*/Respingiamo precarietà e guerre /*
*/Globalizziamo la lotta/*
Il 19 marzo scorso a Roma in 50 mila, in gran parte giovani precari e studenti, hanno partecipato alla manifestazione promossa dal Comitato per il ritiro delle truppe dallâIraq in risposta alle indicazioni del Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e del Forum Sociale Europeo. La manifestazione di Roma, come quella di Londra, ha portato in piazza settori significativi del movimento con parole dâordine chiare per il ritiro immediato delle truppe (che conta un 70% di favorevoli in Italia), la legittimità della resistenza irachena e la chiusura delle basi Usa e Nato.
La resistenza e la mobilitazione contro la guerra infinita di Bush & C, si ricollega al pià ampio movimento internazionale che si oppone ai processi di globalizzazione capitalistica, con in prima linea i movimenti contadini e i lavoratori di Sud America e Asia, ma che vede significative manifestazioni di lotta negli Stati Uniti, in Europa e in Italia *contro la precarizzazione del lavoro e della vita*.
Questa oggettiva e potenziale *unità di lotta contro la guerra e di difesa del lavoro*, contro gli interessi finanziari e armati delle multinazionali e degli stati imperialisti, puà costituire lâ*elemento di forza *dei nostri movimenti e dà senso al 1 Maggio come giornata internazionale di lotta dei lavoratori che sia nel nord sia nel sud del mondo resistono e si organizzano contro lâoppressione, lo sfruttamento e le guerre imperialiste.
In Italia sono oltre 7 milioni i lavoratori precari, con rapporti di lavoro regolati dalle oltre 40 diverse forme di contratto previste dalla Legge 30 che ha ulteriormente peggiorato il âpacchetto Treuâ rifilatoci nel â98 dal centro sinistra: cosà milioni di giovani sono stati spinti alla contrattazione individuale delle loro condizioni di lavoro e contrapposti, dalle imprese, ai loro compagni di lavoro âgarantitiâ. I processi in atto di ristrutturazione e decentramento produttivo omologano sempre pià la condizione precaria del lavoro, con lâespulsione in massa da interi settori produttivi che mette di fronte gli ex-garantiti alla disoccupazione e al ricatto (ormai ampiamente avallato dai sindacati confederali) di dover accettare le forme di contratto previste dalla Legge 30.
à necessario, accanto al *rilancio della lotta unitaria* di tutti i lavoratori, *respingere le sirene nazionaliste e protezioniste* che tentano di indicare nei migranti e nei lavoratori del sud del mondo, destinatari del decentramento, i nostri nemici.
Abbiamo un *unico nemico*, il *capitalismo*, che fa leva sulle contraddizioni di chi vive del proprio lavoro per attuare il suo scopo: accumulare profitti; e lo fa con tutti i mezzi a disposizione, in modo particolare con la guerra preventiva dellâimperialismo Usa - con epicentro in Iraq - per assoggettare intere nazioni ed appropriarsi delle loro risorse umane e materiali, e con sempre pià repressione interna, attaccando in piazza e nei tribunali le varie forme di dissenso. Un tassello di questa battaglia sarà il *May Day di Milano,* indetto dal sindacalismo di base e da numerose realtà di movimento e dei precari, a cui invitiamo a *partecipare in massa*.
*No alla precarietà del lavoro e della vita*
*No a guerra infinita e repressione, No alla guerra tra lavoratori*
Ritiro immediato delle truppe dallâIraq
Via le basi Usa e Nato
*Comitato per il ritiro delle truppe dallâIraq- Milano*
Aderiscono: CUB -Milano; Comitato Milano-Brianza (Arciblob Arcore, Coord. Dem. Eritrei in Italia Mi, Italia-Cuba Arcore, Linea proletaria, Unità comunista); Red Link; Comitato lav. contro la guerra -Como; Comitati contro la guerra âMilano.
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