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CII Comitato Immigrati in Italia COMUNICATO
STAMPA 30
dicembre 2004 Premessa
per gli auguri di un nuovo anno A 4 giorni dal maremoto nel
sud est asiatico, che come noto ha colpito milioni di esseri umani distruggendo
intere aree popolate, il Comitato Immigrati in Italia,
coinvolto nel dolore, manifesta commosso la totale solidariet� con le famiglie
trascinate in questa apocalittica tragedia. A 4 giorni solo si hanno
cifre approssimative: Si calcola che sono 5 milioni solo i profughi, 125 mila i
morti accertati e oltre decine di migliaia i dispersi che confermano le
dimensioni della catastrofe. Una
catastrofe che, come rilevato l�altro ieri l�Organizzazione Mondiale della
Sanit�, potrebbe raddoppiarsi qualora gli aiuti umanitari non arrivassero in
brevissimo tempo. Milioni sono i cittadini
che vivono nelle nazioni europee provenienti dai paesi coinvolti in questa
tragedia, che a differenza dei cittadini dell�Unione Europea che si sono trovati
coinvolti nella disgrazia, oltre le eccezioni, NON SONO TURISTI. Sono
semplicemente �extracomunitari�. Milioni che in Europea
lavorano in ogni possibile settore generando reddito anche per i cittadini
europei; lavoro che in molti casi, dal punto di vista dello sfruttamento, � assimilabile alla schiavit�
settecentesca. Molti di questi milioni di
esseri umani sono cittadini dello Sri Lanka, Indonesia, Bangladesh, Thailandia,
India, Maldive, Malesia, Filippine, Myanmar e persino della Somalia che, come
tutti noi immigrati, non hanno gli stessi diritti in quanto la libert� di
muoversi oltre frontiera. Noi non possiamo scegliere, o avere questo
diritto, quando entrare e neppure
quando uscire dal territorio dell�Unione. Un diritto che, come se fosse un fatto
naturale, godono i cittadini italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, olandesi
inglesi, svizzeri, e tutti gli altri che compongono l�Europa, di poter scegliere
quando e come entrare e uscire nei nostri paesi. Il governo italiano, vista
la dimensione della tragedia umana, CONCEDE ai soli cittadini residenti in
Italia, originari dai paesi coinvolti nella sciagura e in possesso di regolare
permesso di soggiorno anche in fase di rinnovo, che POSSONO USCIRE (concessione)
dall�Italia, certamente in via �eccezionale�, per recarsi nei paesi d�origine
con la condizione di far rientro non oltre il 15 febbraio
venturo. Il CII si chiede: Fino a che punto pu�
arrivare l�inumana legislazione italiana e l�insensibilit� del governo nel
condizionare ancora oggi le vite, ignorando ogni elementare gesto
umanitario? Fino a che punto i politici
italiani e tutti coloro che hanno poteri decisionali in questo paese, restano a
contemplare come se fosse uno spettacolo, tranne contatissime eccezioni, queste
misure politiche che non fanno altro che rafforzare l�immenso dolore dei nostri
fratelli e sorelle? Fino a che punto, tutto ci�
andr� avanti? Non sar� l�ora, malgrado la
pesante realt� che stiamo vivendo noi immigrati assieme a tutte le altre vittime
del maremoto, di mettere fine a quest�altra permanente sciagura che sono le
leggi repressive e di chiusura adottate dall�Unione Europea e soprattutto
dall�Italia, che gi� hanno fatto migliaia di vittime, persino in mare e senza
che ci sia stato lo tsunami? Nel rispetto del dolore delle famiglie delle vittime il
CII ritiene, ancora una volta, che sia un dovere assoluto
aprire le frontiere sostituendo le politiche di repressione con quelle di
condivisione tra tutti i popoli.
Una politica di autentica solidariet� e di giustizia degna degli Stati
evoluti. Possiamo augurarci per il
2005 questa premessa? ***** |
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