Subject: Brigate Rosse? Ma quanta fantasia


di Marco Cedolin

Probabilmente si tratta di un caso fortuito, una di quelle coincidenze con le 
quali il destino ama trastullarsi, però sembra abbastanza curioso che il 
fantasma del terrorismo politico venga resuscitato dal suo sarcofago proprio 
nella settimana che fa da prologo alla grande manifestazione di Vicenza contro 
la nuova base americana Dal Molin. Scimmiottando in maniera grottesca 
l'atmosfera degli anni di piombo, giornali e TV hanno dato enorme risalto ad 
un'operazione di polizia dai contenuti abbastanza nebulosi che si sarebbe 
proposta di sgominare le nuove Brigate Rosse.
Non quelle ritenute a torto o a ragione responsabili degli omicidi D'Antona e 
Biagi, ma una cellula ancora più nuova, così nuova da non essersi ancora 
macchiata di nessun delitto che esuli dalla sfera delle pure intenzioni.
Sempre per un caso fortuito, codeste intenzioni non si sarebbero limitate a 
qualche azione dimostrativa, ma avrebbero avuto come oggetto obiettivi 
eclatanti quali l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Mediaset, Sky, 
l'Eni ed il quotidiano Libero. Si tratterebbe insomma di un vero e proprio 
gruppo di fuoco estremamente organizzato e radicato sull'intero territorio del 
Nord Italia che con una trentina di anni di ritardo sulla tabella di marcia 
aveva in progetto di sovvertire lo Stato attraverso la lotta armata.
Ci sarebbe molto da disquisire sull'uso ed abuso del termine "Brigate Rosse" 
come spauracchio da agitare alla bisogna e sul fatto che venga spacciata per 
vera l'assurda ipotesi che qualcuno nel 2007 si proponga di sovvertire l'ordine 
costituito con l'uso delle armi, ma per approfondire queste considerazioni 
credo sia meglio attendere l'esito dell'inchiesta che probabilmente, come 
spesso accade, si rivelerà una bolla di sapone.
Occorre invece riflettere sull'uso che l'informazione e la schiera di 
opinionisti che la contornano, stanno facendo dell'accaduto. Sul tentativo di 
mettere in relazione la manifestazione di Vicenza con lo spettro del 
terrorismo, di fare salire la tensione, di ridare vita ad incubi del passato, 
con la chiara finalità di screditare il movimento pacifista ed indurre i 
manifestanti a disertare l'appuntamento.
Probabilmente la migliore risposta alle visionarie tesi di coloro che cercano 
di mistificare la realtà instillando il germe della paura, la daranno proprio 
gli italiani che da tutta Italia sabato accorreranno a Vicenza.
Non facinorosi, no global, violenti, estremisti o terroristi in erba, come 
tanta stampa vorrebbe far credere, ma semplicemente cittadini, giovani, anziani 
e famiglie con i bambini, di ogni colore politico o piuttosto di nessun colore, 
che vorrebbero sovvertire solamente l'odiosa politica di guerra e adirebbero 
farlo attraverso l'uso delle uniche armi che sono in loro possesso, la presenza 
e l'espressione del proprio pensiero.

http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=1539
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