Andrea dice una cosa molto importante, che al di là di tutto mi fa molto
piacere: "
ho seguito con una certa attenzione il dibattito sulla questione delle
primarie...". Il che dimostra che il mio tentativo non è stato vano. Non
avevo infatti certamente la pretesa di convincere qualcuno semplicemente
postando qualche documento su questa mailist, ma almeno stimolare
un po' di riflessione, quello sì.
Se qualcuno dice di avere seguito il dibattito con interesse , tanto mi
basta. Nelle parole di Andrea, fuori da certi toni sarcastici e
liquidatori, al di là delle diverse vedute, c'è almeno la volontà
costruttiva di approfondire il discorso, senza lo spririto partigiano e
militante "di bandiera" di altri intervenuti.
Ringrazio quindi Andrea di offrirmi l'occasione di approfondire la
questione.
Tornando a una questione posta da Ballini qualche giorno fa, quando
chiedeva se la partecipazione alle primarie "non poteva
essere almeno un modo, magari votando scheda bianca, per incontare un
parte di quel popolo che spesso anche i militanti dei partiti e delle
associazioni non vedono e non sentono quasi mai", è una preoccupazione
che capisco perfettamente, ma la risposta è: no, non era possibile, per
una serie di motivi molto semplici, di metodo e di merito, che cerco di
riassumere:
1) MERITO In queste primarie valeva il principio che "CHI VOTA
SOTTOSCRIVE", vale a dire che si chiedeva preventivalmente a chi si
recava a votare di sottoscrivere il programma dell'Unione. Un programma,
cosa per me inconcepibile, che si chiedeva di sottoscrivere
a "scatola chiusa", visto che non era ancora stato
ufficializzato, ma di cui si conoscevano già nei fatti i capisaldi
fondamentali (bastava leggere su tutti i giornali le dichiarazioni di
Prodi):
-mantenere le truppe italiane su tutti i fronti di guerra Iraq escluso
ove verranno sostituite da non meglio precisati "ricostruttori”
-rinsaldare la storica alleanza con gli Usa”
-modificare – e non cancellare – la legge 30 e la controriforma Moratti
-ripristinare un sistema elettorale totalmente maggioritario
-legittimità della Bolkestein
-"umanizzare" e non chiudere i CPT
Chi come me è contrario a questo programma, non poteva votare.
2) METODO Il sistema delle primarie è itrinsecamente legato a logiche
maggioritariste e presidenzialiste perché presuppongono un certo tipo di
sistema elettorale (maggioritario) e istituzionale
(presidenzialista), proprio quelli contro cui taluni partiti che pure le
hanno sostenute e addirittura caldeggiate, come Rifondazione, si erano
strenuamente battuti. Sostenere simili forme di consultazione significa
avallare le spinte verso un sitema istituzionale autoritario,
contribuendo a radicarlo nella mentalità di massa. E' questo che sorprende.
-l'Italia non è né una Repubblica presidenziale , né un premierato , ma
una repubblica parlamentare. Non
ha quindi nessun senso un metodo di questo tipo, perché in una repubblica
parlamentare il compito di eleggere il capo del governo spetta al
Parlamento, su proposta del Presidente della Repubblica. Si è
addirittura parlato di elezione del "candidato premier", cosa
assolutamente fuori luogo. Notare che è un'espressione particolarmente
amata da Berlusconi. Secondo qualcuno, c'erano addirittura gli estremi
per ravvisare l'incostituzionalità e chiedere a Ciampi d'intervenire per
bloccare tutto ciò. Fuori luogo, ma non infondato.
Quindi:
Al di là delle migliori intenzioni che potevano animare chi si èrecato a
votare (e alle quali non sono affatto indifferente) quanto più alta è
stata la partecipazione, tanto maggiore è stato l'avallo dato alle cose
di cui sopra e al programma moderato di Prodi.
Non si può non vedere che il risultato di questa consultazione è stato
una conferma plebiscitaria per Prodi (75%), che avrà così le mani
totalmente libere, e UNA SECCA SCONFITTA PER BERTINOTTI (di cui c'è ben
poco da entusiasmarsi), che azzardava un 20% mentre ha solo confermato
il proprio dato elettorale già acquisito (calcolando il 14,7 sul dato
complessivo delle forze dell'Unione), e il cui partito, in profonda
crisi di militanza e radicamento, si troverà incatenato a una coalizione
moderata e al suo programma senza affatto avere il millantato "potere
contrattuale" che diceva di volersi conquistare nell'Unione. Prodi
stesso l'ha detto: "IL PROGRAMMA LO FACCIO IO". Nel frattempo
Rifondazione a livello territoriale è sempre più coinvolta nelle
politiche reazionarie di giunte moderate ("Bononia docet", dicevano i
latini), e, dopo questo risultato, vi sarà ancora più incatenata.
Il modo milgiore e più costruttivo per rapportarsi con le ragioni del
cosiddetto "popolo delle primarie" è secondo me quello indicato da
Mauro: il suo coinvolgimento nelle lotte reali. Le "primarie" portano in
una direzione esattamente inversa, e quando il nuovo governo di
centrosinisintra sarà insediato, le lotte staranno da una parte, il
governo dall'altra, con dentro Rifondazione. Come già vediamo a Bologna.
Legge elettorale: la proposta del comitato non è di discutere di QUESTA
legge eletorale, FALSAMENTE PROPORZIONALE, ma avnzare una proposta
alternativa autenticamente tale.
Quello che forze come Verdi, Rifondazione, PdCI ecc. POTEVANO e DOVEVANO
fare e invece non hanno fatto, PERCHE' VINCOLATE A UN ACCORDO CON
L'UNIONE, IN CAMBIO DI ALCUNE POLTRONE MINISTERIALI.
[EMAIL PROTECTED] ha scritto:
Gentili amici del social forum,
ho seguito con una certa attenzione il dibattito sulla questione delle primarie,
........
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