LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA SALUTE LIVIA TURCO:
LA SANITA' RENDE POVERI?
Caro Ministro,
sicuramente è a conoscenza delle proteste che si sono levate in tutto il
paese al seguito dell'introduzione dei ticket. L'imposizione dei ticket
nasconde le misure positive che sono state prese sulla sanità nella finanziaria
e riduce pesantemente il consenso al Governo Prodi. Al servizio sanitario
nazionale accede la gran parte dei cittadini italiani.
Sappiamo che il Governo sta predisponendo un provvedimento per cancellare
il ticket di 10 euro sulle ricette per la diagnostica; di questo siamo ben
contenti, non vorremmo però che per recuperare il mancato introito si
procedesse imponendo misure simili: altri ticket o altri esborsi diretti legati
alla malattia non sono più accettabili.
Deve pure essere specificato che le Regioni non hanno alcun obbligo di imporre
nuovi ticket di fronte ad altre modalità di recupero della cifra corrispondente
alle presente entrate.
I ticket sono una parte delle misure che portano ad impoverire i cittadini
meno abbienti; se aggiunti alla mancanza di servizi pubblici che assicurino le
cure dentarie, nonché alle spese di mantenimento e sostegno sanitario e
assistenziale alle persone malate croniche non autosufficienti, scopriamo che
aumentano la soglia di povertà di circa il 10% (CEIS 2006). La sanità
impoverisce, Signora Ministro, Le sembra possibile?
Allora noi riteniamo che nel breve periodo si possano trovare misure adeguate
per recuperare il mancato introito del ticket eliminato, ma riteniamo
altrettanto che tutti i ticket vadano eliminati e che si proceda nel medio
periodo ad intervenire sui meccanismi di spreco strutturali dovuti alla
legislazione e alla pratica organizzativa sanitaria di questi ultimi 20 anni.
Ad esempio da subito si può introdurre una misura alternativa che riduce la
spesa ma al tempo stesso migliora la qualità della salute dei cittadini.
Occorre adottare per i farmaci la cosiddetta DCI, (Denominazione Comune
Internazionale), ovvero il nome del principio attivo di ciascun farmaco che può
permettere (con le leggi che già ci sono) di distribuire esclusivamente i
farmaci generici e, se questi non esistono, quelli a prezzi più bassi.
Un'ulteriore misura, inoltre, già da noi proposta, è quella di eliminare
l'allungamento dei termini per la scadenza dei brevetti.
Ci sentiamo pure di consigliare quegli strumenti informativi, quali la
pubblicazione "Pillole di buona pratica clinica" che vanno nella direzione di
utilizzare i farmaci più sicuri e scientificamente convalidati e aggiornano
medici e pazienti sulla utilità/non utilità dei farmaci nuovi e di quelli di
uso più comune.
Sulle iniziative di lungo periodo che richiedono anche modifiche legislative
concordate con le regioni è necessario porre mano alle modalità di
finanziamento del sistema sanitario. Un discorso che vale per i farmacisti, per
i medici di medicina generale, per gli specialisti e non ultimo per gli
ospedali. Va adottato un sistema che paghi la salute piuttosto di quello, oggi
prevalente, che paga la malattia. In altri termini il sistema deve tendere a
incentivare chi agisce (curante o struttura) perché la cura e la
riabilitazione migliorino la speranza di vita in buona salute.
Non ultimo il sistema sanitario deve essere maggiormente finanziato, fino a
raggiungere, rispetto al PIL, la media europea.
Maria Pia Trevisani Bruni
Responsabile Provinciale Salute Rifondazione Comunista/Sinistra Europea
Chi volesse sottoscrivere la lettera aperta al Ministro della Salute, può
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Grazie!
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