|
Dichiarazione del presidente nazionale Arci Tom
Benetollo
L' intolleranza, negli atteggiamenti e nelle
azioni, � inaccettabile. Lo � anche quella delle parole (ovviamente cosa
diversa dal dissenso). Ribadiamo la solidariet� con quanti hanno subito
gravi intolleranze in occasione della manifestazione pacifista - noi che
siamo coerentemente nonviolenti e siamo da sempre impegnati in movimenti
pacifici.
Ci amareggia che ci sia stato un episodio tanto
incompatibile con l'impostazione ideale e progettuale della
manifestazione, impostazione per la quale il Comitato organizzatore ha
unitariamente e lealmente lavorato.
Ci amareggia altres� che
persone tornino da quella manifestazione con una brutta esperienza
personale e politica addosso.
E' doveroso che si dia la pi�
chiara informazione su come si sono svolti i fatti. E' su quanto �
effettivamente avvenuto che si devono basare riflessioni e
giudizi.
I media si sono concentrati essenzialmente su questa
vicenda, e -a seguire- sulle polemiche tra i partiti. E' logico, visto
il rilievo della vicenda, che questo avvenga.
Eppure, i media
non sono tutto. Ci sono -come dire?- anche i cittadini. Un milione di
persone ha sfilato pacificamente e con grande determinazione, a Roma.
Contro la guerra, le stragi terroristiche e la violenza.
Le
previsioni dei soliti falsi profeti parlavano di flop (lo hanno invocato
in tanti), o al massimo di qualche migliaia di isolati partecipanti.
Eravamo invece davvero un oceano pacifico, pieno di voci vive,
circondati da grande consenso popolare.
Ma, di nuovo, si cerca di
gettare nebbia sul valore del movimento per la pace. Forse perch� � una
grande, aperta forza di cittadinanza. Questa forza � stata dichiarata
spenta molte volte, e invece � progressivamente diventata un punto
centrale della vita civile, culturale, politica del paese. Una forza
libera, fiera della sua autonomia dalla Realpolitik.
Chi �
scomodo non riceve regali. Al movimento non importa. Non li ha mai
chiesti. Anzi, � lui stesso che regala alla democrazia beni primari: la
partecipazione, l'impegno, la solidariet�. E, se vincesse, pensate: un
mondo libero dalle guerre.
Un obiettivo enorme. Che richiede una
gigantesca confluenza di energie, una profonda cultura unitaria, su
contenuti chiari e forti. Su questa strada � necessario continuare. La
spirale si allarga minacciosamente: l'Iraq � un orrore, il Medio
Oriente � un'incessante esplosione - in questi momenti, perfino di pi�
-mentre nei Balcani riemergono nuovi inquietanti pericoli. Mettiamo
sopra ogni cosa l'unit�, nella lotta contro la guerra.
|