Ok. Poich� sono pienamente convinto anch'io che valga la pena rifletterci su, provo a farlo portando (qu� sotto) come contributo indiretto una riflessione che ho ricevuto tempo addietro da un altro compagno, che trovo pienamente condivisibile. Come si pu� vedere, Dio e la trascendenza c'entrano ben poco. Non sapevo che il messaggione in questione fosse nato per sostenere la campagna di Bush, e ringrazio Dario dell'informazione, ma non mi meraviglia: � semplicemente quanto di pi� retrogrado e beceramente reazionario mi sia capitato di leggere su questa mailing list negli ultimi tempi, un vero insulto per l'intelligenza umana. E' semplicemente offensivo (soprattutto per chi ha suo malgrado subito certe tragedie sulla propria pelle) che si mettano cos� qualunquisticamente e cinicamente nel medesimo calderone cose che c'entrano ben poco, come lo tsunami con conquiste progressive che vanno difese con le unghie e coi denti (oggi pi� che mai, NON SOLO contro banditi mondiali come il sig. Bush), quali la laicit� dello stato e dell'istruzione, l'abolizione della punizione corporale nelle scuole, e una pedagogia finalmente non brutale ed oppressiva, contro chi vorrebbe riportare le lancette della storia indietro di oltre mezzo secolo. Come se il primo fosse la "punizione divina" per le seconde ("ma mi ri-faccia il piacere!"). Sono d'accordo che ogni tanto dobbiamo pensare. Proprio per questo credo che non si debba acriticamente accettare per buono qualsiasi "contributo alla discussione" che ci venga propinato da chicchessia, specialmente su una mailing list che dovrebbe esprimere ben altro genere di valori che quelli oscurantisti della destra religiosa (si pu� ancora dire "di sinistra" o sto bestemmiando?). Teniamo ben desto il senso crirtico e non sciroppiamoci il cervello. Non confondiamo la disponibilit� al confronto e la sensibilit� umana con la mera coglioneria (scusate il termine).
P.S. Anch'io sono da tempo un utente "silenzioso" della mailing list, ma di fronte a questa non ho proprio resistito. A tutto c'� un limite.
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Original Message ----- From: "Luciano Dondero" <[EMAIL PROTECTED]>
To: "lucio d" <[EMAIL PROTECTED]>
Sent: Wednesday, December 29, 2004 2:17 PM
Subject: FATALITA' INEVITABILE O CRIMINALE NEGLIGENZA?


FATALITA' INEVITABILE O CRIMINALE NEGLIGENZA?

L'ecatombe in Asia ha gi� fatto diverse decine di
migliaia di morti. Altri ancora si aggiungeranno con
il diffondersi di malattie e addirittura di epidemie
come conseguenza delle distruzioni.
Ma se i terremoti e gli tsunami sono dei disastri
naturali, non lo � affatto la decisione di spendere
miliardi di dollari o di euro per fare delle guerre di
conquista, ignorando delle semplici misure che possono
salvare le vite umane.
La cifra dei morti aumenta ogni giorno: prima
diecimila, poi trentamila, poi cinquantamila, adesso
si parla di centomila. Ma il macabro conteggio non �
ancora finito. E un terzo dei morti sono bambini. Ci
sono decine di migliaia di dispersi e sono rimasti
senza casa, senza lavoro, senza niente a milioni.
Questo in alcuni fra i paesi pi� poveri del mondo. Ora
non c'� pi� acqua potabile, non ci sono fognature, non
ci sono servizi sanitari, come dice il sottosegretario
delle Nazioni Unite Jan Egeland, che � responsabile
del coordinamento dei soccorsi:
"Non possiamo nemmeno immaginare il costo per queste
povere societ�, con tutti i villaggi di pescatori che
sono stati spazzati via. Le perdite sono nell'ordine
di centinaia di migliaia".
Era davvero inevitabile?

Molte delle morti e distruzioni si sarebbero potute
evitare se si fosse messo in mare un sistema piuttosto
semplice e relativamente poco costoso di boe. Vari
funzionari in Tailandia ed Indonesia hanno detto che
un sistema di allarme immediato avrebbe salvato molte
vite, ma loro non erano al corrente del pericolo
perch� non c'� un sistema internazionale per
controllare il formarsi di tsunami nell'Oceano
Indiano.
E questo non � tanto difficile da fare. In effetti, le
boe che controllano gli tsunami esistono da vari
decenni, e gli Stati Uniti hanno un sistema di allarme
in funzione da pi� gli cinquant'anni. Oltre 50
sismometri sono dislocati nella parte settentrionale
del continente americano per scoprire  e misurare i
terremoti che potrebbero dare origine a degli tsunami.
In mezzo all'Oceano Pacifico ci sono sei boe dotate di
sensori, chiamati "tsunametri"  che misurano piccole
variazioni nella pressione dell'acqua, e che sono
programmati per dare automaticamente l'allarme ai due
centri di allarme-tsunami, uno nelle isole Hawaii e
l'altro in Alaska.

