1) questa settimana @ c.s.a. pac� paciana
2) un po' di date future
3) con Dax nel cuore: corteo sabato 19/3 a Milano
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1)
Sabato 19 Marzo ore 23
elektro.gorazone party :: free tekno inside ::
:::::::::::........h23>8.........:::::::::
:............ elektro.gorazone ..........:
:::::::::::...freeTeknoInside....:::::::::
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:djsets: kosta + ant + stek + mlx + linda:
:livesets: ally + roccia :
:visuals : codec :
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2)
PROSSIMAMENTE
* ven 25 marzo - - BLISTERHEAD[punk oi! dalla svezia]
* sab 26 marzo - serata Nucleo Autonomo x il finanziamento di una
casa-famiglia in Bolivia
concerto con: LA ROSA TATUATA [rock da genova]
PAOLO BONFANTI [blues da genova]
CHEERS [ska da petosino]
* sab 2 aprile - THE OROBIANS
special guest: ROY PACI
a seguire: ska soundsystem con Alioscia dei CASINO' ROYALE
* dom 3 aprile - ore 17
spettacolo teatrale: TRA POCHI GIORNI E' NATALE su Pinelli. di Antonio
Carletti
* sab 9 aprile - - CULTURAL WARRIORS [reggae]
* sab 23 aprile - SOVVERSIONE [crossover]
special guests: MILITANT A / Assalti Frontali + LOU X
* dom 24 aprile - dalle 17 concerti con gruppi delle scuole
ore 22 LOS FASTIDIOS [punk oi! da vicenza]
LUMPEN [punk oi! da cosenza]
VECCHIO SCARPONE [local oi! heroes]
* ven 29 aprile - RADICI NEL CEMENTO [reggae da roma]
* sab 30 aprile - TRANSISTOR TRANSISTOR + altri
* sab 7 maggio - MASCARIMIRI' [musicanti dal salento]
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3) DAX VIVE NELLA LOTTA AL RAZZISMO
Il 16 marzo 2003: una notte nera per Milano. Una notte cominciata in via
Brioschi nel quartiere Ticinese, dove un gruppo di nazi-fascisti
aggredisce a coltellate alcuni compagni ferendone tre. Uno di loro,
Davide �Dax� rimane a terra, assassinato.
Gli amici e i compagni accorsi all�ospedale San Paolo per avere notizie
trovano ad aspettarli numerose pattuglie di polizia e carabinieri (tra cui
alcune del 3� battaglione Lombardia, noto per essersi distinto nei feroci
pestaggi del G8). La presenza delle forze dell�ordine � pressante e
provocatoria e presto sfocia in brutali cariche sia all�interno che
all�esterno del pronto soccorso. I feriti si contano numerosi, colpiti in
faccia e in testa anche con armi �speciali� quali mazze da baseball
impugnate da carabinieri che colpiscono al grido �comunisti di merda vi
ammazziamo tutti�� .
Una notte di lame, di sangue, di botte, di terrore. La notte in cui
abbiamo perso Dax.
Ricordiamo quei fatti perch� rimangano impressi nella memoria di tutti, ma
soprattutto per non dimenticare Dax. E' nostra convinzione che per farlo
vivere per sempre e sentirlo ancora al nostro fianco sia necessario
continuare oggi le battaglie a cui lui stesso si dedicava con passione, e
che rendere onore alla sua memoria non significhi limitarsi a commemorare
la sua persona ma perseverare nell�antirazzismo, nell�antifascismo e nelle
lotte sociali.
Il 16 marzo dell�anno scorso ricordare Dax ha voluto dire lottare per la
casa, denunciare quella speculazione edilizia che dilaga nei nostri
quartieri e praticare la necessit� della riappropriazione diretta,
occupando uno stabile in viale Umbria. Un�occupazione durata circa una
settimana e subito seguita dall�arresto di quattro antifascisti impegnati
nelle mobilitazioni di quei giorni. Il mandato di cattura fu riferito ad
un fatto risalente a due mesi prima: l'allontanamento di quattro
neofascisti da un treno di manifestanti. L�accusa falsa e pretestuosa che
viene formulata � �rapina�, un capo d�imputazione che sta costando mesi di
detenzione preventiva fatta di carcere, trasferimenti, arresti domiciliari
e libert� vigilata. Sulla base di questo pretestuoso episodio si �
prodotta una montatura giudiziaria che cerca di criminalizzare una parte
attiva del movimento milanese. Dopo quasi un anno questa persecuzione vede
ancora compagni costretti al rientro serale o con l'obbligo di firma.
