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Sent: Tuesday, February 01, 2005 2:26 PM
Subject: porto alegre news 2 - il FSM in diretta Porto Alegre News - Il Forum Sociale Mondiale in diretta (corrispondenze a cura di Rosella Simone e Gloria Schiavi)
28.1.2005
venerd� Per sradicare la fame nel mondo il
dibattito si svolge nello spazio F-901, parlano Pierre Sant� per la�Unesco, Jean
Ziegler dell�Universit� di Ginevra, Eva Clyton per <<Si parla di fallimento del socialismo ma dovremmo
parlare di fallimento del capitalismo. Secondo <<Cinque sono i fattori di morte: gli incidenti sul lavoro e sulla strada, le malattie (come il cancro e l�Aids), la guerra, il terrorismo e la fame. La somma dei morti per i primi quattro motivi non arriva alla met� della somma di quelli che muoiono per fame. Ma di questi cinque fattori quello che genera meno mobilitazione � la fame. Ci avete mai pensato? Qualsiasi mobilitazione contro la guerra, l�Aids, gli incidenti � cosa buona ma perch�, se la fame � il maggior fattore di morte, proprio lei ha la mobilitazione minore? Fino ad adesso ho trovato solo una risposta, ed � cinica: perch� solo i miserabili muoiono di fame. Che i miserabili muoiano di fame questo non mi tocca. Io non posso morire, anzi adesso si pensa che non si deve morire mai. <<Quando ero bambino nella regione di Minas Gerais
l�infanzia si calcolava tra gli zero e gli undici anni, l�adolescenza dagli 11
ai 18, la giovent� dai 18 ai 30, l�et� adulta sino ai 50 e dopo c�era la
vecchiaia. Adesso non si dice neanche pi� vecchiaia, si dice terza et�,
l�infanzia dura fino ai 20, l�adolescenza fino ai 40, e dai <<Andiamo su Marte e abbiamo gente senz�acqua. Il mondo sta con la testa in gi�. Stiamo vivendo una realt� assolutamente schizofrenica, da un lato un progresso tecnico e scientifico avanzatissimo e dall�altro esseri umani che non godono neanche dei diritti umani elementari. E io mi chiedo com�� che noi in Brasile possiamo permetterci questo lusso di parlare di lotta per i diritti umano quando siamo ancora al livello di dover lottare per i diritti animali. Ananias Patrus, il qui presente ministro per lo sviluppo e la lotta alla fame, deve ancora lavorare per garantire il minimo da mangiare, altro che diritti umani! Il presidente Lula nei suoi programmi d� la priorit� allo sradicamento della fame e alla lotta alla povert� proprio quando � messo sotto pressione sia dalle istituzioni internazionali che dai movimenti sociali. E questo perch� Lula � stato eletto grazie al Forum sociale mondiale. Dare la priorit� alla lotta alla fame non � demagogia ma un fatto politico. Lula � solito ripetere che un problema sociale finisce nel momento in cui diventa problema politico e la storia dell�umanit� lo ha dimostrata molte volte. Due volte in modo esemplare. Duranti secoli la tortura � stata praticata e assimilata dalla societ� umana e considerata legale. Anche dalla chiesa cattolica che l�ha giustificata con l�Inquisizione. Nel momento in cui la tortura � entrata nell�agenda politica � stata considerata Sabato
29.1.2005 (segue resoconto pi�
dettagliato) Il Punto rosso ha organizzato due seminari. Il primo, Politiche dei paesi progressisti per un mondo multipolare contro il neoliberismo si � svolto venerd� pomeriggio ed � riuscito come partecipazione e contenuti. L�altro su Armi, agricoltura, medicina si � svolto sabato mattina con relazioni molto seguite di Vittorio Agnoletto (gi� presidente della Lila e attuale Parlamentare europeo), Muhammad Abid Alla del Comitato diritti umani e democrazia di Falluja), Sureka Dalavi (indiana del Shramik Kranti Sanghatana Dev Nagari Society) e la tedesca Gabrielle Zimmer. Sono intervenuti inoltre, due funzionari del Governo brasiliano, del Ministero dello sviluppo agricolo e della sanit�. Malgrado il caldo e i gravi problemi di traduzione
