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Effettivamente l'affermazione di Niki Vendola
è una provocazione per la sinistra masochista, un'eresia che
sarebbe meglio sopprimere, un revisionismo inaccettabile del dogma
dell'opposizione ma anche di quello del governo, in attesa che il nostro
Niki decida di dimettersi per sanare lo scandalo perchè non
applaudire a Fausto che abbracciando Prodi ha finalmente confermato nelle
proprie certezze tutti coloro temono di essere traditi perfino dalla
propria "incrollabile fede".
Comunque tanti auguri ai "quindici" del resto
anche i dodici apostoli hanno avuto qualche chance, ma forse perchè immaginavano
di costruire una comunità più larga del cenacolo in cui avevano consumato
l'ultima cena!
L'ultimo che legge questa mail spenga la
luce!
Grazie!
Gianni
----- Original Message -----
Sent: Saturday, October 29, 2005 2:22
PM
Subject: [BgSF] Dopo le primarie
americane di Prodi, un "NO, Grazie!" ancora più convinto
Dopo le primarie americane di Prodi, un "NO, Grazie!" ancora
più convinto
di Franco Ragusa (intervento all'incontro nazionale del 15
Ottobre dei promotori e sottoscritori dell'appello "la sinistra per il
proporzionale" )
Le primarie dell'Unione, infine, ci sono state, e
ci hanno consegnato una larga affluenza al voto e la vittoria scontata di
Romano Prodi. Visto l'alto numero di elettori che si è presentato ai seggi
allestiti dall'Unione, da più parti si sta sottolineando quale momento di vera
democrazia abbia costituito questo appuntamento per il popolo di
centrosinistra. Addirittura, dalle pagine de "il manifesto", anche la
Rossanda ha sentito il dovere di fare autocritica. Chi scrive, sarà forse
per vocazione minoritaria, un vero e proprio difetto genetico, deve purtroppo
confessare la propria incapacità a capire cosa possa essere cambiato a partire
dai risultati del 16 ottobre.
Certo, sapere che oltre 4 milioni di
persone sentano il bisogno di manifestare la propria appartenenza politica fa
piacere. Ricorda che la politica è fatta anche di passione ideale e non
soltanto di freddi calcoli da amministratore di condominio. Ma perché
rimanere sorpresi di fronte ad un numero che non prova nulla? Per altro,
non dimentichiamo che in condizioni molto più difficili la stessa macchina
organizzativa (che ha promosso le primarie) è normalmente in grado di
organizzare treni e pulman per portare a Roma oltre un milione di
manifestanti. E' in ogni caso doveroso sottolineare l'esigenza,
chiaramente emersa, della voglia di partecipazione ai momenti politici del
Paese da parte un numero elevato di cittadini. Esigenza, però, ancora una
volta umiliata da meccanismi di partecipazione attraverso i quali, al
cittadino comune, non rimane altra possibilità che quella di potersi contare
in quanto soggetto politico. E sì, perché il dato rilevante dell'alta
partecipazione viene drammaticamente offuscato dal risultato "bulgaro"
dell'affermazione di Romano Prodi. Le primarie del 16 ottobre hanno
infatti confermato, se mai ve ne fosse stato bisogno, tutta l'inutilità di una
consultazione elettorale ideata e promossa ad uso e consumo del vincitore già
designato. Non hanno infatti costituito il naturale momento di chiusura di
un reale confronto politico, bensì l'esatto opposto. Sono state ideate e
portate avanti con un solo obiettivo: l'affermazione elettorale di Prodi nel
modo più ampio e visibile possibile in funzione dello scontro elettorale che
lo vedrà opposto al candidato del centrodestra. Le dichiarazioni dei
leader del centrosinistra come Fassino o Rutelli, del resto, sono sempre state
sin troppo chiare: si doveva andare a votare per dare il massimo di
legittimità e forza al candidato Premier del centrosinistra. E questo è
quanto, per oltre il 74%, ha fatto il popolo di centrosinistra che il 16
ottobre si è mobilitato. E' stato chiamato a manifestare per dare forza
alla propria coalizione contro l'attuale maggioranza e lo ha fatto nell'unico
modo concesso, visto che la leadership non poteva in ogni caso essere messa in
discussione da candidati che non potevano ambire a più di tanto e che, quindi,
conseguenza della logica maggioritaria ben presente nel meccanismo delle
primarie, era bene non votare per non disperdere il proprio voto. E nelle
primarie del 16 ottobre, per l'appunto, non disperdere il proprio voto
significava dare forza e legittimità al candidato Premier del centrosinistra
già designato.
Certamente, il risultato di Bertinotti può apparire un
buon risultato. Ma da oggi, Rifondazione Comunista, dopo aver legittimato,
con la propria adesione al meccanismo delle primarie, la schiacciante vittoria
di Prodi, avrà meno occasioni di reale confronto con L'Unione di quante ne
avrebbe invece avute se non vi avesse partecipato. Se plebiscito doveva
essere, secondo le intenzioni di chi ha creato l'appuntamento del 16 ottobre,
molto meglio un Prodi lasciato competere da solo, al 100%, di un Prodi al 75%
ma vincitore su Bertinotti e gli altri. Ma chissà, forse nelle intenzioni
di Bertinotti vi era proprio quella di mettersi nella condizione di non avere
vie alternative: accettate le primarie, è gioco forza dover accettare anche il
risultato. Va infatti sottolineato che queste primarie nascono prima della
svolta della nuova legge elettorale. Costretti all'alleanza politica a tutti i
costi con l'Unione, dal sistema elettorale maggioritario dei collegi, per la
leadership di Rifondazione si trattava di trovare pure il modo per far
digerire il tutto alla propria base di partito ed elettorale. E dopo che
il popolo di centrosinistra si è espresso in maniera inequivocabile, come
chiamarsi fuori? Una sorta di delega in bianco scaturita dall'accettazione
di una candidatura già sconfitta in partenza.
Questo è quanto è
possibile leggere dai risultati delle primarie dell'Unione. Nulla di
nuovo, quindi, di quanto già commentato soltanto poche settimane fa in una
precedente e-mail inserita nel dibattito sulle primarie da "il manifesto":
"L'esperienza che proviene dai paesi dove questo strumento si è
affermato, del resto, non lascia adito a dubbi: tranne rarissimi risultati
eccezionali che non fanno sistema, il meccanismo è tale da avvantaggiare
soltanto i partiti maggiori e meglio organizzati. Che in Italia ci sia
stata la sorpresa di Nicky Vendola in Puglia non può permettere a nessuno di
farsi illusioni. Anzi, proprio a partire da questo risultato è facile
prevedere macchine organizzative del consenso sempre più sofisticate e sempre
più costose, con le minoranze schiacciate a mero ruolo di presenza per
legittimare designazioni decise e pilotate dall'alto." Franco Ragusa
(intervento all'incontro nazionale del 15 Ottobre dei promotori e
sottoscritori dell'appello "la sinistra per il proporzionale", v. C’E’ UNA SINISTRA CHE DICE SI' AL PROPORZIONALE - NO AL
MAGGIORITARIO su
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