Fatto!
741 firme sono state consegnate al sindaco della città di Bergamo Avv. Roberto Bruni da un gruppo di persone che si sono presentate a nome della ReteNoWar.
L'incontro ha permesso di raccontare al Sindaco quello che potrebbe fare un Ufficio Pace a Bergamo, partendo da riferimenti concreti. Abbiamo infatti consegnato, unitamente al testo della petizione che per tutta l'estate è comparsa su BergamoBlog, un documento sul quale indicavamo esperienze eccellenti attive in molti Comuni italiani, per sottolinearne la fattibilità.
Il Sindaco si é mostrato interessato alle nostre proposte e ci ha promesso che le porterà in una delle prossime Giunte.
Il primo atto sarà quello di promuovere un seminario di confronto con altre realtà che in Italia hanno aperto "Uffici Pace" o organismi similari.
Ci siamo impegnati a presentare un progetto in tempi brevi perché questo confronto possa svolgersi nei primi mesi del prossimo anno.
Una volta ancora ringraziamo tutti e tutte coloro che hanno firmato il nostro appello e - se interessati a partecipare ai lavori di ReteNoWar - ricordiamo che il prossimo appuntamento é per martedì 12 ottobre alle ore 21 presso l'Arci di via Quarenghi.
Troverete di seguito il documento consegnato al Sindaco Bruni.
Noi sottoscritte/i cittadine e cittadini, firmatarie e firmatari della presente lettera,
chiediamo
al neo-eletto Sindaco della città di Bergamo
l’istituzione di un “Ufficio Pace” che abbia come linee guida delle scelte politiche ed amministrative:
– la garanzia dell’eticità delle finanze comunali
– l’investimento in fonti di energie alternative e non inquinanti
– il fattivo coinvolgimento delle comunità migranti presenti sul territorio per la costruzione di una città multietnica
– il sostegno alla campagne di informazione sul consumo critico e alle esperienze del commercio equo e solidale.
Siamo consapevoli che la pace nasce dalle scelte economiche, sociali, culturali di ogni cittadina e di ogni cittadino e siamo convinti che se queste scelte vengono assunte da un’amministrazione pubblica, la pace trova più forza nel mettere radici
BERGAMO CITTÀ DELLA PACE
Per meglio sviluppare la proposta, abbiamo articolato, per ogni punto, alcuni esempi di buone prassi già in atto in diversi Comuni italiani
1- Garanzia dell’eticità delle finanze comunali
In primo luogo con eticità della politica amministrativa, facciamo riferimento ad una politica che, a partire dagli appalti, sappia garantire il rispetto di vincoli "etici" e di "giustizia sociale", si faccia portavoce delle campagne contro tutte le guerre e chi le finanzia (banche armate, ecc.) e faccia scelte trasparenti e solidali nella finanza pubblica.
Esempi a cui si rimanda
- Il regolamento sulla finanza etica emanato dai comuni di Firenze, Pavia, Ladispoli
- L' attivazione di forme alternative di economia e partecipazione dei cittadini da parte del Comune di Roma (bilancio partecipativo e bilancio sociale)
- Il protocollo d'intesa tra Regione Toscana e la Cispel Toscana concernente lo sviluppo e la diffusione di iniziative per la trasparenza negli appalti e per la lotta al lavoro nero
- L'individuazione, per le operazioni comunali, di Istituti di Credito che garantiscono l'eticità di investimenti, appalti, mutui, come nel caso del Comune di Roma
- La non concessione di sponsorizzazioni e patrocini a manifestazioni che coinvolgano imprese responsabili della violazione di codici internazionali (Comune di Roma nel caso della Nestlè a Eurochocolate 2003 e Bimbinfiera 2004)
2- Investimento in fonti di energia alternative e non inquinanti
L'Amministrazione concretizzi la scelta di Bergamo "città vivibile", incentivando modifiche degli stili di consumo e di spesa, propri e dei cittadini
Esempi a cui si rimanda
- Le campagne nazionali e regionali di finanziamento per i "tetti fotovoltaici"
- L'introduzione di criteri di sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi, operata da Comune e Provincia di Torino, Arpa Piemonte e alcuni Comuni del torinese.
- L'incentivazione di mezzi di trasporto elettrici (motocicli e biciclette) promossa con apposite campagne dal Comune di Firenze e che coinvolge i comuni dell'area omogenea.
- La promozione di forme d'utilizzo condiviso dei mezzi di trasporto, prendendo in considerazione anche la collaborazione con privati e con associazioni. È il caso di milanocarsharing interamente promosso da Legambiente, TCI, VAI.
