
grandi citt�, ma anche in citt� di medie dimensioni come Tsafat, Tiberias,
Beit Shean, Acco, Lod, Ramleh e Beersheba, che avevano la funzione di centri
urbani, sociali ed amministrativi per la popolazione Palestinese.
La classe lavoratrice Palestinese e le sue organizzazioni giocavano una
parte importante nella vita delle grandi citt�, ma la vita culturale era
stimolata e sviluppata principalmente ad opera di un ampio strato della
classe piccolo-borghese che vi stava emergendo. Questo strato era avverso al
Sionismo e spesso critic� la dirigenza Palestinese feudal-borghese che era
legata al capitale straniero, al regime coloniale, alle monarchie Arabe e
perfino al Sionismo. Ci� nonostante, la piccola-borghesia mai si dissoci�
dalla guida politica o svilupp� opinioni politiche indipendenti. Tuttavia
questo strato forn� la guida ideologica al movimento nazionalista in ambedue
le versioni, pan-Araba e Palestinese. L�importanza di questo strato nella
struttura nazionale Palestinese divenne concretamente percepibile quando si
esamina la sua disponibilit� a pagare le tasse al Comitato Direttivo Arabo,
perfino prima della grande sollevazione [1936-39, diretta contro il
Colonialismo Britannico ed I suoi atteggiamenti politici filo-Sionisti]. Il
Comitato Direttivo fece fronte alle spese tramite la contribuzione
volontaria ed impose tariffe nelle varie regioni. Jaffa, ad esempio, riusc�
a raccogliere l� 84 % delle tariffe imposte ad essa, Ramleh e Lod l�86 %.
Jaffa, la cui popolazione costituiva l�8 % della popolazione totale della
Palestina, nel 1929-30 contribu� a pi� del 20 % del bilancio del Comitato
Direttivo. Perci� non � sorprendente che data l�importanza di questosettore
della popolazione nella struttura nazionale Palestinese, esso � e la sua
incubatrice, la citt� Palestinese � si conquistarono l�odio sfrenato del
movimento Sionista.
Questa avversione entr� in azione nella guerra di ripartizione del 1947-48:
la maggior parte delle citt� Arabe venne conquistata e �purificata� prima
del 15 maggio 1948, data alla quale ufficialmente si scaten� la �guerra
d�indipendenza�. La popolazione urbana Araba di Haifa, Tiberias e Tsfar,
cos� come dei dintorni Arabi meridionali e occidentali di Gerusalemme, venne
allontanata prevalentemente nell�Aprile del 1948, proprio sotto il naso
dell�Amministrazione Mandataria Britannica. Al fine d�incoraggiare la fuga
dei residenti Arabi che restavano nelle loro case di Gerusalemme, l�Agenzia
Ebraica si dette da fare per spargere la voce che le propriet� di quegli
Arabi che avrebbero abbandonato le loro case a causa degli scontri,
sarebbero state restituite loro alla fine dei combattimenti (Yediot
Aharanot 5/4/1948). Naturalmente ci� era solo una favola. Quando gli
scontri terminarono, soltanto il 5 % della popolazione Araba originaria
rest� nelle citt� Arabe, includendo Jaffa, Lod, Ramleh e le altre citt�
citate in precedenza � e questo numero comprendeva addirittura anche i
rifugiati dai villaggi Arabi dei dintorni. Queste citt� vennero popolate da
Ebrei ed i rifugiati Palestinesi che rimasero furono concentrati in
quartieri Arabi separati, come Wadi Nissnass ad Haifa, Ajami a Jaffa e la
citt� vecchia a Ramleh. La citt� Palestinese cess� di esistere come fattore
di risveglio e fermento di progresso a partire da una prospettiva
nazionalistica. La sua assenza rese possibile l�istituzione di
un�amministrazione militare, economica e conveniente per le autorit�, ad una
societ� che venne costretta a ripiegare su se stessa indietro di molte
generazioni. La scomparsa della citt� Palestinese trasform� la societ� Araba
in Israele da una societ� organica con una stratificazione in classi
sviluppata, in una societ� marginale subordinata ai centri urbani Ebraici,
compresa la totale dipendenza del proletariato Palestinese dai siti
d�impiego nelle comunit� Ebraiche.
Le uniche citt� nelle quali rimase una consistente popolazione Palestinese
furono Nazareth e Mijdal Gad. I Sionisti ebbero paura nel portare a termine
la �purificazione� etnica di Nazareth, per l�importanza della citt� nel
mondo Cristiano perci�, dai villaggi circostanti, spinsero i rifugiati entro
la citt�, per inquinare in tal modo le sue istituzioni grazie ad una nuova
popolazione rurale.
La logica d�intervento adottata dalle autorit� a Mijdal fu, invece,
completamente diversa. Questa citt�, dove, dopo la guerra del 1948, era
rimasto un quarto della sua popolazione, era divenuta una sorta di centro di
soccorso per quei rifugiati che tornavano furtivamente indietro oltre i
confini per fare il raccolto dei loro campi o per ricuperare le propriet�
mobili che erano state lasciate addietro. L�amministrazione militare vi
spost� dalle trib� Beduine di Jawarish un clan (hamula) di collaboratori
allo scopo di controllare i residenti della citt�. Ci� non permise di
portare a termine l�assistenza offerta dai residenti della citt� ai loro
fratelli e quindi il loro destino fu segnato. Il 17 Agosto 1950 i residenti
di Mijdal Gad ricevettero gli ordini di espulsione e, in presenza dei
soldati Israeliani, fu richiesto loro di sottoscrivere la dichiarazione che
essi stavano abbandonando le loro case di loro spontanea volont�.
Nell�Ottobre dello stesso anno, tutti i residenti erano stati tradotti nella
Striscia di Gaza. Sulle rovine delle loro case venne costruita la citt� di
Ashkelon.


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