grazie a nicola molto eloquente

>-- Messaggio Originale --
>To: [email protected]
>From: Nicola <[EMAIL PROTECTED]>
>Date: Sun, 20 Mar 2005 10:15:24 +0100
>Subject: [BgSF] Il delirio dell'olio di colza
>Reply-To: Mailing list post BgSF <[email protected]>
>
>
>Il delirio dell'olio di colza
>Chi lo fa e chi no...
>  Essere disinformati costa molti soldi e fa vivere male molta gente.
>
>  Cari lettori, vorrei porre la questione morale. Anzi la questione
>mentale.
>  In questi giorni ho sperimentato direttamente il livello di disturbo
>mentale di cui soffrono in primo luogo i mass media e in generale il
>popolo italico.
>  Scoppia il caso biodiesel, e, come per incanto, ricevo un mucchio di
>telefonate da parte di giornalisti che mi chiedono di parlare del
>nostro distributore di biodiesel. Il primo d'Italia.
>  E io mi diverto a rispondere: "Ma come non ha letto i nostri
>comunicati stampa? Non segue i nostri siti internet? Legge solo le
>agenzie di stampa autorizzate?"
>  Provo un certo gusto a dire: "Guardi, il distributore non l'abbiamo
>aperto in questi giorni ma cinque anni fa. E l'abbiamo chiuso piu' di
>due anni fa perche' il governo Berlusconi ha vietato il biodiesel.
>Abbiamo fatto proteste, raccolto firme..."
>  Ed ecco il cronista che non ci puo' credere: "Ma come l'hanno vietato?
>
>Hanno vietato il biodiesel?"
>  Non ne sanno niente.
>  "Si', siamo l'unico paese d'Europa. L'Unione Europea ha praticamente
>liberalizzato la vendita ma l'Italia ha chiesto di essere esclusa dal
>provvedimento. Poi il governo ha deciso di vietare la vendita al
>pubblico del pericoloso carburante.
>  Se va su www.cacaoonline.it trova tutta la storia dall'inizio..."
>  Praticamente c'e' da chiedersi a quanti sia arrivata notizia della
>nostra campagna sull'olio di colza... Proprio pochi...
>  Unica consolazione e' che ormai sono centinaia di migliaia gli
>italiani che non si fanno fregare e mettono olio di semi comprato nei
>supermercati Lidl a 0,65 euro il litro.
>  Tutti i discorsi sono serviti a poco e tuttavia, in barba a tutti i
>giornalisti audiolesi, a tutte le censure e i sabotaggi, le idee giuste

>sono andate avanti.
>  E crediamo che molti consumatori di olio di semi abbiano provato
>soddisfazione vedendo che oggi tutti si accorgono di quello che stanno
>facendo ormai da anni. Chissa' quanti sono stati derisi perche'
>mettevano l'olio nel serbatoio: "Vedrai che ti scoppia il motore!"
>  Adesso mi avvicinano al bar e mi chiedono: "Senti, ma e' vera questa
>storia che metti l'olio nel serbatoio?"
>  "Si', lo faccio da cinque anni e se tu facevi come me a questo punto
>avevi risparmiato i soldi per farti una vacanza alle Seychelles, ma e'
>meglio cosi', perche' sei sfigato dentro e sicuramente ti facevi la
>vacanza quando c'era lo Tzunami ed eri gia' morto."
>  Si', lo ammetto, ho un piacere rabbioso a far notare a questi
>disinformati per vocazione che la loro incapacita' di fare attenzione
>gli ha causato danni enormi.
>  Sono loro, la massa amorfa di quelli che non ascoltano, la zavorra
>dell'Italia.
>  Ed e' ora di dirlo che oggi la capacita' di agire seguendo schemi
>diversi e' lo spartiacque della qualita' della vita di tutti.
>  Chi ha ascoltato Beppe Grillo non si e' fatto fregare dalla Parmalat.
>  Chi ha ascoltato Cacao sul risparmio etico e il boicottaggio non ha
>comprato Enron e bond argentini.
>  Chi ha letto come funziona la ricerca sul tumore sa che, se si ammala,
>
>deve iscriversi a un protocollo di ricerca, ottenendo cosi' che il
>proprio tumore venga identificato. Se non ti iscrivi nei protocolli ti
>danno la cura standard. Se sei dentro ti danno la cura specifica per il

>tuo tumore. La differenza e' l'80% di sopravvivenza.
>  E se il tuo problema e' che ti hanno perduto i bagagli e stai
>bestemmiando in aeroporto, hai grande vantaggio se hai letto la sintesi

