Astronave pac� paciana chiama Bergamo.
6000 persone, italiani e stranieri, hanno sfilato nel corteo organizzato
dal Coordinamento Immigrati Bergamo sabato pomeriggio per le vie cittadine.
Soggetti reclamanti diritti di cittadinanza, diritti di esistenza, diritti
di espressione, per chi e' legalmente residente e per chi e' costretto alla
residenza clandestina.
Un unico coro, senza distinzioni etniche o di colore, una festa
itinerante, una massa critica cre-attiva, ha portato alla ribalta di
media e istuzioni la propria condizione di precariet� permanente.
Numerose le richieste e le rivendicazioni: prima di tutto il
decentramento dalla questura ai comuni delle pratiche di regolarizzazione,
ma anche il diritto alla casa, la chiusura dei cpt,
l'abrogazione della legge bossi-fini e la fine delle pratiche repressive
di sorveglianza e controllo. Questo corteo
� il risultato di un lavoro che per mesi ha coinvolto una rete di soggetti
collegati da comuni bisogni; un lavoro che ha visto una reciproca
contaminazione
fra i gruppi impegnati, che ha creato una sinergia la cui ricaduta e' di
fronte agli occhi di tutti. Per questo ci aspettiamo a ci auguriamo che
il percorso e la lotta non si fermino qui, che tutti i soggetti coinvolti
fino a questo punto comprendano l'alto valore simbolico che si e' riusciti
a dispiegare per le vie di Bergamo sabato scorso, che tutti e tutte siano
in grado di moltiplicare i bi-sogni urbani e di cittadinanza nei propri
ambiti di produzione e di comunicazione.
Basta code in questura - Stop alla
precarieta' di vita
In conclusione, vorremmo rivolgere un ringraziamento particolare alle
forze sindacali (CGIL-CISL) intervenute durante il corteo: ci fa sempre
un certo effetto constatare come le cariatidi del sindacato non perdano
mai occasione per dimostrare la loro spocchia da calvizia incipiente.
Ringraziamo
i compagni portabandiere, senza i quali il corteo avrebbe sofferto dei troppi
colori dei movimenti: meglio una bella tinta unita che da' speranza e
sicurezza
(oltre che consenso, s'intende...). Un duecento bandiere per una decina
di burocrati dei sindacati e il gioco � fatto, per i media � un corteo sul
quale i sindacati si sono spesi molto.
Invitiamo per le prossime volte i cari compagni rappresentanti sindacali
ad avere il buongusto di aderire ai cortei, anziche' cavalcarli, e a provare
ad apportare contenuti, anziche' bandierine sbiadite in pieno stile
totalitario.
c.s.a. Pac� Paciana
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*** C.S.A. Pac� Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
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* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione � paura e complicit� / Contro la
rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio / Cospirare
vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'� solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a questa
guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' per�.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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