Amara coincidenza vuole che proprio il 16 marzo di quest'anno, nel secondo
anniversario della morte di Dax, il tribunale di Genova emetter� la
sentenza di primo grado. E cos� attendiamo il verdetto preparandoci ad
affrontarne l�esito. In questi mesi, impianti accusatori analoghi sono
stati riproposti a carico di diversi compagni in tutta Italia, come nel
caso di Torino dove vi sono accuse di rapina per aver allontanato dal
corteo del primo maggio alcuni furbi provocatori berlusconiani, cos� come
sempre di rapina si parla per le spese sociali avvenute a Roma qualche
tempo fa. Un ulteriore segnale a riprova del fatto che � in corso una
trasformazione nel registro delle politiche di repressione e controllo. La
svolta autoritaria nelle forme di dominio possiede un ampio raggio
d�azione. Arriva a colpire anche i detenuti politici e comuni rinchiusi
nelle carceri di Biella, Sulmona e Opera con un drastico inasprimento
delle condizioni detentive, e poi l'applicazione della sorveglianza
speciale per 1 anno perche' �socialmente pericoloso�, come � successo ad
un compagno di Milano o nelle strade delle nostre citt� attraverso la
militarizzazione dei territori, la video sorveglianza o le campagne
securitarie.
E se alcuni di noi sono stati costretti ad attraversare il mondo
carcerario a causa di qualche procura fraudolenta, condividendo tale
condizione con i molti fratelli e sorelle migranti detenuti, ascoltando le
loro storie di vite senza diritti abbiamo maturato uno stimolo in pi� per
dedicare le giornate di marzo alla lotta contro il razzismo.
A partire sicuramente dalla battaglia per l�abolizione della legge
razzista Bossi � Fini, senza ritornare all' altrettanto razzista
Turco-Napolitano. Infatti la Bossi Fini smaschera e rende evidente come le
leggi sull�immigrazione dai paesi Europei non siano altro che leggi di
gestione e organizzazione del mercato del lavoro, che tramite le
�barriere� e i �vincoli� imposti agli stranieri edificano una differenza
sistematica fra lavoratori italiani e stranieri nel tentativo di privare
questi ultimi della bench� minima possibilit� di far valere i propri
diritti.
La legge Bossi Fini presuppone un lavoratore �usa e getta�, il cui vincolo
di permanenza nel nostro paese � l�utilit� del suo lavoro, Finita la
possibilit� di un contratto di lavoro regolare finisce la possibilit� di
stare nella �legalit��, infatti l�effetto perverso di questa legge �
quello di produrre un enorme bacino di lavoratori �clandestini� fruibili a
basso costo e zero diritti da padroni e padroncini, per i quali, nella
prima versione della legge, non veniva nemmeno prevista una �multa� nel
caso di assunzioni irregolari. La clandestinizzazione del lavoro � insomma
uno degli obiettivi principali di questa norma.
Queste leggi generano irregolarit�, clandestinizzazione� ma cosa succede
se ti trovano senza documenti, per strada per caso, o magari durante uno
dei raid notturni polizieschi per esempio in qualche campo Rom??
Immediatamente vieni spedito in un CPT, centro di permanenza temporanea,
una delle idee cardine della Legge Turco Napoletano.
