-----Messaggio originale-----
Da: Annamaria Pontoglio <[EMAIL PROTECTED]>
A: EZLN-IT <[EMAIL PROTECTED]>
Data: domenica 10 aprile 2005 15.18
Oggetto: [ez:] Il Congresso toglie l'immunit� a Lopez Obrador - Il Manifesto
9.4.2005


>IL MANIFESTO 9 APRILE 2005
>
>Messico, giocata killer Fox-Pri
>
>Il Congresso toglie l'immunit� a Lopez Obrador,
>candidato presidenziale favorito.
>
>GIANNI PROIETTIS
>CITTA' DEL MESSICO
>Definita "una frattura storica" e "un colpo di stato
>preventivo", la votazione di gioved� scorso, con cui
>il Congresso messicano ha tolto l'immunit� al sindaco
>di Citt� del Messico, Andr�s Manuel Lopez Obrador -
>360 voti contro 127 - apre scenari inquietanti e
>precipita il paese in una crisi politica di
>eccezionale gravit�. Con questa decisione, orchestrata
>dal governo Fox e dal suo partito - il Pan, Partido de
>Accion Nacional - con la complicit� del Pri - il
>Partido Revolucionario Institucional scalzato dalla
>presidenza ma non dal potere nel 2000 -, si pretende
>di escludere AMLO, il popolarissimo sindaco della
>capitale, dalle elezioni presidenziali del luglio
>2006. Elezioni in cui, secondo tutte le inchieste,
>sarebbe il candidato con pi� possibilit� di successo.
>Ordita per un anno nell'oscurit� dai settori pi�
>reazionari del Pan e dalle frange pi� corrotte del
>Pri, la conventio ad excludendum ha un padrino
>d'eccezione: l'ex-presidente Carlos Salinas de
>Gortari, che continua a influire pesantemente, dal suo
>autoesilio in Irlanda, sulla politica e la finanza
>messicana.
>
>L'imputazione che porter� Lopez Obrador, uno dei
>fondatori ed ex-presidente del Prd, il Partido de la
>Revoluci�n Democr�tica, di centro-sinistra, davanti a
>un giudice ordinario � chiaramente pretestuosa. Lo si
>accusa di non aver rispettato una sentenza che
>ordinava di sospendere la costruzione di una strada di
>accesso a un ospedale, la quale passava su terreni
>privati. Niente in confronto alle accuse - mai
>arrivate in tribunale - di finanziamenti stranieri
>alla campagna elettorale di Fox. O ai sospetti di
>malversazione che gravano su Vamos Mexico!,
>un'organizzazione creata da Marta Fox, primera dama
>con ambizioni presidenziali. Niente ancora, in
>confronto allo scandalo di Pemex, la compagnia
>petrolifera dello stato che serviva da cassa
>elettorale del Pri. Ma abbastanza da provocare la
>perdita dei diritti politici del pi� popolare dei
>presidenziabili.
>
>E' stata proprio la crescente popolarit� di AMLO, che
>si � disimpegnato molto bene como sindaco della
>capitale pi� popolosa e problematica del mondo, a
>provocare il patto scellerato fra il Pri e il Pan,
>ansiosi di dividersi il potere in un clima di
>reciproca impunit�, senza nessun terzo incomodo di
>mezzo. Sulla stampa messicana, c'� gi� chi chiama
>"Prian" - Pri pi� Pan - questa nefasta diarchia, che
>in preda alla sua ossessione sta precipitando il paese
>in una pericolosa instabilit�. A niente sono servite
>le voci, anche autorevoli, che dall'estero cercavano
>di scongiurare la minaccia. Prima della votazione
>parlamentare di gioved�, il Washington Post ha
>avvertito che la decisione del desafuero avrebbe
>rappresentato "un disastro per il sistema politico
>messicano e forse per la sua stabilit� a lungo
>termine". E Wall Street, la grande finanza
>internazionale che il governo Fox compiace normalmente
>senza condizioni, si � mostrata molto preoccupata
>dagli sviluppi della situazione. I due maggiori
>partiti, soddisfatti da quella che sembra una classica
>vittoria di Pirro, non sembrano preoccuparsene.
>Evidentemente calcolano che con una dose misurata di
>repressione e la costosa propaganda televisiva gi� in
>atto riusciranno a controllare le inevitabili reazioni
>popolari e a scaricare uno sull'altro i costi poltici
>dell'operazione. Ma potrebbero avere sbagliato i
>conti. Nella sua autodifesa di fronte al Congresso,
>gioved�, Lopez Obrador ha accusato esplicitamente il
>governo del presidente Fox e la Corte suprema di aver
>tramato ed eseguito la sporca operazione che lo ha
>portato sul banco degli imputati e si � dichiarato
>completamente innocente. Prima di andare al palazzo di
>San Lazaro, sede del parlamento, AMLO era stato allo
>Zocalo, la storica piazza di Citt� del Messico, dove
>aveva convocato i suoi sostenitori per una
>manifestazione di protesta. Davanti a una folla di 350
>mila persone, ha fatto appello alla "resistenza civile
>e pacifica", ad agire con misura e moderazione, a non
>cadere in provocazioni e a costituirsi in comitati
>cittadini d'appoggio. A Roma, dove si trovava per le
>esequie del papa, il presidente Fox si lasciava andare
>a dichiarazioni tronfie e ipocrite del tipo "il
>desafuero dimostra che in Messico � la legge che
>prevale", forse senza rendersi conto che quella sua
>giocata, anzich� chiudere, ha aperto la partita. Una
>partita molto rischiosa.



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