- L'utilizzo di arredi per ufficio usati (Comune di Ferrara) o in legno certificato FSC proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile (Consiglio Regionale della Toscana);
- L'utilizzo di sistemi illuminanti e apparecchi per ufficio a ridotto consumo energetico (vari gli esempi in Italia);
- La promozione di linee guida per la pianificazione, l’edificazione sostenibile e la tutela del territorio, contenenti incentivi ed agevolazioni per i progetti che tengano conto della bioarchitettura (Calenzano Fiorentino e Premio Nazionale Città Sostenibili, promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia)
3- Fattivo coinvolgimento delle comunità migranti presenti sul territorio per la costruzione di una città multietnica
L'Amministrazione faccia della multietnicità la caratteristica del crescere della città, riconoscendo da subito i diritti del cittadino immigrato e riconoscendone il contributo culturale.
Esempi a cui si rimanda
- La Banca della solidarietà di Milano vede in fase avanzata il progetto "Banca dei Migranti" finalizzata a ridurre drasticamente il costo delle rimesse dei lavoratori stranieri
- I progetti di gemellaggio tra scuole italiane e scuole di paesi del resto del mondo (in particolare di Asia, Africa e America Latina). Si citano, tra gli altri, gli esempi messi in atto dai Comuni di Modena, Nonantola, Milano, Bagolino, Bolzano, Roma...
- Lo sviluppo, di concerto con le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni dei Migranti e tutte le forze attive della città impegnate sul tema, di iniziative di sensibilizzazione, formazione e crescita culturale indispensabili per sostenere il percorso del riconoscimento dei diritti di cittadinanza a livello sia comunale che nazionale; iniziative già avviate nei Comuni di Brescia, Venezia, Dalmine.
4- Sostegno alla campagne di informazione sul consumo critico e alle esperienze del commercio equo e solidale
L'Amministrazione sia strumento di scelte concrete di "consumo critico" e sperimenti, nei molteplici ambiti comunali, l'uso di prodotti del commercio equo, sostenendone le campagne internazionali contro lo sfruttamento, in primo luogo quello minorile, e facendosi promotrice di eventi specifici (fiere, convegni, ecc.) di divulgazione del consumare diverso
Esempi a cui si rimanda
- In molte mense scolastiche di un numero sempre maggiore di realtà in tutta Italia vengono ormai consumati prodotti biologici
- I Comuni di Genova e Firenze, tra altri, utilizzano prodotti del commercio equo e solidale nella ristorazione pubblica
- La Banca della Solidarietà, Sbilanciamoci, il Comune di Carpi e altre realtà stanno già provvedendo allo sviluppo di relazioni commerciali su basi di parità con piccoli e medi imprenditori di paesi del Terzo Mondo
- La Regione Trentino, nonché i Comuni di Milano e Como (tra altri) hanno collaborato alla mappatura e al sostegno delle realtà del consumo critico e delle attività economico-commerciali incentrate sullo sviluppo di stili di vita sostenibili
Per la realizzazione di questi obiettivi:
Riteniamo indispensabile l’adesione al coordinamento di comuni Enti Locali per la Pace
Riteniamo che sia necessaria una sede, una struttura organizzata, affidata ad un responsabile individuato all’infuori del novero dei consiglieri comunali, al fine di garantire una maggior continuità nel futuro al progetto
Riteniamo si debbano prevedere momenti esterni di pubblicizzazione, di promozione e di sensibilizzazione delle varie tematiche con attenzione privilegiata alle scuole.
Riteniamo imprescindibile la convocazione di un convegno nazionale che coinvolga le amministrazioni già attive su questi argomenti e che coinvolga le realtà dell’associazionismo e della cooperazione
Pur essendo alcune delle esperienze indicate di pertinenza di altri uffici/assessorati dell'Amministrazione, pensiamo che un Ufficio Pace possa operare come motore ed eventuale coordinamento di politiche a finalità etica ed equo-sostenibile.
Retenowar dichiara la sua disponibilità a collaborare con l’istituendo Ufficio Pace sia per l’elaborazione di proposte più concrete (ad es.: un Seminario di confronto con altre realtà simili già esistenti in Italia) che per la realizzazione delle stesse.
Bergamo, 4 ottobre 2004
_______________________________________________ BERGAMO SOCIAL FORUM MAILING LIST per informazioni [EMAIL PROTECTED]
In questa mailing list ogni iscritto pu� far circolare tutte le notizie che ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano ma ci si affida alla responsabilit� individuale. Ricordiamo www.bergamoblog.it, sito di riferimento per molte delle realt� del Forum e per altre ancora... Per provvedere alla sottoscrizione o alla cancellazione del tuo nominativo alla mailing-list : http://www.bergamoblog.it/mlist.php?mlid=bgsf oppure scrivete a: [EMAIL PROTECTED] [EMAIL PROTECTED] https://www.inventati.org/mailman/listinfo/forumbergamo

