Ci vediamo sabato 25 novembre alle ore 15, minuto più, minuto meno, davanti 
a Palafrizzoni.
Ci conosceremo e volantineremo per tutta la città, diffondendo le nostre 
idee.
Sarà una giornata di festa.
VI ASPETTIAMO!


LIBERE DALLA VIOLENZA

Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della
violenza contro le donne" secondo quanto deciso dall'Onu. La violenza contro
le donne ha molte facce: uccisioni e stupri sono gli aspetti più drammatici
delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per
le strade. È sofferenza e  umiliazione.  È la prima causa di morte tra le
donne nel mondo. Certamente è l'azione di singoli uomini, le cui individuali
responsabilità vanno accertate, perseguite e condannate. Ma è soprattutto lo
specchio di una società civile che, negando la dignità di un soggetto,
sminuisce e nega la propria cultura.
Nessuno può dire: non mi riguarda. Non basta la consapevolezza femminile a
fermare le mani maschili che violano la mente e il corpo delle donne fino ad
ucciderlo. È indispensabile che assieme alle donne anche gli uomini,
singolarmente e collettivamente, si assumano la responsabilità del
cambiamento, con contributi di riflessione e azione. Le istituzioni, la
magistratura, i servizi, le strutture educative, le forze dell'ordine, i
partiti politici, le organizzazioni sindacali, i mass-media, tutti si devono
sentire coinvolti in un'unica forza di cambiamento. Le grandi conquiste di
civiltà partono sempre dal piccolo passo di ognuno di noi.
Conosciamo la difficoltà che esiste a sfatare gli stereotipi sulla violenza
alle donne, come quello che vuole la violenza legata prevalentemente
all'immigrazione:
sappiamo che non è vero. La prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 44
anni è la violenza subita in famiglia, tra le mura di casa.  Riconosciamo,
tuttavia, le profonde differenze portate da culture tradizionali e
tradizionaliste, che negano la donna come soggetto. Senza il riconoscimento
della libertà e della dignità della donna non è possibile la convivenza.
Noi donne camminiamo con la testa alta. Prendiamoci questa giornata. Andiamo
nelle piazze, riempiamole e facciamola diventare una giornata di
mobilitazione  locale e nazionale dell'intera società di donne e di uomini,
per affermare che senza il riconoscimento della libertà e della dignità
delle donne nessuna convivenza è possibile. Per chiedere con forza al
Parlamento di dare precedenza al tema della violenza contro le donne con uno
specifico piano d'azione che permetta una piena realizzazione dei diritti
delle donne e delle loro scelte di vita. L'amministrazione comunale - che è
impegnata nella realizzazione del progetto di una città vivibile anche per
le donne - è consapevole che l'eliminazione della violenza contro le donne
deve essere assunta come priorità e che le iniziative per contrastarla, per
essere efficaci, devono avere continuità e durata perché sono profonde le
radici che la generano. Devono saper coinvolgere l'intera città, donne e
uomini; saper includere le donne immigrate e le loro aggregazioni. Dire
"basta" non è sufficiente, ma è importante.

Cgil Bergamo
Comune di Bergamo
Usciamo dal silenzio di Bergamo
Aderiscono: le donne del Centro delle Culture di Bergamo, le donne dei
Democratici di Sinistra di Bg, le donne della Federazione dei Verdi, le
donne del Partito dei Comunisti Italiani, le donne di Rifondazione
Comunista, le donne della Sinistra giovanile

Bergamo, 25 novembre 2006
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