In risposta al messaggio sulla morte di Papa Giovanni Paolo II, dove si evidenziano solo i presunti erori commessi nei suoi 26 anni ed oltre di papato, vorrei dirVi con franchezza che anche un papa commette degi errori, come ogni persona, ma la sua grandezza va valutata nella globalit� della sua persona e dell'opera da lui svolta.
Ma per questo basta osservare l'evidenza, quello che ha compiuto in questi 26 anni di papato, dal suo contributo alla caduta dei regimi dell'Est Europeo, alla severa critica del capitalismo, alla difesa dei pi� deboli, all'opposizione alle guerre.......
Queste e molte altre le sue opere terrene...


C'� poi l'aspetto legato alla fede: con serenit� mi sento di affermare che se pur in talune occasioni non sono stato in accordo con le sue decisioni, (ma chi � mai d'accordo in toto con qualcun altro?..),
ritengo che questo papa sia stato uno dei pi� grandi uomini di fede della storia, la sua grandezza come uomo di fede lo pone per me e per tanti altri al di fuori dei normali schemi terreni di contrapposizione politico-ideologica per metterlo su un altare di santit�.


Vi invio anche il suo testamento come occasione di riflessione..

Cordiali saluti.



* **IL TESTAMENTO DEL PAPA TOTUS TUUS
*

"Totus Tuus ego sum Nel Nome della Santissima Trinit�. Amen". Inizia
cos� il testo del testamento del papa Giovanni Paolo II in data 6 marzo
1979 con le aggiunte successive.
"Vegliate, perch� non sapete in quale giorno il Signore vostro verr�"
(cf. Mt 24, 42) - queste parole mi ricordano l'ultima chiamata, che
avverr� nel momento in cui il Signore vorr�. Desidero seguirLo e
desidero che tutto ci� che fa parte della mia vita terrena mi prepari a
questo momento. Non so quando esso verr�, ma come tutto, anche questo
momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus.
Nelle stesse mani materne lascio tutto e Tutti coloro con i quali mi ha
collegato la mia vita e la mia vocazione. In queste Mani lascio
soprattutto la Chiesa, e anche la mia Nazione e tutta l'umanit�.
Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera,
affinch� la Misericordia di Dio si mostri pi� grande della mia debolezza
e indegnit�.
Durante gli esercizi spirituali ho riletto il testamento del Santo Padre
Paolo VI. Questa lettura mi ha spinto a scrivere il presente testamento.
Non lascio dietro di me alcuna propriet� di cui sia necessario disporre.
Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di
distribuirle come apparir� opportuno. Gli appunti personali siano
bruciati. Chiedo che su questo vigili don Stanislao, che ringrazio per
la collaborazione e l'aiuto cos� prolungato negli anni e cos�
comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti invece, li lascio nel cuore
davanti a Dio stesso, perch� � difficile esprimerli.
Per quanto riguarda il funerale, ripeto le stesse disposizioni, che ha
dato il Santo Padre Paolo VI. (qui nota al margine: il sepolcro nella
terra, non in un sarcofago, 13.3.92)."Apud Dominum misericordia et
copiosa apud Eum redemptio". Segue la firma e la data e poi un'aggiunta
del 5 marzo 1990: "Dopo la morte chiedo Sante Messe e preghiere".

Poi un foglio senza data: "Esprimo la pi� profonda fiducia che, malgrado
tutta la mia debolezza, il Signore mi conceder� ogni grazia necessaria
per affrontare secondo la Sua volont� qualsiasi compito, prova e
sofferenza che vorr� richiedere dal Suo servo, nel corso della vita. Ho
anche fiducia che non permetter� mai che, mediante qualche mio
atteggiamento: parole, opere o omissioni, possa tradire i miei obblighi
in questa santa Sede Petrina.

