Lunedì 19 marzo a Bari, Roberto Della Seta, Presidente di Legambiente ha 
ufficialmente annunciato in conferenza stampa la presenza dell'associazione da 
lui rappresentata quale capofila insieme a Confindustria, alle Ferrovie di 
Stato e alla Regione Puglia, di un Comitato SI TAV che si propone la 
realizzazione della tratta TAV Napoli-Bari.

Gli ambientalisti amici del cemento
mercoledì 21 marzo 2007 di Marco Cedolin 


Il panorama delle associazioni ambientaliste italiane tende a farsi ogni giorno 
meno "verde" e più istituzionalizzato, destando più di una perplessità fra le 
centinaia di migliaia di cittadini che ne sostengono l'operato, dedicando il 
proprio tempo a titolo assolutamente gratuito.

Legambiente rappresenta sicuramente l'esempio più eclatante in questo senso, 
dal momento che in oltre 25 anni di attività è diventata un vero e proprio 
colosso della "difesa ambientale" forte di 20 comitati regionali, 1000 circoli 
locali e oltre 115.000 fra soci e sostenitori. L'associazione nata sul finire 
degli anni 70 dapprima come costola ambientalista dell'Arci, diventa in breve 
tempo sotto la giuda di Chicco Testa ed Ermete Realacci la vera interprete 
della sensibilità ambientalista crescente fra la popolazione. Costruisce tutta 
la propria storia coniugando sapientemente le tematiche ambientali care alla 
sua base e l'utilitarismo politico dei suoi dirigenti, perseguendo una 
radicazione capillare sul territorio e un rapporto di collaborazione fattiva 
con le istituzioni.
Si tratta pur sempre di un "ambientalismo politico" vissuto nell'alveo di 
un'appartenenza politica ben definita e portato avanti ricercando il dialogo 
con il mondo del lavoro e delle imprese, ma l'importanza dell'associazione ed 
il verde sgargiante della sua immagine crescono nel tempo in virtù della scelta 
di "campagne ambientali" sempre molto azzeccate, condotte in maniera ortodossa 
senza estremismi di sorta e con una copertura mediatica preferenziale.

Fra Golette verdi, Treni verdi, Spiagge pulite,Guide blu, Bandiere nere, Feste 
dell'albero, Puliamo il mondo ed altre decine d'iniziative tanto ricche 
d'appeal quanto povere di reale incisività nell'ambito dei vari problemi, 
riesce a coinvolgere migliaia e migliaia di cittadini (di sinistra e non) che 
dedicano gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie a quella che 
credono essere una disinteressata operazione a difesa di un ambiente messo 
drammaticamente in crisi dall'onnivora ingerenza dei meccanismi di crescita e 
sviluppo.
Gli iscritti ed i sostenitori continuano a crescere anche quando Chicco Testa, 
uno dei fondatori di Legambiente, diventa prima presidente dell'Enel e poi 
accanito sostenitore del ritorno del nucleare in Italia. Continuano a crescere 
anche quando le campagne dell'associazione iniziano a diventare sempre più 
patinate, le bandierine sempre più simili ai consigli gastronomici del Gambero 
Rosso, la fede ambientalista sempre più scricchiolante, la dirigenza sempre più 
recalcitrante ad assumere posizioni scomode in quanto non funzionali agli 
interessi della sinistra dei partiti, ormai votata alla sistematica 
cementificazione del territorio italiano.

Ma ogni crescita, anche quella delle illusioni, finisce per scontrarsi con dei 
limiti invalicabili che nel caso di Legambiente sono rappresentati dalla sua 
credibilità e dalla reale collocazione dell'associazione nell'ambito della 
tutela di un ambiente oggi più che mai sotto attacco da parte della lobby del 
cemento e del tondino e dei partiti politici che la rappresentano.

Lunedì 19 marzo a Bari, Roberto Della Seta, Presidente di Legambiente ha 
ufficialmente annunciato in conferenza stampa la presenza dell'associazione da 
lui rappresentata quale capofila insieme a Confindustria, alle Ferrovie di 
Stato e alla Regione Puglia, di un Comitato SI TAV che si propone la 
realizzazione della tratta TAV Napoli-Bari.
Lo ha fatto tenendo la conferenza stampa a bordo del nuovo "Treno verde di 
Legambiente e Ferrovie dello Stato" che attraverserà l'Italia quasi a sancire 
il sodalizio fra la più grande associazione ambientalista del nostro paese e la 
confraternita di soggetti pubblici e privati che dell'ambiente stanno da lungo 
tempo facendo scempio.
Ora che Legambiente ha sposato ufficialmente la causa del TAV, entrando a far 
parte della più grande truffa economica del nostro paese dal dopoguerra ad 
oggi, resta più facile anche comprendere la posizione interlocutoria tenuta 
negli ultimi anni dall' Associazione su argomenti di preminente importanza 
ambientale quali l'incenerimento dei rifiuti, i rigassificatori e le 
infrastrutture.

Resta da capire quale sarà l'atteggiamento delle migliaia e migliaia di 
cittadini che da molti anni operano gratuitamente all'interno di Legambiente 
con lo scopo di tutelare l'ambiente e non certo gli interessi della grande 
imprenditoria del cemento e delle costruzioni. Così come resta da capire quale 
libertà d'azione possano ancora conservare i 1000 circoli locali, molti dei 
quali in totale buona fede, come Legambiente Vallesusa insegna, stanno da 15 
anni combattendo contro il TAV e le nocività presenti sul territorio.

Mette comunque un po' di tristezza dovere constatare come l'ambientalismo sia 
sempre più terra di conquista dei grandi gruppi di potere e dei partiti al loro 
servizio che sponsorizzano associazioni ed organizzazioni ormai svuotate di 
ogni contenuto al solo scopo di crearsi una patente "verde" che non avrebbe 
ragione di esistere, carpendo con l'inganno la buona fede dei cittadini che si 
spendono con sacrificio per tentare di preservare quel minimo d'integrità 
ambientale che ancora rimane.

vedi anche:

http://www.lanuovaecologia.it/ecosviluppo/grandi_opere/7315.php

ma pure:

http://www.lanuovaecologia.it/ecosviluppo/grandi_opere/6873.php

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