simultanea (le apparecchiature non funzionavano come quasi dappertutto)
l�incontro � stato seguito con partecipazione e attivo interesse 30.1.2005 Nel grande auditorio Ara�jo Vianna a discutere su Don Chisciotte oggi, utopia o politica ci sono il premio Nobel Jos� Saramago, lo scrittore uruguayano Edoardo Galeano, il direttore de Le monde diplomatique Ign�cio Ramonet e Federico Mayor Zaragoza. Moderatore Roberto Savio. La coda per entrare � lunga almeno un chilometro, ma nessuno accenna a rinunciare. Nonostante il caldo e l�umidit� da sauna. A parte il rappresentante del governo brasiliano questi scrittori saranno applauditi e acclamati con un tifo da stadio. E un amore da innamorati. Per Edoardo Galeano <<La politica deve essere l�arte di rendere possibile domani quello che oggi � impossibile>>,. Cita Pregogine per ricordare che <<nessuna reazione fisica avviene senza calore e senza amore>>, parla della necessit� non solo di protestare ma di fare proposte di portare l�utopia l� dove ci sono solo mercanti. <<Sia che ci sia maltempo vento e freddo si deve seminare, l�unico seme che non avremo � quel seme che non avremo avuto il coraggio di piantare>>. Ricorda per� che, <<l�utopia termina l� dove cresce il dogma. L�utopia termina quando si tace sulla tortura e sulla corruzione>>. Ma, soprattutto, dice abbiamo bisogno di fantasia e di una democrazia genuina dove <<ciascuno conta e nessuno � contato>>. Ricorda che questa novella immortale, questa avventura della libert�, � nata mentre Cervantes era rinchiuso nelle carceri di Siviglia per debiti <<come noi Sudamericani oggi>>. <<C�� un mondo nella pancia del mondo e chiss� non sia migliore di questo. Un mio amico, un pittore analfabeta di nome Vargas, dipingeva arcobaleni e animali pi� grandi degli uomini. I suoi critici ritenevano che la sua pittura fosse un elogio alla natura tropicale ma lui era nato in una zona petrolifera dove non c�era una pianta. Per me,invece, Vargas era un pittore realista:dipingeva la terra che desiderava>>. Per Ign�cio Ramonet , <<Qui ci sono molte Quijotes e Quijotas, ma non sono pazzi come non lo era Don Chisciotte>>. Ricorda che la parola utopia � stata inventata da Tommaso Moro e dal suo sogno di descrivere una societ� perfetta; ma una societ� perfetta pu� essere dogmatica. Non per nulla le societ� ideali del XX secolo fallirono e si trasformarono dogmatiche. Non Don Chisciotte, lui, semplicemente, non sopporta l�ineguaglianza e l�ingiustizia. � un�altruista che offre il suo coraggio agli indifesi. Non lotta per un mondo irreale ma per un mondo possibile. Cos�� il Forum sociale Mondiale? � l�assemblea dell�umanit�, � Babele con un obbiettivo pazzo: cambiare il mondo. Ci vogliono tanti Don Chisciotte e qui ce ne sono tanti. <<Dicono che lottiamo contro i mulini a vento ma in questo mondo su 6 miliardi 5 sono di poveri. Viviamo in un mondo alla rovescia. Una vacca in Europa riceve pi� di 4$ di sovvenzione al giorno mentre ci sono milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno. � un mondo scandalosamente ingiusto. Dobbiamo uscire dal disastro della globalizzazione. L�utopia � solo una verit� prematura>>. Ultimo prende la parola Jos� Saramago e spiazza tutti. <<Per me la parola utopia non significa nulla, se potessi la cancellerei dal dizionario per sostituirla con una parola che gi� esiste e questa parola � semplicemente domani>>. Per lo scrittore il Forum dovrebbe diventare un luogo non di semplice