"Anche durante questi esercizi spirituali - si legge in data degli
esercizi spirituali 24 febbraio-3 marzo 1980 - ho riflettuto sulla
verit� del Sacerdozio di Cristo nella prospettiva di quel Transito che
per ognuno di noi � il momento della propria morte. Del congedo da
questo mondo - per nascere all'altro, al mondo futuro, segno eloquente
(aggiunto sopra: decisivo) � per noi la Risurrezione di Cristo.
Ho letto dunque la registrazione del mio testamento dell'ultimo anno,
fatta anch'essa durante gli esercizi spirituali - l'ho paragonata con il
testamento del mio grande Predecessore e Padre Paolo VI, con quella
sublime testimonianza sulla morte di un cristiano e di un papa - e ho
rinnovato in me la coscienza delle questioni, alle quali si riferisce la
registrazione del 6.III. 1979 preparata da me (in modo piuttosto
provvisorio).
Oggi desidero aggiungere ad essa solo questo, che ognuno deve tener
presente la prospettiva della morte. E deve esser pronto a presentarsi
davanti al Signore e al Giudice - e contemporaneamente Redentore e
Padre. Allora anche io prendo in considerazione questo continuamente,
affidando quel momento decisivo alla Madre di Cristo e della Chiesa -
alla Madre della mia speranza. I tempi, nei quali viviamo, sono
indicibilmente difficili e inquieti. Difficile e tesa � diventata anche
la via della Chiesa, prova caratteristica di questi tempi - tanto per i
Fedeli, quanto per i Pastori. In alcuni Paesi (come p.e. in quello di
cui ho letto durante gli esercizi spirituali), la Chiesa si trova in un
periodo di persecuzione tale, da non essere inferiore a quelle dei primi
secoli, anzi li supera per il grado della spietatezza e dell'odio.
Sanguis martyrum - semen christianorum. E oltre questo - tante persone
scompaiono innocentemente, anche in questo Paese in cui viviamo...
Desidero ancora una volta totalmente affidarmi alla grazia del Signore.
Egli stesso decider� quando e come devo finire la mia vita terrena e il
ministero pastorale. Nella vita e nella morte Totus Tuus mediante
l'Immacolata. Accettando gi� ora questa morte, spero che il Cristo mi
dia la grazia per l'ultimo passaggio, cio� la [mia] Pasqua. Spero anche
che la renda utile anche per questa pi� importante causa alla quale
cerco di servire: la salvezza degli uomini, la salvaguardia della
famiglia umana, e in essa di tutte le nazioni e dei popoli (tra essi mi
rivolgo anche in modo particolare alla mia Patria terrena), utile per le
persone che in modo particolare mi ha affidato, per la questione della
Chiesa, per la gloria dello stesso Dio.
Non desidero aggiungere niente a quello che ho scritto un anno fa - solo
esprimere questa prontezza e contemporaneamente questa fiducia, alla
quale i presenti esercizi spirituali di nuovo mi hanno disposto". Dopo
la firma segue "Totus Tuus ego sum".

Il 3 marzo 1982 si legge: "Nel corso degli esercizi spirituali di
quest'anno ho letto (pi� volte) il testo del testamento del 6.III.1979.
Malgrado che tuttora lo consideri come provvisorio (non definitivo), lo
lascio nella forma nella quale esiste. Non cambio (per ora) niente, e
neppure aggiungo, per quanto riguarda le disposizioni in esso contenute.
L'attentato alla mia vita il 13.V.1981 in qualche modo ha confermato
l'esattezza delle parole scritte nel periodo degli esercizi spirituali
del 1980 (24.II - 1.III) Tanto pi� profondamente sento che mi trovo
totalmente nelle Mani di Dio - e resto continuamente a disposizione del
mio Signore, affidandomi a Lui nella Sua Immacolata Madre (Totus Tuus)".

