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MIGRANTI: TRA
CONTROLLO SOCIALE E NUOVA SOGGETTIVIT�
POLITICA.
Alcune riflessioni dopo la manifestazione per la libert� dei migranti tenutasi a Bergamo sabato 23 ottobre 2004.
Gli ultimi mesi hanno visto anche nella bergamasca la presenza di un ampio e diffuso protagonismo dei migranti, un movimento reale che sta radicandosi nelle citt� e nelle periferie. E' la pratica di una cittadinanza conquistata, una soggettivit� che rifiuta di sottomettersi alla posizione che gli viene assegnata nella nostra societ� ed esprime voglia e capacit� di lottare. Avevamo bisogno di braccia, � sono giunti esseri umani; pretendevamo di civilizzarli, ora parlano da soli. Esempio di questo processo � stata l�eccezionale partecipazione della comunit� mussulmana durante le mobilitazioni pacifiste per chiedere il rilascio dei volontari dell�ass.ne "Un ponte per� rapiti in Irak. In questi mesi si sono moltiplicate in tutta Italia lotte e vertenze
sulle condizioni dei rinnovi dei permessi di soggiorno nel regime della legge
�Bossi-Fini�; le interminabili e umilianti attese fuori dalle Questure ci
comunicano tutto il dramma della discriminazione e segregazione sociale a cui
sono sottoposti gli stranieri dentro i confini della �fortezza� Europa.
A promuovere le proteste sono spesso associazioni o coordinamenti
autorganizzati, essi utilizzano forme espressive inedite (religiose,
culturali, ecc...) o riutilizzano in modo nuovo i luoghi di socializzanzione
(negozi etnici o moschee, sedi di associazioni nazionali ma anche centri sociali
autogestiti o sezioni di Rifondazione). Viene alla luce una straordinaria capacit� di elaborare e partecipare che st� mettendo in discussione le forme tradizionali della rappresentanza politica e sindacale. Sono retaggi "etnici"? Certo, ma da parte di chi ha attraversato i continenti per approdare nella inospitale foresta sociale della globalizzazione. E chi pu� dire che etnicit� significhi solo e sempre arretratezza? Oggi i migranti, iniziando a confliggere con la globalizzazione, ci
mostrano le contraddizioni di un sistema che nella propaganda avrebbe dovuto
rendere il mondo liberamente percorribile ma in realt� moltiplica continuamente
confini e barriere. Queste contraddizioni riguardano tutti. La legge Bossi-Fini, precarizzando le condizioni di lavoro e di vita dei migranti, eliminando l'integrazione come punto d'arrivo del percorso migratorio, anticipa e condivide l�attacco alle condizioni giuridiche e materiali del lavoro in generale. La Bossi-Fini diviene laboratorio di sperimentazione del libro bianco sul lavoro e della Legge 30. Il movimento dei migranti pone, per�, alla sinistra un problema di rappresentanza politica e sociale che non pu� essere eluso. Troppo spesso succede che le forze tradizionali del movimento operaio
pensino solo a circoscriverlo o assimilarlo, entro quelle categorie - come la
concertazione - che hanno fallito gi� in tutti gli altri campi.
E' paradossale, cos�, che la grande mobilitazione nazionale per i diritti
dei migranti indetta per il 4 dicembre a Roma non veda l'adesione del sindacato
confederale, che si � premurato per di pi� di indire una seconda manifestazione
quindici giorni dopo. Non citiamo, per decenza, lo squallido comportamento
tenuto in piazza da Cgil e Cisl il giorno della manifestazione del 23
ottobre (il "fattaccio" delle bandiere), sottoscriviamo in pieno il
documento firmato dal csa "Pac�
Paciana". Non lascia ben sperare che, di fronte ad un movimento che conquista sul
campo la cittadinanza, vi siano ancora amministrazioni locali democratiche che
evitano di pronunciarsi per il diritto di voto dei migranti o spendono pi� per
le videocamere che per la mediazione culturale. Vengono alla luce anche i ritardi di una parte del movimento che per
molto tempo ha svolto un ruolo importante sul piano solidaristico. Oggi
l�associazionismo antirazzista fatica a cogliere, da una parte la condizione
materiale di vita e di lavoro, dall�altra la nuova soggettivit� politica dei
migranti, rischiando di diventare il terminale di quegli assessorati, che pensa
le politiche sociali solo in termini di "buonismo" clientelare o come una forma
di controllo sociale complementare alle
videocamere. Rifondazione Comunista � chiamata (insieme alle altre forze antirazziste) a svolgere un ruolo nuovo e importante, nonostante i molti limiti politici e culturali che ancora permangono. La rifondazione non pu� continuare se non avviene una immersione nei movimenti anche quando siamo al governo degli enti locali. Prima di chiudere questo documento veniamo a sapere che il
nuovo sindaco di centro-sinistra del Comune di Bergamo si � schierato per il
diritto di voto attivo e passivo ai migranti (dichiarazioni dall'articolo
su "L'Eco di Bergamo" del giorno 7 novembre 2004) pi� di quanto il Prc avesse
strappato nel programma unitario prima delle elezioni. La differenza l'ha fatta
una manifestazione di 6.000 migranti (23 ottobre 2004), di cui il nostro partito
pu� rivendicare di essere stato a tutti gli effetti (inseme ad altri) parte
attiva e importante . Per il Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Maurizio Mazzucchetti Fabio
Cochis PS: il Partito della Rifondazione Comunista aderisce alla Manifestazione nazionale per la libert� dei migranti del 4 dicembre a Roma. Intendiamo Partecipare a questo importante evento organizzando i pulman per raggiungere Roma insieme al Coordinamento Immigrati e a tutte le realt� antirazziste bergamasche. |
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