rivendicazione, � necessario passare ad uno stadio successivo che implichi la presenza di proposte e obbiettivi consensuali. La globalizzazione economica � la nuova arma di un progetto imperialista che passa attraverso un nuovo tipo di sfruttamento mondiale e se non ci prepariamo ad affrontarlo ci sar� una dispersione di volont�. <<Le batterie devono funzionare perch� il motore possa funzionare>>. Il Forum non deve diventare una ONG diluita in una quantit� astronomica di ONG ma essere uno strumento di azione. L�utopia trasformata nel domani. <<L�utopia � qualche cosa che non si sa dove sta>>, si suppone che esista ma si ignora il dove. Pertanto, <<quando dico che vorrei cancellarla e se dovessi sostituirla allora la sostituirei con una parola che gi� esiste e questa parola � semplicemente domani. � per domani che si sta lavorando oggi .E quindi collochiamo l�utopia per quello che � non collochiamola da nessuna parte. Collochiamoci nel domani e nel qui perch� il domani � l�unica utopia>>.
31.1.2005 Se c�� una star a questo Quinto Forum Mundial Social di Porto Alegre � il presidente venezuelano Hugo Ch�vez. Questo Forum si � caratterizzato, anche per la scontata forte partecipazione di realt� brasiliane, se non proprio per la contestazione, come forte strumento di pressione nei confronti di Lula. Il dilemma in cui si dibatte, non tanto e non solo il PT, il partito dei lavoratori al governo, ma la base sociale che ha portato Lula alla presidenza �: dobbiamo appoggiarlo comunque e sempre o agire anche con la lotta e critica? Bene la campagna Fame zero, male, anzi malissimo, la sua politica economica. E in ogni tendone degli undici spazi tematici, qualche migliaia, i rappresentanti del metalmeccanico presidente sono stati accolti con malumore. Dunque a Davos Lula non ha potuto essere quel portavoce di un altro mondo possibile che aveva sperato di essere. Allo stadio Gigantinho Lula ha parlato tra applausi e fischi, restando all�interno di un discorso cauto e pacato. Nello stesso stadio dove Ch�vez chiude con un bagno di popolo totale, annunciando l�avvento della nuova repubblica bolivariana del Venezuela, l�esperienza esportabile di un socialismo rivoluzionario, una opposizione dura e decisa a Bush. Al Superman del Nord al quale dice, <<Attento, noi abbiano la criptonite rossa>>. E Condoleeza diventa signorina Condolencia e annuncia che il futuro non � l�ormai sconfitto progetto Alca ma una integrazione e cooperazione di tutti i governi del centro sud. Compreso Messico,<<Troppo vicino agli Stati uniti e troppo lontano da Dio>>. Ma anche il Forum � in una fase
di forte cambiamento. La magnifica Babele di linguaggi, razze, colore �
diventata frantumazione e gli organizzatori si stanno interrogando su come
proseguire. La scelta � la regionalizzazione. Europa e Africa si incontreranno
nel Tutti contro il neoliberismo, contro Bush e le sue guerre ma si ha anche la sensazione che, visto da qui, l�Iraq sia lontano, o, comunque, non � stato il filo conduttore del Forum e questo in alcuno ha creato perplessit�. Il transpatio, cos� il Nord ha sempre considerato il Centro e il Sud America, sente pi� vicina e preoccupante l�invasione di Haiti e la destituzione del suo presidente Aristide. Oggi ultimo giorno, niente plenaria, e la manifestazione finale � stata invece un guazzabuglio di spezzoni di cortei, qua e l� per la citt�. Adesso tutti partono. Porto Alegre rimpiange questa grande festa che, dice una statistica del quotidiano Zero hora, � piaciuta a pi� dell�80% della popolazione anche se l�82% proprio non c�� andata. Adesso, sono le 17 il centro citt� di riempito di gente, di banchetti, di