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Sent: Saturday, September 23, 2006 10:49 PM
Subject: [red_link] Italia: 25,1 miliardi annui per le "missioni" in armi


UN BUON ARTICOLO DI DOCUMENTAZIONE SULLE SPESE MILITARI TRATTO DAL
GIORNALE ANARCHICO UMANITA' NOVA. DATI E CIFRE CHE POSSONO CHIARIRE A
MOLTI TITUBANTI LA NECESSITA' URGENTE DI SCENDERE IN PIAZZA IL 30
SETTEMBRE.


Italia: 25,1 miliardi annui per le "missioni" in armi

La
spesa di guerra

Il decreto di rifinanziamento delle missioni militari
all'estero (DL 224/2006), discusso ed approvato in senato il 25 luglio
scorso, ha avuto ampia diffusione sulla stampa nostrana, a causa delle
possibili ricadute sulla tenuta del governo "Prodi". Tutti i giornali
presi in consultazione (quotidiani, settimanali…) hanno dato risalto,
per "qualità" e "quantità" economica soprattutto alle missioni
"irachena" ed "afgana". La questione "afgana" è risultata essere
emblema delle scontro tra militaristi governativi e, ora possiamo
dirlo, ex-pacifisti sempre governativi. Il complesso del decreto è
invero assai più largo e riguarda diverse missioni di guerra, o di pace
come le chiamano loro, ma di loro pace si tratta.

Alcuni dettagli:

Iraq

La prosecuzione della missione "umanitaria", di stabilizzazione
e ricostruzione dell'Iraq, è stata rifinanziata con la cifra di euro
33.320.634. Se leggete il decreto si parla appunto di rifinanziamento
di ciò che viene definita una missione umanitaria di pace: il decreto,
al momento, continua a dare soldi per la guerra sotto forma di
ricostruzione. Il governo attuale, Rifondazione in testa, al momento
paga ancora la guerra in Iraq. Probabilmente se non lo avessero
distrutto non sarebbe stato necessario dare soldi per ricostruirlo. Ci
avete mai pensato?
La parte militare della guerra in Iraq prende
129.381.507 euro per il rientro delle truppe entro l'autunno, a cui si
devono aggiungere euro 550.268 per la proroga (dicembre 2006) della
partecipazione di personale militare alla riorganizzazione dei
Ministeri della difesa e degli Interni iracheni.

Afghanistan

Per la
realizzazione degli interventi di cooperazione in Afghanistan la spesa
ammonta a 17.500.000 euro, mentre per la prosecuzione della guerra se
ne spendono un po' di più, ovvero, 136.631.975 euro. La cooperazione
come alibi per sostenere la guerra: avete mai pensato anche a questo?
Missioni nel Golfo Arabico e nel Mediterraneo: Euro 25.569.180 per la
partecipazione di personale militare alla missione nel Golfo arabico
nel quadro della missione "Enduring Freedom", avete letto bene, e della
missione "Active Endeavour", ad essa collegata ed avete letto sempre
bene.

Balcani

Balcani (vecchie guerre per nuovi finanziamenti
militari): euro 95.174.625 per la proroga delle seguenti missioni
militari: Multinational Specialized Unit in Kosovo, Joint Enterprise
nell'area balcanica, Criminal Intelligence Unit in Kosovo, Albania 2
Bosnia Erzegovina: euro 28.861.078 per le missioni Althea ed Integrated
Police Unit, Fanteria rumena per la partecipazione a Joint Enterprise:
euro 641.286, Arma dei carabinieri in Kosovo (EUPT): 45.665

Medio
Oriente

Hebron: È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di
euro 761.702 per la proroga della partecipazione di personale militare
alla missione internazionale denominata Temporary International
Presence (TIPH 2).
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa
di euro 510.598 per la proroga della partecipazione di personale
militare alla missione di assistenza alle frontiere per il valico di
Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah
(EUBAM Rafah).

