Giro l'appello delle donne francesi ricevuto
dalle Donne in Nero di Parigi la scorsa settimana e tradotto da Silvana
Badaloni.
NO ALLE VIOLENZE: L'APPELLO DELLE
DONNE!
Noi siamo donne, madri, figlie, sorelle. Noi siamo nipoti, zie, cugine, amiche, amanti o vicine. Noi siamo la meta' della popolazione. La meta' del cielo. La meta' del mondo. Guardate bene: sulle foto delle banlieues in fiamme.non c'e' una donna!
Nel momento in cui un ministro irresponsabile e belligerante insulta i nostri parenti e le nostre famiglie, francesi, immigrati, stranieri.
Nel momento in cui pretende di "ripulire i quarteri con il Karcher (n.d.t. getto d'acqua ad alta pressione)" e "eliminare la marmaglia".
Nel momento in cui noi piangiamo la morte di due ragazzi, rifugiatisi in condizioni oscure all'interno di un trasformatore EDF.
Nel momento in cui piangiamo e deploriamo la morte di un uomo colpito a morte a Epinay poiche' fotografava un lampadario.
Nel momento in cui bruciano le macchine, le scuole, i commissariati.
LANCIAMO UN APPELLO SOLENNE PERCHE' CESSINO QUESTE VIOLENZE CHE
POSSONO FINIRE IN MANIERA ANCORA PIU' DRAMMATICA.
Perche', i nostri figli hanno bisogno di automobili per andare a lavorare o a cercare un lavoro. Hanno bisogno di scuole per acquisire i saperi indispensabili. Hanno bisogno di centri sociali gratuiti di prevenzione e di cura, bisogno di avere accesso a tutta l'assistenza sanitaria. Hanno bisogno di autobus per spostarsi. Hanno bisogno di pompieri per salvare delle vite o spegnere gli incendi. Hanno bisogno di postini per far pervenire la posta. Hanno bisogno di servizi pubblici utili alla collettivita'.
NOI CI APPELLIAMO dapprima ai nostri figli, a quelli che amiamo: esigiamo che ritornino a casa e che si calmino! Lo esigiamo perche' li abbiamo messi al mondo. Li abbiamo fatti crescere e nutriti. Perche' senza di noi non esisterebbero. Non hanno diritto di distruggere la vita che abbiamo loro dato. Ci fanno provare vergogna accettando di somigliare all'insulto che e' stato loro fatto. No, non sono marmaglia. Non sono degli scarti che si gettano. Sono degli esseri umani che hanno il diritto al rispetto, alla uguaglianza, alla dignita'. Come tutti i cittadini, hanno dei diritti, ma anche dei doveri.
CI APPELLIAMO ALLE FORZE DI POLIZIA PERCHE' RISPETTINO
SCRUPOLOSAMENTE LE REGOLE REPUBBLICANE
CI APPELLIAMO UGUALMENTE ai 'donatori di lezioni' che ci disprezzano e ci ignorano, a quelli che hanno instaurato la politica deplorevole dei 'grandi fratelli' di cui si vedono i risultati disastrosi, che trattano solo con le chiese e gli imam, che sopprimono sovvenzioni pubbliche e politiche di assistenza, che attizzano l'odio e lo smarrimento, senza mai darci i mezzi per vivere dignitosamente. Dietro questa politica, c'e' anche un disprezzo delle donne, di quelle che lottano nei quartieri, che si battono, che costruiscono, con dei mezzi e degli aiuti notoriamente insufficienti, delle strategie per lottare contro le violenze: le donne che prestano soccorso, le donne che sono solidali, le donne in piedi!
DOMANDIAMO un vero piano di urgenza delle banlieues che permetta una vera politica sociale per tutti, una politica di prevenzione e di sostegno dell'infanzia alle famiglie, una politica scolare all'altezza della posta in gioco, una vera politica di integrazione sociale e la fine dei ghetti.
SAREMO NEI QUARTIERI CHE BRUCIANO, MANIFESTEREMO CON I NOSTRI
PARENTI (VICINI), IN SILENZIO E PACIFICAMENTE
LANCIAMO QUESTO APPELLO A TUTTE LE DONNE,
DOBBIAMO ESSERE MIGLIAIA, PER INTERPORCI, E METTERE FINE A QUESTE VIOLENZE
Venerdi 4 novembre 2005
Prime firmatarie :
- AFRICA 93
- UFAL Saint-Denis
- UFAL Ile de France
Noi siamo donne, madri, figlie, sorelle. Noi siamo nipoti, zie, cugine, amiche, amanti o vicine. Noi siamo la meta' della popolazione. La meta' del cielo. La meta' del mondo. Guardate bene: sulle foto delle banlieues in fiamme.non c'e' una donna!