merci, di folla e anche di poveri. Prima dove erano? Il murale delle proposte Uno degli argomenti pi� utilizzati dai critici del FSM � la mancanza di azioni concrete. Il V FSM risponde con la creazione del Murale delle proposte. L�obbiettivo � riunire tutte le proposte scaturite da questi cinque giorni di discussioni e registrarle nel progetto Memoria Viva del FSM 2OO5. <<L�idea � che, una volta definite, queste proposte possano essere consultate da tutti per poterle trasformare nel tempo in azioni effettive>>, ha dichiarato uno dei coordinatori del progetto, il francese Nicolas Hanringer. Tutti i partecipanti che rappresentavano entit� previamente accreditate al Forum possono registrare le loro proposte. <<Non saranno accettate idee elaborate prima o dopo il Forum, ma solo quelle realizzate durante le attivit� svoltesi in Porto Alegre>>, continua Hanringer. L�intenzione del murale � rappresentare la diversit� di idee espresse nei dibattiti, le convergenze e le divergenze che dovranno servire come base da cui partir� ogni nuovo Forum. Saranno circa duecento le
proposte presentate. Qualcuna � gi� stata registrata, ad esempio Tutte le proposte saranno
pubblicate sul sito web della memoria del Forum. Dodici proposte Al fine di evitare che la frammentazione dell�agenda politica si trasformi in dispersione, alcuni membri del Comitato Internazionale (tra i quali Frei Betto, Emir Sader, Leonardo Boff, Bernard Cassin , Ign�cio Ramonet, Tariq Al�, Adolfo Esquivel ) si sono assunti la responsabilit� di lanciare il Manifesto di Porto Alegre. Il documento non ha carattere ufficiale e contiene 12 proposte che possiamo cos� riassumere: 1 Annullare il debito estero dei Paesi del Sud 2 Applicare tasse internazionali alle transazioni finanziarie, agli investimenti diretti ai paesi esteri, ai profitti delle multinazionali, alla vendita delle armi e alle attivit� che producono effetto serra 3 Smantellare progressivamente ogni forma di paradiso fiscale, giuridico e bancario 4 Ogni abitante del pianeta deve avere diritto ad un lavoro, all� assistenza sociale e alla pensione 5 Promuovere ogni forma di commercio giusto rifiutando le regole del libero mercato dell�Organizzazione Mondiale del Commercio 6 Garantire il diritto alla sovranit� alimentare di ciascun paese mediante la promozione di agricoltura familiare 7 Proibire ogni tipo di brevetto sulla conoscenza e sugli esseri viventi (sia umani che animali che vegetali ), cos� come la privatizzazione dei beni comuni dell�umanit�, in particolare l�acqua 8 Lottare attraverso diverse politiche contro il razzismo, la discriminazione, il sessismo, la xenofobia e l�antisemitismo 9 Adottare misure urgenti per porre fine alla distruzione del medio ambiente e alla minaccia delle gravi trasformazione climatiche dovute all�effetto serra 10 Esigere lo smantellamento delle basi militari straniere e il ritiro delle truppe da tutti i paesi ad eccezione di quelli autorizzate dall�ONU 11 Garantire il diritto dell�informazione dei cittadini mediante legislazioni che: a) pongano fine alla concentrazione dei mezzi di informazione in grandi gruppi; b) garantiscano l�autonomia dei giornalisti; c) favoriscano la crescita di un�informazione senza fine di lucro, in particolare i media alternativi e comunitari 12 Riformare e democratizzare in profondit� le organizzazioni internazionali, tra queste l�ONU. .Nel caso di persistente violazione della legalit� internazionale da parte degli USA,t rasferire la sede dell�ONU da New York ad un altro paese (nei prossimi giorni altri resoconti dai seminari e un quadro finale)
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