Egregio Direttore,

Non posso che complimentarmi con Cristiano Gatti per l'ottimo articolo,
riflessione, scritto domenica 17 Aprile sul suo giornale.

L'agricoltura sta morendo, uccisa dai Centri Commerciali (dalla loro crescita
incontrollata e inarrestabile) e dall'urbanizzazione selvaggia.

Lo diciamo da tempo noi ambientalisti: la "Brebemi" non ha la funzione di
alleviare il traffico lungo l'asse Bergamo-Milano. Visto che i flussi di 
traffico
ci dicono che il 70% delle automobili e dei camion entrano in autostrada
(A4) solo da Seriate,il potenziamento dell'A4 e del trasporto pubblico
(soprattutto su ferro)sono la risposta al congestionamento. Non
un'autostrada che parte da Brescia efa breccia nei campi della bassa
bergamasca, stravolgendo un tessuto ancora fortemente agricolo con un
solo scopo: urbanizzare. L'esatto contrario di quanto dicono di voler
risolvere: il traffico.

E cos� nuovi centri commerciali sorgono lungo l'asse Brebemi, espellendo
l'agricoltura dall'economia lombarda e amplificando i problemi di mobilit�
dei cittadini.

Andare a fare la spesa "in paese" sar� sempre pi� difficile. I negozi di
piccole, e medie, dimensioni chiuderanno strangolati dalla concorrenza dei
centri commerciali e con loro muteranno radicalmente gli spazi e le
relazioni sociali. Non sar� semplice per un anziano comprare il pane e il
latte. E chi non � anziano, chi ha l'automobile, dovr� sprecare tempo e
inquinare sempre di pi� per fare la spesa. Alla faccia delle politiche anti
inquinamento e delle targhe alterne.

Alcuni mesi fa, durante un incontro con il tecnico incaricato dal Comune di
Dalmine di stendere il Piano del Commercio "appresi" che un supermercato
cittadino di medie dimensioni aiuta le altre attivit� commerciali: il cittadino
si reca in paese, nella zona commerciale, e li vi trova il supermercato e i
negozi intorno, il supermercato pi� o meno economico e i prodotti
specializzati e di qualit�. Un Centro Commerciale vero (Centro
Commerciale Naturale, viene chiamato), non un colosseo di pannelli
prefabbricati e vetro.

Il Centro Commerciale, invece, i piccoli negozi li uccide o li costringe al
trasferimento, svuotandole citt� e trasformandole, sempre pi�, in quartieri
dormitorio.

Al tecnico posi allora una domanda. Scusi ma perch� alloradovremmo
accettarenel PRG un'area commerciale di 40.000 mq sulla "strada delle
valli"? "E' il mercato" fu la risposta.

Nel dibattito sulle osservazioni al PRG, l'area commerciale lungo la Statale
Dalmine-Villa D'Alm� venne poi ridimensionata considerevolmente. Da
40.000 a circa 8.000 mq. di superfice lorda di pavimento, grazie
all'accoglimento parziale dell'osservazione che presentai insieme al
ConsigliereRenato Daminelli. Comunque troppi, a mio avviso.

Chi ha letto l'articolo di Cristiano Gatti, spero siano in molti, ha compreso
benissimo che, invece, non � "il mercato" a produrre questa crescita
smisurata dei grandi Centri Commerciali. Sono gli oneri di urbanizzazione e
l'ICI e, quindi, le scelte degli amministratori. I tagli del Governo (dei
Governi) ai trasferimenti per gli enti locali hanno anche questo effetto
collaterale. I Comuni cercano nuove forme di finanziamento e le trovano,
troppo facilmente,nella cementificazione del proprio territorio.

L'agricoltura, ma non solo, ne fa le spese. A subirne le conseguenze siamo
anche noi cittadini sempre pi� costretti a spostarci per qualsiasi esigenza
d'acquisto.

La liberalizzazione urbanistica voluta da Formigoni non aiuta certo gli
amministratori locali a scelte "capaci di futuro" e a resistere alla svendita
delterritorio per salvaguardare i servizicomunali (maa volte anche per
semplice megalomania...).

Siamo giunti al limite e la Regione Lombardia, ma anche la Provincia e i
Comuni bergamaschi non possono pi� sottrarsi dal dovere di "governare" il
territorio, impedendone la completa cementificazione e lo stravolgimento
degli usi e delle abitudini della nostra vita cittadina.

L'Eco di Bergamo pu� continuare a svolgere un importante ruolo in questo:
costringendo gli amministratori a discutere in specifici forum e con gli altri
mezzi che riterr� opportuno e, soprattutto, costringendoci a far seguire i
fatti alla propaganda. La propaganda � la presunta "guerra" ai Centri
Commerciali che tutti i politici proclamano. I fatti, per il momento, sono
l'esatto contrario.

All'informazione e al miglior giornalismo il compito di avvicinare intenzioni
e azioni, proclami e provvedimenti.

Con i pi� cordiali saluti


Marcello Saponaro
Coordinatore Provinciale dei Verdi




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