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Una beffa per i parenti dei
desaparecidos
Guatemala: La Corte Costituzionale concede l'amnistia a sedici soldati
accusati di massacro
Si tratta di una delle pagine pi� nere per i diritti umani
David Lifodi
vedi
www.misna.org
7 febbraio 2005 Alcuni giorni fa � stata scritta una delle pagine pi� nere
nella storia dei diritti umani in Guatemala. La Corte Costituzionale del paese
centroamericano ha infatti annullato il processo contro 16 soldati colpevoli di
aver ucciso 226 abitanti del villaggio di Dos Erres durante gli anni della
guerra civile. Questo provvedimento, oltre che discutibile, ha sorpreso
l'opinione pubblica, soprattutto dopo la recente sentenza relativa al caso del
villaggio di Xaman. Nell'ottobre del 1995 infatti l'esercito guatemalteco
assassin� vecchi, donne e bambini senza alcuna apparente giustificazione, ma
questo crimine non era rimasto impunito, tanto che il processo si era concluso
con pene inflitte a soldati e ufficiali che avevano raggiunto anche i 40 anni di
carcere, tanto da essere giudicato come un passo significativo in tema di
diritti umani nella storia di questo tormentato paese. La sconcertante
decisione della Corte Costituzionale � stata presa sulla base di una legge di
amnistia che dichiara non pi� condannabili alcuni reati commessi durante la
guerra civile protrattasi dal 1960 al 1996 e che ha ritenuto non valide le
testimonianze dei sopravvissuti alla strage. L'impunit� garantita ai soldati
accusati del massacro non solo � "scandalosa", come ha dichiarato alla Misna il
commissario presidenziale per i diritti umani Frank La Rue, ma sembra un preciso
avvertimento anche a tutti coloro che si occupano di diritti umani in Guatemala
ed un insulto alla memoria di Monsignor Gerardi, il vescovo ucciso per aver
pubblicato l'ampio documento "Guatemala Nunca Mas", nel quale la Chiesa
cattolica denunciava il genocidio delle popolazioni maya. Inoltre,
particolare da non sottovalutare, l'amnistia per i militari sembra quasi
avallare l'operazione sistematica denominata "tierra asada" perpetrata
dall'esercito durante i 36 anni di guerra civile e consistente, come nel caso
del villaggio di Dos Erres, nell'uccidere in modo indiscriminato la popolazione
per il suo presunto appoggio alla guerriglia. Per quanto il presidente
Berger persegua, in linea con la sua attivit� di imprenditore, una politica
apertamente liberista, la partecipazione di Rigoberta Mench� al suo governo nel
ruolo di ambasciatrice per la pace con delega speciale per la questione indigena
sembrava aver aperto una speranza in tema di diritti umani. Se il quotidiano
lavoro del Premio Nobel � dedicato ai desplazados, alle comunit� delle
popolazioni in resistenza e alla questione del risarcimento ai parenti delle
vittime della guerra civile, una buona parte degli omicidi finiscono ugualmente
per rimanere impuniti poich� una parte della nuova classe dirigente � comunque
rimasta legata ai personaggi che hanno governato il Guatemala durante il periodo
della guerra civile, e quindi le popolazioni maya vivono in uno stato di
insicurezza e nel continuo timore di una eventuale repressione nei loro
confronti.
David Lifodi
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