Riceviamo e volentieri giriamo a tutti, riprendendo in particolare il passaggio 
quà sotto riportato:

"Ai politici e agli uomini di partito che condividono la responsabilità 
di Governo locale e nazionale rivolgiamo l’invito a partecipare senza 
le proprie bandiere; vi chiediamo un segno di rispetto verso le tante 
donne e i tanti uomini che in questi giorni si sono sentiti traditi dai 
partiti e dalle istituzioni;vi chiediamo, anche, di valorizzare la 
scelta di quanti, in questi giorni, hanno scelto di dimettersi o 
auto-sospendersi in segno di protesta."
Amen.

"[EMAIL PROTECTED]" <[EMAIL PROTECTED]> ha scritto: Data: Thu, 25 Jan 2007 
23:15:43 +0100
Oggetto: appello manifestazione nazionale vicenza
Da: "[EMAIL PROTECTED]" <[EMAIL PROTECTED]>
A:  "vialetruppebg" <[EMAIL PROTECTED]>

 -APPELLO ALLA MOBILITAZIONE
17 FEBBRAIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA
IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI:
DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA
Presidio Permanente, Vicenza
23 gennaio 2007

Dopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la responsabilità della 
decisione, l’Esecutivo nazionale ha ceduto all’ultimatum statunitense: «il 
Governo non si oppone alla nuova base Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo 
appena due ore, migliaia di vicentini sfilavano per le strade del centro 
cittadino. Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché 
Vicenza si è mobilitata, ha Invaso le strade, ha costruito il presidio 
permanente.
Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione dello 
scorso due 2 dicembre
– quando 30 mila persone sfilarono dalla Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato 
la forte contrarietà della popolazione alla nuova installazione militare. Ma il 
Governo, dopo aver più volte ribadito la centralità dell’opinione della 
comunità locale, ha ceduto agli interessi economici e militari.
In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione dell’Amministrazione 
Comunale che, forte dell’assenso dato dal Governo Berlusconi all’operazione, 
prima ha nascosto ai cittadini il progetto per tre anni e poi, snobbando la 
contrarietà della popolazione, lo ha approvato durante un Consiglio Comunale 
blindato e contestato; infine ha negato ai cittadini la possibilità di 
esprimersi attraverso il referendum.
Nonostante tutto questo a Vicenza è successo qualcosa di nuovo: Vicenza non si 
è arresa alle imposizioni. In questo percorso abbiamo trovato donne e uomini, 
studenti e anziani, lavoratori e professionisti; li abbiamo incrociati nelle 
mobilitazioni, abbiamo discusso con loro alle assemblee pubbliche ed ai 
convegni. Insieme abbiamo costruito il Presidio Permanente, un luogo 
attraversato da migliaia di persone in pochi giorni.
Vicenza non si è arresa alle imposizioni.
Vicenza non vuole una nuova base militare al Dal Molin.
Vicenza si è mobilitata.
Migliaia di persone hanno occupato i binari della stazione appena due ore dopo 
la conferenza stampa di Romano Prodi; e nei giorni successivi una serie di 
iniziative, dalla manifestazione degli studenti ai presidi in Municipio e in 
Prefettura, hanno confermato la determinazione dei cittadini.
La nostra città ha riscoperto la dimensione comunitaria e popolare, ha 
riattivato le reti di solidarietà che in altri contesti – per esempio a 
Scanzano Ionico o in Val di Susa – hanno permesso di fermare dei progetti 
devastanti.
Da ogni parte d’Italia ci è arrivata un immensa solidarietà, un caloroso 
sostegno. Manifestazioni e presidi si sono svoltI in questi giorni in ogni 
angolo del Paese. Contro una scelta contrastata dalla comunità locale ovunque 
si manifesta e si discute.
Il nostro cammino è appena all’inizio.  Nulla si è concluso con l’espressione 
del parere governativo.
Cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali hanno deciso di opporsi; 
molti parlamentari si sono auto-sospesi. Vicenza vuole fermare questo scempio, 
se necessario anche seguendo l’invito di molti a mettere pacificamente in gioco 
i propri corpi.
Vogliamo dare una voce unitaria, pacifica e determinata a questo sdegno. 
Vicenza chiama tutti a mobilitarsi contro la militarizzazione di una città, 
contro la costruzione di una base che sorgerà a meno di due chilometri dalla 
basilica palladiana, consumerà tanta acqua quanta quella di cui hanno bisogno 
30 mila cittadini, costerà ai contribuenti milioni di euro (il 41% delle spese 
di mantenimento delle basi militari Usa nel nostro territorio è coperto dallo 
Stato Italiano), sarà l’avamposto per le future guerre.
Vicenza vuole costruire una grande manifestazione nazionale per il 17 febbraio; 
vogliamo colorare le nostre strade con le bandiere arcobaleno e quelle contro 
il Dal Molin, ma anche con quelle per la difesa dei beni comuni e della terra, 
del lavoro e della dignità e qualità della vita. Un corteo plurale e popolare, 
capace di aggregare le tante sensibilità che in questi mesi hanno deciso di 
contrastare il Dal Molin, perché siamo convinti che le diversità siano un 
tesoro da valorizzare così come l’unità sia uno strumento da ricercare per 
vincere questa sfida.
Ai politici e agli uomini di partito che condividono la responsabilità di 
Governo locale e nazionale rivolgiamo l’invito a partecipare senza le proprie 
bandiere; vi chiediamo un segno di rispetto verso le tante donne e i tanti 
uomini che in questi giorni si sono sentiti traditi dai partiti e dalle 
istituzioni;vi chiediamo, anche, di valorizzare la scelta di quanti, in questi 
giorni, hanno scelto di dimettersi o auto-sospendersi in segno di protesta. Una 
protesta che, auspichiamo, dovrà avere ulteriori riscontri se il Governo non 
recederà dalle sue decisioni.
Noi siamo contro il Dal Molin per ragioni urbanistiche, ambientali, sociali; 
ma, anche, perché ripudiamo la guerra. Proprio per questo non accettiamo alcun 
vergognoso baratto con il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
La nostra lotta non si è esaurita. A Vicenza, il 17 febbraio, contro ogni nuova 
base militare, per la desecretazione degli accordi bilaterali che regolano la 
presenza delle basi, per la difesa della terra e dei beni comuni, per un reale 
protagonismo delle comunità locali e dei cittadini.
Il futuro è nelle nostre mani: difendiamo la terra per un domani senza basi di 
guerra. Il 17 febbraio tutti a Vicenza!

Presidio Permanente contro il Dal Molin
Per info e adesioni [EMAIL PROTECTED]
Web www.altravicenza.it--------- Initial Header -----------

>From      : "Comitato Ritiro Truppe BG" [EMAIL PROTECTED]
To          : [EMAIL PROTECTED], [EMAIL PROTECTED]
Cc          :
Date      : Thu, 23 Nov  2006 20:53:19 +0100 (CET)
Subject : appello per una manifestazione nazionale

> Il Comitato Bergamasco per il Ritiro delle Truppe dà la paropria adesione al 
> vostro appello e parteciperà fisicamente con la propria presenza. Stiamo 
> collaborando a raccogliere le adesioni per promuovere un pullman.


                
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