E il 5 marzo 1982 aggiunge "In connessione con l'ultima frase del mio
testamento del 6.III 1979 (: "Sul luogo /il luogo cio� del funerale/
decida il Collegio Cardinalizio e i Connazionali") - chiarisco che ho in
mente: il metropolita di Cracovia o il Consiglio Generale
dell'Episcopato della Polonia - al Collegio Cardinalizio chiedo intanto
di soddisfare in quanto possibile le eventuali domande dei su elencati".

Il 1 marzo 1985 (nel corso degli esercizi spirituali) si legge "Ancora -
per quanto riguarda l'espressione "Collegio Cardinalizio e i
Connazionali": il "Collegio Cardinalizio" non ha nessun obbligo di
interpellare su questo argomento "i Connazionali"; pu� tuttavia farlo,
se per qualche motivo lo riterr� giusto". E la firma � una sigla "JPII".

Si salta poi agli esercizi spirituali dell'anno giubilare 2000 che si
svolgono dal 12 al 18 marzo.
"Quando nel giorno 16 ottobre 1978 il conclave dei cardinali scelse
Giovanni Paolo II, - vi si legge - il Primate della Polonia Card. Stefan
Wyszynski mi disse: "Il compito del nuovo papa sar� di introdurre la
Chiesa nel Terzo Millennio". Non so se ripeto esattamente la frase, ma
almeno tale era il senso di ci� che allora sentii. Lo disse l'Uomo che �
passato alla storia come Primate del Millennio. Un grande Primate. Sono
stato testimone della sua missione, del Suo totale affidamento. Delle
Sue lotte: della Sua vittoria. "La vittoria, quando avverr�, sar� una
vittoria mediante Maria" - queste parole del suo Predecessore, il card.
August Hlond, soleva ripetere il Primate del Millennio.
In questo modo sono stato in qualche maniera preparato al compito che il
giorno 16 ottobre 1978 si � presentato davanti a me. Nel momento in cui
scrivo queste parole, l'Anno giubilare del 2000 � gi� una realt� in
atto. La notte del 24 dicembre 1999 � stata aperta la simbolica Porta
del Grande Giubileo nella Basilica di San Pietro, in seguito quella di
San Giovanni in Laterano, poi di Santa Maria Maggiore - a capodanno, e
il giorno 19 gennaio la Porta della Basilica di San Paolo "fuori le
mura". Quest'ultimo avvenimento, per via del suo carattere ecumenico, �
restato impresso nella memoria in modo particolare.
2. A misura che l'Anno Giubilare 2000 va avanti, di giorno in giorno si
chiude dietro di noi il secolo ventesimo e si apre il secolo
ventunesimo. Secondo i disegni della Provvidenza mi � stato dato di
vivere nel difficile secolo che se ne sta andando nel passato, e ora
nell'anno in cui l'et� della mia vita giunge agli anni ottanta
("octogesima adveniens"), bisogna domandarsi se non sia il tempo di
ripetere con il biblico Simeone "Nunc dimittis".
Nel giorno del 13 maggio 1981, il giorno dell'attentato al Papa durante
l'udienza generale in Piazza San Pietro, la Divina Provvidenza mi ha
salvato in modo miracoloso dalla morte. Colui che � unico Signore della
vita e della morte Lui stesso mi ha prolungato questa vita, in un certo
modo me l'ha donata di nuovo. Da questo momento essa ancora di pi�
appartiene a Lui. Spero che Egli mi aiuter� a riconoscere fino a quando
devo continuare questo servizio, al quale mi ha chiamato nel giorno 16
ottobre 1978. Gli chiedo di volermi richiamare quando Egli stesso vorr�.
"Nella vita e nella morte apparteniamo al Signore... siamo del Signore"
(cf. Rm 14, 8). Spero anche che fino a quando mi sar� donato di compiere
il servizio Petrino nella Chiesa, la Misericordia di Dio voglia
prestarmi le forze necessarie per questo servizio.
3. Come ogni anno durante gli esercizi spirituali ho letto il mio
testamento del 6.III.1979. Continuo a mantenere le disposizioni