Missioni in Africa

Nella regione del Darfur in Sudan:
autorizzata la spesa di euro 167.692 per la proroga della
partecipazione di personale militare alla missione, denominata AMIS
II.
Congo: è autorizzatala spesa di euro 201.296 per la proroga della
partecipazione di personale militare alla missione di polizia nella
Repubblica democratica del Congo, denominata EUPOL Kinshasa.
Congo: è
autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 4.523.032 per
la partecipazione di personale militare alla missione militare a
sostegno della missione di osservazione delle Nazioni Unite nella
Repubblica democratica del Congo, denominata EUFOR RD CONGO

Missione
ONU a Cipro

È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro
126.303 per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione denominata United Nations Peacekeeping Force in Cipro
(UNFICYP)

Missioni e programmi di cooperazione delle Forze di polizia

È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 95.432 per la
proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di
finanza alla missione denominata United Nations Mission in Kosovo
(UNMIK)
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro
482.804 per la partecipazione di personale del Corpo della guardia di
finanza alla missione ISAF.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006,
la spesa di euro 582.293 per la proroga della partecipazione di
personale della Polizia di Stato alla missione denominata United
Nations Mission in Kosovo (UNMIK).
È autorizzata, fino al 31 dicembre
2006, la spesa di euro 4.159.702 per la proroga dei programmi di
cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi
dell'area balcanica.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa
di euro 581.491 per la proroga della partecipazione di personale
dell'Arma dei carabinieri alla missione in Bosnia-Erzegovina denominata
EUPM.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro
136.754 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia
di Stato alle attività per l'istituzione di una missione di assistenza
alla gestione delle frontiere e dei controlli doganali in Moldavia e
Ucraina.
È autorizzata, fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro
31.828 per la partecipazione di personale della Polizia di Stato alla
missione in Palestina, denominata European Union Police Mission for the
Palestinian Territories (EUPOL COPPS), con compiti di assistenza alla
polizia civile palestinese.

Consigliere diplomatico

È autorizzata,
fino al 31 dicembre 2006, la spesa di euro 102.708, determinata ai
sensi dell'articolo 204 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, per l'invio in Afganistan di un funzionario
diplomatico con l'incarico di consigliere diplomatico del comandante
del contingente militare che partecipa alla missione
ISAF.

Interventi
urgenti a favore delle popolazioni locali

È autorizzata, fino al 31
dicembre 2006, la spesa di euro 5.010.000 per interventi urgenti o
acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle
disposizioni di contabilità generale dello Stato, disposti nei casi di
necessità e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che
partecipano alle missioni di cui al presente decreto, al fine di
sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale,
compreso il ripristino dei servizi essenziali.

Questo in sostanza il
decreto che non solo rimarca una continuità di fondo con il precedente
Governo, a parte la questione Irachena su cui valgono le considerazione
più volte fatte sulla logistica internazionale (spostamento truppe in
Afganistan) a sostegno dell'imperialismo euro-americano, ma rinforza,
nell'essenza, la legittimità a proseguire nei vari scenari di guerra
come forza militare e di occupazione tra le altre. Perché è
assolutamente evidente che ogni qualvolta si apre un nuovo scenario
bellico o si interviene laddove c'è n'è uno circoscritto, a quel punto,
si occupa militarmente un territorio in permanenza e si costruiscono le
basi per il bisogno ricorrente di finanziamento delle truppe di
occupazione da una parte e delle miserie degli aiuti dall'altra. In
questo campo anche molte delle ONG, non tutte naturalmente e non in
tutti i luoghi, hanno funzioni militari indirette, ovvero risultano
essere spesso l'avamposto di una possibile occupazione e,
successivamente ad essa, le retrovie militare della guerra. A fronte di
quanto gli stati spendono per distruggere, sostenere le truppe e la
logistica militare, le ricostruzioni, ciò che invece fanno in aiuto
alle popolazioni locali è cosa assai miserevole e penosa.
Non c'è
ragione che tenga, ci spiace per quanti in Rifondazione e fuori da essa
vorranno farcelo credere, a giustificare quel decreto, soprattutto in
un momento in cui la spesa militare mondiale (dati Sipri 2005) è pari a
1120 miliardi dollari e dove l'Italia, con 25,1 miliardi di euro annui
risulta settima al mondo!!! Pari a 468 dollari all'anno per persona.
Presto qualche compagno verrà a raccontarci che non si può fare di più
per quanto riguarda la spesa finanziaria, che i soldi sono pochi
eccetera, eccetera: così come non abbiamo mai fatto sconti a nessun
potere, a nessun governo, allo stesso modo non faremo sconti a chi, nel
nome di una presunta vicinanza di ideali, continuerà a raccontarci
delle balle per salvare le poltrone a quattro burocrati di partito.

Pietro Stara

22 settembre 2006

fonte: Umanità Nova






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