>delle istruzioni di una nota compagnia aerea ai caposcalo che abbiamo
>pubblicato due anni fa. Il caposcalo deve recarsi presso l'orda dei
>passeggeri imbestialiti. Ascoltare per cinque minuti in silenzio tutte
>le proteste e individuare cosi' i capopolo. Quindi proporre loro di
>appartarsi in un'altra stanza ("Cosi' parliamo meglio") e dare loro
>tutto quello che vogliono. Anche piu' del dovuto. E promettere che si
>fara' lo stesso con gli altri. Cosi' si liquidano i ribelli. E poi ai
>pecoroni non di dara' niente. Tanto non hanno i coglioni per fare
>qualche cosa. Sono gentucola che non si espone, non si sbatte, non
>partecipa. Peggio per loro!
>  C'e' chi va in vacanza in posti inquinati e affollati quanto una
>citta' e passa meta' della vacanza in coda e chi no. C'e' chi compra le

>camice da 100 euro al figlio e chi gli paga una vacanza a Londra per
>imparare l'inglese. C'e' chi gioca con i figli e chi gli compra solo
>videogames.
>  C'e' chi ingurgita sonniferi, tranquillanti, antidepressivi e chi
>cerca di farsi nuovi amici. C'e' chi continua a piangere per un lutto
>anche a dieci anni di distanza e chi cerca di rifarsi una vita. C'e'
>chi va per terra e non si rialza mai piu' e chi, con fatica, cerca di
>capire i propri errori. C'e' chi sbadiglia, si gratta, si stiracchia,
>scambia massaggi e chi non fa niente di tutto questo perche' e'
>sconveniente.
>  C'e' chi legge libri divertenti e guarda film comici e chi consuma
>solo prodotti violenti e terrificanti. C'e' chi coltiva hobby, impara
>cose nuove, sperimenta cibi sconosciuti, prova nuove posizioni. C'e'
>chi fa i conti con l'idea della morte e chi cerca di non pensarci.
>  C'e' chi ogni tanto ammette di sbagliare e chi non sbaglia mai.
>  C'e' chi ogni tanto cerca di non prendere le cose con pesantezza e chi
>
>passa la giornata a parlare male degli altri.
>  C'e' chi continua ad avvelenare i propri figli con la bistecchina agli
>
>ormoni, c'e' chi accetta di venire separato dal figlio subito dopo il
>parto. C'e' chi dorme insieme ai bambini piccoli e chi preferisce farli

>dormire da soli fin da neonati e poi si stupisce se piangono per tutta
>la notte.
>  C'e' chi allatta e chi no, anche se potrebbe.
>  C'e' chi fa l'amore tre volte la settimana e chi tre volte l'anno.
>  C'e' chi ogni tanto fa una passeggiata mano nella mano con qualcuno e

>chi ha deciso che non vuole piu' innamorarsi.
>  E c'e' chi, addirittura, accetta di vivere con una persona che non ama
>
>perche' "conviene".
>  C'e' chi ha ancora speranze e chi ha solo rancori.
>  C'e' chi sogna un mondo migliore e chi ha smesso di dormire per non
>avere incubi.
>  C'e' chi quando si ammala partecipa al processo di cura, si informa,
>cambia abitudini, sogna di guarire e chi aspetta passivamente le
>medicine del dottore (o l'infuso del mago). E' risaputo che chi
>partecipa emotivamente e intellettualmente alla cura, diventa soggetto
>del proprio mantenersi vivo, ha molte piu' probabilita' di guarire. Ma
>questo e' il meno, prima o poi dobbiamo morire tutti, ma chi vive
>passivamente non riesce a affrontare la morte in nessun modo che vada
>al di la' del terrore e della disperazione.
>  C'e' chi invece e' disposto a imparare che bisogna morire e magari,
>prima, prova a non sprecare l'esistenza.
>  C'e' chi vive a Milano e campa sei anni meno di chi vive a Macerata.
>  C'e' chi cerca buone notizie, c'e' chi gode con quelle cattive.
>  C'e' chi fa il corteo per la pace e poi si compra le Nike, spreca
>calore, acqua e energia elettrica, dice che il commercio equo e
>solidale e' radical-chic e beve solo Coca Cola.
>  C'e' chi fa volontariato, isola la propria casa termicamente e cerca
>di diminuire il proprio contributo alla guerra per il petrolio e chi va

>al bar a dire che lui a Berlusconi altro che un treppiede gli avrebbe
>tirato.
>  C'e' chi cambia la propria vita e chi aspetta che gliela cambi Prodi.
>
>  La follia del sistema danneggia la gente e solo chi usa il cervello
>evita parte dei danni.
>  Si tratta di un vero e proprio stile di vita.
>  Oggi, per la prima volta nella storia del mondo, il fattore culturale

>ha un peso pari ai mezzi economici nel determinare la qualita' della
>vita.
>  Non parlo qui delle persone che sono vicine alla soglia di poverta'.
>Parlo dei milioni di italiani che hanno un tetto sulla testa, due pasti

>al giorno, l'auto, la lavatrice, internet e il cellulare.
>  Se questa gente che ne ha la possibilita' iniziasse a ragionare ne
>avrebbe un grande vantaggio individuale e l'Italia rinascerebbe.
>  Possiamo dire che non e' colpa loro, poverini, non hanno avuto le
>occasioni per imparare a ragionare. E' vero, non si puo' fargliene una
>colpa. Se nascevo in una famiglia diversa neanche io avrei saputo certe

