pi� o meno ci siamo riassestati, abbiamo riaperto e - oltre a ricordarvi
che il c.s.a. pac� paciana ha un'assemblea aperta il luned� sera alle
21.30 - vi mandiamo un po' di date questa settimana:
*** giov 23 settembre - ore 21.30
riprendono le proiezioni dei film con Elephant, regia di Gus Van Sant, con
Alex Frost, Eric Deulen Usa; 2003
[Ambientato nella Columbine High School, la stessa scuola di Bowling A
Columbine. Palma d'Oro a Cannes]
*** ven 24 settembre ore 23
ASKATASUNA in concerto
una delle migliori e "pensanti" band ska del nord italia per quello che
sar� l'ultimo concerto per un po' di tempo... interverranno un po' di
amici di altri gruppi per una serata tutta in levare...
*** sab 25 settembre ore 23
Q.B. Sistema di Suono
ritorna il sound reggae che ha suonato spesso da noi: reggae roots ma
anche le sonorit� giamaicane pi� nuove in una serata calda di good
vibrations
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vi inoltriamo anche l'invito ad un presidio che si terr� a milano:
CHI E� CONTRO LA GUERRA VA LASCIATO IN PACE.
CHI E� CONTRO LA GUERRA VA LASCIATO LIBERO.
Viviamo in una societ� che si basa sul controllo della popolazione,
sull?uniformazione del pensiero e degli stili di vita, sulla cancellazione
della coscienza critica, a vantaggio di interessi strategicamente
economici fra i pochi potenti del mondo.
In questo sistema ben si inserisce la dicotomia guerra/terrorismo, che ha
un effetto irreversibilmente stabilizzante, fondato sulla convinzione
aprioristica che essere contro la guerra significa appoggiare i terroristi
e, viceversa, che per combattere il terrorismo la guerra sia necessaria.
Ci chiedono di assumere posizioni talmente nette da risultare paradossali,
ci chiedono di essere a favore o contro, con il governo o contro il
governo.
Noi siamo contro la guerra, e umanamente contro il terrorismo, perche?
crediamo nel diritto di vivere una vita dignitosa e
nell�autodeterminazione dei popoli. Cosi' come siamo contro questo e
qualunque altro governo che accetta e pratica guerre di potere.
Le guerre fra ricchi in cui muoiono i poveri, non ci sono mai interessate,
ne? ora ne? 5 anni fa, quando il governo di centro-sinistra intraprendeva
una guerra chiamata ?umanitaria? nelle repubbliche balcaniche, attivando
missioni di scarsa utilita? e di dubbio altruismo.
Il 25 aprile del 1999 la sfilata per la festa della Liberazione era
caratterizzata in maniera evidente e forte da una rifiuto alla guerra,
dalla richiesta univoca a rinunciare agli interessi economici che si
nascondevano goffamente dietro alla Missione Arcobaleno; nel corso della
giornata la bandiera italiana che sventolava fuori dalla caserma di via
Moscova ha preso fuoco, ad indicare il rifiuto per uno stato che usa la
guerra per mantenere stabili equilibri internazionali e trova sempre
pallide giustificazioni o ridicole coperture per nascondere la propria
meschina realt�.
Per quel giorno molti compagni a Milano hanno subito un processo che
potrebbe portare da 4 mesi ad 1 anno di reclusione, secondo le richieste
del pm, con l�accusa di vilipendio alla bandiera (imputazione per altro
che ricorda cos� inquietantemente il Ventennio?), oltre ai �soliti� capi
di imputazione che accompagnano da anni e anni a questa parte qualunque
iniziativa politica venga messa in atto a Milano, dalla resistenza a
pubblico ufficiale,istigazione a delinquere,lancio di oggetti.
La sentenza del processo sar� gioved� 23 settembre, al tribunale di Milano.
Vorremmo che quella situazione particolare diventasse uno strumento, un
luogo pubblico in cui, ancora una volta, poter dire che la guerra non
risolve nessun problema, che la sovradeterminazione va combattuta con
tutti i mezzi possibili.
Non sar� l�ultima volta quest�autunno che ci troveremo ad affrontare
processi che cercano di mettere a tacere e trasformare in semplici atti
delinquenziali alcuni anni di lotte sociali.
Ci aspetta un autunno purtroppo costellato da numerosissimi appuntamenti
in aule di tribunale.
Vogliamo che si sappia che non � portando le nostre battaglie a Palazzo di
�Giustizia� che si mettera? a tacere la nostra voce.
La guerra umanitaria in Kossovo e la guerra di Liberazione in Irak sono
solo due minime sfaccettature di un prisma ben pi� complesso, il cui cuore
� costituito, in tutto il suo squallore e la sua banalit�, dal petrolio e
dai soldi.
Ci sono altri modo per migliorare le condizioni di vita di un popolo, e
sono quelli che hanno portato Simona Torretta e Simona Pari a Baghdad, ben
consapevoli del rischio che correvano, e nonostante ci faccia inorridire e
tremare il pensiero che anche loro siano state rapite e siano in pericolo
di vita, crediamo che il loro lavoro vada rispettato e riprodotto.
Forse, se questa guerra di occupazione non fosse iniziata, le due Simone
sarebbero ancora a Baghdad, a far sognare una vita migliore a bambini che
non ne hanno mai avuto la possibilita'.
LIBERATE LE SIMONE
LIBERTA' PER CHI E' CONTRO LA GUERRA
GIOVEDI 23
H 10,30 DAVANTI A PALAZZO GIUSTIZIA : PRESIDIO E CONFERENZA STAMPA
H 12 AULA 4 PIANO TERRA: UDIENZA
Deposito Bulk, Associazione JALLA, MalaManera sottosgombero, Ernesto e le
Formiche rosse (Laveno), O.R.So. c.s.a. Pac� Paciana BG
_______________________________________________
*** C.S.A. Pac� Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
* tel/fax ++39-035-4373217
* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione � paura e complicit� / Contro la
rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio / Cospirare
vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'� solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a questa
guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' per�.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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