Un CPT � peggio di un carcere, la sua esistenza viola qualsiasi legge
nazionale ed internazionale sui diritti degli uomini e delle donne. Queste
strutture che imprigionano per reati amministrativi sono gestite alla
merc� del pi� completo arbitrio da organismi poco raccomandabili come la
militare croce rossa italiana, asservita alle destre al potere. Difficile
� avere notizie su cosa succeda al suo interno, le poche notizie che
trapelano parlano di quotidiane vessazioni, abusi e maltrattamenti; per di
pi� le richieste di ingresso per monitorare la situazione vengono
sistematicamente ostacolate. Ci restano solo frammenti di racconti e
testimonianze di chi c�� stato, oppure il dramma delle rivolte interne che
in questi anni si sono succedute.
Per questo chiediamo la chiusura immediata dei CPT,moderni lager razziali
e rivendichiamo il diritto alla libera circolazione.
Oltre alla criminalizzazione dei lavoratori stranieri e al tentativo di
ridurli a pura merce usa e getta, le leggi sull�immigrazione, rendono
ancora pi� difficili i ricongiungimenti familiari e soprattutto il
riconoscimento di un reale diritto di asilo per i rifugiati politici, che
diventa sempre pi� un miraggio, soprattutto a seguito delle modifiche
operate dalla Legge Bossi Fini, che individuano nella crescita
esponenziale degli ultimi anni dei richiedenti asilo il �problema
dell�abuso delle istanze di asilo� e non lo spettro del dilagare delle
guerre
E se pure sei riuscito ad entrare in Italia, a non farti arrestare, a non
farti mettere in un CPT, a circolare per le strade senza paura di essere
espulso o arrestato, anche allora il ricatto continua sul fronte dei
diritti fondamentali come il lavoro e la casa.
Accedere all'edilizia popolare � prerogativa dei cittadini italiani,
dicono i partiti razzisti, come Lega Nord e Alleanza Nazionale; e se
riesci a trovare una casa in affitto � a prezzi esorbitanti perch� i
palazzinari fanno affari d'oro con gli stranieri.
Cos� anche per il diritto allo studio, per potere accedere a corsi
universitari devi avere un permesso di soggiorno con contratto di lavoro
di almeno un anno, o uno speciale per motivi di studio. Per qualsiasi
documento devi andare in questura, come se fossi sempre e comunque un
'problema d'ordine pubblico' , a fare code di ore e ore. Il diritto alla
casa, al lavoro, alla salute, ad un�istruzione, al reddito sono
universali. Sono un diritto di tutti, italiani, stranieri, marziani!!
In un contesto generale di peggioramento delle condizioni di vita e di
lavoro, di precarizzazione dell�esistenza e di frammentazione del tessuto
sociale, le istanze razziste si insinuano per fomentare le cosiddette
�guerre tra poveri�: canalizzare la rabbia nel risentimento contro chi �
�straniero� � utile per mettere in secondo piano i rapporti di
sfruttamento che accomunano tutti, italiani e migranti. Va sottolineato
che se da un lato i problemi di precariet� e licenziamento riguardano
tutti i cittadini, per i migranti si sommano a quelli ancor pi� gravi
della clandestinit� coatta e dell�espulsione.
La resistenza all�intolleranza, alla repressione, alla fascistizzazione e
al revisionismo diffuso, deve riuscire a coinvolgere la rete dei soggetti
che si trovano ogni giorno a fare i conti con spazi di libert� sempre pi�
ristretti o negati. La lotta contro il razzismo deve significare anche
battersi contro il fascismo e contro tutti gli intolleranti che si
schierano a difesa dello sfruttamento e che dell�attacco ai migranti fanno
la propria bandiera. A questo proposito negli ultimi due anni abbiamo
assistito a una recrudescenza degli attacchi e delle provocazioni di
matrice nazifascista. In particolare a Milano, nell�agosto 2004 si
registra il fatto pi� grave: sempre in quartiere Ticinese, sei compagni di
Conchetta vengono accoltellati e feriti gravemente. Pi� recente � la
sequenza di attentati che hanno causato l�incendio prima del centro
sociale La Sede di Vigevano, poi del Paci Paciana a Bergamo, dell�O.R.So.
a Milano e del Magazzino 47 a Brescia. Episodi che evidenziano una linea
di continuit� ed un livello di organizzazione che si sta consolidando
anche grazie al regime di connivenza-impunit� instaurato da magistratura,
polizia, istituzioni, con l'ausilio di parte della stampa. Tra gli
obiettivi della violenza squadrista e intollerante vi sono compagni o
centri sociali, ma anche associazioni di immigrati, campi rom piuttosto
che singoli di cui spesso non si ha notizia.