>cose. Non e' un merito saperle, e' un caso. E certamente chi ha la
>fortuna di aver capito certe idee ha il dovere di cercare di
>comunicarle a chi e' stato meno fortunato.
>  Pero' dobbiamo iniziare a dirlo. C'e' chi ha la fortuna di sapere e
>chi no.
>  E questo fa la differenza nella vita piu' di una laurea, piu' di uno
>zio alla Regione. Dobbiamo dirglielo che la tv mente e partecipare ai
>quiz e fare sesso con le veline e i velini non e' il massimo della
>vita.
>  Dobbiamo dirglielo che ci fa tristezza vederli sprecare la loro vita,

>crescere figli senza amore, avvelenarsi con grande dispendio di mezzi,
>scegliere sempre la cosa piu' precotta. Mangiare il doppio delle
>medicine prescritte dal medico. Maciullarsi con decine di esami clinici

>e di radiografie inutili. Comprare sempre tutto al massimo del suo
>prezzo perche' gli acquisti collettivi "fanno povero".
>  Dobbiamo dirglielo che la loro vita e' priva di fascino perche' non
>sono loro a viverla.
>  Dobbiamo raccontargli di quanto e' diverso quando inizi a fare scelte,
>
>a capire che, in qualche modo, puoi influire sul tuo destino.
>  Spiegargli che e' vero che e' piu' duro, rischioso, a volte deludente,
>
>ma che comunque, prendere in mano la propria esistenza rende la vita
>appassionante, colorata, degna di essere vissuta.
>  Dobbiamo fargli capire che esiste l'onore di aver vissuto, di aver
>lottato, di essersi applicati con passione a un mestiere (la
>professionalita'!!!) e averlo usato per costruire qualcosa.
>  Pero', perdonatemi, a volte, dopo anni che continui a ripetere ovunque
>
>(tv, radio, giornali, internet, libri) le stesse identiche cose e ti
>accorgi che davvero in pochissimi hanno capito, ti viene da urlare e da

>dire: ma cazzo, gente, aprite le orecchie. State vivendo come polli in
>batteria! Svegliatevi! Fate qualche cosa!
>  Convincetevi che esistete veramente.
>  E questa che state buttando nel cesso e' la vostra unica vita!
>
>
>PS: Visto che fai parte dell'infima minoranza che arriva a leggere i
>miei articoli fino in fondo vorrei ricordarti che c'e' la petizione per

>Prodi sull'ambiente da firmare su www.politicando.altervista.org .
>  Inoltre sulla home di Alcatraz trovi un piccolo viaggio guidato
>(disegnato) nella Citta' Segreta: 5 minuti di benessere mentale. Spero.
>  Rompo le scatole con questa Citta' Segreta perche' e' un tentativo che
>
>mi sembra molto "strano". Ma sembra inizi a funzionare visto che 566
>persone sono arrivate fino all'area forum. Ripongo in effetti molte
>speranze (o illusioni?) sulle possibilita' di questo gioco. Da una
>parte e' proprio una cosa diversa, quasi un nuovo media tra fumetto,
>pittura, videogioco e scrittura. E questo lo trovo molto appassionante
>(e ho cercato di mostrarlo in questa presentazione che trovi su
>alcatraz.it) D'altra parte il gioco contiene racconti e meccaniche che
>abbiamo inventato per portare avanti il discorso fatto in questo
>articolo in un modo "artistico" e "emotivo".
>  La Citta' Segreta ha a che fare con il fatto che quando riempio la mia
>
>auto di olio di semi e poi annuso la puzza di pop corn che esce dal
>tubo di scappamento sento che questo gesto ha un valore scaramantico e
>incide con l'immagine che ho di me e della mia "fortuna". Creare una
>Citta' Segreta che e' un gioco che di per se' seleziona la tipologia di

>esseri umani che si divertono a farlo. E potrebbe diventare un modo
>efficiente per raggruppare in una comunita' virtuale ma realmente
>solidale e collaborativa quelli che "pensano strano".
>  La mia sensazione di pelle e' che la Citta' Segreta sia un gesto
>scaramantico al quale stanno ormai partecipando centinaia di persone.
>  La Citta' Segreta e' una cosa che sento positiva. Mi piace che ci sia,
>
>come mi piace la luce calda delle lampade ad alto risparmio.
>  Chi e' su questa lunghezza d'onda mi capira'...
>  La Citta' Segreta e' il contributo mio e di Eleonora Albanese (la
>donna dei miei sogni) alla fortuna del mondo. Come e' un contributo
>alla positivita' del mondo qualunque nuovo gioco che contenga semi di
>divertimento allegro e di sogni zen (e non stragi paranoiche da
>"sparatutto").
>  La Citta' Segreta esiste veramente. La stiamo costruendo anche per te.
>  Vieni a dare un'occhiata. http://www.alcatraz.it/presen/prese1.html�
>
>Jacopo Fo
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