Le operazioni bancarie di Israele

 

Marco Boccitto [Il manifesto 22 settembre]

 

Singolare raccolta fondi quella lanciata dall'esercito  israeliano in varie città della West Bank. In  particolare è stata assaltata, ripulita e  semidistrutta una filiale della National Jordanian  Bank a Nablus, insieme a 14 uffici di cambio tra  Jenin, Tulkarem e Ramallah. Il bottino finale  dichiarato dai militari è di 5 milioni di shekel (un  milione e 200 mila dollari circa) e 170 mila dinari  giordani (240 mila dollari), oltre a tre arresti. Le  autorità palestinesi denunciano anche il «prelievo» di  documenti e computer. Non è stata emessa ricevuta, ma  l'operazione è andata comunque a buon fine. Solo che a  Nablus sarebbe stato usato troppo esplosivo. Da qui le  simpatiche scuse alla direzione della banca, per i  danni al mobilio. Analogamente al 2004, quando  un'azione simile aveva fruttato 9 milioni di dollari,  provocando tumulti di piazza e la reazione della  Giordania che si sentiva personalmente alleggerita,  l'esercito ieri spiegava come quei soldi, provenienti  da Siria e Iran, fossero destinati a Hamas, Jihad e  Hezbollah. Fatte le dovute proporzioni, sarebbe come  se la magistratura italiana contrastasse gli inghippi  bancari nelle banche svizzere a cannonate e con le  teste di cuoio dei Ros. L'immagine di una filiale  stuprata dai corpi speciali, piuttosto che la  sovranità violata di uno stato, in quel caso  provocherebbe ben altri sussulti di coscienza. Visto  il tasso di bombe a grappolo ultimamente addebitato  sul conto dei civili libanesi, verrebbe quasi da  gioire per l'impiego di queste tattiche «finanziarie».  Se non fosse che Gaza è alla fame e che la distruzione  della sua economia è parte fondante di questa guerra.  «La guerra di cui il mondo non vuole sapere», titolava  martedì The Independent la sua prima pagina dedicata  ai bambini palestinesi uccisi negli ultimi mesi. La  notizia della «rapina in banca» si aggiunge così, come  una spolverata di zucchero a velo, sulla mattanza  quotidiana. Considerando che ieri i raid hanno ucciso  un solo palestinese e i razzi Qassam lanciati oltre  confine hanno ferito un solo israeliano. Giornata  quasi celestiale, con sottofondo di risacca  mediterranea e cinguettìo diffuso, perché da Bari  arriva anche la storia secondo cui israeliani,  libanesi e palestinesi, complice la Fiera del Levante,  si coordineranno presto in materia di parchi naturali.  Forse troppo.
 
 
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