Non va dimenticato, perch� centrale nella comprensione di questa fase
storica, che il 19 marzo sar� anche il lugubre anniversario dell�inizio
dei bombardamenti americani. Mentre a livello internazionale, sul �fronte
esterno�, la guerra globale permanente diventa l�aspetto principale della
difesa degli interessi economici del capitale, sul �fronte interno� le
provocazioni e le aggressioni, gli arresti e la repressione diventano
centrali nelle politiche sociali e di gestione della crisi che investe la
societ�. La propaganda bellicista del nemico internazionale per
giustificare stragi e occupazioni militari all�estero viaggia
parallelamente a quella che dipinge un fronte interno fatto di pericolose
culture politiche di opposizione e lotta, e di pericolosi stranieri che
devono essere tenuti controllati, confinati o espulsi per non nuocere.
Praticare l'opposizione contro questo clima sociale, ribellarsi alla
costrizione della paura, sottrarsi al ricatto del controllo sociale �
l�obiettivo comune di tutt* quell* che come Dax vogliono costruire e
difendere un progetto di societ� altra.
Vediamoci nelle strade di Milano in un corteo che porti in piazza la
rabbia della voglia di lottare, i colori, le lingue e le culture che
vorrebbero spaventare, i suoni e le parole che non potranno mai n�
controllare n� rinchiudere.
SABATO 19 MARZO ore 14.30 p.le Susa - Milano
per
* l'abolizione della legge bossi fini e l'abbandono della turco napolitano
* la chiusura immediata dei CPT
* la libera circolazione delle persone
* un reale diritto di asilo politico per i rifugiati
* il riconoscimento dei diritti fondamentali: casa, salute, istruzione,
lavoro e reddito
da Bergamo il c.s.a. pac� paciana organizza la partenza in treno verso il
corteo di milano: appuntamento sabato 19 marzo ore 12.30 c/o stazione FFSS
di Bergamo. per info: [EMAIL PROTECTED]
questo il calendario delle iniziative per ricordare Dax:
* Mercoledi' 16 marzo: al mattino presidio al tribunale di Genova per la
sentenza agli antifascisti milanesi sotto processo; dal tardo pomeriggio
in via Brioschi, Milano presidio con musiche e letture di Renato Sarti,
tratte da ''La nave fantasma'', proiezioni video, al termine corteo
* Venerdi' 18 marzo Serata benefit per la figlia di Dax @ Orso
* Sabato 19 marzo: Corteo antirazzista fino a Via Corelli per la chiusura
dei cpt
* 11:30 incontro pubblico/ conferenza stampa @ CSA Vittoria e partenza
alle 14 per il corteo
* Domenica 20 marzo: a Rozzano iniziative dal mattino per non dimenticare Dax
:::SMRT FAZISMU - SLOBODA NARODU:::
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*** C.S.A. Pac� Paciana via Grumello 61/c 24100 Bergamo ***
* tel/fax ++39-035-4373217
* e mail: [EMAIL PROTECTED]
* sito: www.ecn.org/paciana
16.03.003 con Dax nel cuore ["Rassegnazione � paura e complicit� / Contro
la rassegnazione pensare l'impensabile / Contro la paura imparare il coraggio /
Cospirare vuol dire respirare insieme"]
"Per noi c'� solo una parola degna e una azione conseguente di fronte a
questa guerra.
La parola no e l'azione ribelle.
Per questo dobbiamo dire no alla guerra!
Un no senza condizioni ne' per�.
Un no senza mezze tinte.
Un no senza grigi che lo macchiano.
Un no con tutti i colori che dipingono il mondo.
Un no chiaro, tondo, contundente, definitivo, mondiale.
Tratto dal saluto all'Italia ribelle dell'EZLN"
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ritiene opportune, pertanto non esiste alcun "filtro" ai messaggi che circolano
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