Il dottor Eddie Bernard, direttore del Laboratorio di
Studi Marini del Pacifico a Seattle, dice che qualche
boa sarebbe bastata a cambiare la situazione. Gli
scienziati volevano mettere altri due misuratori di
tsunami nell'Oceano Indian, uno dei quali nelle
vicinanze dell'Indonesia, ma il piano non ha avuto i
fondi necessari, secondo il dott. Bernard. Ognuno
degli tsunametri costa soltanto 250.000 dollari (circa
duecentomila euro).

Quindi mezzo milione di dollari sarebbero bastato a
costruire un sistema d'allarme remoto che avrebbe
potuto salvare migliaia di vite umane. Basta
confrontare questa cifra coi millecinquecento milioni
di dollari che gli Stati Uniti spendono ogni giorno
per finanziarie la macchina di guerra del Pentagono.
Come a dire che coi soldi di un solo secondo di
bombardamenti e distruzioni spesi dagli Stati Uniti si
sarebbe potuto costruire un sistema di allarme
adeguato. Non averlo fatto � un caso di negligenza
criminale.

In una riunione della Commissione Oceanografica
Intergovernativa dell'ONU nello scorso giugno, gli
esperti hanno concluso che "Nell'Oceano Indiano c'� un
rischio significativo di tsunami a livello locale e
oceanico" e che ci voleva un sistema di allarme
remoto. Ma non si � presa alcuna decisione concreta.
Il geologo Brian Atwater della Protezione Civile
americana (U.S. Geological Survey) ha detto che
"Sumatra ha una lunga storia di tremendi terremoti, e
che questo rende ancor pi� tragica l'assenza di un
sistema di allarme degli  tsunami nell'Oceano Indiano.
Tutti sanno che Sumatra era una bomba ad orologeria."

Ancora pi� tragico � il fatto che il governo degli
Stati Uniti era stato informato dello tsunami, ma non
lo ha detto ai governi della zona. Pochi minuti dopo
il terribile terremoto di grandezza 9,0 al largo
dell'isola di Sumatra in Indonesia, gli scienziati
americani dell'Ufficio che gestisce il controllo del
clima oceanico ed atmosferico (National Oceanic and
Atmospheric Administration) si � reso conto che c'era
un grosso rischio di tsunami. Il  NOAA ha
immediatamente messo in guarda la base navale
americana a Diego Garcia, che ha avuto ben pochi
danni. Ma non ha avvisato le autorit� civili dei paesi
della zona. Questa � una discrepanza significativa. La
base militare � stata avvisata, ma i civili no. Il
risultato di questa criminale negligenza sono state le
migliaia di morti. Infatti per salvarsi dallo tsunami
bastava salire di un dieci-venti metri rispetto al
livello del mare, e questo si pu� fare, in molti
posti, in pochi minuti. Ma non quando sta arrivando
l'onda!

++
(Mi sono basato per questo messaggio su materiali
diffusi dall'International Action Center di New York.)
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[EMAIL PROTECTED] ha scritto:

Scusate, ma non trovo giusto minimizzare o ridicolizzare un contributo come
quello di Leone Minuscoli.
Anch'io lo trovo alquanto discutibile, ma ha sicuramente il merito di porre
all'attenzione una cosa che alberga, credo, in ognuno di noi, almeno in tutte
le persone che non hanno risolto con un'alzata di spalle la questione della
trascendenza.
Anche se pu� sembrare una questione molto poco politica (io per esempio penso
che non lo sia), l'interrogativo di senso, di tipo religioso, su quello che
� accaduto nel Sud Est Asiatico � sicuramente importante e direi spiazzante.
Ed � sicuramente umano. Non alziamo le spalle superficialmente, vi prego,
di fronte a coloro che vogliono rifletterci su. La nostra umanit� ne 
risulterebbe
indebolita e, secondo me, anche la nostra azione politica.

Andrea Digiesi

PS: non intervengo mai; colgo l'occasione per esprimere la mia solidariet�
ai ragazzi del Pac� (per quel che pu� valere)

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