contenute in esso. Quello che allora, e anche durante i successivi
esercizi spirituali � stato aggiunto costituisce un riflesso della
difficile e tesa situazione generale, che ha marcato gli anni ottanta.
Dall'autunno dell'anno 1989 questa situazione � cambiata. L'ultimo
decennio del secolo passato � stato libero dalle precedenti tensioni;
ci� non significa che non abbia portato con s� nuovi problemi e
difficolt�. In modo particolare sia lode alla Provvidenza Divina per
questo, che il periodo della cos� detta "guerra fredda" � finito senza
il violento conflitto nucleare, di cui pesava sul mondo il pericolo nel
periodo precedente.
4. Stando sulla soglia del terzo millennio "in medio Ecclesiae",
desidero ancora una volta esprimere gratitudine allo Spirito Santo per
il grande dono del Concilio Vaticano II, al quale insieme con l'intera
Chiesa - e soprattutto con l'intero episcopato - mi sento debitore. Sono
convinto che ancora a lungo sar� dato alle nuove generazioni di
attingere alle ricchezze che questo Concilio del XX secolo ci ha
elargito. Come vescovo che ha partecipato all'evento conciliare dal
primo all'ultimo giorno, desidero affidare questo grande patrimonio a
tutti coloro che sono e saranno in futuro chiamati a realizzarlo. Per
parte mia ringrazio l'eterno Pastore che mi ha permesso di servire
questa grandissima causa nel corso di tutti gli anni del mio pontificato.
"In medio Ecclesiae"... dai primi anni del servizio vescovile - appunto
grazie al Concilio - mi � stato dato di sperimentare la fraterna
comunione dell'Episcopato. Come sacerdote dell'Arcidiocesi di Cracovia
avevo sperimentato che cosa fosse la fraterna comunione del presbiterio
- il Concilio ha aperto una nuova dimensione di questa esperienza.
5. Quante persone dovrei qui elencare! Probabilmente il Signore Dio ha
chiamato a S� la maggioranza di esse - quanto a coloro che ancora si
trovano da questa parte, le parole di questo testamento li ricordino,
tutti e dappertutto, dovunque si trovino.
Nel corso di pi� di vent'anni da cui svolgo il servizio Petrino "in
medio Ecclesiae" ho sperimentato la benevola e quanto mai feconda
collaborazione di tanti Cardinali,
Arcivescovi e Vescovi, tanti sacerdoti, tante persone consacrate -
Fratelli e Sorelle - infine di tantissime persone laiche, nell'ambiente
curiale, nel Vicariato della Diocesi di Roma, nonch� fuori di questi
ambienti. Come non abbracciare con grata memoria tutti gli Episcopati
nel mondo, con i quali mi sono incontrato nel succedersi delle visite
"ad limina Apostolorum"! Come non ricordare anche tanti Fratelli
cristiani - non cattolici! E il rabbino di Roma e cos� numerosi
rappresentanti delle religioni non cristiane! E quanti rappresentanti
del mondo della cultura, della scienza, della politica, dei mezzi di
comunicazione sociale!
6. A misura che si avvicina il limite della mia vita terrena ritorno con
la memoria all'inizio, ai miei Genitori, al Fratello e alla Sorella (che
non ho conosciuto, perch� mor� prima della mia nascita), alla parrocchia
di Wadowice, dove sono stato battezzato, a quella citt� del mio amore,
ai coetanei, compagne e compagni della scuola elementare, del ginnasio,
dell'universit�, fino ai tempi dell'occupazione, quando lavorai come
operaio, e in seguito alla parrocchia di Niegowic, a quella cracoviana
di S. Floriano, alla pastorale degli accademici, all'ambiente... a tutti
gli ambienti... a Cracovia e a Roma... alle persone che in modo speciale
mi sono state affidate dal Signore.
A tutti voglio dire uno sola cosa: "Dio vi ricompensi"

GIOVANNI PAOLO II

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