Nel momento in cui un ministro irresponsabile e belligerante insulta i nostri parenti e le nostre famiglie, francesi, immigrati, stranieri.
Nel momento in cui pretende di "ripulire i quarteri con il Karcher (n.d.t. getto d'acqua ad alta pressione)" e "eliminare la marmaglia".
Nel momento in cui noi piangiamo la morte di due ragazzi, rifugiatisi in condizioni oscure all'interno di un trasformatore EDF.
Nel momento in cui piangiamo e deploriamo la morte di un uomo colpito a morte a Epinay poiche' fotografava un lampadario.
Nel momento in cui bruciano le macchine, le scuole, i commissariati.
LANCIAMO UN APPELLO SOLENNE PERCHE' CESSINO QUESTE VIOLENZE CHE
POSSONO FINIRE IN MANIERA ANCORA PIU' DRAMMATICA.
Perche', i nostri figli hanno bisogno di automobili per andare a lavorare o a cercare un lavoro. Hanno bisogno di scuole per acquisire i saperi indispensabili. Hanno bisogno di centri sociali gratuiti di prevenzione e di cura, bisogno di avere accesso a tutta l'assistenza sanitaria. Hanno bisogno di autobus per spostarsi. Hanno bisogno di pompieri per salvare delle vite o spegnere gli incendi. Hanno bisogno di postini per far pervenire la posta. Hanno bisogno di servizi pubblici utili alla collettivita'.
NOI CI APPELLIAMO dapprima ai nostri figli, a quelli che amiamo: esigiamo che ritornino a casa e che si calmino! Lo esigiamo perche' li abbiamo messi al mondo. Li abbiamo fatti crescere e nutriti. Perche' senza di noi non esisterebbero. Non hanno diritto di distruggere la vita che abbiamo loro dato. Ci fanno provare vergogna accettando di somigliare all'insulto che e' stato loro fatto. No, non sono marmaglia. Non sono degli scarti che si gettano. Sono degli esseri umani che hanno il diritto al rispetto, alla uguaglianza, alla dignita'. Come tutti i cittadini, hanno dei diritti, ma anche dei doveri.
CI APPELLIAMO ALLE FORZE DI POLIZIA PERCHE' RISPETTINO
SCRUPOLOSAMENTE LE REGOLE REPUBBLICANE
CI APPELLIAMO UGUALMENTE ai 'donatori di lezioni' che ci disprezzano e ci ignorano, a quelli che hanno instaurato la politica deplorevole dei 'grandi fratelli' di cui si vedono i risultati disastrosi, che trattano solo con le chiese e gli imam, che sopprimono sovvenzioni pubbliche e politiche di assistenza, che attizzano l'odio e lo smarrimento, senza mai darci i mezzi per vivere dignitosamente. Dietro questa politica, c'e' anche un disprezzo delle donne, di quelle che lottano nei quartieri, che si battono, che costruiscono, con dei mezzi e degli aiuti notoriamente insufficienti, delle strategie per lottare contro le violenze: le donne che prestano soccorso, le donne che sono solidali, le donne in piedi!
DOMANDIAMO un vero piano di urgenza delle banlieues che permetta una vera politica sociale per tutti, una politica di prevenzione e di sostegno dell'infanzia alle famiglie, una politica scolare all'altezza della posta in gioco, una vera politica di integrazione sociale e la fine dei ghetti.
SAREMO NEI QUARTIERI CHE BRUCIANO, MANIFESTEREMO CON I NOSTRI
PARENTI (VICINI), IN SILENZIO E PACIFICAMENTE
LANCIAMO QUESTO APPELLO A TUTTE LE DONNE,
DOBBIAMO ESSERE MIGLIAIA, PER INTERPORCI, E METTERE FINE A QUESTE VIOLENZE
Venerdi 4 novembre 2005
Prime firmatarie :
- AFRICA 93
- UFAL Saint-Denis
- UFAL Ile de France
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